Corte dei Conti: il parere è arrivato?

27 gennaio 2012 9 commenti

Attenzione battaglione, come si diceva da ragazzi. Da fonte assolutamente credibile, ancorché riservata, mi giunge questa voce: “il parere della Corte dei Conti è arrivato, ed è nelle mani del sindaco e dei suoi fedelissimi”. Sarà vero? Il popolo fremente attende news..arriveranno imminentemente, o ci terranno col fiato sospeso tutto il week end?

E. G.

Categories: In primo piano

E se rivincesse Fabbio?

30 gennaio 2012 Lascia un commento

“Ma, secondo te, Fabbio davvero le perde le elezioni?”. Vi garantisco che, in più di un’occasione, è questa la domanda che mi sono sentito porre, in questi giorni, da esponenti del centro sinistra alessandrino.

Ed è un dubbio legittimo, perché nonostante 5 anni oggettivamente poco brillanti da parte dell’amministrazione di centro destra (con la ‘perla’ finale della vicenda bilanci, che stiamo seguendo da mesi per capire come andrà a finire), l’impressione è che dall’altra parte si sia fatto davvero poco, finora, per ridare entusiasmo e speranza ad una città che, invece, di voltare davvero pagina e di ricominciare a progettare il futuro avrebbe un gran bisogno.

Del resto, ne converrete, già pensare che Fabbio debba perdere le elezioni, più che il centro sinistra vincerle, è emblematico di una forma mentis, o forse solo di uno stato dei fatti.

L’altro giorno abbiamo pubblicato un’interessante riflessione di Renzo Penna, che si chiede come sia possibile, a fronte di accuse tanto gravi e circostanziate rivolte a Fabbio e alla sua amministrazione sul fronte bilanci, che il sindaco di Alessandria sia tutt’ora indicato, da una classifica pubblicata da Il Sole 24, ai primi posti per consenso tra i primi cittadini del Piemonte.

E’ una bella domanda, e non basta come risposta il prevedibile ‘scarto temporale’, nel senso che i risultati di questi sondaggi vengono in genere resi noti a qualche mese di distanza dall’effettiva rilevazione, e nel frattempo qualcosa può essere cambiato.

No, la questione è più sottile. Del resto, se è vero il dato di cui mi hanno parlato in questi giorni, secondo cui il 50% degli alessandrini non ha ancora deciso per chi votare a maggio, ma un altro 20% ha già deciso che voterà Lega (addirittura in mancanza di un candidato ufficiale), almeno due considerazioni scattano inesorabili, ossia:

- Alessandria non è più, nel suo sentire collettivo, una città di sinistra da molto tempo. Tanto che l’ampio elettorato moderato (spesso anche disinformato e superficiale? Certo che sì. Ma l’elettorato italiano è da sempre mediamente disinformato e superficiale signori: anche quando vota Pisapia. Se non partiamo da questo presupposto, ci raccontiamo frottole. L’Italia non è la Svezia, e neppure la Germania), indubbiamente frastornato dalle ultime vicende e deluso dalla gestione Fabbio, vagheggia una soluzione comunque interna al centro destra, piuttosto che (o prima di) guardare a sinistra.

- Il centro sinistra alessandrino in questi anni non ha saputo minimamente rinnovarsi, in termini di progetti e di persone. Ha un’immagine stantìa, vecchia. Al suo interno ci sono persone a volte certamente preparate e oneste (e a volte anche no) ma che stan lì da troppo tempo, forse per attaccamento alla poltrona e per politica diventata mestiere, forse semplicemente perchè qualcuno glielo chiede, di restare. O al contrario perchè per eccesso di cortesia nessuno chiede loro di togliere il disturbo. Mi sa che è davvero ‘una catena di affetti’, questa italica (e alessandrina) gestione del potere pubblico! E a spezzarla si fa una fatica del diavolo…

Sta di fatto che l’elettorato cittadino è assolutamente disilluso. E non solo perché da queste parti siamo fatti così, cinici ad oltranza e disinteressati a tutto ciò che non sia il nostro ‘particulare’. Ma anche perché questa politica uno scatto d’orgoglio, una visione che sia però concretamente realizzabile in progetto non ce l’ha ancora mostrato. O forse c’è, tutto ciò, e noi non riusciamo a vederlo?

