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Archive for marzo 2011

Amministrative di maggio: tutti al mare?

31 marzo 2011 Commenti disabilitati

Davvero Berlusconi e i suoi sodali faranno la fine di Craxi, come urlano in questi giorni manifestanti inferociti (e ignorati dai media a più ampia diffusione) dinanzi al Palazzo? E, come nel ’93, salterà fuori un nuovo (o da tale camuffato) caudillo populista, ad intercettare il voto di una maggioranza silenziosa che ha, Silvio o non Silvio, comunque un’anima di centro destra?

Le elezioni amministrative di maggio saranno una bella cartina di tornasole. Si eleggeranno i sindaci di 26 capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna, e in Piemonte Novara. In Molise ci saranno le regionali, e si voterà pure per eleggere 11 amministrazioni provinciali, tra cui Vercelli e Pavia. Nell’alessandrino elezioni in tanti piccoli comuni, fra i quali i più rappresentativi sono Arquata e Gavi.

Secondo voi come andrà? Tutti al mare, non più per esortazione craxiana ma per puro disgusto popolare, e sfiducia nel sistema dei partiti nel suo complesso? Se così sarà (e non lo escluderei), al di là di 24 ore di retorica preoccupazione espressa da tutto l’arco costituzionale, tutti faranno poi finta di niente, riportando a base 100 i votanti effettivi, e fingendo chi di aver vinto, chi di aver “tenuto” nonostante un clima sfavorevole ecc ecc…

Certo, in un Paese normale dopo tre anni di governo “ad personam” di questo tipo, con una crisi drammmatica come l’attuale, e con tutti gli scandali degli ultimi mesi, non ci sarebbe storia. Ma un Paese normale ci sarebbe anche, a ben guardare, una destra normale che già avrebbe “espulso” l’anomalia Berlusconi dal proprio organismo, come un virus. Qui è successo il contrario, ed è la destra normale ad essere oggi smarrita e dispersa tra terzo polo e naufraghi del berlusconismo, quelli che “io sto qui, dove vuoi che vada, ad oggi mancano le condizioni….per ora…ma sia chiaro che non sono come lui…”.

E un Paese normale avrebbe anche partiti di opposizione capaci di una proposta organica forte, seria e credibile. Soprattutto qualsiasi opposizione, in un Paese normale, si riproporrebbe agli elettori non solo con programmi, ma con facce nuove, mentre qui gira e rigira ecco D’Alema, Fassino, e il Rutelli che ci ride in faccia da una vita, spontaneo, sincero e pieno di idee. Insomma una bella gara al ribasso, diciamocelo.

Certo, sono elezioni amministrative e non politiche, ma a maggior ragione, con enti locali tutti in profondo rosso (e con tagli che colpiscono direttamente e indirettamente i cittadini), sarà un bel maggio, vedrete. Segnerà anche la fine del Berlusconismo? Mah…direi che città come Torino e Bologna farebbero notizia solo se il centro sinistra le perdesse. La vera botta a Silvietto la potrebbe dare solo Milano, congedando la “sciuretta” Moratti. Quella sì che sarebbe una svolta…ma credo che alla fine le armate del Formigoni e quelle del Bossi, pur mal sopportandosi, serreranno le fila, per il (loro, si intende) bene comune.

E. G.

Categorie:Politica

[BlogLettera] Tendopoli per immigrati anche in provincia di Alessandria?

31 marzo 2011 Commenti disabilitati

Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Presidente della Regione Cota che ha dato il suo benestare, ha individuato in Piemonte alcune aree per la costruzione delle tendopoli per segregare all’interno di esse e dei rispettivi campi gli immigrati fuggiti dal loro paese o per fame o per un regime dittatoriale – ad oggi in Italia sono arrivati in gran parte tunisini.

Abbiamo appreso che in Prefettura c’è grande fermento per l’individuazione di un’area e le voci che da diverse settimane circolavano e parlavano della zona di Casale M.to si stanno facendo sempre più insistenti.

