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[BlogLettera] No a cassonetti in strada e privatizzazione AMIU

29 giugno 2011

In riferimento alla comunicazione del direttore dell’Amiu che, nel sistema di gestione dei rifiuti urbani del comune di Alessandria, intende eliminare la raccolta domiciliare e riportare sulla strada i cassonetti in tutti i quartieri, con l’esclusione del solo centro, affermiamo il nostro completo e totale dissenso. Questa decisione, voluta dall’attuale amministrazione comunale, è profondamente   sbagliata e dove è già stata attuata, come nei quartieri Galimberti e Orti, a Spinetta, Castelceriolo, Lobbi e San Giuliano Nuovo, ha portato a un peggioramento del servizio, all’aumento della quantità dei rifiuti e alla drastica riduzione percentuale e qualitativa della differenziata.

Percentuale che dal 65 al 70% è rapidamente scesa molto al disotto del 50%. Come è peggiorata la qualità raccolta dell’organico, della carta e della plastica.
Abbandonare la raccolta domiciliare “porta a porta” rappresenta una scelta regressiva, va contro le leggi del paese e gli indirizzi dell’Unione Europea che prevedono per il 2012 il raggiungimento del 65% nella raccolta differenziate e, elemento ancora più importante, l’obiettivo del 50% per l’effettivo riciclo dei materiali.
Con questa scelta, al posto di un indirizzo di innovazione legato alla filiera del riciclo, del recupero dei materiali, del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni climalteranti, nella gestione dei rifiuti si propone un sostanziale ritorno indietro alla centralit  delle discariche, inquinanti e mal sopportate dai cittadini.

Quest’ultima annunciata decisione viene dopo altri grossolani errori compiuti nel settore dei rifiuti dall’attuale giunta comunale e messi in atto dalla dirigenza dell’Amiu:
a) l段ndicazione ai cittadini, contraria alla legge e al buon senso, di utilizzare i sacchetti di plastica per raccogliere i rifiuti organici;
b) la realizzazione, costosa e mai utilizzata, di contenitori per la raccolta interrati in due piazze della città, compresa la centralissima piazza della Libertà. Un vero spreco di denaro pubblico;
c) l’acquisto, con la spesa di due milioni di euro, di centinaia di nuovi enormi  cassoni per sostituire cassonetti ancora perfettamente idonei ed efficienti e che, tra l’altro, si sono rivelati inidonei per raccogliere i rifiuti differenziati. Un secondo cattivo utilizzo delle risorse pubbliche.

Eliminare in tutti i quartieri la raccolta domiciliare – che in ben due indagini i cittadini di Alessandria hanno, con una larga maggioranza, dimostrato di apprezzare – penalizza inoltre anche le prospettive occupazionali e di qualificazione professionale dei dipendenti dell’Amiu.
Denunciare la qualità bassa dei materiali raccolti come fa la direzione dell’Amiu e annunciare il ritorno dei cassonetti sulle strade rappresenta un evidente controsenso. Come centinaia di esperienze in moltissimi comuni stanno a dimostrare i contenitori sulle strade, oltre ad occupare uno spazio vitale per i cittadini, non consentono una buona qualità nella raccolta, anche perché rendono più difficili i controlli e impossibile l’applicazione della “tariffa puntuale”. L’unica modalità che permette di modulare le tariffe e premiare le famiglie e le attività che più  e meglio differenziano.

Per l’insieme di queste ragioni chiediamo alla Giunta comunale e alla direzione dell’Amiu di sospendere nella città e nei quartieri la rimessa in strada dei cassonetti e di completare la raccolta domiciliare nei sobborghi della Fraschetta (Cascinagrossa, Litta Parodi, San Giuliano Vecchio, Mandrogne) e in quelli di Cantalupo, Villa del Foro, Casalbagliano, San Michele, Valmadonna e Valle san Bartolomeo. Realtà prive da anni di un moderno servizio di raccolta e dove è possibile adottare una modalità di gestione analoga a quella positivamente realizzata per i piccoli comuni dell’alessandrino: raccolta domiciliare per organico e indifferenziato ed isole ecologiche posizionate in maniera opportuna per il resto dei materiali.

E’ altresì importante, dopo l’esito dei referendum, aprire una riflessione ulteriore: è davvero necessario procedere, in tutta fretta, all’annunciata privatizzazione dell’azienda dopo che la maggioranza assoluta degli italiani, e degli alessandrini, ha detto col voto referendario che non è d’accordo con le privatizzazioni forzate e la svendita dei beni e servizi pubblici? Perché si vuole procedere a tappe forzate alla messa a gara del servizio quando, dopo il referendum che ha così bene messo in luce la volontà popolare, tutto ciò non è più obbligatorio? Con l’aggravante che si mette in vendita un servizio dopo averlo dequalificato – come già evidenziato – dal punto di vista industriale e della qualificazione professionale di chi ci lavora, col ritorno dei cassonetti nelle strade e della centralità delle discariche.