Fateci sognare allora, signori della politica. Non crediamo di meglio: ma sappiatelo, ormai siamo tutti super scafati, e ‘intortarci’ con qualche taglio di nastri e qualche bella frase ad effetto è davvero una mission impossible…

E. G.

Categories: Politica

[BlogLettera] Sciopero generale 27 gennaio: adesione al 90% in ATM

29 gennaio 2012 Lascia un commento

Lo sciopero generale nazionale di 24 ore per tutte le categorie dei lavoratori da Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi, colpisce il segno.

Ad Alessandria un dato significativo su tutti emerge dai lavoratori dell’ATM, 90% di adesione.
In tutti i posti di lavoro pubblici e privati numerosi lavoratori della Cgil hanno scelto di aderire allo sciopero della USB,  che sommati ai dati nazionali dimostrano il successo del primo vero sciopero generale contro il Governo Monti-BCE.

Questo evidenzia inoltre che nel Paese sta crescendo la consapevolezza dei danni procurati ai lavoratori e alle lavoratrici dal tandem Monti-BCE e che necessita l’esigenza di sostenere e rafforzare con la lotta il sindacalismo indipendente e conflittuale da sempre al fianco dei lavoratori e delle classi più deboli senza balbettamenti o distinguo.

Alla manifestazione di Roma, dietro lo striscione “Libertà per i No Tav. Le lotte non si arrestano”, è stata colta l’occasione di  ribadire in tutte le interviste la forte solidarietà al movimento No TAV  per gli arresti avvenuti, sia per gli indagati contro il TERZO VALICO della Provincia di Alessandria e  denunciare  i sistemi di repressione della libertà di parola e manifestazione in Italia.

I prossimi appuntamenti: 23 febbraio, giornata di lotta europea dei lavoratori pubblici, 28 marzo, manifestazione europea dei lavoratori dei trasporti a Bruxelles.

Giovanni Maccarino
per la Federazione Provinciale USB

Categories: BLettere

[BlogLettera] Intervento al congresso provinciale API di Gianni Vignuolo, candidato sindaco di Alessandria

29 gennaio 2012 6 commenti

È difficile essere brevi quando si è chiamati ad un compito così arduo, quello di amministrare una città, la nostra città. Alessandria.

Non vi nascondo che il compito che mi è stato assegnato è un compito di grande responsabilità, ma allo stesso tempo molto affascinante.

Chi accetta questa sfida, visti i tempi, deve avere almeno due caratteristiche: molto coraggio e un po’ di incoscienza.

Da giugno tutto cambia, questa sarà l’ultima amministrazione che ha utilizzato risorse pubbliche con una certa leggerezza.

Fino ad ora lo Stato ha elargito stanziamenti agli Enti locali a piene mani, facendo lievitare il debito pubblico nazionale costantemente.
Da domani non sarà più così.

Da giugno i sindaci dovranno misurare ogni centesimo che spendono, non solo perché i cittadini saranno più vigili, ma perché il tempo delle spesi folli è finito.

La crisi economica obbliga lo Stato a ridurre i trasferimenti e quindi ai sindaci spetta il compito di centellinare le risorse.
Il sindaco da giugno dovrà assumere il comportamento del buon padre di famiglia.

Quindi, cari amici, diffidate di chi in questi mesi di campagna elettorale promette progetti faraonici, formule magiche o soluzioni semplicistiche.
Sono persone poco serie.

Al contrario noi siamo persone di buon senso, siamo quindi incapaci di fare promesse elettorali impossibili da realizzare e sono certo che questo nostro atteggiamento sarà premiato dall’elettorato.

Nell’intenzione di voto degli alessandrini l’API cresce costantemente, lo sostengono i sondaggi fatti nelle ultime settimane.

Noi siamo percepiti, il terzopolo è percepito come una proposta politica adeguata ai tempi, seri, puntigliosi e preparati alle nuove sfide che il futuro ci riserverà.
Gli Italiani apprezzano molto, nonostante le difficoltà economiche, la serietà e la determinatezza con cui il terzo polo sostiene il governo Monti.

