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Archive for giugno 2011

[BlogLettera] Alessandria, apriti Sesamo, cassonetti dei rifiuti fai da te

30 giugno 2011 4 commenti

Ora, che nonostante le proteste dei residenti dei quartieri Borsalino, Galimberti, Villaggio dei Commercianti ecc. (e il sensibile calo della percentuale), dove era stato effettuato il test della raccolta dei rifiuti con i cassonetti sulle strade, è stata comunque comunicata la decisione di estendere tale sistema anche agli altri quartieri della città, a conferma purtroppo di quanto oggi un certo modo di fare politica sia distante dai problemi reali e dalle esigenze dei cittadini, torna più che mai di attualità quello che avevo scritto in merito tempo fa:

“Al villaggio Borsalino in Via Salvo d’Acquisto qualche nostalgico dei vecchi cassonetti, evidentemente ritenendo di doversi semplificare la vita, ha escogitato un metodo fai da te d’apertura permanente dei cassonetti dei rifiuti (come dimostrano le foto che allego). Inoltre è notizia recente che purtroppo sono stati compiuti nuovi episodi di vandalismo in via Galimberti, via Boves e in via Massobrio, con i quali sono stati incendiati diversi cassonetti. Indipendentemente da chi sia stato e dalle motivazioni che lo hanno spinto a compiere tali atti va detto, senza se e senza ma, che gli stessi non sono assolutamente condivisibili, resta però il fatto che sembra effettivamente sussistere nei cittadini uno scarso indice di gradimento del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, in quanto i cassonetti vengono considerati poco pratici, scomodi da usare e scarsamente igienici. Una conferma a quanto sopra è emersa anche dalle ultime statistiche sulla raccolta differenziata relativa agli anni 2008 – 2009 (fonte Regione Piemonte) che risulta scesa dal 50,7 % al 47,4 %, con dati particolarmente rilevanti per quanto riguarda la plastica – 43 % (da 34,0 a 19,4 Kg/abitante) e l’indifferenziata + 6,2 % (da 273 a 290 Kg/abitante). Negli attuali cassonetti (in aggiunta alla prevedibile minore responsabilità conseguente al trasferimento sulle strade), il problema è principalmente individuabile nel fatto che oltre ad essere chiusi hanno una feritoia troppo stretta che crea non poche difficoltà all’introduzione dei rifiuti in particolare per quelli di plastica. Forse lo stesso si poteva evitare, mantenendo il sistema porta a porta che responsabilizzando i cittadini stava dando ottimi risultati, si sarebbe così evitato tra l’altro di fare consistenti investimenti in momenti già difficili, o al limite decidendo di cambiare si doveva quantomeno prevedere dei cassonetti in particolare per la plastica con una feritoia più grande, almeno simile a quella dell’indifferenziata alfine di agevolare il deposito dei rifiuti. In effetti, non è infrequente notare i cassonetti della plastica con le feritoie intasate di sacchetti incastrati, con la conseguenza che altri cittadini, non potendo più inserirli, sono costretti ad abbandonarli a terra mentre altri ancora (interpretando i dati più sopra riportati), probabilmente li depositano nei cassonetti dei rifiuti indifferenziati la cui feritoia più larga agevola l’inserimento di tale tipologia di rifiuti. Ritengo inoltre che sia stato illusorio pensare di risolvere il problema del calo della raccolta differenziata con le iniziative sinora escogitate, quali il test effettuato al villaggio commercianti che prevedeva la chiave elettronica per aprire il cassonetto dei rifiuti indifferenziati, oppure il Kit composto da tre borse di plastica inviato a domicilio in quanto quasi nessuno era andato a ritirarlo, aggiungendo così altri costi inutili. I metodi di raccolta dei rifiuti nel tempo sono cambiati diverse volte, prima sulla strada, poi porta a porta, ora di nuovo sulla strada e ogni volta i nuovi e consistenti investimenti necessari per cambiare sistema finiscono inevitabilmente per essere  pagati da tutti noi. A mio avviso nei servizi pubblici quando si apportano delle modifiche si dovrebbero perseguire nell’interesse dei cittadini i seguenti obiettivi: Semplificare e migliorare il servizio. – Ridurre sensibilmente i costi – Evitare il licenziamento di personale. Purtroppo e spiace doverlo dire, ma sono i fatti che parlano, non mi pare che con il nuovo ed attuale sistema di raccolta dei rifiuti con i cassonetti posizionati sulle strade si siano raggiunti tali obiettivi. Alla luce di quanto sopra sorge spontanea la domanda: ora come si pensa di risolvere il problema?”,

