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Archive for dicembre 2011

Il Superstite (69)

31 dicembre 2011 1 commento

di Danilo Arona

Siccome sono l’agente di me stesso, mi prendo lo spazio di fine anno per un bilancio personale sul fronte letterario. E comincio con il sottolineare che, dal punto di vista quantitativo, è stato un anno record, costellato da ben sei uscite con dati anagrafici in evidenza sulle copertine. Ovvio che tutto ciò sia puramente casuale, perché i diversi editori con cui lavoro non si telefonano per programmare e concordarsi; a questo aggiungo che non sono affatto un secchione in quanto nel novero ci stanno tre romanzi scritti in altre epoche (Palo Mayombe, Rock e Malapunta), quindi un terzo di saggio (L’alba degli zombie) condiviso con Selene Pascarella e Giuliano Santoro, la sceneggiatura del fumetto Morbo Veneziano prodotta nell’estate e nel 2010 e la lunghissima prefazione Villa Diodati Horror Show, che apre la nuova edizione targata Nova Delphi al Frankenstein di Mary Shelley, abbinata a famosi scritti di Lord Byron e John Polidori. Se mi chiedete quale “scarrafone” preferisco, non ho risposte da fornire. Pino Daniele aveva ragione: sono tutti figli miei e poi per quale ragione dovrei dire che preferisco Malapunta rispetto, che so, a Rock o a Palo Mayombe? Mentirei, sapendo di mentire, lanciandomi in un esercizio retorico a pure finalità promozionali.

Ciò detto, resta il fatto che nel 2012, Maya permettendo, continuerò a comportarmi come nel corso di quest’anno che va a finire, ovvero risponderò solo più alle “chiamate” da parte dell’editoria. “Chiamate” che, va da sé, dovranno presentare quel minimo di gradevolezza e di gratificazione necessarie per mettersi davanti alla tastiera e allo schermo del PC. Ciò sta a significare che, se mi vedrete sugli scaffali delle librerie italiche – dico “italiche”, perché la maggior parte di quelle di Alessandria, con un atteggiamento a mio parere tra i più provinciali, tendono a snobbare gli autori locali e gli editori che non siano Mondadori, Rizzoli e Einaudi -, sarà dietro a prestazione richiesta e pagata. Altrimenti, zero. Alla mia età e dopo 35 anni di produzione libraria, spesso baciata dalla fortuna e in qualche caso sfiorata dalla sfiga, francamente non ho più voglia di perder tempo per cause perse. Soprattutto perché il tempo a mia disposizione si assottiglia sempre più.

Certo, uno scrittore dovrebbe trovare, attorno a sé e dentro sé, stimoli e motivazioni per scrivere il “suo” romanzo. Questo, al momento, non è il mio caso (soprattutto dopo due romanzi, intimamente “miei”, come L’estate di Montebuio e Malapunta, nei quali mi sono messo a nudo oltre ogni mia previsione e intenzione…), il che però per vostra sorte (mala o buona, chi lo sa…) non vi risparmierà qualche uscita che sono persino in grado di consigliare agli appassionati dei generi popolari. E’ il caso dell’antologia Onryo, avatar di morte che esce per la celeberrima e storica collana di URANIA e che quindi esce in edicola, sottolineo “edicola”,  nei primi giorni di gennaio. Si tratta di un lavoro collettivo, curato da Massimo Soumaré e da me, che comprende 12 racconti equamente divisi tra scrittori giapponesi e italiani, sul tema del più classico dei fantasmi “vendicativi”. Nel folclore giapponese gli Onryo infatti sono spettri furiosi che restano a infestare la vita dei mortali che sono stati in qualche modo compartecipi alla loro morte. Un’antologia emozionante e nuova che certo si rivolge agli appassionati del genere, ma che è in grado di interessare tutti coloro che amano la buona letteratura senza steccati di pertinenza.

E con questo vi lascio con i migliori auguri per l’anno che verrà.

Categorie:Editoriali

[BlogLettera] Strade buie: la sicurezza dei cittadini non dovrebbe essere una priorità?

