Corte dei Conti: il parere è arrivato?

27 gennaio 2012 3 commenti

Attenzione battaglione, come si diceva da ragazzi. Da fonte assolutamente credibile, ancorché riservata, mi giunge questa voce: “il parere della Corte dei Conti è arrivato, ed è nelle mani del sindaco e dei suoi fedelissimi”. Sarà vero? Il popolo fremente attende news..arriveranno imminentemente, o ci terranno col fiato sospeso tutto il week end?

E. G.

Categories: In primo piano

[BlogLettera] Comune di Alessandria: un disastro che non suscita indignazione

28 gennaio 2012 1 commento

“La Procura di Alessandria, al termine dell’istruttoria, si è pronunciata sul bilancio 2010 del comune Capoluogo e lo ritiene falso.
La responsabilità viene congiuntamente attribuita al sindaco Piercarlo Fabbio, all’assessore alle Finanze – recentemente dimessosi – Luciano Vandone e all’ex ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano, già arrestato e in seguito rilasciato.

I tre sono anche accusati di abuso d’ufficio e truffa, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno dello Stato, con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione. E, ancora, di aver cagionato all’Erario e di conseguenza all’intera cittadinanza, un danno di rilevante gravità.

Qualche giorno fa la classifica del quotidiano “Sole 24 Ore” che periodicamente valuta il gradimento dei sindaci e dei presidenti di provincia, ha attribuito al sindaco di Alessandria la 22^ posizione nella graduatoria nazionale dei primi cittadini e, con il 57%, un lusinghiero consenso degli alessandrini.

La domanda è quale delle due notizie è palesemente falsa? O sono, drammaticamente, entrambe vere!”

Renzo Penna

Categories: BLettere

Processo Eternit: Mirabello Monferrato dice no alla transazione

28 gennaio 2012 3 commenti

Mirabello ha appena deciso all’unanimità di giunta, consiglio e cittadini presenti. No alla transazione. Si va avanti, con slancio e determinazione. Una sinergia che dai cittadini, al territorio, Provincia, Regione e Ministeri della salute e dell’ambiente si stringe intorno all’amianto, che come ha detto Balduzzi è un’emergenza nazionale, con i suoi circa 30000 siti nazionali censiti, le sofferenze passate, presenti e future che si porta e porterà ancora dietro. Tra questi siti, il casalese con i 48 Comuni e Casale capofila è da tempo il più importante su tutti i fronti di impegni e risultati sia delle parti sociali che istituzionali. Avanti, dunque e insieme!

La riunione di ieri sera, venerdì 27, presso la sala consigliare del Comune di Mirabello è durata circa tre ore. Sono stati condotti tre momenti principali. La prima parte dedicata a un resoconto dell’incontro di Roma. Sono intervenuti il Sindaco Gioanola (piccolo Comune costituito parte civile), il Sindaco Demezzi (città di Casale, capofila del territorio nel Processo Eternit), Luigi Ferrando (CIGL, CISL, UIL), Bruno Pesce (AFEVA) che hanno relazionato quanto discusso al tavolo del ministero e gli impegni presi da parte dei ministeri della salute e dell’ambiente e chiesti alla Regione Piemonte.

La seconda parte dell’incontro, svoltasi a prote chiuse, sindaci e avvocati Marco ed Ester Gatti, è stata dedicata a sviscerare le questioni giuridiche legate alla transazione, a questo e a prossimi gradi di giudizio e agli aspetti penali e civili. Infine, l’ultima parte della serata, è stata svolta sempre a porte chiuse, ma solo con i Sindaci costituiti parte civile. La rappresentanza del territorio casalese era quasi completa, erano presenti i sindaci di Casale, Balzola, Coniolo, Mirabello, Ozzano, Pontestura, Villanova. Assente solo il Comune di Morano.