Siamo percepiti come l’unica novità nello scenario cittadino, rispetto a simboli e facce che ricordano la seconda ed alcune addirittura la prima repubblica.

Ed è grazie a questi ultimi e al loro atteggiamento, che la politica è percepita come la vera e sola responsabile della nostra crisi.

Non è vero che i politici sono tutti uguali.

Sono molto preoccupato di questo cattivo sentimento di antipolitica che dilaga nella nostra società.

L’antipolita è sempre stato foriera di grandi danni e il nostro Paese ne ha pagato un prezzo altissimo.

L’antipolitica va combattuta con una buona politica.
Chi ha instillato nelle nostre coscienze il sentimento dell’antipolitica, siede o è stato seduto comodamente per diversi lustri sulle poltrone dei palazzi di governo.
Coloro che soffiano sul fuoco dell’antipolitica lo fanno generalmente solo per interessi personali.

Per arginare il sentimento dell’antipolitica è doveroso non ripetere gli errori del passato e soprattutto guardare al futuro.

Buttiamoci alle spalle le accuse reciproche, lasciamo spazio solo per i nostri  progetti e i nostri sogni.
Quindi mi rivolgo a tutti, ma soprattutto mi rivolgo a quelli più giovani di me, invitandoli ad occuparsi di politica per programmare un futuro migliore.

E’ doveroso che le nuove generazioni prendano coscienza che l’antipolitica è il fallimento della democrazia.
E’ solo con le buone pratiche e parlando di futuro che la politica può cambiare in meglio la società.
Le nuove generazioni hanno la possibilità e la forza di scardinare questo sistema malato.

Il nostro primo compito è quello di guadagnare la fiducia dei nostri concittadini, convincerli che sono sulla strada giusta, infondere in loro un sentimento di coesione e  di collettività e un rinnovato senso civico che col tempo è sfiorito.

Ma i cittadini di Alessandria devono sapere che scegliendo noi alle prossime elezioni anche loro si caricheranno l’onere e l’onore di grandi responsabilità, infatti saranno chiamati a partecipare concretamente a scelte e temi importanti.  Uno su tutti il bilancio comunale.

Solo con la condivisione e la consapevolezza si crea sintesi, sistema ed armonia.

E’ grave per esempio che Alessandria non abbia un treno diretto per Roma.

E’ grave che nel centro urbano passino degli autobus pari a dei tir che fanno tremare gli edifici.

E’ grave che le automobili si infilino nelle vetrine dei negozi del centro storico, intasando e ammorbando l’aria  pari ad una città del nord Africa.

Tutti segnali negativi che rispecchiano il profilo culturale delle ultime due amministrazioni. Alessandria negli ultimi anni è stata una città brutalmente maltrattata ed umiliata.

Se anziché organizzare ronde per la sicurezza si fosse insistito per avere maggiori forze dell’ordine sul territorio, non ci sarebbe degrado nei nostri giardini comunali o in alcune piazze pericolose da transitare.

Bisogna dotare aree pubbliche, piazze e giardini di WI-FI in modo che ognuno sia libero di connettersi in rete gratuitamente.

Utilizzare meglio la Cittadella non solo per mostre e concerti, ma come area verde per la città.

Infatti le aree verdi meritano un’attenzione particolare: devono essere custodite per avere più sicurezza e deve esserci una maggior manutenzione del verde.
I residenti della città guardano alle aree verdi comunali con interesse, ma allo stesso tempo con timore perchè sono poco sicure.

E allora perché non immaginare l’affidamento dei giardini pubblici ai residenti limitrofi che si costituiscano in associazioni onlus, dove genitori e nonni possano prendersi personalmente cura dei  i giardini?

E’ indispensabile accentrare i servizi locali essenziali per i cittadini in 4 macro aziende comunali, le stesse degli anni 70, e mettere fine a questo stillicidio di infinite di aziende.