31 dicembre 2011 1 commento

Alessandria ha tanti problemi e, di certo, in questo momento c’è qualcosa che è più all’ordine del giorno di altro, per la sua gravità. Ma c’è un tema che vale la pena riaffermare e su cui per la verità si è dibattuto tanto in questi anni, ed è quello della sicurezza. La quantità dei discorsi che si sono accavallati è stata inversamente proporzionale ai fatti concreti che ne sono seguiti.

L’ignaro pedone che cammina per le strade a un’ora in cui la luce solare si è ritirata non può che constatare, preoccupato, una triste realtà: ad Alessandria ci sono strade che definire buie è eufemistico. La sicurezza, e questa è un’ovvietà, dipende dall’illuminazione delle strade: come si può camminare tranquilli dove regna l’oscurità? Come si può andare in bicicletta (e il sindaco non perde occasione per dire che Alessandria è vocata alla bicicletta) senza temere per la propria incolumità? Pochi lampioni e, se presenti, bruciati. Dovere dell’amministrazione è quello di impegnarsi concretamente su questo fronte. È inammissibile che in questi anni di discutibile gestione si sia pensato a varie ed eventuali tralasciando una questione fondamentale per la vivibilità di una città. Molti comuni italiani hanno disposto un potenziamento dell’illuminazione stradale per contrastare fenomeni di micro-criminalità e scongiurare pericoli più o meno gravi. Alessandria in certe vie piomba nel buio e poco possono fare i rari lampioni che, ripetiamo, spesso non funzionano neanche.

Non c’è solo la sicurezza del pedone o del ciclista: mettiamoci nei panni delle donne che arrivano dal supermercato e scaricano la spesa dalla macchina, tutto questo nell’oscurità più totale! Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, e allora quanto è verosimile che possa avvenire un’aggressione? Il sindaco di questa città è lontano dai problemi: lo dimostra la scarsa attenzione che rivolge alla questione dell’adeguata illuminazione stradale. Noi ci facciamo il nodo al fazzoletto: una città poco sicura è una città invivibile.

“Noi crediamo in chi crede in noi” vi augura un ricco e proficuo 2012, sperando che Alessandria viva tempi migliori.

Stefano Barbero
Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”

Categorie:BLettere

Fabbio butta la palla nel 2012

31 dicembre 2011 18 commenti

Sicuramente a Piercarlo Fabbio (nella foto) va riconosciuta una determinazione eccezionale, e una straordinaria coerenza nel difendere le proprie scelte e posizioni. Mentre non saprei davvero quanto ci sia di coraggio, e quanto di incoscienza nei membri del consiglio comunale che, ieri sera, hanno deciso di sostenere le sue scelte.

A fronte dell’excursus della vicenda, che è inutile star qui a riassumere per l’ennesima volta, e dell’ulteriore parere ‘non positivo’ dei revisori dei conti, 16 consiglieri di centro destra (su 22 votanti, a garantire il numero legale) hanno deciso di assumersi una bella responsabilità, di fronte alla città ma anche, sul piano personale, di fronte alle autorità competenti.

Ora, a gennaio, toccherà di nuovo alla Corte dei Conti esprimersi (il 19, se ben ricordiamo), e anche la Procura della Repubblica di Alessandria, dopo gli arresti domiciliari per l’ex ragioniere capo Ravazzano e gli avvisi di garanzia al sindaco e all’ex (si fa per dire) assessore al Bilancio Vandone, dovrà presumibilmente decidere se e come compiere passi successivi. Tutti noi ricordiamo, pochi giorni fa, il tono ‘grave’ dell’intervista su La Stampa del procuratore capo Michele Di Lecce.

Un’osservazione aggiuntiva, su tutta la vicenda, riguarda però i tempi: gli organi di controllo e di verifica e la Giustizia in Italia funzionano male. Nel senso che sono strutture lente. E tempi così lunghi, su questioni che impattano pesantemente sulla gestione quotidiana non solo di un ente pubblico, ma anche di un territorio e di una comunità, sono di per sè elemento peggiorativo, e di danno per tutte le parti in causa.

