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Il superstite (20)

31 luglio 2010

di Danilo Arona

Da vent’anni ormai, a periodi ciclici, ripropongo all’attenzione del volgo questa storia, sperando di ricevere qualche dritta. In effetti le dritte arrivano, ma dai giornali. E tra qualche riga capirete.

Appunto, due decadi fa la mia fotografa ufficiale Antonella Marchini propose alla mia attenzione una videocassetta inquietante quanto quella del film The Ring. Si trattava di un servizio curato dal giornalista casalese Mario Giunipero in cui si raccontava con dovizia di dati e testimonianze  sconcertanti di una sorta di “maledizione” riferentesi a una ristretta zona della Val Cerrina, regione del Monferrato tra le più belle e interessanti sotto vari profili, situata tra i confini provinciali di Asti, Alessandria e Vercelli.

Stando a quel che si vedeva e si sentiva, una limitata estensione della Val Cerrina comprendente Pozzo, Odalengo, Torre San Quirico, Cicengo e Murisengo era interessata da tempo, almeno sin dalla fine degli anni Settanta, da una serie di morti non naturali, quasi tutte violente e tutte riguardanti persone alquanto giovani. Mi presi nota di quello che c’era da annotare e il rapporto giace tuttora nel mio impraticabile archivio. Però qui taccio sui dati anagrafici per richiamare la vostra attenzione sul dato statistico che già vent’anni fa appariva sbalorditivo: allora si conteggiavano non meno di una quindicina di morti, “per disgrazia” o presunta tale, avvenute in un lembo di territorio in cui sono disperse poche decine di famiglie.

Poi, nell’unico caso accaduto a molti chilometri di distanza dalla Val Cerrina, il singolare teorema sembrava ancor più prolungarsi. Avvenne nel ’92 e i giornali ne parlarono come di “un giallo irrisolto” o “strano incidente”: una giovane che si chiamava Silvana Biagetti precipitò, nelle vicinanze di Torino in un burrone con la sua auto in circostanze talmente ambigue da far pensare agli investigatori alla copertura di un vero e proprio delitto. Anche lei cerrinese, come si scopriva nella videocassetta in questione, era sepolta insieme ad altri giovani nel cimitero di Cicengo, e un identico alone di mistero e di stranezza pervadeva molte delle scomparse accidentali capitate ai coetanei inumati accanto a lei: giovani uccisi dal phon, dall’auto e dalla moto, suicidi sopra un treno o all’interno di una macchina che brucia, annegati in piscina o in un laghetto. Disgrazie, sicuro, ma incidenti nei quali la “non naturalità” di una morte ingiusta si accompagnava sempre al dubbio dell’inspiegabile, o quanto meno del poco chiaro. A fare un paragone giusto per capirci, quasi che fossimo in un film alla “Final Destination”.

Da allora, però, mi misi a collezionare le stranezze della zona, prendendo atto con un certo sbigottimento che le morti si allungavano. E anche gli eventi “strani”. Forse sarebbe giunto il momento di tirare qualche ipotesi conclusiva. Ma preferisco attendere ancora un po’. Magari qualche contributo insperabile negli anni Novanta e magari possibile oggi, nell’epoca di Internet e di Facebook, potrebbe arrivare, anche solo un’opinione. Di sicuro, per quel che mi risulta, molti abitanti della zona una loro idea sulla faccenda ce l’hanno, e anche assai precisa. Soltanto che, come sempre, siamo in Piemonte, dove sull’omertà a proposito di alcuni argomenti “pesanti” ci si comporta come in certe lande del Sud.

Proprio all’inizio degli anni Novanta ricordo che i giornali locali si occuparono a lungo di un celebre caso di poltergeist avvenuto in frazione Sorina di Murisengo. Chi provò a indagarne, colleghi della “Stampa” e del “Piccolo”, riferì di un ovvio quadro di bocche cucite e di gente impaurita, di case infestate e di alzate di spalle, di un parroco nottetempo chiamato a impartire benedizioni per liberare le cascine da anime terribilmente inquiete. C’è forse un collegamento? La Val Cerrina è forse una di quelle zone particolari che in altro ambito ho definito “Zone Zero”?

Chi lo sa…Le tradizioni gialle nonché “gotiche” recitano da sempre che, dietro le facciate limpide e convenzionali, si nascondono spesso drammi e scheletri negli armadi. I misteri, laddove esistono, fossero pure soltanto di natura filosofica, dovrebbero provocare curiosità e voglia di approfondimento. Tra le centinaia di amici che leggono le elucubrazioni del Superstite, c’è qualcuno da quelle parti che ha voglia di dire la sua?

Categorie:Editoriali
  1. 31 luglio 2010 alle 15:40

    La questione posta da Danilo con il suo inconfondibile stile narrativo mi incuriosisce, e spero che arrivino davvero stimoli da parte di qualche lettore informato. E’ un’area che conosco poco, ma che mi riprometto di esplorare nelle prossime settimane di relax. Anche perchè ricordo un episodio tragico, narratomi da amici, relativo credo a 6 o 7 anni fa. Anche lì, appunto, ci fu il suicidio di un giovane marito e padre: scelta disperata e personale naturalmente, ogni abisso è inesplorabile. Ma, si narrava all’epoca di particolari appunto da film, tipo videocamera che avrebbe filmato il tutto. Quando questi episodi diventano numerosi in un’area ristretta, io pure penso che la gente del posto sa molto più di quel che racconta.

    E. G.

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