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Archive for maggio 2010

Gerarchi e galoppini

28 maggio 2010 5 commenti

“Ma no, scherzava…guardiamo al sodo” diceva ieri in tv un imbarazzato Cota, governatore del Piemonte, chiamato a commentare le stupidaggini di giornata del Premier Berlusconi (nella foto). Accolto in maniera gelida dagli industriali italiani, che proprio non gli riesce di coinvolgere nell’esecutivo, il primo ministro vola a Parigi sperando di rifarsi.

E cita un suo modello politico culturale, Benito Mussolini, per ribadire che non comanda mica lui in Italia, ma i suoi gerarchi. Una gaffe dietro l’altra, tanto che commentarle tutte sarebbe ormai pura noia.

Andiamo quindi al sodo, come dice Cota, fingendo di credere che un paese
si possa governare scherzando e raccontando barzellette. Il sodo però è che fino a poche settimane fa questo signore diceva “ghe pensi mi”, e convocava i suoi galoppini (ma quali gerarchi, suvvia…) direttamente nelle sue dimore private, per comunicare le sue decisioni.
Ora che è tempo di scelte drammatiche e impopolari, però, decidono i gerarchi.

Resta la sostanza, purtroppo. L’unica parte del paese ancora vitale è quella legata al piccolo artigianato “in nero”, anche dalle nostre parti e non solo al sud. E poi gira il denaro della malavita, chiamatela mafia o come altro volete.

“Mi hanno offerto per la tenuta di famiglia il doppio del valore di mercato. Abbiamo detto no, ma al prossimo giro mi sa che cediamo. Credo che siano soldi che rientravano dallo scudo fiscale: ma mica sta a me fare la radiografia a chi si fa avanti” mi ha detto un amico, latifondista della piana padana.

“Vuoi comprare un appartamento alle xxxxx…? Li svendono ad un terzo del valore”, mi ha proposto poche ore fa il mio commercialista.

L’Italia onesta e produttiva, dagli imprenditori ai dipendenti pubblici, dagli operai ai professionisti che pagano le tasse (e ci sono, non facciamo di tutta erba un fascio) sta meditando su come smobilitare senza rimetterci le penne.

In un momento così, ci vorrebbe uno statista credibile, e un’intera classe dirigente all’altezza. Dove sono?

E. G.

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Categorie:Politica

La prima gallina che canta…

27 maggio 2010 1 commento

Ora basta! Alessandria è sporca, in alcune zone si può addirittura parlare di degrado, dice più o meno il dottor Ugo Robutti (nella foto). La notizia non ci sarebbe quasi, se a parlare fosse un esponente dell’opposizione. Ma Ugo Robutti è assessore al Decoro Urbano della città, da tre anni e non da una settimana. Quindi ci sta dicendo che, almeno fino ad ora, non è stato in grado di fare bene il proprio lavoro. Certo, per colpe altrui, come sempre in Italia.
 
Nella fattispecie nel mirino ci sono dirigenti e personale addetto, e pure l’Amiu, che però ha già puntualizzato quali sono le proprie (residuali, par di capire) competenze in merito, rilanciando la palla nella metà campo dell’assessore. Che avvisa: “io ho delle responsabilità davanti agli elettori, ma le hanno anche i dirigenti che ricevono gli stipendi dai cittadini. Stiamo valutando soluzioni per migliorare la pulizia, ma non tollererò in alcun modo che la situazione attuale possa andare avanti”.
 
Attendiamo curiosi di sapere quali provvedimenti, concretamente, saranno presi. Segnaliamo che nei giorni scorsi a Novi assessori e consiglieri comunali novesi sono scesi a “ramazzare” una piazza cittadina, peraltro nella totale indifferenza della popolazione. Meglio quindi forse pensare a interventi più sostanziali e continuativi, ma concreti e immediati.
 