La riunione appassionata ha avuto una convergenza importante verso la volontà di dare un segnale non frammentato, ma di territorio, un segnale per la ricostruzione di un percorso unito, condiviso e forte.

Luca Gioanola
sindaco di Mirabello Monferrato

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Il Superstite (73)

28 gennaio 2012 Lascia un commento

di Danilo Arona

Doverosa premessa: credo anch’io che non ci sia alternativa al governo Monti. Perciò invito chi legge a tenerne conto nella fruizione di queste note. Temo però che il programma di liberalizzazioni a tutto campo si porti dentro qualche seme di ingiustizia. Equiparare i notai ai pescatori forse è un po’ azzardato.

Intanto, nella parola “liberalizzazione” ci sta la radice di un’altra parola, “libertà”. Un bel paradosso, se ci ragioniamo su. Perché le liberalizzazioni dovrebbero dare a tutti le stesse possibilità operative. Invece non è così. I potenti schiacceranno ulteriormente i piccoli e le microeconomie (artigiani, commercianti di nicchia, aziende agricole e, restando nell’ambito locale, i tanto decantati da ogni giunta al potere “centri commerciali naturali”), non ottenendo affatto i paventati risultati del rilancio dei consumi e provocando ulteriori detrimenti occupazionali. Non è certo un caso se qualsiasi corporazione di mestieri in questo momento in Italia sia in subbuglio e sul piede di guerra; qui non si tratta di difendere lobbies (è un po’ difficile immaginare i pescatori come una lobby…), ma la questione si dibatte fra la cosciente distruzione progressiva di tutto un tessuto lavorativo, basato tradizionalmente sulla piccola imprenditoria spesso di carattere “familiare”, e la resa di fronte ai potentati della GDO, delle multinazionali e, pure, dei capitali di dubbia provenienza. E’ questa una delle controindicazioni del programma Monti. E si sappia che interi settori produttivi spariranno  a medio termine. Uno lo conosco dal ’75 ed è quello in cui lavoro, erboristeria e dintorni. Già sotto attacco non da oggi da farmacie, GDO, negozi etnici e ultime arrivate, parafarmacie, il settore verrà stritolato dalla liberalizzazione perché la deregulation in atto – basta vedere quel che sta succedendo in città – prevede una polverizzazione del mercato che di fatto vampirizza i prodotti di altrui competenze che saranno sacrificati sull’altare della libera concorrenza, leggi “svenduti” per accaparrarsi fette di clientela già fidelizzata al marchio. Alla faccia naturalmente della qualità del prodotto che vi metterete in bocca perché le politiche aggressive (tipo 40% di battuta alla cassa su un prezzo che dovrebbe essere imposto) avranno come logiche ricadute una caduta verticale sulla qualità del prodotto medesimo: sono anni che la logica del discount ha fatto ammasso dei cervelli pensanti, il che va detto ovvio con la massima comprensione (e rispetto) delle criticità economiche dei singoli, ma un buon miele d’acacia o un olio extra vergine di oliva italiano e moncultivar non può costare 2 o 3 euro. Io non li userei mai, piuttosto ci rinuncio. Ma, al traino di queste considerazioni, ci stanno le truffe su larga scala, i prodotti scaduti che aziende – di cui non si svela mai il nome – tentano di far rientrare dalla finestra e i periodi maxisequestri operati dai NAS.

I “tecnici” hanno una caratteristica, per molti un pregio, per altri un difetto: producono diagrammi, sinusoidi e curve di previsione, usando software e programmi a loro dire infallibili. E’ certo che la logica della crescita e dell’espansione all’infinito delle aree commerciali, prima figlia della deregulation, porti tanta popolazione ai pellegrinaggi stile Lourdes alle porte dei vari Outlet (a proposito, hanno intenzione di costruire un Outlet sulle macerie dell’alluvione delle Cinque Terre, non so se vi rendete conto…), ma mi piacerebbe conteggiare quante di queste persone che adorano non-luoghi e non-prodotti provengono da zone, paesi o città, dove non esiste più un centro, un luogo di aggregazione, o un’identità in cui riconoscersi, solo perché sono sparite attività, eccellenze e negozi definiti “piccoli”. Perché piccolo ormai, nella manipolata mente collettiva, non è più bello. E su questa condanna a morte del “piccolo” presto o tardi bisognerà cominciare a ragionarci.