Mi auguro perciò che si rifletta attentamente sulla situazione prima di confermare definitivamente i provvedimenti annunciati, cambiare idea e ascoltare i cittadini non è automaticamente un segno di debolezza, ma molte volte di buon senso.

Pier Carlo Lava
I cittadini prima di tutto

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La transumanza dell’on. Grassano

30 giugno 2011 2 commenti

“Ma cosa vuoi stare ancora a commentare?” mi dice un amico, alla notizia che il mio omonimo onorevole avrebbe compiuto un altro passo della propria personale transumanza politica, passando dai Responsabili (di cui era o è tesoriere) al Pdl (da cui speriamo possa avere presto un incarico adeguato).

In realtà l’on. Grassano non conferma e non smentisce. E sappiamo bene del resto come sono certe malelingue: se la decisione politica maturasse proprio ora, in concomitanza con l’adunanza del Consiglio nazionale del Partito della Libertà (per ratificare la decisione presa da Berlusconi di nominare come suo “successore” Angelino Alfano, che lascerà il Dicastero della Giustizia), sai che ignobili supposizioni strumentali! In realtà, dovendosi raggiungere venerdì a Roma per Statuto almeno il 50% dei presenti di questa bella compagnia di giro  ed avendo l’on. Maurizio l’indubbio vantaggio di essere già nei pressi, a me parrebbe una sana ottimizzazione delle risorse. A questo Paese serve pragmatismo, che coi valori notoriamente non si mangia.

Forza dunque, on. Grassano. Ancora una volta il Paese ha bisogno di Lei, e Lei risponderà presente.

Mi permetto solo un suggerimento al Cavaliere. A questo punto si libera la poltrona di Ministro della Giustizia…..vogliamo mostrare un po’ di gratitudine a chi in silenzio si è sempre sacrificato per la causa?

E. G.

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[BlogLettera] “No ai tagli alla Sanità nell’acquese”

30 giugno 2011 Commenti disabilitati

12.100 sono le firme che il Comitato del territorio acquese per la salute ha raccolto e consegnato lunedì 20 giugno al Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

Il Comitato, sostenuto fortemente dal Circolo SEL di Acqui Terme,  è nato in seguito all’emanazione dei primi atti amministrativi regionali, che regolamentavano il Piano di Rientro della Regione Piemonte in materia di sanità, ed è costituito da forze politiche, sociali, da singoli cittadini da Associazioni di categoria e di volontariato, che TRASVERSALMENTE, si sono riunite per opporsi alle conseguenze che la riorganizzazione della sanità piemontese avrebbe determinato per l’ospedale acquese. E’ stata una bellissima esperienza di vera democrazia partecipata, che ha coinvolto migliaia di cittadini, i quali si sono fatti a loro volta diffusori di una informazione reale su quanto stava avvenendo. Proprio grazie all’iniziativa del Comitato si è riusciti ad evitare che le Delibere regionali fossero varate nel silenzio, dovuto alla assoluta mancanza di trasparenza, di informazione e di condivisione con i cittadini e con i loro rappresentanti sul territorio. Gli interventi sono sempre stati caratterizzati da pacatezza, sia nelle richieste che nel ragionamento. Altrettanto non è avvenuto da parte degli esponenti regionali, prima con la ex assessore Ferrero e poi con il Commissario dell’Aress Claudio Zanon, che si sono sempre rapportati ai cittadini acquesi e ai loro sindaci con arroganza e chiusura.