Ci permettiamo inoltre di suggerire agli addetti Amiu di verificare, durante lo svuotamento dei cassonetti, quanta “rumenta” viene spesso abbandonata anche attorno agli stessi da cittadini un po’ zozzoni. E magari di sforzarsi di raccoglierla, in attesa naturalmente della prossima campagna di sensibilizzazione sui media.
 
E. G.

Categorie:Politica

[BlogLettera] Una domanda ai “capoccia”

27 maggio 2010 Commenti disabilitati

Una domanda rivolta non solo al  Premier, ma a tutti i “capoccia politici nazionali” di ogni partito passato ed odierno sempre in auge, comprese le “ammucchiate” denominate coalizioni e chiedo: a chi è rivolta la frase  “chi ha vissuto al di sopra delle possibilità” e quindi è necessario fare “sacrifici indispensabili”… ordunque,  chi deve fare questi sacrifici?

Se il Premier &C si riferisce al popolo ha sbagliato il tiro e lo punti con onestà su tutta la “casta” di ogni livello  dei danni provocati da almeno una ventina d’anni a questa parte e che ha veramente vissuto al di fuori della possibilità a loro permesse. Se siamo con le “pezze al culo” devono ringraziare solo se stessi, per sprechi, corruzione e incapacità di mantenere questo paese al livello raggiunto dopo l’impegno e il lavoro delle popolazioni nella ricostruzione dopo la guerra.

I sacrifici devono partire dall’alto e SOLO dall’alto! Come? Abbassare stipendi e compensi del 50%, se lavoratori e pensionati vivono con 1000/1300 euro al mese (i più fortunati perchè c’è chi vive con meno),  lo possono loro anche dimezzando. Eliminare veramente ogni forma parassitaria e di doppione nelle Istituzione, Enti , ogni carrozzone e sedi inutili: se l’industria e il settore economico/finanziario  privato  dimezza, riduce,  lo può fare anche l'”industria e i suoi indotti ”  pubblica per cui riduca, dimezzi, ripulisca.

Se sangue e sacrifici si devono versare e fare oggi è ora che lo faccia chi ha sbagliato nell’ammnistrare il paese Governi dopo Governi senza destra o sinistra… noi popolino abbiamo già dato grazie… tirare troppo la corda alla lunga si spezza e potrebbe essere molto  dolorosa.

Graziella Zaccone Languzzi

Categorie:BLettere

Ma il cartello passo carrabile è obbligatorio?

26 maggio 2010 31 commenti

Ma il cartello passo carrabile dinanzi al cancello o portone di casa è sempre obbligatorio o no? Naturalmente la richiesta ed esposizione dello stesso, per preservarsi dal parcheggio di automezzi dinanzi all’uscio, è sottoposto a relativo balzello comunale, in marche da bollo e non so se altro. E va beh, fin lì è comprensibile: Berlusconi fa lo smargiasso e taglia l’Ici, e i comuni vanno a ripigliarsi quei soldi dove possono. Naturalmente, gira e rigira, sempre nelle nostre tasche.

Ma in questi giorni diversi conoscenti mi hanno raccontato di richieste assolutamente poco chiare da parte degli addetti al servizio, che invitano caldamente gli alessandrini a presentarsi al più presto a compilare apposito modulo, con marche da bollo varie, fotografie dell’ingresso ecc…

Ricordo però perfettamente che, diversi anni fa, veniva precisato con comunicazioni pubbliche che il cartello passo carrabile era opzionale: vuoi evitare che qualcuno ti parcheggi davanti al cancello? Lo esponi, pagando il relativo balzello. Non ti importa delle auto parcheggiate? Fai a meno di esporlo.

Oggi sono cambiate le regole? E’ obbligatorio esporre il cartello suddetto, e pagare un ulteriore pedaggio, oltre alla Cosap (occupazione area pubblica) per avere diritto di entrare a casa propria?

Tutto può essere, ormai. Ma tutto andrebbe chiarito ai cittadini con molta maggiore trasparenza. Se qualcuno è informato, accettiamo chiarimenti.