Una delle prossime volte vi spiegherò il mio punto di vista su quel che sta succedendo nelle librerie (e in editoria), da anni soggette alla logica della “liberalizzazione”. Siamo sempre da queste parti. Più che mai. Nel nome della liberalizzazione librerie storiche chiudono. Per far posto a giganteschi fast food. Infatti con la cultura non si mangia, sostiene qualcuno.

Categories: Editoriali

Ivaldi: “Alessandria ha bisogno di idee, e di un progetto di città”

28 gennaio 2012 Lascia un commento

Gianni Ivaldi (in piedi nella foto), capogruppo del Pd a Palazzo Rosso, ripercorre su AlessandriaNews cinque anni di opposizione alla giunta Fabbio, ma soprattutto guarda al futuro, avanzando proposte concrete. Dalla biblioteca agli animali da compagnia, dal rilancio del commercio alla questione bilanci, una ‘panoramica’ su temi e strumenti attraverso cui rilanciare il territorio. Buona lettura!

E. G.

Categories: Politica

[BlogLettera] La tutela del commercio alessandrino

27 gennaio 2012 4 commenti

Il recente blitz dei carabinieri della Compagnia di Novi Ligure in un laboratorio di cinesi clandestini situato  a Vignole Borbera ci obbliga a fare alcune considerazioni: negli ultimi anni si sono verificati molti episodi di illegalità ed abusivismo che danneggiano gli imprenditori ed i commercianti regolari.

Noi dell’UDC crediamo nella libertà economica e anche nell’immigrazione regolamentata, ma chi desidera esercitare attività artigianali e commerciali deve rispettare la legge e le norme di sicurezza emanate anche a tutela dei consumatori.

I commercianti e gli imprenditori  sopportano enormi costi derivanti da una tassazione assurda sui redditi e sugli immobili: la TARSU ha raggiunto ormai livelli insopportabili, gli oneri contributivi e la nuova IMU subiranno ulteriori incrementi, gli affitti sono esplosi.

Se a ciò aggiungiamo inoltre il proliferare dei grandi centri commerciali, la perdita del potere di acquisto dei cittadini e le gravi restrizioni imposte dalle banche nella erogazione dei prestiti, allora si prospetta un quadro molto serio per molte categorie commerciali.

E’ quindi opportuno che le forze dell’ordine continuino ad effettuare i controlli previsti dalla legge al fine di tutelare gli imprenditori onesti che rispettano le regole sopportando costi elevatissimi.

Ogni forma di abusivismo deve essere perseguita in modo rigoroso: lavoro nero, vendita di borse, occhiali e cinture con marchi contraffatti per le vie cittadine, cosmetici e giocattoli sprovvisti dei marchi di controllo qualità.

La contraffazione erode i presupposti dell’economia e dell’attività commerciale: dietro ad ogni prodotto che acquistiamo ci sono sempre gli investimenti degli imprenditori, la ricerca degli specialisti,  il lavoro della manodopera e l’attività di trasporto e vendita; tutte fasi “ saltate “ dal mercato illegale dei beni falsificati.

In un momento così delicato per l’economia nazionale e cittadina, noi dell’UDC riteniamo che sia necessario aiutare le persone che con tanta passione esercitano la loro attività talvolta in condizione di quotidiano disagio dovuto all’eccesso di burocrazia ed alla concorrenza sleale di operatori irregolari.