Dal Ministero dell’Interno, come per le altre regioni, hanno individuato nei pompieri piemontesi ed alessandrini i perfetti manovali per la realizzazioni di questa tendopoli; la Puglia ci insegna.

Come Federazione Provinciale USB ovviamente rigettiamo questo tipo di impiego, sfruttamento, dei Vigili del Fuoco in quanto questa situazione (Tunisia) non è da considerarsi una situazione di emergenza bensì  questa è una vera e propria operazione politica.

Inoltre traspaiono in maniera eclatante le contraddizioni del Governo, una su tutte spicca che fino a qualche giorno fa usava la protezione civile di un tal Bertolaso per i “grandi eventi”, sappiamo com’è andata a finire,  ed ora  la protezione civile in questo Paese sono solo i Vigili del Fuoco? Sotto organico perenne, mezzi vetusti…per intenderci ancora quelli che si sono rotti nel tragitto per portare soccorso agli Aquilani.
Ed allora perché hanno militarizzato i Vigili del Fuoco  inserendoli nel comparto pubblicistico \ sicurezza assimilandoli a forze di Polizia?
Perché, visto che l’Italia è in guerra,  non si impiega l’esercito in queste operazioni “umanitarie”?
Il Governo chiarisca le proprie idee soprattutto riconsegnando ai Vigili del Fuoco di questo paese la dignità che tutti riconoscono…quella di essere la colonna portante della protezione civile fuori dagli schemi di militarizzazione e giochetti politici che nulla hanno a che vedere con il ruolo sociale che essi svolgono da sempre al servizio di tutti senza essere schiavi di incompetenti.
Il Prefetto convochi e informi urgentemente le Organizzazioni Sindacali presenti sul territorio chiarendo fin da subito come e da chi verrà gestito questo nuovo campo di concentramento.

Giovanni Maccarino
Federazione Provinciale USB Alessandria

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Alluvioni, esondazioni, franamenti: 3.600 enti pubblici che fanno?

31 marzo 2011 Commenti disabilitati

In questi giorni sui nostri giornali locali alessandrini e casalesi, territori di mio interesse per ciò che riguarda danni da esondazioni e franamenti non causati da maltempo perché il maltempo è fatto naturale, ma da annosa incuria  di gestire il territorio con azioni di manutenzione e prevenzione. Eternamente mancano gli euro e qui sono sempre uniti nel lamento. Eternamente purtroppo non si parlano i vari preposti per coordinare progetti che vanno da monte a valle.

Al contrario e nonostante mancano gli euro vengo stilati costosi progetti da  prestigiosi studi professionali che poi stanno nei cassetti di chi li ha commissionati perché pagati quelli, pare che non ci sono più euro per procedere nella pratica…e  anno dopo anno, mese dopo mese danni a infrastrutture pubbliche (beni di tutti), danni privati e puntualmente ci scappa anche il morto in molti casi e alla faccia di chi va a raccontare nei convegni, o agli organi di informazione di tempi di ritorno da esondazioni di 200/300/500 anni….  Sempre in questi giorni su un giornale economico viene spiegato  come questi eventi che di naturale hanno nulla, fanno business e  muovono denaro per la serie: “disastri spa”, ma questo l’ho capito da un bel pezzo ed è chiaro che poi mancano gli euro per fare i lavori.   