L’esimio fiscalista Uckmar ci ha messo un pomeriggio, o giù di lì, a dare la sua opinione (assolutamente non vincolante, come già abbiamo sottolineato) sul modus operandi e le scelte dell’amministrazione Fabbio.
Naturalmente non si può pretendere da Corte dei Conti e Procura uguale rapidità, spesso nemica della precisione e della correttezza. Ma l’Italia sarà un Paese normale solo quando anche sul fronte del controllo amministrativo, e delle aule giudiziarie, si potrà ottenere un’operatività non solo assolutamente super partes, ma anche espressa in termini ragionevolmente rapidi.

A maggio ad Alessandria sono previste le elezioni amministrative, il che significa che la campagna elettorale, di fatto, è già cominciata, e che a gennaio entrerà nel vivo. Vi pare che si possa arrivare alle urne (ripeto: vale per tutti i soggetti in campo, comunque la si pensi) con una simile spada di Damocle che non solo oscilla sul capo dell’attuale sindaco, ma condiziona il futuro dell’intera città?

E. G.

Categorie:In primo piano

[BlogLettera] A Palazzo Rosso ‘un buco’ grosso come la Cittadella

31 dicembre 2011 1 commento

Il Sindaco cerca di diffondere una piccola verità (‘ebbene sì, abbiamo sforato il patto di stabilità) per occultare quella più grande: questa amministrazione ha fatto un buco grosso come la Cittadella. E il patto di stabilità è solo un mattone. Dove siano finiti i soldi lo chiariranno forse le magistrature ordinaria e contabile, ma gli effetti sono già noti: un disastro economico e morale per gli alessandrini e per le imprese. Per coprire la voragine non bastano i kleenex tardivi e disperati di stasera, balle su balle che si aggiungono a quelle di 4 anni.

Alle quali ha assistito immobile gran parte dell’opposizione, che grida alla forca ora che i buoi sono già scappati dalla stalla, anche grazie a essa e alle sue debolezze e omissioni politiche, cui non riesce ahimè a supplire nemmeno con la capacità argomentativa, come anche stasera si è potuto vedere. Come in Italia, assistiamo al penoso fallimento dei partiti della seconda repubblica, con questo paradosso: loro fanno ancora lezione mentre a fallire è la città. È chiaro che oggi incomincia il cammino che porterà alla dichiarazione formale di dissesto finanziario fra un paio di mesi.

Ed è altrettanto chiaro che il sindaco ha un’unica strategia: negare l’evidenza e fregarsene della città, pur di prendere tempo e arrivare a maggio senza commissariamento e soprattutto senza dire la verità agli alessandrini.

Corrado Parise

Categorie:BLettere

La Storia in musica: buon ascolto a tutti!

30 dicembre 2011 Commenti disabilitati

Sta per terminare l’anniversario dell’Unità d’Italia, con la miriade di variegate celebrazioni, più o meno attinenti e/o storicamente interessanti, rigorosamente patrocinate da comuni, province, regioni e fondazioni varie (quindi soldi nostri, elargiti a piene mani senza diritto di scelta o “deliberato consenso”).

Pertanto, Jose Beisso ed io abbiamo deciso di commemorare questo 150esimo compleanno a costo zero per la comunità, ovvero  autoproducendoci, come abbiamo sempre fatto, contando sul consenso dei nostri 25 ascoltatori…

Il prodotto in oggetto è un Recital che, come dice il titolo “LA STORIA IN MUSICA” vuole ripercorrere la Storia d’Italia da Garibaldi in poi, attraverso l’evoluzione della Musica nella sua accezione più completa: canzoni di guerra, ballate popolari, romanze, liriche, “pezzi” ballati nelle balere, motivi cantati nelle osterie, canzonette fischiate per strada quando ancora lo si faceva e riconoscevi dal motivetto fischiato la persona che tornava dai campi o che andava all’osteria: un po’ come oggi  la funzione del gingle nei cellulari.