UDC Alessandria

Categories: BLettere

[BlogLettera] Investire su istruzione e formazione

27 gennaio 2012 3 commenti

Attraverso la formazione, l’istruzione, la cultura passa il futuro del nostro Paese. La classe dirigente di domani deve essere il risultato di un percorso formativo completo e fecondo. Deve essere scelta sulla base di un criterio ormai cruciale: il merito, che a ben vedere sembra qualcosa di rivoluzionario, rispetto all’andazzo dei tempi recenti, ma ora siamo all’ultima chiamata. Bisogna puntare sull’eccellenza. Bisogna stimolare la ricerca e l’innovazione, come ha più volte ricordato il neo-ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo.

Sono le idee che animano il movimento studentesco dei moderati, StudiCentro, suddiviso in coordinamenti regionali che operano per migliorare la scuola e l’università formulando proposte per la vita degli studenti, la qualità della didattica, l’organizzazione della stessa negli istituti superiori e negli atenei. StudiCentro Piemonte, coordinato da Stefano Barbero, è presente anche ad Alessandria con una persona incaricata di seguire la scuola ed un’altra per l’università, settore su cui siamo molto attenti visto e considerato che nella nostra città sono presenti numerose facoltà e qui conducono i loro studi molti giovani non soltanto alessandrini ma, sempre più spesso, anche provenienti da altre province. Una realtà in continua evoluzione che non possiamo ignorare: l’associazionismo studentesco ha il pregio di organizzare gli orientamenti che gli studenti legittimamente hanno e avanzare proposte per il futuro dei nostri luoghi di studio. Noi giovani studenti pretendiamo una formazione di qualità e riteniamo sempre più imprescindibile e necessario uno stretto collegamento tra lo studio, la teoria, e la pratica, il mondo lavorativo che ci aspetta. Il Politecnico di Torino, in questo senso, è un esempio che dobbiamo e vogliamo imitare. Nelle scuole superiori lamentiamo la debolezza dei programmi di orientamento: suggeriamo più dibattiti negli istituti, per rendere più consapevole e informato chi si appresta a scegliere il suo percorso accademico.

Mercoledì 25 gennaio StudiCentro Piemonte era presente all’uscita del liceo scientifico Galilei per distribuire agli studenti un volantino con le proposte che portiamo avanti e gli obiettivi che intendiamo raggiungere, e prossimamente ci faremo conoscere anche nelle altre realtà scolastiche della provincia. È importante segnalare queste iniziative perché si sappia che gli studenti hanno la possibilità, attraverso l’associazionismo, di determinare il proprio futuro, di studente ma anche di giovane che si affaccia al lavoro, ahinoi sempre più duro da trovare. Ma le condizioni per cambiare le cose ci sono e basta realizzarle con un po’ di impegno. Confidiamo nella voglia di partecipare dei giovani.

Stefano Barbero
Coordinatore regionale StudiCentro Piemonte
Coordinatore lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”

Francesca Fracasso
Responsabile StudiCentro scuola Alessandria

Categories: BLettere

Nella Ragnatela di acqua e gas

27 gennaio 2012 5 commenti

Per la sesta puntata del viaggio-inchiesta di AlessandriaNews nel mondo delle partecipate pubbliche, fari puntati su acqua e gas, con un’intervista a Mauro D’Ascenzi (Acos), e un approfondimento sulle attività e i numeri di Ato6. Buona lettura!

E. G.

Categories: In primo piano

L’Angolo del Buonumore#1

26 gennaio 2012 8 commenti

Siete giù? La ragazza vi ha lasciato per un 60enne con la pancia? Siete un falso invalido, e la Finanza vi ha beccato mentre facevate la StrAlessandria?

Suvvia, non è la fine del mondo… Anzi, rallegratevi perché abbiamo creato per voi un rifugio felice, una panacea per tutte le tristezze, una vitamina che scatena l’allegria.

Siamo infatti lieti e onorati di presentarvi la prima puntata de… [rullo di tamburi] …l’Angolo del Buonumore!