Ora: sul territorio non si fa nulla, solo chiacchiere fino alla prossima. Risarcimenti per i danneggiati privati e imprese  scordiamoceli, eppure i danni non se li sono cercati. Alessandria zona nord:  dal 2009 dopo un faticoso 20%  a distanza di due anni è arrivata in questi giorni una integrazione inzuppata di “nobile sudore” di chi l’ha concessa e che magari si aspetta anche un ringraziamento. Per il saldo chiusura pratiche ho interrogato Nostradamus che ha allargato le braccia sconsolato, questa è l’unica profezia che non riesce  dare. Tornando per forza maggiore a una forma di serietà dato l’argomento,  dalla pubblicazione  “L’Italia delle Alluvioni- Un’analisi economica” di una alessandrina di nascita, Rita Cellerino Professore ordinario di Politica Economica nella Facoltà di Economia dell’Università del Molise, un curriculum importante, innumerevoli pubblicazioni tra cui  temi di interesse di  economia e politica dell’ambiente, analisi benefici-costi, analisi economica e ambiente, gestione del rischio idrogeologico, business ambientale,  sta scritto che sono  1.300  le norme statali e regionali in materia di alluvioni emanate dopo la legge-quadro del 1989. Sono più di 3.600 gli Enti pubblici che hanno competenze in materia. Milioni di euro per finanziare opere idrauliche e risarcimenti alle vittime. Tralasciando i milioni di euro per finanziare le opere mi chiedo: 3600 gli Enti preposti per curare il nostro territorio, so chi sono, nella pubblicazione vi è l’elenco, ma che fanno?  Che aspettano? Quando lo fanno? 

Graziella Zaccone Languzzi
Comitati/Associazioni Alluvionati – Alessandria

Categorie:BLettere

“Ugo, dove sei?”, firmato Lega Nord

31 marzo 2011 5 commenti

Cavallera, dove sei? Gli alluvionati alessandrini sono stanchi di aspettare…Se a sostenere una simile posizione fossero appunto gli alluvionati stessi, le loro associazioni o i loro esponenti (so che alzo una palla “facile” ad una nostra affezionata lettrice), saremmo nella norma. Ma poichè l’attacco parte dal leghista alessandrino Riccardo Molinari (nella foto), vice presidente del consiglio regionale, non può che suscitare una certa ulteriore curiosità.

Incrinature nella maggioranza, o anche semplicemente personali tra Molinari e Cavallera? Lega partito di lotta e di governo, con un po’ di schizofrenia? Ugo “highlander” Cavallera assente strategico, o magari davvero impossibilitato per ragioni personali? Ma, soprattutto: cosa ne pensano gli alluvionati stessi?

Di seguito il testo del comunicato della Lega Nord, a seguito della “non presentazione” in Consiglio Regionale dell’assessore Cavallera in occasione della discussione sui rimborsi legati all’alluvione piemontese del 2009.

E. G.

“La tanto attesa risposta prevista per oggi dell’assessore Ugo Cavallera in merito ai rimborsi per gli alluvionati piemontesi, privati ed aziende, della primavera 2009, non ha avuto luogo causa l’assenza in aula dell’assessore. “Vogliamo la risposta di Cavallera!” Questo è quanto detto in aula dal consigliere regionale leghista Riccardo Molinari alla presa d’atto che l’assessore non sarebbe stato presente in Consiglio regionale. “La mozione è stata depositata alla fine di settembre, tre mesi fa abbiamo iniziato la discussione poi sospesa su richiesta del Vicepresidente Cavallera, e benché alcune parti del documento siano state già recepite nel frattempo dalla giunta, non si capisce come mai chi ha subito danni negli eventi alluvionali dell’aprile 2009 debba ulteriormente attendere altro tempo. Sono tre mesi che all’ordine del giorno è iscritto il proseguimento del dibattito sulla mozione, ma da tempo si sapeva che nella seduta di oggi finalmente saremmo arrivati al punto. E’ evidente che discutere di questo importantissimo tema senza la presenza dell’assessore competente e quindi senza una risposta ed un confronto non sarebbe servito a nulla. C’è ancora da sciogliere il nodo sui rimborsi alle imprese alluvionate, sull’abolizione della franchigia di 3.500 euro e sulla possibilità di rendicontare le spese senza fatture quietanzate, tutte richieste inserite nella mozione. I cittadini dei territori coinvolti da tali eventi – conclude Molinari – meritano di avere finalmente una risposta definitiva. Spero che al più presto, magari già martedì prossimo, si possa arrivare al confronto con l’assessore che provenendo come me dalla provincia di Alessandria, territorio che purtroppo con le alluvioni ha l’abitudine di convivere, non può che essere sensibile a questo tema”.”