E. G.

Categorie:In primo piano

Cercasi candidato (quasi) disperatamente

26 maggio 2010 9 commenti

Proprio oggi ragionavo con un amico sulle ipotetiche candidature del centro sinistra per le elezioni comunali del 2012. Dopo la travagliata approvazione del cosiddetto “Rendiconto di Gestione” relativo al 2009, con le inevitabili polemiche tra maggioranza e opposizione, e addirittura tra maggioranza e revisori dei conti, ci siamo chiesti che razza di situazione si troverà davanti fra due anni chi, provando a sfidare Piercarlo Fabbio, dovesse mai prenderne il posto a Palazzo Rosso.

La situazione dei conti comunali, non stiamo qui a ripeterlo, è difficile, e non si vedono all’orizzonte segnali, interni o esterni, che autorizzino a sperare in meglio. Le cosiddette “spese correnti”, in primis quelle del personale, galoppano e galopperanno senza sosta da qui al 2012, indipendentemente dalla crisi economica e dai tagli della manovra tremontiana. Avrà un bel da fare, il futuro primo cittadino, per contenere le spese, non aumentare i balzelli e mantenere livelli di servizio pubblico accettabili.

Di fronte a uno scenario così inquietante, forse non è scontato chiedersi se il futuro candidato del centro sinistra (tra l’altro: Pd o Idv?) giocherà per vincere, o semplicemente per partecipare, lasciando ancora una volta Fabbio in balìa di fornitori, revisori e numeri negativi. Voi che ne pensate? Sarebbe solo fantapolitica al cubo, o cinismo (fin troppo) intelligente?

A. A.

Categorie:Politica

[BlogLettera] Paragoni

25 maggio 2010 1 commento

La manovra è giunta e si apre il solito triste balletto di chi si lamenta per aver subito tagli e chi cerca una scappatoia per non cedere “palanche”. Una sorta di lotta fra ricchi o meno ricchi se vogliamo, che lascia molto l’amaro in bocca a chi quei soldi al mese se li sogna soltanto. E’ la solita storia: va bene tutto, ma iniziamo dagli altri! Perché c’è sempre un altro che merita di esser preso per primo, un capro espiatorio che se sacrificato serve a risparmiare di più. E via dunque all’ipocrisia di persone che portano a casa fior di stipendi e si lamentano perché “loro se li guadagnano tutti”. Come se i 1.200/1.400 euro al mese di un operaio di fabbrica o se i mille euro di un’addetta alle pulizie, che pulisce il wc dove spesso non si curano nemmeno di centrare il buco (perché tanto mica è casa tua), non fossero sudati fino all’ultimo centesimo.

Così rimango disgustato quando sul sito del Corriere leggo di quel segretario generale di Anzio che minaccia ricorsi per difendere i suoi 4.000 euro netti mensili “se il taglio non sarà per tutti”, quasi che il “tutti” fosse un’entità astratta, una chiave d’accesso per varcare il mondo di Matrix. Ancora riesco a stupirmi quando leggo del deputato del PD con la moglie che si vergogna perché nel 2008 ha dichiarato poco più di 122mila euro, una miseria quindi.

Ah, ma attenzione! In effetti Alessandro Maran (così si chiama il deputato in questione) ci informa che ben 55mila euro li ha dati al partito e quindi, porello, gli rimangono in tasca “SOLO” 67.000 euro annui. E poi ti domandi come mai ad alcuni pagano la casa senza dirglielo… Per forza! Non vorrai farli vergognare di guadagnar così poco da non potersela pagare? Una volta fare il parlamentare era un privilegio, oggi è diventato un lavoro come un altro. Del resto è quello di cui viene accusato il buon baffino D’Alema: aver sempre fatto il politico e non aver mai lavorato un giorno in vita sua.

