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Archive for maggio 2011

[BlogLettera] Le due facce dei giardini pubblici

31 maggio 2011 Commenti disabilitati

In Alessandria abbiamo la fortuna di avere dei giardini pubblici nel cuore della città che sono un grande polmone verde in cui chiunque può fare delle tranquille passeggiate ristoratrici, sedersi sulle panchine all’ombra di piante maestose per relax, per gustarsi un gelato o semplicemente per leggere un giornale, oppure volendo per fare jogging, ma gli stessi dal lato del Teatro Comunale sono piuttosto malmessi e in disordine.

La pavimentazione in porfido davanti al teatro è dissestata, così come quella in prossimità del laghetto, transenne probabilmente esistenti da tempo con vecchi cartelli per lavori di asfaltatura mai iniziati, la costruzione con le gradinate della pista invernale di pattinaggio e altre transenne con alcuni bidoni in stato di abbandono, lo scheletro di un altra costruzione ormai fatiscente con blocchi di cemento, rottami, assi di legno, cumuli di terra e strisce di plastica che deturpano il verde dei giardini.

Se a quanto sopra purtroppo aggiungiamo la chiusura per i noti e preoccupanti motivi del Teatro Comunale confinante, emerge per la parte in questione un quadro piuttosto desolante, che non ritengo degno di una città che voglia essere un esempio per decoro e verde urbano, sopratutto dopo averla abbellita con centomila rose e oltre duecentocinquanta alberi, che è comunque una dimostrazione di attenzione verso le aree verdi, ma a maggior ragione non credo che ci si possa permettere di lasciare i giardini in questo stato dove il verde esiste praticamente da sempre e richiede solo di essere curato e tenuto in ordine.

Per contro la parte dei giardini davanti al tribunale e all’entrata della stazione ferroviaria è invece perfettamente mantenuta e obiettivamente va detto che oggi si presenta con un aspetto nettamente migliore rispetto al passato e perciò è perfettamente godibile da tutti, cittadini e turisti di passaggio nella nostra città, conseguentemente mi chiedo perchè non si interviene per ripristinare il decoro e il verde anche nella parte malmessa e completare l’opera.
In attesa di verificare gli sviluppi ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

Pier Carlo Lava
Alessandria

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[BlogLettera] Situazioni di pericolosità ausiliari del traffico

31 maggio 2011 1 commento

Al sindaco di Alessandria e alla direzione ATM

E’ stato segnalato alla scrivente Unione Sindacale di Base che in data 28 maggio un ausiliario del traffico, mentre stava svolgendo il proprio lavoro con serietà e impegno, e’ stato aggredito, spintonato e schiaffeggiato in quanto stava elevando una contravvenzione per divieto di sosta.

Vorremmo sottoporre alla Vs attenzione soluzioni per cercare di attenuare i fattori di rischio consentendo agli ausiliari del traffico di svolgere il lavoro in coppia, così come avviene anche il altre città, o con una maggiore interazione tra ausiliari e comando da consentire un rapido intervento dalla centrale. Pensiamo che la sicurezza vada ricercata con tutte le soluzioni possibili in modo da evitare episodi come quello accaduto.

Siamo certi che chi leggerà queste note comprenderà l’importanza e la necessità che i propri dipendenti non vengano aggrediti nell’espletamento del proprio servizio. In attesa di riscontro, cordiali saluti.

Giovanni Maccarino,
Federazione Provinciale Unione Sindacale di Base

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Milano liberata. Ora tocca all’Expo?

31 maggio 2011 2 commenti

Non ci vuole la sfera di cristallo per immaginare che il nuovo sindaco di Milano avrà qualche difficoltà a gestire la parte meno “addomesticabile” (ma non per questo trascurabile) del suo elettorato.

Leggo oggi sul Corriere (da cui ho tratto la foto) che “una cinquantina di esponenti dei centri sociali milanesi si è data appuntamento in via Andrea Costa, all’angolo con piazzale Loreto. Proprio sotto casa dell’ex vicesindaco Riccardo De Corato. Slogan, petardi, fumogeni. Poi cori e insulti: «De Corato disoccupato». Oppure: «Il tuo ufficio ce l’abbiamo noi». E insulti. Nel mirino degli antagonisti ci sono le «politiche dell’ex assessore alla Sicurezza che ha fatto della guerra ai centri sociali una battaglia personale»”.