Categorie:Politica

[BlogLettera] Il ponte Meier, uno spreco che non risolve niente

30 marzo 2011 2 commenti

Due i periodi dell’anno di intense piogge e conseguenti piene di fiumi e torrenti: l’autunno e l’inizio primavera. E puntualmente tali eventi provocano esondazione e smottamenti più o meno gravi. La grande esondazione, quale quella che ha colpito il Piemonte ed in particolare Alessandria nel 1994 o quella del casalese del 2000 sono eventi che si producono statisticamente con tempi di ritorno da 50 a 200 anni.

Ma ogni anno assistiamo, a fronte di piene dei fiumi che definiremmo normali, a esondazioni circoscritte che causano però gravi danni ai beni delle popolazioni colpite. Ed anche quest’anno le piogge di marzo hanno determinato un aumento della portata del Tanaro che ha avuto un picco ad Alessandria nella notte del 16: picco comunque assai distante da valori preoccupanti. Ciò non ostante il fiume è esondato in quelli che definirei “i soliti punti”: in riva sinistra immediatamente a monte del ponte della ferrovia, all’Osterietta e alla confluenza con il Bormida in zona Pietramarazzi.

Due considerazioni in merito. La prima: gli argini costruiti a seguito della tragica esondazione del ’94 non riescono a contenere portate sensibilmente inferiori alla metà di quella determinatasi nel tragico evento ricordato. La seconda considerazione: eventi pluviali più intensi e duraturi potrebbero causare situazioni pericolosamente simili a quella dell’esondazione del ’94. Come allora l’acqua infatti è esondata già a monte del ponte della Ferrovia a comprova dell’inutilità dell’abbattimento del ponte Cittadella. La realizzazione del ponte Meier nella situazione attuale si configura come uno spreco di risorse pubbliche, in una situazione di forte indebitamento delle casse comunali, che non risolve i problemi.

Risorse che andrebbero invece indirizzate nelle sole opere utili necessarie: le esondazioni e relativi danni possono essere evitate con appropriati interventi dal punto di vista idraulico, strutturale e manutentivo. Si consideri il caso del Tanaro nella zona di Alessandria ove gli argini hanno denunciato frequentissimi cedimenti e i canali e rii secondari si sono mostrati non correttamente incanalati. Gli interventi realizzati con i fondi erogati a seguito dell’alluvione del 94 (centinaia di milioni di euro) si sono di mostrati a dir poco inefficaci: si dovrà nuovamente intervenire con grave sperpero di danaro pubblico.

Per quanto riguarda i provvedimenti atti a mettere in sicurezza i centri abitati nel caso delle grandi piene essi non possono che consistere nella riduzione delle portata dei fiume a monte delle stesse.
Riduzione ottenuta mediante la costruzione di aree di esondazione e di casse di laminazione  restituendo in tal modo al fiume aree che da altre parti l’edificare scriteriato teso alla speculazione ha loro sottratte.

Claudio Lombardi
Sinistra Ecologia Libertà Alessandria

Categorie:BLettere

La politica che nega il futuro

30 marzo 2011 31 commenti

Non solo la politica italiana è ormai guerriglia, come dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (nella foto). La cosa più grave è che è una guerriglia del tutto avulsa dalla realtà del Paese, e dallo scenario internazionale, in cui l’Italia conta come il due di picche a briscola.

Parlare di Berlusconi mi ha stancato, sentimento credo comune a tanti. E’ palese a tutti, a partire da ampie fette del centro destra, che si tratta di uno zombie plastificato, prigioniero di clichè assolutamente vecchi, e di una serie infinita di problemi personali che lo hanno spinto in politica nel 1994, e a cui continua a dedicarsi in maniera prioritaria.
Del Paese non gliene frega niente, men che meno dello Stato inteso come comunità, che è concetto a lui inviso (e anche in questo è rappresentativo della maggioranza della popolazione, checchè se ne dica).

Eppure sta lì, sclerotizza la nostra politica e fa sì che, in un contesto di assoluta emergenza sia economica che sociale (e non solo per gli eventi nordafricani), l’Italia sia ferma, priva di qualsiasi progettualità, e incapace di programmare il proprio futuro.

