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[BlogLettera] “Le mie idee per Alessandria”

13 aprile 2012

La serata di ieri al Teatro Alessandrino, è stata l’occasione per presentare ufficialmente le mie idee per il rilancio di Alessandria e la città ha risposto con entusiasmo e passione. Circa 800 persone hanno affollato il teatro, non mancando di farmi sentire il loro sostegno e la loro voglia di partecipare. Proprio questa partecipazione è il punto cardine della mia idea di governo, il presupposto racchiuso nello slogan che sta  caratterizzando l’intera campagna elettorale: insieme. Il percorso di ascolto e confronto avviato con i cittadini sarà un punto di partenza. L’intenzione è quella di avviare un nuovo patto tra cittadini e amministratori fondato appunto sull’ascolto costante, per giungere a un metodo partecipato di governo della città.

Governare, oggi, significa innanzitutto risanare: sarà questa la priorità. Attraverso un’azione rigorosa perché i debiti andranno pagati, ma senza dimenticarsi di nessuno. Per questa ragione sarà necessario individuare le priorità insieme ai vari soggetti che costituiscono la città a livello sociale, economico e associativo.

Oggi più che mai c’è bisogno dell’apporto di tutti, ma soprattutto di persone qualificate. Sarà mia intenzione ricorrere a un albo delle competenze, per far si che il mio staff amministrativo sia composto da soggetti scelti per la loro professionalità. I partiti che mi sostengono hanno compreso l’urgenza di questo provvedimento e accettato di fare un passo indietro rispetto a certi meccanismi politici che possono rivelarsi talvolta controproducenti.
Pur consapevoli delle enormi difficoltà esistenti ci sono progetti e idee a cui non vogliamo rinunciare. L’università alessandrina, ad esempio, va salvaguardata; occorre ripensare a un nuovo ospedale in grado di valorizzare le eccellenze sanitarie del territorio e poi il teatro comunale chiuso da oltre un anno dovrà essere riaperto.

La sfida è grande, ma sono sicura che la vinceremo se saremo in grado di uscire dai soliti schemi della politica, aprirci al dialogo e al confronto continuo con i cittadini e tenere ferma la barra sui diritti, per non lasciare indietro nessuno.
Per dirla con le parole di Vittorio Foa non solo io ma anche gli altri, non solo qui ma anche altrove, non solo oggi ma anche domani.

Rita Rossa

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Categorie: BLettere
  1. 13 aprile 2012 alle 12:58 | #1

    …..che vuol dire un nuovo ospedale?? altro cemento e opera inutile ..basterebbe valorizzare quello che c’è già.,che si riaprirà il teatro lo dice già fabbio ,.all’università ci penserà Pallenzona ,di cosa parla la signora Rossa ???il vuoto assoluto ..tante parole che non portano a niente ….anduma ben ..

  2. CorriereAl
    13 aprile 2012 alle 14:07 | #2

    Un mio caro amico, che non voterà per scelta, continua a ripetermi che negli States in campagna elettorale ci fu un idraulico che inchiodò pubblicamente Obama alle proprie contraddizioni su un certo tema, numeri e dati alla mano. E mi chiede (retorico naturalmente: la risposta è nella sua astensione): “ma questi 16 candidati, e i loro 900 potenziali consiglieri, che proposte vere e verificabili fanno, cosa ne sanno del ruolo, anche di semplice consigliere, per il quale si propongono?”
    Io gli rispondo sempre che l’Italie è un altro mondo, fatto di cuore, di famiglia, di amicizia: altrimenti mica saremmo messi così come Paese, no?
    Comunque magari siamo noi ad enfatizzare la maturità della Francia, o degli States (dove metà del popolo bue pensa solo a magnà, e neanche ci va a votare). Certo che il livello di informazione e consapevolezza dell’elettorato è imbarazzante, e pone seri quesiti sulla retorica democratica. Io non mi candido da nessuna parte, e posso dirlo serenamente, perché lo penso.

    E. G.

  3. 13 aprile 2012 alle 17:43 | #3

    non solo l’altro ieri, ma anche ieri, ma anche oggi e ma anche domani.
    Il rinnovamento dei soliti noti.
    MA ANCHE.
    ci risiamo con le minchiate veltroniane, che portano pure sfiga…

  4. 13 aprile 2012 alle 17:50 | #4

    l’unico rinnovamento possibile nella politica provinciale l’ha già fatto la LIVELLA:
    da marcellino a beniamino.

I commenti sono chiusi.
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