Nel suo cammino il Comitato ha condiviso le iniziative anche con le amministrazioni locali, grazie  all’interessamento e alle posizioni ferme e decise  di tutti i Sindaci dei 49 comuni dell’acquese, che tanto hanno fatto ed ancora tanto stanno facendo a livello istituzionale per difendere un bene comune quale è quello della Sanità.

E’ necessario sottolineare che la difesa del DEA dell’ospedale di Acqui Terme non è un fatto di mero campanilismo; l’area che afferisce a questo nosocomio si estende in una vasta zona (comprendente la Valle Bormida, due comunità montane e una comunità collinare, alcuni centri della Langa astigiana per giungere fino ai confini della provincia di Savona) disseminata  di piccoli centri abitati, serviti da una viabilità non semplice, per la natura stessa del territorio che attraversa, bellissimo dal punto di vista paesaggistico, ma disagevole per quanto attiene ai collegamenti viari.

Ora, le Delibere regionali prevedono DI FATTO il declassamento del Dipartimento di Emergenza e di Accoglienza, dell’ospedale di Acqui Terme, in pronto Soccorso semplice che, pertanto, non prevede l’esistenza della cardiologia, dell’Unità Coronarica, della Rianimazione e di altri importanti reparti attualmente esistenti e funzionanti, costringendo quindi gli abitanti a rivolgersi agli ospedali di Alessandria o di Asti, che sono difficilmente raggiungibili soprattutto in caso di emergenze in cui il fattore tempo può essere determinante per l’esito dell’intervento sanitario.

Inoltre si avrebbero conseguenze negative anche sugli altri dipartimenti ospedalieri: per esempio la chiusura della rianimazione porterebbe ad un depauperamento anche dei reparti chirurgici, che non potrebbero più essere in grado di effettuare interventi di una certa complessità.

A questo si aggiungano la riduzione delle risorse umane prevista con il blocco del turnover  del personale al 50% ed il declassamento degli ospedali di Nizza Monferrato ed Ovada a punti di primo intervento. Inoltre pare che un declassamento sia previsto anche  per l’ospedale di Cairo Montenotte e che, pertanto, tutta la valle Bormida, fino a Savona, verrebbe ad essere sprovvista di un dipartimento di emergenza.

I compagni di SEL, insieme con tutti gli aderenti al Comitato hanno condotto una intensa opera di sensibilizzazione delle popolazioni interessate, che hanno risposto mobilitandosi e contribuendo all’eccezionale successo della raccolta di firme, che hanno siglato la petizione presentata alla Giunta regionale, accompagnati dalla nostra consigliera Monica Cerutti (Sel), dal consigliere Rocchino Muliere (PD) e da Eleonora Artesio (Fds).

Si è perfettamente consapevoli che la “battaglia” non è finita in quanto, il Comitato ed i sindaci non si arrenderanno finché le rassicurazioni verbali non si trasformeranno in atti formali e scritti, consapevoli che questo è solo la punta di un iceberg, poiché i problemi della sanità sono ancora più vasti e coinvolgono anche altre aree del basso Piemonte (come Ovada e Nizza Monferrato) con cui si intende stabilire un confronto per giungere ad iniziative comuni.

SEL Acqui Terme

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[BlogLettera] AMAG: ridefinire le regole di una gestione inefficiente

30 giugno 2011 1 commento

Il Partito Democratico esprime sostegno ai numerosi Sindaci, rappresentanti di altrettanti Comuni associati, i quali nel corso dell’assemblea dei soci AMAG, svoltasi lo scorso 25 giugno, hanno espresso, con un proprio documento, la loro  preoccupazione per lo stato finanziario della società, peggiorato in modo rilevante nel corso dell’ultimo triennio, secondo quanto emergerebbe dall’analisi del bilancio 2010.
Riteniamo doveroso sottolineare che una parte delle richieste di chiarimento e delle contestazioni alla gestione degli ultimi anni, avanzate dai Sindaci, derivano da puntualizzazioni già ufficializzate dall’ATO 6 e contenute in atti pubblici riferiti già alla gestione 2009.

