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[BlogLettera] Tragicommedia all’italiana

29 maggio 2010

Se non fosse una commedia, potrei dire che è una tragedia quello che sta succedendo al governo con la manovra finanziaria. Ma come quando recitavo nella filodrammatica parrocchiale, alla fine della commedia o del dramma arrivava puntuale la farsa finale, che metteva allegria nell’animo degli spettatori.
Il governo deve reperire 24 miliardi di euro (prima 25 poi 27 e alla fine 24) e nel caos più totale, dopo tagli, cuci e incolla, ha cominciato i soliti annunci poi smentiti e dopo ripresi e modificati.
Ha cominciato con i tagli agli stipendi dei lavoratori del settore pubblico, proseguendo con il condono delle cosiddette “case fantasma” (due milioni), poi non si può fare questa operazione e viene ritirata, si prosegue: con l’eliminazione di 10 province, anzi 13, no 9, ma neanche questo si può fare per diversi motivi, Bossi dice: se si elimina la provincia di Bergamo è rivoluzione! (Bossi non è nuovo a queste “sparate” e non è la prima volta che istiga alla rivoluzione, e sapendo di che pasta sono fatti i leghisti…) Ma vero è che per eliminare le province occorre una legge costituzionale, in quando la Costituzione dice come si costituisce una Provincia, ma non dice come si scioglie, forse i nostri governanti non conoscono la Costituzione? Alla fine, dopo nottate di riunioni, consulti eccetera, la manovra viene presentata alla stampa, la illustra il Presidente del Consiglio, “portavoce” del Ministro dell’economia Tremonti che si affretta a precisare: la manovra è del primo Ministro e non del Ministro dell’Economia, come per scaricare l’onere dell’operazione sul Capo del Governo: Insomma, la confusione è totale.
Concludendo, se non fosse che la posta in gioco con questa manovra finanziaria, è veramente pesante, gli italiani potremmo dire: “Signori, abbiamo scherzato, ora aspettiamo la farsa finale”.

Gaetano Di Stefano

Alessandria 27 maggio 2010

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