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[BlogLettera] Al M5S il paese chiede un atto di responsabilità e di Governo

2 marzo 2013

Così come in precedenza altri esponenti politici dello stesso partito (a conferma che è in atto una presa di coscienza collettiva che non può che essere valutata positivamente), anche Roberto Massaro neo eletto Consigliere Comunale del Pd, ha obiettivamente ammesso che il risultato elettorale della coalizione di sinistra, alle recenti elezioni politiche è stato decisamente inferiore alle previsioni della vigilia.

I numeri afferma, sono sotto gli occhi di tutti e non garantiscono la stabilità del quadro politico, in quanto nessuna delle forze ha ottenuto la maggioranza dei consensi degli italiani. Riconosce poi l’exploit del M5S, che dati i numeri, si può considerare l’unico vero vincitore delle elezioni, e che nonostante i fatti accaduti negli ultimi anni, esiste comunque una parte degli italiani, che continuano a sostenere la linea di azione del Centro destra, questi i contenuti della sua dichiarazione:

“A 48 ore dall’esito elettorale molte cose sono già state dette e quindi è inutile ripetersi. I numeri sono lì sotto gli occhi di tutti e ci inchiodano alle nostre responsabilità. Avrei certamente preferito un risultato diverso, quanto meno utile a garantire la stabilità del quadro politico in un momento di grave crisi economica del nostro paese.
Evidentemente nessuna delle proposte in campo ha meritato la maggioranza dei consensi degli italiani. Certamente il dato complessivo assegna una vittoria ai punti al Movimento 5 Stelle e conferma la presenza di un blocco sociale consistente imperniato attorno all’asse PDL/Lega. Delude la lista Monti che non raccoglie quanto immaginava e altrettanto fa l’alleanza PD/SEL che si afferma nei numeri ma arretra vistosamente rispetto alle attese della vigilia. Credo che responsabilmente (ma mi chiedo se la parola responsabilità faccia ancora parte del vocabolario degli italiani…) tocchi a Pierluigi Bersani il compito di traghettare il paese, con un governo di minoranza e per un tempo limitato, offrendo  un’ agenda di lavoro circoscritta ad alcuni adempimenti istituzionali e ad alcuni provvedimenti ormai improrogabili: legge sul conflitto d’interessi, revisione ed inasprimento della legge sulla corruzione, riduzione del numero dei parlamentari, riduzione degli emolumenti di parlamentari e consiglieri regionali e soprattutto una nuova legge elettorale.
Ma, tutto questo non sarà sufficiente. Sarà necessario sviluppare parallelamente un’iniziativa pubblica per l’occupazione che si opponga alla dilagante precarietà e agli abusi ricorrenti in tema di flessibilità, rinnovare l’impegno pubblico per la scuola e la sanità, ricostruire una rete di sostegno per l’esclusione e la marginalità, controllare lo strapotere della finanza e sostenere una crescita economica sostenibile ed equa in termini sociali ed ambientali. Si portino queste proposte in Parlamento e poi si veda concretamente che si assume la responsabilità di opporsi. Non sarà una navigazione semplice ma, ad oggi, mi pare l’unica via possibile da percorrere”.

Certo con questi numeri è palese che non sarà una navigazione facile e poi è ancora da vedere se il M5S, quantomeno per il bene del paese, accoglierà l’offerta di dialogo di Bersani (anche per evitare che poi succeda quello che lo stesso movimento, ha già definito un inciucio fra Pd e Pdl, o nella migliore delle ipotesi…, un nuovo Governo tecnico delle tasse), ad esempio la disponibilità a presentare nei primi cento giorni, un programma in otto punti prevalentemente condivisi, oltre alla Presidenza di una Camera, e farà in modo che in Parlamento ci sia la fiducia. Rimanere alla finestra per un anno, in attesa che un eventuale Governo Pd – Pdl, cessi la propria funzione, per tornare alle elezioni sperando di prendere il 55% dei voti, sarebbe un atto di egoismo, che potrebbe costare caro agli italiani e allo stesso movimento, che molto probabilmente verrebbe ritenuto dagli stessi, responsabile di un eventuale disastro.

