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[BlogLettera] Biciclette anche controsenso nelle strade a senso unico

14 aprile 2012

La Direzione Generale per la sicurezza stradale del Ministero Infrastrutture e Trasporti, accogliendo una proposta della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ha dato parere positivo alla possibilità di circolazione in bicicletta nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico. Tale soluzione tecnica potrà essere applicata “su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante”. Praticamente in buona parte delle strade dei nostri centri urbani.

Il Presidente nazionale della FIAB, Antonio Dalla Venezia ha dichiarato: “Ha finalmente prevalso il buon senso. Da anni chiedevamo di consentire nei centri urbani, come accade nel resto d’Europa, il doppio senso di marcia nelle strade a senso unico. Una soluzione che, oltre a garantire maggior sicurezza a tutti gli utenti della strada, permette al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi: praticamente una maniera per scoraggiare l’uso della bicicletta”.

E’ un primo passo verso una più giusta  distribuzione dello spazio cittadino, che dovrebbe essere restituito a pedoni e biciclette, e che oggi è invece fortemente sbilanciato a favore dell’automobile.

Certamente in Alessandria – e nelle città della provincia – questo strumento potrebbe trovare applicazione in diverse situazioni: siamo a disposizione per discuterne con i responsabili della pianificazione della mobilità. E auspichiamo che la futura amministrazione possa mettere finalmente mano a quella “rete ciclabile” – indispensabile se si intende realmente promuovere la mobilità ciclistica – di cui i tratti di strada in doppio senso “limitato” alle biciclette  possono rappresentare un tassello importante.

Claudio Pasero
gliamicidellebici FIAB Alessandria

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Categorie: BLettere
  1. mauriziofava
    14 aprile 2012 alle 09:38 | #1

    non sono per nulla d’accordo.
    sono ciclista e automobilista, ma alla guida sono terrorizzato da ciclisti che vanno contromano nei sensi unici (ieri in via galilei l’ultimo aspirante suicida) o che scendono come razzi nelle strisce pedonali: se li metto sotto la mia vita ne sarebbe rovinata per sempre…
    La bici è un mezzo di locomozione come l’auto, e dovrebbe rispettare le stesse regole. Altrimenti si vada a piedi.

  2. Fabio
    14 aprile 2012 alle 20:06 | #2

    concordo al 100% con il Sig. Maurizio Fava.

    • Graziella (gzl)
      15 aprile 2012 alle 07:37 | #3

      io concordo con il sig. Fava al 1000%. alcuni sono ligi alle regole molti altri sono arroganti: vanno contromano, non scendono sui passaggi pedonali, utilizzano i marciapiedi, sorpassano filo destra delle auto, saettano di fronte agli autobus e cigliegina sulla torta a volte con una mano sul manubrio e l’altra col telefonino all’orecchio facendo gincane per mantenere l’equilibrio…..fossi un vigile sequestrerei la bicicletta. Nonostante tutto hanno la pretesa di aver sempre ragione e se li investi ti rovini la vita nonostante la non colpa e non sono neppure assicurati.

  3. TM
    15 aprile 2012 alle 10:35 | #4

    se ci atteniamo solo agli esempi negativi parliamo anche d automobilisti che vanno contromano (ieri in via bergamo, non in una remota strada vicinale) sfecciano agli 80/90 sui rettilinei (tre gorni fa, via savonarola e potrei continuare…) salgono sui marciapiedi per parcheggiare in divieto ovvero superare in velocità l parcheggiato abusivo… parliamo di quelli che occupano le piste ciclabili, stanno in terza fila in piazza garibaldi, accelerano nelle straducole del centro, del semicentro e della periferia…
    insomma, se come ciclista per andare da spalto a spalto devo seguire i percorsi auomoblistici, in effetti è meglio se vado a piedi. se come ciclista mi si chiede di andare con prudenza, rispetto delle regole (e dei pedoni!), con catarifrangenti e luci nella penombra, scendendo di sella per tratti ragionevolmente brevi e per evidente necessità, credo che trovare un adeguato compromesso sia possibile.
    sono troppo ottimista?
    in quanto ai ciclisti pericolosi, facciamo conto sulla selezione naturale ;-)

  4. mandrogno
    15 aprile 2012 alle 11:19 | #5

    la differenza è che le automobili hanno una targa, pagano un’asicurazione e di solito sono sanzionate ad ogni infrazione, al punto di essere una facile fonte di incasso per le pubbliche amministrazioni.
    Giusto preferire le bici ove possibile, magari avendo il coraggio di fare VERE piste ciclabili come in Germania, oppure chiudere DAVVERO i centri storici con VERE isole pedonali, ma abolire il codice della strada per le biciclette mi sembra davvero il classico “tacòn pézo del buso”.

  5. Gigi
    16 aprile 2012 alle 09:49 | #6

    completamente d’accordo con TM inoltre l’articolo parla chiaro “su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante” e non c’è una deroga per i comportamenti selvaggi dei ciclisti che scusate la franchezza sono una parte irrisoria di quello che vedo fare agli automobilisti sia che io vada a piedi, in bici o in auto. Provate una volta a camminare con un passeggino e scoprirete quanta civiltà vige in questo paese. E anche la sanzione ad ogni infrazione è una visione un po’ persecutoria che non può rispondere al vero. Vi confido un segreto: nell’ultima settimana ho commesso qualche infrazione che non è stata sanzionata.
    Secondo me fino a quando non capiremo tutti che le politiche di mobilità sostenibile sono indispensabili per un miglioramento effettivo della salute di una comunità e che non sono solo la mania di alcuni snob che si ostinano ad andare in bicicletta e fino a quando ci sarà la necessità di continuamente precisare cose che paiono ovvie, le cose non miglioreranno e ci ritroveremo sempre con i limiti per le polveri sottili superati continuamente senza che nessuno si scandalizzi più di tanto

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