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Non solo. Ma anche

31 luglio 2010

Due notizie mi hanno colpito, aprendo questa mattina i siti internet del Corriere e di Repubblica. Sono due vicende apparentemente scollegate tra di loro, che ai miei occhi hanno assunto un senso unitario. Vediamole insieme.

La prima notizia è il crollo di una palazzina ad Afragola, in provincia di Napoli, avvenuto questa notte intorno all’1,30. Un cedimento strutturale, dovuto alle infiltrazioni di acqua piovana, ha provocato il disastro che ha chiuso l’esistenza di quattro persone: una nonna con la nipotina di 10 anni, e una coppia di giovani sposi, Enrica e Pasquale, di 29 e 33 anni. I corpi di questi ultimi, a detta dei soccorritori, erano abbracciati. La casa crollata era stata costruita diversi anni fa su una caverna. Per colpa delle piogge insistenti degli ultimi giorni la caverna è crollata, trascinando nel baratro anche l’edificio.

La seconda notizia riguarda l’arresto di due persone, un sindacalista del Salpas (Sindacato Autonomo lavoratori partecipate appalti e servizi, che fa parte dell’Orsa) e uno pseudo-ispettore delle ferrovie, e la denuncia a piede libero di altri due appartenenti al medesimo sindacato. Il gruppo taglieggiava le imprese che avevano vinto l’appalto per la pulizia di treni e stazioni minacciando di scatenare proteste e sabotaggi sul lavoro da parte dei dipendenti. “Usavano la rappresentanza sindacale non per difendere i diritti dei lavoratori  –  spiega Angelo Serino, dirigente della squadra di polizia giudiziaria della Polfer  –  ma per ricattare le aziende e arricchirsi“. Tra le ditte soggette all’estorsione, ce n’è anche una di Alessandria. E’ la Berruti Federico e Figlio Srl.

Una palazzina del sud costruita su una zona cavernosa, e alcuni sindacalisti del nord che usano i lavoratori per fare soldi. Questa è l’Italia, questi sono gli italiani. Non solo, certo. Ma anche.

A. A.

Categorie:In primo piano
  1. 31 luglio 2010 alle 12:28

    Eh sì…e del resto tutto è collegato Andrea…ad esprimere una classe politica (di destra e di sinistra) così miserabile non può essere un popolo grande e dignitoso. Ci prenderemmo per il culo a sostenerlo, e noi al momento neanche cerchiamo voti, quindi…Un domani, con Episcopio, non è detto..

    E. G.

  2. Massimo
    31 luglio 2010 alle 15:12

    Non concordo con questo approccio ai fatti, perché sa di moralistico.

    Tutte la parti struttarali metalliche vengono progettate presupponendo già in partenza significativi difetti nel materiale; ciò nonostante si riesce a minimizzare la quantità di materiale usato e a realizzare strutture sicure e funzionanti.

    Questo deve valere anche per la società. Una posizione di questo tipo consente di passare dagli accenti moralistici all’operativo approccio proattivo.
    Diversamente non finiremo mai di scandalizzarci: basta ascoltare il notiziario quotidiano.

  3. 31 luglio 2010 alle 15:53

    La bimba, Imma di 10 anni, che tutti pensavano fosse morta sotto le macerie, si è salvata e ai soccorritori ha chiesto subito un gelato. Questo è un miracolo.

    Alcuni abitanti della via in cui è accaduto il disastro hanno offerto a fotografi e cameraman un posto sul balcone per riprendere la scena della tragedia. A pagamento, ovvio. Questa è l’Italia.

    A. A.

    • Massimo
      31 luglio 2010 alle 17:43

      Il senso di quello che ho scritto vuole dire che non dobbiamo soffermarci sugli atti sbagliati che provengono dalle persone (nella similitudine sono i difetti significati del materiale), ma dobbiamo soffermarci sul tipo di validità delle regole che fanno funzionare la nostra società e sui tipi di controlli che i legislatori e gli attori dei controlli, a tutti i livelli, hanno messo in campo (nella similitudine sono le tecniche di progettazione).

      Questa ultima posizione io definisco operativo approccio proattivo.
      Io trovo molto più riprovevole il fatto che il tal cameraman ha accettato la proposta. Ora ,se esistessero operativi approcci proattivi, esisterebbe un direttore di produzione che chiederebbe conto al tal cameraman del suo operato.

      Il male nelle intenzioni e nei fatti c’è.
      Stra-appurato questo, con mentalità operativa proattiva, si deve passare a interrogarci su chi non ha controllato chi o che e su dove hanno fallito i controlli, ammesso e non concesso che siano stati eseguiti.
      Quanto sopra vale anche per la vicenda delle ferrovie: vi sono state zone d’ombra; allora vuol dire che le attuali norme o controlli vigenti potrebbero aver consentito abusi.
      Comunque il fatto che l’abuso è stato scoperto è già un indice di un certo discreto livello di funzionamento dei controlli.

      Le energie, a tutti i livelli, vanno tutte impiegate per interrogarsi su come migliorare sempre più le regole e ottimizzare sempre più i controlli, che sono gli anticorpi che la nostra società ha a disposizione per esistere.
      I virus esisteranno sempre e non ci scandalizziamo che esistono, ma il vero problema è la valutazione della efficacia degli anticorpi che mettiamo in azione.

      A che pro stracciarsi le vesti ? Poi si rimane nudi.

  4. maurizio fava
    31 luglio 2010 alle 16:17

    meno male che ci sono gli approcci proattivi.
    ora chiamiamo merger i licenziamenti in fiat e promoter i pusher della cocaina a montecitorio e voilà: i problemi son tutti risolti

  5. GZL
    31 luglio 2010 alle 16:26

    Uno spezzone dall’articolo di ADNKRONOS:

    ” La tragedia suscita certamente rabbia, lacrime e dolore ma, a quanto pare, anche business. Mentre erano in corso operazioni di recupero, alcuni abitanti della strada hanno offerto a fotografi e cameraman un posto sul balcone per riprendere la scena della tragedia. Foto scattate dai telefonini vengono vendute al prezzo di 20-30 euro ”

    Nell’articolo si leggono pure le dichiarazioni dell’Assessore regionale alla P.C., Prefetto e il cordoglio, la partecipazione, la vicinanza di Napolitano e Berlusconi……quante parole inutili e chiacchiere…..NE FACESSERO A MENO E CHE SI VERGOGNASSERO , conoscono perfettamente certe situazioni in cui vivono le persone, la situazione del territorio, ma i loro omucoli politici che amministrano localmente i territori NON FANNO NIENTE!!!!!nessun controllo su case fatiscenti. Moltissimi cittadini vivono come possono e un tetto è necessario, non hanno competenze geologiche, nè ingegneristiche, importante avere un “nido” sicuro dove rifugiarsi…

    CORRIERAL è giusto riportare questi fatti anche se non sono di casa nostra, questa è l’Italia di oggi 2010, dove la gente muore per incuria indecente da parte di chi non controlla!

  6. 31 luglio 2010 alle 16:49

    E’ proprio vero che gli amministratori locali queste cose le sanno, e tacciono per coprire altri interessi. Come si fa ad autorizzare (o a condonare successivamente) la costruzione di una casa posta su una cavità sotterranea? E’ un’indecenza che, nell’Europa del 2010, ci vede ancora lugubri protagonisti. La ringrazio per il suo intervento, cara signora Languzzi. Come vede noi queste notizie le riportiamo e le commentiamo.

    A. A.

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