Da giugno certe operazioni a spese dei cittadini non saranno più tollerate, come ad esempio il sistema della raccolta rifiuti urbani, in origine su strada, poi si è introdotto il sistema di raccolta porta a porta, la giunta cambia colore e si ritorna su strada; questi cambi sono costati ai contribuenti diversi milioni di euro per poi tornare al punto di origine.

La politica locale non deve essere condizionata dai grossi schieramenti nazionali, né confusa con gli stessi.
L’amministrazione locale deve essere caratterizzata da un rapporto diretto tra persone che vivono nello stesso comune.

Chi si candida ad amministrare Alessandria deve essere giudicato per come vuole amministrare il proprio territorio, per i servizi che intende erogare ai propri concittadini e non per il colore politico del suo schieramento.

Gli schieramenti sono espressione del vecchio modo di fare politica, divisi in tifoserie che non portano a nulla di buono.

Sinistra, destra, centro sono concetti che spero siano relegati quanto prima nei libri di storia e spero inoltre si affacci prossimamente un modo nuovo e fresco di amministrare.
E questo solo noi possiamo garantirlo.

Gianni Vignuolo

Ai lavori del congresso provinciale erano presenti altre forze politiche:
sindaco di Alessandria, FABBIO PIERCARLO
vice- presidente provincia, ROSSA RITA
coordinatore provinciale PD, BORIOLI DANIELE
coord. Comunale UDC, TRAVAINO MARCO
FLI, MARCO MENSI
PDCI, MALFETTANI GIANNI
PDL, SCOTTO ANDREA

I lavori congressuali sono stati aperti dal coordinatore regionale On GIANNI VERNETTI e chiusi dalla relazione del coordinatore uscente GIANNATTASIO FRANCESCO.
Molti relatori si sono avvicendati  tra i due coordiantori suddetti, tra cui il responsabile API giovani CICIRELLI GIULIO.

I lavori congressuali si sono conclusi con l’elezione per acclamazione del coordinatore provinciale del suo coordinamento:

coordinatore GIANNATTASIO FRANCESCO

coordinamento: Baldassarre Canio, Digiovanni  Massimo, Caruso Riccardo, Pavone Piergiorgio, Colla Elena, Perissinotto Claudio, Bernardi Laura, Spinolo Claudio, Varosio Danilo, Bianchi Elisa, Cicirelli Giulio e Vignuolo Giovanni.

Categories: BLettere

[BlogLettera] Comune di Alessandria: un disastro che non suscita indignazione

28 gennaio 2012 15 commenti

“La Procura di Alessandria, al termine dell’istruttoria, si è pronunciata sul bilancio 2010 del comune Capoluogo e lo ritiene falso.
La responsabilità viene congiuntamente attribuita al sindaco Piercarlo Fabbio, all’assessore alle Finanze – recentemente dimessosi – Luciano Vandone e all’ex ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano, già arrestato e in seguito rilasciato.

I tre sono anche accusati di abuso d’ufficio e truffa, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno dello Stato, con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione. E, ancora, di aver cagionato all’Erario e di conseguenza all’intera cittadinanza, un danno di rilevante gravità.

Qualche giorno fa la classifica del quotidiano “Sole 24 Ore” che periodicamente valuta il gradimento dei sindaci e dei presidenti di provincia, ha attribuito al sindaco di Alessandria la 22^ posizione nella graduatoria nazionale dei primi cittadini e, con il 57%, un lusinghiero consenso degli alessandrini.

La domanda è quale delle due notizie è palesemente falsa? O sono, drammaticamente, entrambe vere!”

Renzo Penna

Categories: BLettere

Processo Eternit: Mirabello Monferrato dice no alla transazione

28 gennaio 2012 6 commenti

Mirabello ha appena deciso all’unanimità di giunta, consiglio e cittadini presenti. No alla transazione. Si va avanti, con slancio e determinazione. Una sinergia che dai cittadini, al territorio, Provincia, Regione e Ministeri della salute e dell’ambiente si stringe intorno all’amianto, che come ha detto Balduzzi è un’emergenza nazionale, con i suoi circa 30000 siti nazionali censiti, le sofferenze passate, presenti e future che si porta e porterà ancora dietro. Tra questi siti, il casalese con i 48 Comuni e Casale capofila è da tempo il più importante su tutti i fronti di impegni e risultati sia delle parti sociali che istituzionali. Avanti, dunque e insieme!