Nel suo disperato tentativo di farci capire che il taglio è ingiusto, Maran va oltre e nel suo blog ci fa intendere che il taglio del 15% del loro stipendio è un rischio, perché limita l’indipendenza dei parlamentari e cita il Sole24, riportando un contetto molto chiaro: “un parlamentare economicamente autosufficiente è sicuramente più libero ed indipendente nello svolgere il proprio mandato di quanto non potrebbe esserlo se avesse spesso necessità di far quadrare i propri bilanci, personali o politici”. Come dire: se mi tagliate lo stipendio, sono autorizzato a prender delle mazzette. Ma perché adesso non lo fate già? Tutti gli scandali che spuntano come funghi su sanità, appalti e via dicendo cosa sono se non mazzette?

Analizziamo un po’ dal sito della Camera quello che un parlamentare percepisce mensilmente:
a) 5486.58 euro netti di indennità parlamentare
b) 4003.11 euro di diaria, ridotta di 206.58 euro per ogni giorno di assenza
c) 4190.00 euro di rimborso spese

Poi i deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale (ma non hanno un rimborso spese?). Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3323.70 euro se il deputato deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto, 3995.10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

Infine i deputati dispongono di una somma annua di 3098.74 euro per le spese telefoniche
(fonte http://www.camera.it/383?deputatotesto=4&conoscerelacamera=4). Pertanto, sommando le voci qui sopra riportare, fanno 15045.82 euro netti al mese. Ovviamente il taglio sarà fatto solo sull’indennità e non sulle altre voci, pertanto assumendo per vero il taglio del 15%, il nuovo stipendio sarà di 14211.83.

Caro Maran, a parte il cattivo gusto di parlare di corda in casa dell’impiccato, vuol veramente farci intendere che con oltre 14mila euro netti al mese deve tirare a campare? Secondo me un altro che si sacrifica al suo posto lo trova.

Ermanno Cecconetto

Categorie:BLettere

“Siamo appesi a una parete”

25 maggio 2010 3 commenti

“Dobbiamo fare in fretta, siamo appesi a una parete”, dichiarava l’altro giorno il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il che dice quanto drammatica sia la situazione. Peccato che questo esecutivo sostenesse, fino a pochi mesi fa, che la crisi non c’era. E che ancora pochi giorni addietro, anche sul nostro territorio, qualcuno parlasse di “colpi di coda della crisi”.

Coda di balena bella grande, direi. E’ sempre difficile capire dove finisce l’incompetenza, e parte la demagogia populista consapevole. Su Tremonti non ho dubbi: lui la gravità della situazione italiana la conosce da tempo, e fa quel che può, dovendo barcamenarsi con il gran capo, che fonda sull’ottimismo da marketing gran parte del suo successo politico. Ma il tempo del marketing è finito.

La crisi internazionale sta portando al pettine i nodi strutturali della nostra debolezza di sistema. Di cui non ha colpa solo Berlusconi, è evidente. La sua responsabilità più grande sta in questa sua ontologica incapacità di dire “le cose vanno male”, e al tempo stesso nel voler essere un (super)uomo per tutte le stagioni. Il governo sta per varare provvedimenti che saranno, comunque vengano venduti e presentati, drammatici e pesantissimi per le tasche degli italiani onesti, ossia noi che paghiamo le tasse. Eppure ancora lo si nega, dicendo che le tasse stesse non aumenteranno. Come se i tagli (ulteriori, dopo la scelta scellerata di abolire l’Ici sulla prima casa) a danno degli enti locali non fossero destinati a trasformarsi, comunque, in balzelli per chiunque non sia nullatenente.
 
Mi fa piacere constatare, sul fronte dei media, che anche killer di altissimo livello come Feltri stanno facendo sentire la loro voce sul fronte intercettazioni, dicendo che l’attuale ipotetica riforma è, passetemi la raffinatezza calderoliana, una vera porcata antidemocratica.
 
Quando i sindaci di centro destra cominceranno ad avere la forza e la dignità di fare altrettanto, alzando la testa e dicendo che, così, il territorio comunale diventa ingovernabile?
 
E. G.
Categorie:Editoriali
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