Il valore pubblico dei servizi offerti da AMAG  impone la necessità di riservare la massima attenzione alla difficile realtà che parrebbe delinearsi nel modello di governo della società, verosimilmente frutto delle modifiche intervenute negli ultimi anni per volontà del socio di maggioranza, il Comune di Alessandria, e che sono oggetto del dibattito iniziato nell’ultima assemblea soci.

Registriamo pure le risposte del Presidente e Amministratore delegato di AMAG, espresse a mezzo stampa, e auspichiamo che i chiarimenti chiesti dai Sindaci vengano forniti prima possibile nell’interesse di tutti i cittadini dei Comuni interessati.
Riteniamo altresì che il dibattito attuale non possa che scaturire in una definizione rigorosa del reale valore delle partecipazioni dei Comuni e che da tale modifica riemerga l’idea di un  modello di governo della società più orientato ai criteri di efficienza, efficacia e solidarietà.
Vorremmo che AMAG tornasse ad essere punto di riferimento per l’intero territorio alessandrino e siamo convinti che di tale ispirazione gioverebbe il gruppo stesso in termini anche di progetto industriale.

L’attuale modello di gestione, infatti, non solo ha prodotto le inefficienze che gli stessi sindaci hanno iniziato a evidenziare, ma certamente ha generato un’impropria espansione delle attività di AMAG molto al di fuori dell’ambito proprio di competenza.
Un espansione fondata pressoché esclusivamente sul rapporto privilegiato tra l’azienda e il Comune di Alessandria, che rende oggettivamente difficile misurare l’appropriata gestione delle risorse in rapporto ai doveri dell’azienda verso il complesso dei soci.

E’ giunto il momento, insomma, di aprire una riconsiderazione profonda dell’impostazione che ha portato AMAG a sviluppare una pluralità di attività poco o per nulla inerenti a ciò che l’azienda dovrebbe fare.
Infine, occorre aprire un approccio radicalmente nuovo, che tenga conto dell’esito referendario, il quale ha bloccato il processo di privatizzazione della società, ponendo all’ordine del giorno l’esigenza di rivisitarne radicalmente gli assetti di governante.

Unione Provinciale PD
Coordinamento di zona PD Alessandria
Coordinamento cittadino PD Alessandria

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Il mitico “Dentone” e l’umiliazione dei cervelli

30 giugno 2011 6 commenti

Ci arrivo un po’ in ritardo, nonostante la tempestiva segnalazione dell’altra sera da parte di un lettore. Ma ci ritorno comunque, perchè la notizia è curiosa. La Camera di Commercio di Alessandria è certamente una delle istituzioni più esigenti e rigorose di questo sgangherato Paese, se ha rimandato a casa fior di laureati (278 i candidati complessivi, il titolo di studio richiesto era il diploma, ma si sa che c’è la fila di dottori a spasso, quindi…) in corsa per 4 posti da impiegato, e ha comunicato che: “A seguito dei risultati della prova preselettiva del 24 giugno 2011, che hanno visto un solo candidato ammesso alla prova scritta teorico-pratica, la Camera di Commercio di Alessandria ha ritenuto necessario annullare il bando della selezione pubblica per esami per la copertura di quattro posti a tempo indeterminato e pieno di categoria C profilo professionale “Assistente ammiistrativo anagrafici” in quanto la funzione stessa della prova preselettiva è stata di fatto vanificata.
L’ente camerale, ritenendo che i criteri di valutazione possano aver influito negativamente sull’esito della prova, provvederà, nei prossimi giorni, ad emanare un nuovo bando per la copertura dei quattro posti messi a concorso, rivedendo anche detti criteri.
Il nuovo bando sarà tempestivamente pubblicato su questo sito dove sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie per partecipare alla selezione”.