La riunione di ieri sera, venerdì 27, presso la sala consigliare del Comune di Mirabello è durata circa tre ore. Sono stati condotti tre momenti principali. La prima parte dedicata a un resoconto dell’incontro di Roma. Sono intervenuti il Sindaco Gioanola (piccolo Comune costituito parte civile), il Sindaco Demezzi (città di Casale, capofila del territorio nel Processo Eternit), Luigi Ferrando (CIGL, CISL, UIL), Bruno Pesce (AFEVA) che hanno relazionato quanto discusso al tavolo del ministero e gli impegni presi da parte dei ministeri della salute e dell’ambiente e chiesti alla Regione Piemonte.

La seconda parte dell’incontro, svoltasi a prote chiuse, sindaci e avvocati Marco ed Ester Gatti, è stata dedicata a sviscerare le questioni giuridiche legate alla transazione, a questo e a prossimi gradi di giudizio e agli aspetti penali e civili. Infine, l’ultima parte della serata, è stata svolta sempre a porte chiuse, ma solo con i Sindaci costituiti parte civile. La rappresentanza del territorio casalese era quasi completa, erano presenti i sindaci di Casale, Balzola, Coniolo, Mirabello, Ozzano, Pontestura, Villanova. Assente solo il Comune di Morano.

La riunione appassionata ha avuto una convergenza importante verso la volontà di dare un segnale non frammentato, ma di territorio, un segnale per la ricostruzione di un percorso unito, condiviso e forte.

Luca Gioanola
sindaco di Mirabello Monferrato

Categories: BLettere

Il Superstite (73)

28 gennaio 2012 1 commento

di Danilo Arona

Doverosa premessa: credo anch’io che non ci sia alternativa al governo Monti. Perciò invito chi legge a tenerne conto nella fruizione di queste note. Temo però che il programma di liberalizzazioni a tutto campo si porti dentro qualche seme di ingiustizia. Equiparare i notai ai pescatori forse è un po’ azzardato.

Intanto, nella parola “liberalizzazione” ci sta la radice di un’altra parola, “libertà”. Un bel paradosso, se ci ragioniamo su. Perché le liberalizzazioni dovrebbero dare a tutti le stesse possibilità operative. Invece non è così. I potenti schiacceranno ulteriormente i piccoli e le microeconomie (artigiani, commercianti di nicchia, aziende agricole e, restando nell’ambito locale, i tanto decantati da ogni giunta al potere “centri commerciali naturali”), non ottenendo affatto i paventati risultati del rilancio dei consumi e provocando ulteriori detrimenti occupazionali. Non è certo un caso se qualsiasi corporazione di mestieri in questo momento in Italia sia in subbuglio e sul piede di guerra; qui non si tratta di difendere lobbies (è un po’ difficile immaginare i pescatori come una lobby…), ma la questione si dibatte fra la cosciente distruzione progressiva di tutto un tessuto lavorativo, basato tradizionalmente sulla piccola imprenditoria spesso di carattere “familiare”, e la resa di fronte ai potentati della GDO, delle multinazionali e, pure, dei capitali di dubbia provenienza. E’ questa una delle controindicazioni del programma Monti. E si sappia che interi settori produttivi spariranno  a medio termine. Uno lo conosco dal ’75 ed è quello in cui lavoro, erboristeria e dintorni. Già sotto attacco non da oggi da farmacie, GDO, negozi etnici e ultime arrivate, parafarmacie, il settore verrà stritolato dalla liberalizzazione perché la deregulation in atto – basta vedere quel che sta succedendo in città – prevede una polverizzazione del mercato che di fatto vampirizza i prodotti di altrui competenze che saranno sacrificati sull’altare della libera concorrenza, leggi “svenduti” per accaparrarsi fette di clientela già fidelizzata al marchio. Alla faccia naturalmente della qualità del prodotto che vi metterete in bocca perché le politiche aggressive (tipo 40% di battuta alla cassa su un prezzo che dovrebbe essere imposto) avranno come logiche ricadute una caduta verticale sulla qualità del prodotto medesimo: sono anni che la logica del discount ha fatto ammasso dei cervelli pensanti, il che va detto ovvio con la massima comprensione (e rispetto) delle criticità economiche dei singoli, ma un buon miele d’acacia o un olio extra vergine di oliva italiano e moncultivar non può costare 2 o 3 euro. Io non li userei mai, piuttosto ci rinuncio. Ma, al traino di queste considerazioni, ci stanno le truffe su larga scala, i prodotti scaduti che aziende – di cui non si svela mai il nome – tentano di far rientrare dalla finestra e i periodi maxisequestri operati dai NAS.