Prime adesioni:

Partito Democratico di Alessandria
Sinistra Ecologia Libertà di Alessandria
Rifondazione Comunista – Fds di Alessandria
Comunisti Italiani – Fds di Alessandria
Comunisti – Sinistra Popolare Alessandria

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Categorie: BLettere
  1. GZL
    30 giugno 2011 alle 07:21 | #1

    Ai firmatari di tale lettera sopra esposta :

    Sarebbe opportuno spiegare meglio che DIFFERENZIARE alla fonte (in casa) eppoi conferirlo nei cassonetti stradali di riferimento è essenziale per un eventuale recupero di rifiuto purchè sia ottimale e gradito al Conai&aziende di recupero settoriale collegate.

    E’ opportuno dire, per onestà, che le percentuali NON DIPENDONO DAL METODO DI CONFERIMENTO ma dal differenziare che si fa in casa e se il cittadino utente non intende farlo correttamente alla fine sia con lo stradale che con il “porta a porta spinto” il risultato rimane sempre mediamente deludente.

    Sarebbe oppurtuno spiegare meglio che in nessuna Legge europea e/o nazionale il metodo di raccolta di conferimento da parte degli utenti vi è imposto il metodo e tantomeno il “porta a porta spinto” ……per onestà le Leggi parlano di DIFFERENZIARE, RECUPERARE e non di “porta a porta spinto”, metodo “partorito” da certi “progettisti” che piaccia o no si sono costruiti un business non da poco a vantaggio di qualcuno, ma certamente a svantaggio della maggioranza dei cittadini utenti che con tale metodo vengono “espropriati” di porzioni di spazi privati e devono subire costi superiori perchè tale metodo costa.

    Tale metotodo, “porta a porta spinto” piace e fa comodo in quei paesini, frazioni, dove non vi sono grossi condomini , quindi villette, casette, piccoli condomini dove vi è spazio per ricevere i cassonetti e non devono muovere “il posteriore” per conferire in quelli stradali magari dislocati a distanza, questi cittadini utenti a cui piace il “porta a porta rifiuti domiciliare” devono accettare i costi che ne deriva.

    PER FINIRE: le percentuali che vengono abitualmente snocciolate è mia opinione che sono effimere,….buttate lì, e io come San Tommaso vorrei verificare la veridicità….non è detto perchè certi numeri o certe regole siano “IL VERBO” …non è detto che un partito, movimento o chi ne fa parte sia il VERBO assoluto ….sono opinioni e valgono alla pari di opinioni di ogni cittadino: questa è democrazia sempre che in Italia valga ancora qualcosa.

    DOMANDA: IL REFERENDUM sulla privatizzazione dell’acqua non era sull’acqua? Io non ho letto che il referendum si riferiva a rifiuti o altro…… mah! quanta demagogia!

    • filippo boatti
      30 giugno 2011 alle 13:40 | #2

      il referendum, primo quesito, era sul DECRETO RONCHI e non solo sull’acqua:

      Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica

      “Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?”

  2. cittadino
    30 giugno 2011 alle 07:31 | #3

    si torna a Napoli.
    l’ultima idiozia di una amministrazione disastrosa

  3. cittadino
    30 giugno 2011 alle 07:36 | #4

    perchè è ovvio che deresponsabilizzare il singolo NON aiuta il senso civico. Ma queste leadership deviate cercano sempre la propria impunità, per cui gli fa comodo dare qualche spazio minimo di impunità al popolo, così che si senta complice e possa accettare di subire i loro enormi reati… e allora avanti coi rifiuti a muzzo, le piccole evasioni fiscali, qualche trasgressione qua e là: todos caballeros!

  4. Aldo
    30 giugno 2011 alle 10:20 | #5

    Ragazzi, o impariamo ad essere sintetici nell’esposizione… o nessuno o pochi avranno voglia di leggervi! Questo è un mezzo di comunicazione frequentatissimo da chi non ha tanto tempo da perdere! SINTESI… SINTESI… SINTESI! :-)

    • GZL
      30 giugno 2011 alle 12:53 | #6

      egr. , basta saltare al prossimo. se non si ha voglia e tempo di leggere, nessuno vieta di saltare il commento….o si riferisce alla lettera?

  5. TM
    30 giugno 2011 alle 18:26 | #7

    resta il punto che uno può essere il più diligente dei differenziatori domestici, ma se deve condividere i cassonetti con dei pasticcioni – diciamo così – lo spirito civico va a farsi benedire. sarà il caldo (e l’aver trovato il cassonetto condominiale
    dell’indifferenziata usato come deposito di un bagno smantellato – ma tanto, essuno paga, quindi…)

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