Malgrado l’imbarazzata smentita («Noi siamo portatori di una nuova politica»), Pisapia faticherà non poco a far capire a questi giovani ed esuberanti rivoluzionari che ad aver vinto le elezioni non sono stati loro (“ciao core”, direbbero a Roma), bensì i Passera, i Profumo, i Palenzona e i Moratti (quelli dell’Inter). Più altri sorridenti padroni del vapore che adesso sicuramente mi sfuggono, o non conosco. Vedrete che, dopo aver fatto fuori da Milano Re Silvio e la sua debosciata compagnia di giro, i veri amanti della res publica milanese si impegneranno a “liberare” anche l’Expo 2015, vero oggetto del desiderio di questa tornata elettorale.
 
A. A.

PS: nel famoso “Articolo delle lucciole” pubblicato sul Corriere della Sera nel febbraio del 1975, Pier Paolo Pasolini così descriveva i “potenti democristiani” dell’epoca: «[…] Il potere reale procede senza di loro: ed essi non hanno più nelle mani che quegli inutili apparati che, di essi, rendono reale nient’altro che il luttuoso doppiopetto». Doppiopetto a parte, l’analisi di Pasolini è valida anche oggi. Non vi pare?

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[BlogLettera] I giovani e la politica

31 maggio 2011 10 commenti

Caro Direttore,
Ho passato quasi tutta la giornata di sabato ad assistere al convegno “Confronto, Libertà, Partecipazione 2011”, organizzato dai movimenti giovanili di PdL, PD, UDC, IDV e Lega Nord, con il contributo di Regione, Provincia, Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Casale, Novi,Ovada, Tortona, Valenza.

Al di la dello (scarso) numero dei partecipanti (qualche decina?), quello che mi ha colpito in negativo è stata la qualità degli interventi. Per carità, tutti bravi ragazzi, corretti, educati, alcuni anche ben preparati sull’argomento trattato, ma……..
Il dibattito è stato molto educato, le diverse posizioni sono state esposte in modo corretto, nessuno ha urlato o interrotto per sopraffare chi esponeva una tesi diversa o contraria. Anche gli applausi sono stati equamente attribuiti a tutti, salvo che al pomeriggio, ove nella tavola rotonda con i “grandi” si è vista la presenza delle “tifoserie”, ma…..

Ma è che da giovani di venti – ventiquattro anni mi sarei aspettato qualcosa di molto, molto diverso, da una critica o da una difesa della riforma Gelmini, o da una richiesta di maggiori interventi degli Enti Locali per le sedi universitarie alessandrine, cioè dalla ripetizione di tesi e argomenti già svolti nei partiti dai “grandi”.
Non voglio ripensare alle motivazioni per le quali un giovane della mia generazione è entrato in politica (accennerò, per quel che mi riguarda a un solo episodio: 1956: invasione dell’Ungheria, manifestazioni di piazza,cariche della “celere”), ma, con quello che succede oggi in Italia,  ascoltare dei bravi ragazzi che discutono molto correttamente su argomenti anche importanti di politica scolastica o di equilibrio fra i poteri o di politica estera, in modo così educato da costituire certo un buon esempio per  gli adulti che si azzannano invece nei dibattiti televisivi, non credo che possa essere trainante per altri giovani.

Oggi in Italia, dove tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni solo uno su quattro trova un lavoro, dove 800.000 donne in dieci anni avendo avuto un figlio, si son viste costrette a lasciare il lavoro, dove 2 Milioni di anziani son costretti a vivere con meno di 500 Euro al mese,dove la
corruzione dilaga ad ogni livello, dove le varie mafie conquistano spazi anche nel Nord opulento e operoso, i giovani dovrebbero indignarsi, scendere in piazza, come è accaduto in Tunisia, in Egitto, in Siria ed ora anche in Spagna, paesi nei quali i giovani si son messi alla testa di una protesta pacifica contro la corruzione, la emarginazione economica e sociale.