I “tecnici” hanno una caratteristica, per molti un pregio, per altri un difetto: producono diagrammi, sinusoidi e curve di previsione, usando software e programmi a loro dire infallibili. E’ certo che la logica della crescita e dell’espansione all’infinito delle aree commerciali, prima figlia della deregulation, porti tanta popolazione ai pellegrinaggi stile Lourdes alle porte dei vari Outlet (a proposito, hanno intenzione di costruire un Outlet sulle macerie dell’alluvione delle Cinque Terre, non so se vi rendete conto…), ma mi piacerebbe conteggiare quante di queste persone che adorano non-luoghi e non-prodotti provengono da zone, paesi o città, dove non esiste più un centro, un luogo di aggregazione, o un’identità in cui riconoscersi, solo perché sono sparite attività, eccellenze e negozi definiti “piccoli”. Perché piccolo ormai, nella manipolata mente collettiva, non è più bello. E su questa condanna a morte del “piccolo” presto o tardi bisognerà cominciare a ragionarci.

Una delle prossime volte vi spiegherò il mio punto di vista su quel che sta succedendo nelle librerie (e in editoria), da anni soggette alla logica della “liberalizzazione”. Siamo sempre da queste parti. Più che mai. Nel nome della liberalizzazione librerie storiche chiudono. Per far posto a giganteschi fast food. Infatti con la cultura non si mangia, sostiene qualcuno.

Categories: Editoriali

Ivaldi: “Alessandria ha bisogno di idee, e di un progetto di città”

28 gennaio 2012 11 commenti

Gianni Ivaldi (in piedi nella foto), capogruppo del Pd a Palazzo Rosso, ripercorre su AlessandriaNews cinque anni di opposizione alla giunta Fabbio, ma soprattutto guarda al futuro, avanzando proposte concrete. Dalla biblioteca agli animali da compagnia, dal rilancio del commercio alla questione bilanci, una ‘panoramica’ su temi e strumenti attraverso cui rilanciare il territorio. Buona lettura!

E. G.

Categories: Politica

[BlogLettera] La tutela del commercio alessandrino

27 gennaio 2012 4 commenti

Il recente blitz dei carabinieri della Compagnia di Novi Ligure in un laboratorio di cinesi clandestini situato  a Vignole Borbera ci obbliga a fare alcune considerazioni: negli ultimi anni si sono verificati molti episodi di illegalità ed abusivismo che danneggiano gli imprenditori ed i commercianti regolari.

Noi dell’UDC crediamo nella libertà economica e anche nell’immigrazione regolamentata, ma chi desidera esercitare attività artigianali e commerciali deve rispettare la legge e le norme di sicurezza emanate anche a tutela dei consumatori.

I commercianti e gli imprenditori  sopportano enormi costi derivanti da una tassazione assurda sui redditi e sugli immobili: la TARSU ha raggiunto ormai livelli insopportabili, gli oneri contributivi e la nuova IMU subiranno ulteriori incrementi, gli affitti sono esplosi.

Se a ciò aggiungiamo inoltre il proliferare dei grandi centri commerciali, la perdita del potere di acquisto dei cittadini e le gravi restrizioni imposte dalle banche nella erogazione dei prestiti, allora si prospetta un quadro molto serio per molte categorie commerciali.