Godetevi allora, parola per parola, questo godibilissimo pezzo intitolato: Serata dedicata alla globalizzazione.

Commentate, commentate, commentate!

I Buontemponi

Categories: E-dicola

[BlogLettera] Il nuovo fallimento di Cota: dopo la sanità il trasporto pubblico

26 gennaio 2012 Lascia un commento

La Giunta Regionale infierisce ancora contro il Trasporto pubblico locale. Il primo attacco a imprese e pendolari nel novembre scorso, con il taglio delle risorse: 15% in meno per il 2012, pari a circa 45 mln di €; 17% in meno per il 2013, pari a circa 50 mln di €.

Per la provincia di Alessandria ciò equivarrebbe a meno 1,9 mln di € nel 2012 e meno 2,1 mln di € nel 2013, e si tradurrebbe in un inevitabile, pesante taglio di servizi. Ma non basta. Cota sta  preparando una ulteriore brutta sorpresa agli enti locali,  alle imprese del settore e ai pendolari.
Una delibera di questi giorni aggrava il taglio per il 2012 al 23%, pari, per la sola provincia di Alessandria, a 2,8 mln di € e a 18 mila km in meno. Per il momento, il provvedimento è stato congelato grazie anche alla denuncia pubblica svolta dal gruppo regionale PD. Ma non c’è da illudersi, Cota ritornerà alla carica.

La beffa, per i pendolari piemontesi e alessandrini, sta anche nel fatto che, a fronte del taglio quantitativo e qualitativo dei servizi, la Regione Piemonte ha innalzato le tariffe in modo significativo, tra il 6 e l’8 per cento soprattutto in questo frangente di grande difficoltà per lavoratori e famiglie.

Una vera e propria mazzata che rischia di abbattersi sui piemontesi già dal prossimo primo aprile; e non solo sui pendolari, bensì anche sulle imprese del trasporto locale e dei lavoratori. Secondo le stime sindacali, diverse centinaia di operatori del tpl, in tutto il Piemonte,  rischiano di perdere il posto di lavoro, e diverse aziende rischiano di saltare.
Un’ulteriore zavorra che graverà sulle dinamiche economiche e ambientali della nostra regione: che determinerà lo spostamento di nuove quote di traffico verso il trasporto privato, colpirà i redditi famigliari già magri, arricchendo i petrolieri e sottraendo quote di reddito da altri consumi più utili a rimettere in moto la crescita; danneggerà l’ambiente, aumentando traffico ed emissioni.
Inoltre, è evidente come il taglio delle risorse metterà in ginocchio ancora di più la possibilità delle imprese di concorrere per la loro parte a realizzare gli investimenti necessari a rinnovare il parco automezzi, per dare al servizio autobus nuovi e meno inquinanti. Non a caso le gare per l’acquisto dei nuovi mezzi sono in pratica ferme.

Si consideri, infine, la “specialità della casa”, tutta padano-savoiarda: dal primo gennaio 2012 i piemontesi pagano la benzina verde 2,58 centesimi di € al litro in più di tutti gli altri italiani. Il che equivale a circa 1,10 € in più per ogni pieno di un’automobile di classe media. Per chi è obbligato a usare l’auto tutti i giorni un’altra bella palla al piede, confezionata sotto l’albero di Natale da Cota & C.

Tutto questo, come già più volte denunciato dal Partito Democratico della Provincia di Alessandria durante lo scorso anno, evidenzia l’incapacita’ della Giunta Cota di affrontare il tema del trasporto pubblico in Piemonte. Il che, tra l’altro, ha come conseguenza l’innalzamento dei livelli di inquinamento delle nostre città, secondo quanto già ci dicono le ultime rilevazioni sulle polveri Pm10.
Ma il disastro non si ferma al trasporto autobus. Svanite come neve al sole le mirabolanti promesse di miglioramento del servizio a più riprese annunciato dall’Assessore Bonino, non solo i treni dei pendolari continuano a fare sincera pena, ma dietro l’angolo si profila il taglio integrale di talune linee minori. Otto in tutta la Regione, di cui ben quattro solo nella nostra provincia: la Casale-Asti, la Casale-Vercelli (per la quale la Giunta Cota ha tolto i soldi necessari all’elettrificazione) l’Alessandria-Ovada, la Novi-Tortona.