Diciamocelo: tutti noi abbiamo pensato a quell’unico candidato risultato idoneo, ma incredibilmente rimandato a casa insieme agli altri.
Difficile non vedersi davanti agli occhi Guglielmo Bertone, ossia il mitico Dentone di Alberto Sordi (nella foto) ne I Complessi.

Uno, ricorderete, talmente bravo da scardinare con la sua competenza enciclopedica tutto un sistema fatto di mediocrità e raccomandati. Ossia l’Italia. Di quegli anni, naturalmente.
Nel caso alessandrino, più prosaicamente, immagino che basterà al candidato un semplice ricorso, per vedere riconosciuto un sacrosanto diritto.

Anche se il dato più rilevante della vicenda, e assai significativo, è a mio modo di vedere un altro: la persona di cui stiamo parlando (la privacy non la vìolo io per primo: nome e cognome sono su tutti i giornali di questi giorni) è un precario dell’Università alessandrina, con master, corsi di perfezionamento e quant’altro. In corsa per un posto da impiegato della Camera di Commercio in cui si chiede come requisito un diploma di scuola superiore. L’alternativa alla fuga dei cervelli è la loro umiliazione?

E. G.

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[BlogLettera] Pdl e Lega: ennesimo fallimento sulla sanità

29 giugno 2011 Commenti disabilitati

Mentre a livello nazionale il governo pdl-lega, che vinse le elezioni promettendo il taglio delle tasse (e il blocco dell’immigrazione), rispolvera il ticket sul pronto soccorso, il governo regionale, targato sempre pdl-lega, studia una riforma della sanità fatta di tagli ai servizi e nuove tasse.

La sanità è, in tutte le regioni, il crocevia del malaffare dove si concentrano le ruberie bipartisan, e infatti gli scandali si susseguono ovunque indipendentemente da chi governa.

La vittima di questo sistema è il cittadino, che si trova con ospedali chiusi, servizi azzerati e costi in aumento, anche per gli esami obbligatori. A meno che non si appartenga a categorie privilegiate, quali rom o extracomunitari, meglio se clandestini, che affollano i nostri ospedali per ogni tipo di prestazione, naturalmente a spese nostre.

Forza Nuova ritiene che l’unica riforma vincente del sistema sanitario debba muoversi secondo queste grandi linee:

1) nazionalizzazione del servizio sanitario e abolizione delle regioni, enti per il resto inutili.
2) drastico ridimensionamento dei posti e degli stipendi dei dirigenti di nomina politica, per la maggior parte superflui.
3) contrasto al “cartello” delle grandi case farmaceutiche, che impongono farmaci e tariffe senza alcun controllo.

Non sarà certo la chiusura di un ospedale o il taglio di posti letto a ridurre la spesa sanitaria grazie a cui prosperano partiti, lobbies e cosche.

Stefano Saija
Forza Nuova Piemonte

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[BlogLettera] No a cassonetti in strada e privatizzazione AMIU

29 giugno 2011 7 commenti

In riferimento alla comunicazione del direttore dell’Amiu che, nel sistema di gestione dei rifiuti urbani del comune di Alessandria, intende eliminare la raccolta domiciliare e riportare sulla strada i cassonetti in tutti i quartieri, con l’esclusione del solo centro, affermiamo il nostro completo e totale dissenso. Questa decisione, voluta dall’attuale amministrazione comunale, è profondamente   sbagliata e dove è già stata attuata, come nei quartieri Galimberti e Orti, a Spinetta, Castelceriolo, Lobbi e San Giuliano Nuovo, ha portato a un peggioramento del servizio, all’aumento della quantità dei rifiuti e alla drastica riduzione percentuale e qualitativa della differenziata.

Percentuale che dal 65 al 70% è rapidamente scesa molto al disotto del 50%. Come è peggiorata la qualità raccolta dell’organico, della carta e della plastica.
Abbandonare la raccolta domiciliare “porta a porta” rappresenta una scelta regressiva, va contro le leggi del paese e gli indirizzi dell’Unione Europea che prevedono per il 2012 il raggiungimento del 65% nella raccolta differenziate e, elemento ancora più importante, l’obiettivo del 50% per l’effettivo riciclo dei materiali.
Con questa scelta, al posto di un indirizzo di innovazione legato alla filiera del riciclo, del recupero dei materiali, del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni climalteranti, nella gestione dei rifiuti si propone un sostanziale ritorno indietro alla centralit  delle discariche, inquinanti e mal sopportate dai cittadini.