E in Italia? Che alla guida della protesta debbano mettercisi le “pantere grigie” visto che i giovani invece di contrapporsi ai loro padri, sembrano le loro fotocopie sbiadite?

Aldo Rovito
Alessandria

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[BlogLettera] Turisti in bicicletta

31 maggio 2011 2 commenti

Domenica scorsa un gruppo di cicloturisti di Parma sono stati ospiti ad Alessandria nell’ambito della convenzione tra Federazione Italiana Amici della Bicicletta e Circuito delle città d’arte della pianura padana, che prevede visite guidate in bicicletta nelle città aderenti al circuito stesso.

Il tema scelto per la visita era Borsalino e il ruolo della fabbrica nello sviluppo sociale e urbano della città. Al mattino abbiamo guidato il gruppo  in un percorso urbano attraverso gli edifici di Ignazio Gardella, che danno la possibilità di compiere un piccolo viaggio attraverso la storia dell’architettura moderna.

Una breve visita alla Cittadella con la guida del FAI e ai resti del ponte Tanaro recentemente abbattuto ci ha dato modo di assaporare un assaggio di storia, e di riflettere sull’inutilità di un ponte per le automobili in quel punto della città.

La pausa per il pranzo agli Orti per anziani è stata occasione per confrontare le esperienze e i risultati conseguiti dalle nostre associazioni: quasi inimmaginabile per noi la qualità del rapporto che si è instaurato tra l’associazione di Parma e le istituzioni. Un esempio la recente conferenza stampa con la FIAB, in cui il Sindaco di Parma ha presentato gli obiettivi per la ciclabilità nei prossimi 9 anni: 150 chilometri di piste ciclabili e il trasferimento su bicicletta del 40 % degli spostamenti urbani.

Il viaggio è proseguito nel pomeriggio: prima tappa Pecetto, dove una rappresentante del Comune ci ha accolto con ospitalità, predisponendo un breve itinerario guidato al Centro di Cultura, dove è allestito un piccolo Museo dedicato a Giuseppe Borsalino, e alla Rocca con il Parco del Cielo.

Poi la discesa verso il Po a Mugarone e Bassignana, con le lanche del grande fiume, e l’attraversamento del Tanaro sul pericoloso ponte di Rivarone, e la Festa dell’agricoltura a Piovera, e l’argine del Tanaro inghiaiato senza tener conto delle biciclette per arrivare a Lobbi, e la tranquilla strada Grilla con la roulette russa finale dell’attraversamento del ponte sul Bormida sulla ex s.s.10; e per concludere la visita guidata del Museo del Cappello e un meritato gelato.

Un sintetico assaggio di Alessandria, del suo paesaggio e della sua storia: dei suoi fiumi tenuti lontani, della sua circonvallazione con le piste ciclabili malamente collegate, della sua storia ai più sconosciuta; ma che in una fresca e assolata domenica di maggio, quando il traffico automobilistico non è insidioso, il cielo terso, e la compagnia piacevole, in bicicletta può sembrare persino bella.

gliamicidellebici – FIAB Alessandria

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Milano liberata. Ora tocca all’Italia?

30 maggio 2011 15 commenti

“Sono elezioni cittadine, ma sono forse ancora di più elezioni politiche nazionali”, Silvio dixit. Ora, dopo un sonoro 4 a 0 (Milano, Napoli, Torino, Bologna) prenderà atto della sua fine politica, o si arroccherrà nel Palazzo, tenuto in piedi giorno dopo giorno da Grassano (l’omonimo, naturalmente) e Scilipoti?

La seconda che ho detto, temo. Almeno finchè gli alleati meno “proni”, ossia coloro che hanno un futuro politico anche post berlusconiano (Bossi e Formigoni, il diavolo e l’acquasanta peraltro) non decideranno che è il caso di staccare la spina al governo, e guardare avanti. Per il bene di un Paese che in queste condizioni non può davvero reggere a lungo.