E’ quindi opportuno che le forze dell’ordine continuino ad effettuare i controlli previsti dalla legge al fine di tutelare gli imprenditori onesti che rispettano le regole sopportando costi elevatissimi.

Ogni forma di abusivismo deve essere perseguita in modo rigoroso: lavoro nero, vendita di borse, occhiali e cinture con marchi contraffatti per le vie cittadine, cosmetici e giocattoli sprovvisti dei marchi di controllo qualità.

La contraffazione erode i presupposti dell’economia e dell’attività commerciale: dietro ad ogni prodotto che acquistiamo ci sono sempre gli investimenti degli imprenditori, la ricerca degli specialisti,  il lavoro della manodopera e l’attività di trasporto e vendita; tutte fasi “ saltate “ dal mercato illegale dei beni falsificati.

In un momento così delicato per l’economia nazionale e cittadina, noi dell’UDC riteniamo che sia necessario aiutare le persone che con tanta passione esercitano la loro attività talvolta in condizione di quotidiano disagio dovuto all’eccesso di burocrazia ed alla concorrenza sleale di operatori irregolari.

UDC Alessandria

Categories: BLettere

[BlogLettera] Investire su istruzione e formazione

27 gennaio 2012 3 commenti

Attraverso la formazione, l’istruzione, la cultura passa il futuro del nostro Paese. La classe dirigente di domani deve essere il risultato di un percorso formativo completo e fecondo. Deve essere scelta sulla base di un criterio ormai cruciale: il merito, che a ben vedere sembra qualcosa di rivoluzionario, rispetto all’andazzo dei tempi recenti, ma ora siamo all’ultima chiamata. Bisogna puntare sull’eccellenza. Bisogna stimolare la ricerca e l’innovazione, come ha più volte ricordato il neo-ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo.

Sono le idee che animano il movimento studentesco dei moderati, StudiCentro, suddiviso in coordinamenti regionali che operano per migliorare la scuola e l’università formulando proposte per la vita degli studenti, la qualità della didattica, l’organizzazione della stessa negli istituti superiori e negli atenei. StudiCentro Piemonte, coordinato da Stefano Barbero, è presente anche ad Alessandria con una persona incaricata di seguire la scuola ed un’altra per l’università, settore su cui siamo molto attenti visto e considerato che nella nostra città sono presenti numerose facoltà e qui conducono i loro studi molti giovani non soltanto alessandrini ma, sempre più spesso, anche provenienti da altre province. Una realtà in continua evoluzione che non possiamo ignorare: l’associazionismo studentesco ha il pregio di organizzare gli orientamenti che gli studenti legittimamente hanno e avanzare proposte per il futuro dei nostri luoghi di studio. Noi giovani studenti pretendiamo una formazione di qualità e riteniamo sempre più imprescindibile e necessario uno stretto collegamento tra lo studio, la teoria, e la pratica, il mondo lavorativo che ci aspetta. Il Politecnico di Torino, in questo senso, è un esempio che dobbiamo e vogliamo imitare. Nelle scuole superiori lamentiamo la debolezza dei programmi di orientamento: suggeriamo più dibattiti negli istituti, per rendere più consapevole e informato chi si appresta a scegliere il suo percorso accademico.

Mercoledì 25 gennaio StudiCentro Piemonte era presente all’uscita del liceo scientifico Galilei per distribuire agli studenti un volantino con le proposte che portiamo avanti e gli obiettivi che intendiamo raggiungere, e prossimamente ci faremo conoscere anche nelle altre realtà scolastiche della provincia. È importante segnalare queste iniziative perché si sappia che gli studenti hanno la possibilità, attraverso l’associazionismo, di determinare il proprio futuro, di studente ma anche di giovane che si affaccia al lavoro, ahinoi sempre più duro da trovare. Ma le condizioni per cambiare le cose ci sono e basta realizzarle con un po’ di impegno. Confidiamo nella voglia di partecipare dei giovani.

Stefano Barbero
Coordinatore regionale StudiCentro Piemonte
Coordinatore lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”

Francesca Fracasso
Responsabile StudiCentro scuola Alessandria

Categories: BLettere
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