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Il mitico “Dentone” e l’umiliazione dei cervelli

30 giugno 2011

Ci arrivo un po’ in ritardo, nonostante la tempestiva segnalazione dell’altra sera da parte di un lettore. Ma ci ritorno comunque, perchè la notizia è curiosa. La Camera di Commercio di Alessandria è certamente una delle istituzioni più esigenti e rigorose di questo sgangherato Paese, se ha rimandato a casa fior di laureati (278 i candidati complessivi, il titolo di studio richiesto era il diploma, ma si sa che c’è la fila di dottori a spasso, quindi…) in corsa per 4 posti da impiegato, e ha comunicato che: “A seguito dei risultati della prova preselettiva del 24 giugno 2011, che hanno visto un solo candidato ammesso alla prova scritta teorico-pratica, la Camera di Commercio di Alessandria ha ritenuto necessario annullare il bando della selezione pubblica per esami per la copertura di quattro posti a tempo indeterminato e pieno di categoria C profilo professionale “Assistente ammiistrativo anagrafici” in quanto la funzione stessa della prova preselettiva è stata di fatto vanificata.
L’ente camerale, ritenendo che i criteri di valutazione possano aver influito negativamente sull’esito della prova, provvederà, nei prossimi giorni, ad emanare un nuovo bando per la copertura dei quattro posti messi a concorso, rivedendo anche detti criteri.
Il nuovo bando sarà tempestivamente pubblicato su questo sito dove sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie per partecipare alla selezione”.

Diciamocelo: tutti noi abbiamo pensato a quell’unico candidato risultato idoneo, ma incredibilmente rimandato a casa insieme agli altri.
Difficile non vedersi davanti agli occhi Guglielmo Bertone, ossia il mitico Dentone di Alberto Sordi (nella foto) ne I Complessi.

Uno, ricorderete, talmente bravo da scardinare con la sua competenza enciclopedica tutto un sistema fatto di mediocrità e raccomandati. Ossia l’Italia. Di quegli anni, naturalmente.
Nel caso alessandrino, più prosaicamente, immagino che basterà al candidato un semplice ricorso, per vedere riconosciuto un sacrosanto diritto.

Anche se il dato più rilevante della vicenda, e assai significativo, è a mio modo di vedere un altro: la persona di cui stiamo parlando (la privacy non la vìolo io per primo: nome e cognome sono su tutti i giornali di questi giorni) è un precario dell’Università alessandrina, con master, corsi di perfezionamento e quant’altro. In corsa per un posto da impiegato della Camera di Commercio in cui si chiede come requisito un diploma di scuola superiore. L’alternativa alla fuga dei cervelli è la loro umiliazione?

E. G.

Categorie:In primo piano
  1. cittadino
    30 giugno 2011 alle 09:40

    E’ ASSOLUTAMENTE IMMORALE !
    e che ci fa un cervello in camera di commercio?
    a parte gli scherzi, organizzare concorsi non è facile: mica siamo qui per organizzare un concorso enologico, chioserebbe bersani-crozza.
    molto meglio continuare coi nepotismi, è meno rischioso

  2. 30 giugno 2011 alle 09:54

    Ma tu pensa alla costanza di questo gregge di concorsisti che si sposta, come una transumanza appunto, da un concorso all’altro, da una città all’altra. E poi glieli annullano pure. Buona parte dei concorsi pubblici (quei pochissimi rimasti intendo) sono solo formalità per regolarizzare precari in fila da anni e anni. Secondo me non sarebbe poi così scandaloso dirlo apertamente, ed evitare questo fluttuare di angosce e speranze. Mi segnalano ora un concorso da impiegato al Comune di Pozzolo, prova scritta il 4 luglio. Per un posto da 1.100 euro sono curioso di sapere quanti candidati si presentano. Altro che Italia del benessere…

    E. G.

  3. 30 giugno 2011 alle 13:11

    Riesumare lo strepitoso “Dentone” di Alberto Sordi è un colpo di genio, caro Ettore…

    Concorso troppo serio? Rifacciamolo!

    Ah ah… invece di essere un vanto, pare sia una vergogna fare una adeguata selezione, ed eventualmente non assegnare il posto (o i posti, perché mi pare fossero più di uno). Ma, dico io, se almeno uno ce l’ha fatta a superare la prova, vuol dire che anche altri avrebbero potuto ottenere un risultato positivo, se si fossero adeguatamente preparati. O no?

    A. A.

  4. 30 giugno 2011 alle 14:11

    E comunque trovo esilarante mazzuolare quell’unico che ce l’ha fatta. Chissà, magari esaminando il suo cv hanno constatato che è troppo qualificato…ormai guarda che succede spesso nelle aziende: l’alta specializzazione è nociva…

    E. G.

  5. cittadino
    30 giugno 2011 alle 17:35

    guardate che il vero problema non è che non abbiano superato la prova 277 candidati… il problema è che non la hanno superata quei 4 là, e quei pochi altri che nel periodo di validità della graduatoria sarebbero poi entrati nel posto fisso.
    come dite? sono solo cattivi pensieri? avete ragione, non è assolutamente vero quello che ho appena scritto, e lo smentisco subito, anzi AFFERMO CON FORZA E CONVINZIONE CHE IN ITALIA NON SONO MAI STATI FATTI CONCORSI PILOTATI PER GLI ENTI PUBBLICI.
    Maledetto Andreotti, quando ha insinuato che a pensar male ci si indovina sempre!

  6. 30 giugno 2011 alle 18:10

    Io veramente affermo il contrario Cittadino: che i concorsi pubblici sanno quasi tutti truccati (quasi, perchè io qualche Dentone che è entrato da solo, ed ora è pure temuto dirigente, lo conosco), e quindi li abolirei….ne guadagneremmo almeno in trasparenza..

    E. G.

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