Quest’ultima annunciata decisione viene dopo altri grossolani errori compiuti nel settore dei rifiuti dall’attuale giunta comunale e messi in atto dalla dirigenza dell’Amiu:
a) l段ndicazione ai cittadini, contraria alla legge e al buon senso, di utilizzare i sacchetti di plastica per raccogliere i rifiuti organici;
b) la realizzazione, costosa e mai utilizzata, di contenitori per la raccolta interrati in due piazze della città, compresa la centralissima piazza della Libertà. Un vero spreco di denaro pubblico;
c) l’acquisto, con la spesa di due milioni di euro, di centinaia di nuovi enormi  cassoni per sostituire cassonetti ancora perfettamente idonei ed efficienti e che, tra l’altro, si sono rivelati inidonei per raccogliere i rifiuti differenziati. Un secondo cattivo utilizzo delle risorse pubbliche.

Eliminare in tutti i quartieri la raccolta domiciliare – che in ben due indagini i cittadini di Alessandria hanno, con una larga maggioranza, dimostrato di apprezzare – penalizza inoltre anche le prospettive occupazionali e di qualificazione professionale dei dipendenti dell’Amiu.
Denunciare la qualità bassa dei materiali raccolti come fa la direzione dell’Amiu e annunciare il ritorno dei cassonetti sulle strade rappresenta un evidente controsenso. Come centinaia di esperienze in moltissimi comuni stanno a dimostrare i contenitori sulle strade, oltre ad occupare uno spazio vitale per i cittadini, non consentono una buona qualità nella raccolta, anche perché rendono più difficili i controlli e impossibile l’applicazione della “tariffa puntuale”. L’unica modalità che permette di modulare le tariffe e premiare le famiglie e le attività che più  e meglio differenziano.

Per l’insieme di queste ragioni chiediamo alla Giunta comunale e alla direzione dell’Amiu di sospendere nella città e nei quartieri la rimessa in strada dei cassonetti e di completare la raccolta domiciliare nei sobborghi della Fraschetta (Cascinagrossa, Litta Parodi, San Giuliano Vecchio, Mandrogne) e in quelli di Cantalupo, Villa del Foro, Casalbagliano, San Michele, Valmadonna e Valle san Bartolomeo. Realtà prive da anni di un moderno servizio di raccolta e dove è possibile adottare una modalità di gestione analoga a quella positivamente realizzata per i piccoli comuni dell’alessandrino: raccolta domiciliare per organico e indifferenziato ed isole ecologiche posizionate in maniera opportuna per il resto dei materiali.

E’ altresì importante, dopo l’esito dei referendum, aprire una riflessione ulteriore: è davvero necessario procedere, in tutta fretta, all’annunciata privatizzazione dell’azienda dopo che la maggioranza assoluta degli italiani, e degli alessandrini, ha detto col voto referendario che non è d’accordo con le privatizzazioni forzate e la svendita dei beni e servizi pubblici? Perché si vuole procedere a tappe forzate alla messa a gara del servizio quando, dopo il referendum che ha così bene messo in luce la volontà popolare, tutto ciò non è più obbligatorio? Con l’aggravante che si mette in vendita un servizio dopo averlo dequalificato – come già evidenziato – dal punto di vista industriale e della qualificazione professionale di chi ci lavora, col ritorno dei cassonetti nelle strade e della centralità delle discariche.

Prime adesioni:

Partito Democratico di Alessandria
Sinistra Ecologia Libertà di Alessandria
Rifondazione Comunista – Fds di Alessandria
Comunisti Italiani – Fds di Alessandria
Comunisti – Sinistra Popolare Alessandria

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