Consentire invece da parte del M5S, l’avvio di un Governo di maggioranza relativa della sinistra, in un momento di grave crisi economica del nostro paese, dalla maggioranza dei cittadini non sarebbe visto come un tradimento, ma come una dimostrazione di grande senso di responsabilità politica e attenzione, anche nei confronti delle aspettative dei propri elettori. In quanto è presumibile che gli stessi siano in attesa di verificare, se il M5S saprà passare dalle parole ai fatti, realizzando quanto promesso in campagna elettorale, a conferma che non è solo un movimento di protesta ma è anche capace di governare. Ovviamente questo non impedirebbe al M5S, di riservarsi in seguito, come afferma lo stesso Grillo, di valutare ogni singolo provvedimento (riproducendo in sostanza a livello nazionale, il modello regionale della Sicilia, che lo stesso ritiene ottimale) e decidere se approvarlo, ma per questo non resta che attendere gli sviluppi…

Pier Carlo Lava – Alessandria

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Categorie: BLettere
  1. ffranco dell'alba
    2 marzo 2013 alle 18:33

    Ma non esiste! :-D

  2. Attivista Movimento 5 Stelle Valenza
    2 marzo 2013 alle 20:15

    I seggi di Casini, Fini e Monti non bastano per governare??? Oppss, scusate… ahh ahh ahh

  3. scrutatore non votante
    2 marzo 2013 alle 20:37

    Governo subito dei 5 stelle !

    • anonimo (luigi rossi?)
      2 marzo 2013 alle 22:02

      se sei davvero non votante, dovresti anche essere non parlante.
      Ci hai rinunciato fino al prossimo giro.

  4. mandrogno
    2 marzo 2013 alle 20:43

    lava, sei senza pudore.
    ti andava bene caltagirone, e ora sprechi due paginate di questo ottimo spazio per sproloquiare sui ragazzi eletti col cinquestelle?
    Lasciali perdere, di sicuro hanno assai miglior senso di responsabilità di chi vota il partito di cuffaro.

  5. francodellalba
    2 marzo 2013 alle 21:58

    è tutto scritto, faranno l’inciuciata e prenderanno il tempo che loro serve per tentare di affondare il Movimento, in parte corrompendolo, in parte spaventandolo ed in parte soffocandolo nelle pastoie del sistema burocratico. E’ una macchina infernale autoreferente ed autoprotetta, dove i veri padroni del vapore non sono certo i Fini, i Berluska e i Bersani di turno, ma i Burocrati di primo livello, dei cui stipendi da favola non parla nessuno e dell’immenso potere che hanno, ben sincronizzato con Magistratura, Corte dei Conti e Costituzionale.Un forte che cede solo se demolito alla base e non lo si può fare certo con la sola arma del consenso, è una pia illusione. Se il consenso dovesse ulteriormente salire la stessa incolumità personale di Grillo sarebbe a rischio, è la storia che ce lo ricorda.Per ora si limtano a tirare la giacchetta e ad inventarsi trucchetti bel oliati come la novità del “guru”, oppure quella del “Leader” parole che sanno dare fastidio e che sputano ogni tre righe…
    Ah! Voi giornalisti…bisognerebbe stroncarvi la carriera sin da piccoli :-D :-D :-D

  6. anonimo (luigi rossi?)
    2 marzo 2013 alle 21:59

    veramente ai Grillini il Paese (o meglio un terzo degli elettori) ha chiesto di mandare a casa la vecchia politica, fatta di una cupola di cronici parassiti.
    Ma davvero quel 2% che ha votato per casini e fini ha chiesto di chiedere ai vincitori delle elezioni di inciuciare con loro? e che gli danno in cambio? un posto nel CdA di Montepaschi?

  7. Sandra Milo
    2 marzo 2013 alle 23:58

    Ma si può oggi far la morale ed essere stati craxiani?

    • Luigi
      3 marzo 2013 alle 08:32

      povero Lava. Dargli anche del craxiano mi pare ingeneroso e cattivo.