L’Assessore Bonino dice che si valuterà di ovviare con autobus sostitutivi e si rende così complice consapevole di un disegno che le FS coltivano da tempo e che il centrosinistra era sempre riuscito a sventare: la definitiva disabilitazione di quelle linee, che diventeranno “rami secchi” dismessi. Per tutti i centri interessati sarà un danno. Per Casale la definitiva marginalizzazione ferroviaria.

Si conferma, anche in questo caso, la dannosa subalternità della Giunta Cota al gruppo FS: un contratto “fuori mercato”, con il quale sono state buttate via decine di milioni di €, nessun miglioramento al servizio, e il totale abbandono di interi quadranti, quello alessandrino in particolare, che evidentemente non sta nel “cuore” di Cota. Il quale, evidentemente, ha bisogno ora di fare cassa: non riuscendo a realizzare i mirabolanti risparmi annunciati sul fronte sanità, toglie soldi al trasporto pubblico locale, diminuendo le risorse ben oltre il taglio dei trasferimenti operato dal Governo Berlusconi per il settore trasporto.

A soffrire di tutto ciò saranno anche i centri minori e le zone “marginali”, collinari e montane, dove il servizio di trasporto pubblico svolge il duplice ruolo di servizio sociale nei confronti della popolazione anziana e di garantire quei collegamenti con i centri maggiori che hanno tra l’altro consentito di rendere in questi ultimi anni anche i nostri paesi appetibili a nuovi residenti.
A questo proposito il Partito Democratico ha iniziato in questi giorni una verifica “sul campo” sia delle corse che saranno tagliate sia del problema dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti maggiorati rispetto agli aumenti previsti dalla Regione Piemonte dal 2012. A ciò aggiungeremo una particolare attenzione alle ricadute sul fronte delle imprese di trasporto pubbliche e private e del lavoro in esse occupato.

Chiediamo pertanto alla Provincia di Alessandria di continuare il controllo sulla corretta applicazione degli aumenti in tutte le corse del territorio: riteniamo infatti doveroso che venga immediatamente predisposto in favore degli utenti il rimborso dell’errata applicazione dei nuovi prezzi,, visto che non possono essere penalizzati due volte.
Stiamo inoltre predisponendo sul nostro sito www.partitodemocraticoalessandria.it l’apertura di un Forum di discussione per raccogliere dai cittadini/utenti testimonianze relative le problematiche incontrate nell’utilizzo dei mezzi di trasporto, nonché loro suggerimenti e proposte.
Per il PD della provincia di Alessandria tutto questo è la conferma di come le politiche del Presidente Cota portino il Piemonte e la nostra Provincia a un evidente rischio di marginalizzazione, che passa dall’affossamento di servizi fondamentali come dimostra la contemporanea riduzione dei servizi in campo socio-sanitario.

Infatti la Giunta Regionale che si limita a tagliare risorse nei singoli settori senza avere una visone complessiva di programmazione territoriale assume un atteggiamento inaccettabile.

Per questo, come Partito Democratico, crediamo debba rapidamente essere aperta a livello provinciale una vera e propria “vertenza territoriale sulle politiche del trasporto”, che coinvolga tutti gli operatori e i soggetti interessati: i pendolari, le aziende pubbliche e private, i rappresentanti dei lavoratori, le categorie economiche e le istituzioni locali e regionali.

Fabio Barisione
Responsabile provinciale trasporti Pd

Daniele Borioli  
Segretario Provinciale Pd

Categories: BLettere
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