Guardate che è un dramma vero: perchè senza una classe politica autorevole (e alzi la mano chi pensa che questa dell’era berlusconiana/fine seconda repubblica la sia, e che gli oltre mille senatori e deputati rappresentino una risorsa per la collettività) anche la società civile, la finanza pubblica, la capacità di fare impresa in maniera sana (ammesso che in Italia ci si sia mai riusciti) fanno a farsi benedire.

Ditemi voi quale italiano, che non sia demente o ricchissimo di suo, oggi è in grado di sentirsi sicuro, personalmente e a livello famigliare, guardando ai prossimi 10 anni. Pochissimi, nessuno. Ho coetanei con bimbi piccoli e mutui che sospirano, allargano le braccia, benedicono l’esistenza dei nonni, e dei loro piccoli forzieri, frutto di risparmi cominciati nel dopoguerra. Ma questo non significa progettare il futuro: questo è rallentare la caduta, procrastinandola di un po’, e confidando nella sorte, o per ci crede nel miracolo.

D’altra parte ho amici di destra che mi chiedono “per chi mai potrei votare se non Silvio”, e altri di sinistra che fanno altrettanto guardando partiti e progetti (quali??) della loro parte. Segno davvero che la sfiducia è tangibile, ramificata e diffusa. Il Palazzo è completamente sfiduciato nella percezione collettiva, nonostante gli abilissimi, encomiabili esercizi di retorica di Napolitano (come mi piacerebbe parlargli privatamente, in camera caritatis…).

E tuttavia non si percepisce, al contrario che in altre fasi storiche del Paese, nessuna capacità o intenzione reale, da parte di società civile (o più prosaicamente popolazione) e movimenti “dal basso” di dare una spallata vera, più o meno drasticamente rivoluzionaria rispetto all’andazzo presente.

Viviamo l’epoca del sonno e dell’attesa. Di cosa, secondo voi?

E. G.

Categorie:In primo piano

Un tamarindo con… Paolo Bonadeo

30 marzo 2011 3 commenti

Cari amici, eccovi qui una nuova sezione del blog, che cercheremo di alimentare con costanza. Per l’occasione torna a far parte attiva della nostra squadra un inviato speciale di razza (coniglia), ossia il grande Episcopio (nella foto), che molti di voi già conoscono e apprezzano.

Ogni volta Epi incontrerà per noi un protagonista del territorio alessandrino. Un politico, un imprenditore, un intellettuale, un prete, un artista. Purchè abbia qualcosa da dire, e la capacità di stare al gioco, parlando con Epi di temi seri, ma con tono scanzonato. La sezione si chiama “Un tamarindo con” (anche se Episcopio ha proposto fino all’ultimo il succo di carota), perché ci piace l’idea di una  bevanda d’antan, un po’ snob e fuori moda. Una bibita dal sapore dolceamaro, da goderci insieme sorso per sorso. Come la vita, e speriamo come questo nostro nuovo appuntamento.

A tenere a battesimo Un tamarindo con… è Paolo Bonadeo. Che è tra le altre cose vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Alessandria, possibile (probabile?) prossimo consigliere regionale del Pdl, e nostro ex compagno di liceo. Non proprio stessa leva, ma insomma stessi anni. Per cui con Epi è stata una mezza rimpatriata, come vedrete. Ma il nostro super inviato non ha perso l’occasione per parlare di cultura, di politici con la valigia e, naturalmente, per lanciare alla fine a Bonadeo una proposta indecente. Buona visione a tutti…
 
Ps: ringraziamo per la consulenza artistica e le riprese il cineasta Claudio Braggio. Ci ha spiegato un sacco di cose sul film nel film, le citazioni di cineasti famosi, i primi piani. Non abbiamo capito quasi nulla, ma Epi ora se la tira e ci guarda dall’alto al basso, dicendo che lui ha un amico regista…
Categorie:Cultura
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