  8. Jubal E. Harshaw
    3 marzo 2013 alle 05:00

    …ma non sarà che alla fine i rivoluzionari controllati proporranno qualche nome che piace tanto ai mercati… che al confronto Bersani è Che Guevara… “Ci sono volti nuovi, gente vicino al Pd, che si è spostata, ma che in un’occasione come questa potrebbe rientrare” (Dario Fo)… è noto che dopo le primarie di novembre vinte dalla “sinistra” interna di Bersani dal PD sono usciti quelli di destra affini al mercatismo, che singolare concidenza… Casaleggio già aveva in mente anni fa di mettere Draghi alla presidenza del consiglio… io non è che sono per Bersani anzi sono anarchico ma potrebbe rivelarsi uno che mantiene la parola più di un Casaleggio dalle attività misteriose… scava scava e viene fuori Goldman Sachs gli stessi banchieri d’affari per cui lavora Monti… lo dico solo per limitare i danni a voi poveri italiani a me di mio poco mi importa…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/01/m5s-fo-ho-parlato-con-casaleggio-grillini-non-accetteranno-bersani/517643/

  9. Jubal E. Harshaw
    3 marzo 2013 alle 05:01

  10. Jubal E. Harshaw
    3 marzo 2013 alle 05:02

  11. francodellalba
    3 marzo 2013 alle 08:02

    Ognuno di noi immagina uno scenario, lancia un sasso e sta seduto sulla riva del fiume a vedere l’effetto cheffà…poi la storia gli dirà se aveva ragione o torto, di certo, però, lui non c’entrava nulla.
    Tutto può essere…Grillo eternamente leader provvisorio, Casaleggio burattinaio manovrato, grillini arrivisti e poltronari, almeno i più facilmente manovrabili (e sono tanti anche se nopn tutti) ma …………….qual’è l’alternativa?

  12. Marco G.
    3 marzo 2013 alle 08:43

    qiesto inquietante “gomblottista” coi suoi massoni da telenovela sembra l’alter ego tutto nero di molotov il grande
    ma non è altrettanto divertente

    • Jubal E. Harshaw
      3 marzo 2013 alle 20:31

      … mah… a proposito di divertimento non mi sembra comunque che Beppe sia divertente ultimamente… diktat di qua, diktat di là… traversate a nuoto alla Mussolini… manca solo la battaglia del grano…

      • mandrogno
        3 marzo 2013 alle 21:31

        quella sta arrivando.
        E quando sarà finita, ai politicanti del comitato d’affari che quel grano hanno arraffato per decenni resteranno solo le grane.
        Perchè la farina del diavolo corrotto va tutta in crusca.

  13. Attivista Movimento 5 Stelle Valenza
    3 marzo 2013 alle 09:42

    Caro Franco anche qui Lava sta attuando la stessa strategia di Beccaria su Facebook? Sparito e senza risposte?

  14. Jubal E. Harshaw
    3 marzo 2013 alle 21:37

    Che strane le giravolte di Beppe sull’art. 67 vero?

    “Per far capire che non scherza, Grillo, con la consueta furia, ha sparato a zero sull’articolo 67 della Costituzione, quello che stabilisce che gli eletti in Parlamento non hanno vincolo di mandato. Significa che una volta varcato il portone del Palazzo, rispondono delle loro scelte solo alla loro coscienza. Per i padri fondatori era uno dei baluardi per evitare che in futuro potessero esserci altre derive come quella fascista. I parlamentari non devono poter essere licenziati se dissentono dalla linea del partito. Secondo Grillo, invece, grazie a questa norma “l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”.

    http://www.huffingtonpost.it/2013/03/03/risultati-elezioni-2013-grillo-se-la-prende-con-larticolo-67-della-costituzione_n_2800969.html?1362321090&utm_hp_ref=italy

    “Nel dicembre 2005, durante un’intervista a Radio24, Giovanardi afferma di non essere dipendente di nessuno se non dei suoi elettori. Beppe Grillo ne ha chiesto le dimissioni in quanto, secondo l’articolo 67 della Costituzione Italiana, “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione”, non soltanto la parte dei propri elettori[2].” (Wikipedia, voce Carlo Giovanardi) http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giovanardi

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