Avanti non può che essere però la liquidazione del berlusconismo, e della seconda Repubblica. Come? In che direzione? Per fare cosa? C’è a portata di mano un’occasione straordinaria per questo Paese, ma solo a condizione che tutti, a destra come a sinistra, ne approfittino per rifondarsi davvero. Il fatto che a vincere queste elezioni siano stati soprattutto candidati della sinistra (non estrema per favore: vera, normale. Sinistra, punto), e non del Pd, e che anche il movimento CinqueStelle sia forza ormai non trascurabile qualcosa significa, stiamone certi. Al Partito Democratico, più che a tutti gli altri, il compito nelle prossime settimane e mesi di assumere una posizione chiara, e di rinnovare davvero ranghi e proposta politica. Se sarà onesta, semplice e comprensibile, sarà anche vincente. Il tric e trac della burocrazia politica, invece, non serve a nessuno, tranne che ai suddetti burocrati. Naturalmente.

Ma torniamo alle amministrative. Per Milano è davvero una svolta epocale. Io per dire, che non sono più un ragazzino, la Milano col cuore in mano, solidale con chi lavora sia esso terrone o straniero, e aperta al diverso non ho neppure fatto in tempo a conoscerla.

Da quando la frequento per lavoro (1993) è sempre stata quella roba lì che conosciamo oggi, che io definisco da  “vorrei ma non posso”: masse di individui soli e sgomitanti, per arrivare dove poi non l’ho mai capito. Un mio amico, che si chiamava Riccardo, mi raccontava invece sempre la “sua” Milano, quella degli anni Settanta, che è passata alle cronache per il piombo, ma lui mi diceva soprattutto essere stata solidarietà, fantasia, entusiasmo e voglia di futuro. A me oggi spiace un casino che Riccardo se ne sia andato anzitempo, quattro anni. La vittoria di Pisapia (nella foto) lo avrebbe credo entusiasmato non poco, e ripagato anche di certe amarezze. Ecco, forse “l’altra Milano” oggi può rialzare la testa, e provare a costruire una città diversa. Il nuovo sindaco di Palazzo Marino sembra uno perbene, speriamo che ce la faccia davvero, e non diventi ostaggio delle lobby trasversali che, statene certe, sono già al lavoro per rinnovarsi, rimanendo uguali.

E. G.

Categorie:Politica

[BlogLettera] La sanità ai tempi delle destre: tagli e tangenti

30 maggio 2011 2 commenti

Sono bastati pochi mesi, dall’insediamento delle destre alla guida della nostra Regione, perché intorno alla gestione dell’Assessorato più importante, quello alla Sanità, si organizzasse un criminoso intreccio tra politica e affari: finalizzato a far prevalere l’interesse privato su quello dei cittadini.

Il fatto che a tirare le fila di tutto ciò fosse il più stretto collaboratore dell’Assessore Ferrero getta una luce ancor più inquietante sulla vicenda. Tangenti, concorsi ritagliati su misura per manager amici, turbative d’asta: una “macchina” già pronta a mettersi in moto, subito dopo la vittoria elettorale. Fortunatamente fermata in tempo dalla professionalità dei pm torinesi. Il Presidente della Regione ha preso le distanze e ha dichiarato che non avrà pietà per le “mele marce”. E ci mancherebbe. Ma ciò non basta a restituire a se stesso e alla sua Giunta la credibilità necessaria per guidare la Regione. A meno che egli non decida di voltare pagina rispetto all’arroganza e all’approssimazione sin qui dimostrate. Impari ad ascoltare le ragioni degli altri: le opposizioni, gli amministratori locali, i cittadini. Impari a guardarsi in casa, invece di sparare accuse infondate su chi lo ha preceduto. Faccia di più il suo mestiere. E ricordi che le elezioni le ha vinte non con un plebiscito ma per una manciata di voti e che quel lieve consenso fa anche presto a volar via.

Daniele Borioli – segretario provinciale PD
Domenico Ravetti – responsabile Sanità PD

Categorie:BLettere
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