Per noi, la musica è anche un mezzo sia di divulgazione che di recupero della nostra cultura, della nostra memoria storica e musicale. In fondo, questa è la funzione apotropaica della canzone.

Il Recital prevede la suddivisione in periodi temporali con la lettura di cenni storici riassuntivi sugli avvenimenti politici di quegli anni: per dare l’idea,   già allora c’era il problema del sospirato pareggio di bilancio, annunciato dal ministro Minghetti nel 1876; e poi la guerra del pane, l’emigrazione, le conquiste territoriali, le guerre d’espansione, la Resistenza, il dopoguerra.. Durante la presentazione dei temi trattati, vengono anche lette liriche di Ungaretti, Quasimodo, Brecht, Calamandrei, Primo Levi, o testi di canzoni, come “Dalle belle città”.

Le letture storico-riepilogative e gli spunti di riflessione, si alternano alle  musiche del periodo.
Perchè non andasse disperso questo minuzioso lavoro di ricerca che abbiamo fatto e di cui siamo orgogliosi, abbiamo raccolto in un CD tutta la parte musicale, ovviamente sintetizzata: contenere più di un centinaio di motivi in 80 minuti non è stato semplice; si tratta di flashes musicali, per lo più senza soluzione di continuità, fino agli anni 60 (ormai inflazionati…) ma riconoscibilissimi e piacevolmente ripercorsi con nostalgia, quasi il sentimento avesse il sopravvento sulla mediocre realtà e ci trasportasse in un altro mondo, impalpabile, onirico, quasi una liberazione catartica. Forse, in fondo, è anche questa la funzione della musica.

Il CD si può trovare da Mondadori (via Trotti 78), da Zoe (via Trotti 101), a Valle S. Bartolomeo (edicola) e a Frugarolo (edicola del distributore).

Nota: sulla copertina del CD compaiono il nostro micio e il nostro cane, che studiano incuriositi un grammofono.
Buon 151esimo!

Enrica Bocchio

Categorie:Cultura

[BlogLettera] Giunta Fabbio: quale prezzo per i cittadini?

30 dicembre 2011 Commenti disabilitati

Il Natale 2011 è già un dolce ricordo, ma l’anno vecchio purtroppo deve essere ancora archiviato. Una domanda ci assilla: quale sarà il reale prezzo che noi cittadini dovremo pagare, a causa di una così cattiva gestione politica ed amministrativa che fino ad ora ha caratterizzato la Giunta comunale in carica? Siamo nauseati ed esausti di sentire o di leggere sui giornali, denunce, gravi insinuazioni, smentite, notizie di bilanci fasulli, che non sono altro che il risultato di una tragi-commedia che sta lasciando sulle coscienze di chi non riesce nemmeno ad arrivare a fine mese, solo una indicibile amarezza, uno sgomento ed un sconforto difficile persino a descrivere a parole. Ma se è vero che il coraggio, l’entusiasmo e la forza di ogni uomo che crede ancora ad un futuro migliore, sono come l’araba fenice, risorgono sempre dalle loro ceneri, allora diciamo che noi siamo pronti. A cosa? A dar vita ad un nuovo percorso, ad una nuova città, che soffre da troppo tempo. Alessandria lo merita a pieni voti ed anche ogni retto cittadino. Auguri a tutti noi.

UDC Giovani Alessandria

Categorie:BLettere

[BlogLettera] Sempre inascoltato il quartiere Borsalino!

30 dicembre 2011 Commenti disabilitati

Il Quartiere Borsalino continua a rimanere inascoltato!
Sono passati i mesi e la situazione è sempre la stessa: parcheggi al buio, viabilità pericolosa e marciapiedi dissestati con conseguenti furti, incidenti e molestie. Non sono bastate le numerose segnalazioni all’Amministrazione Comunale, ai vari assessori e neppure le firme di circa 500 residenti del quartiere a fare in modo di risolvere, questi problemi … Ma “I Cittadini Prima di Tutto” non si arrendono e facendosi portavoce dei residenti chiedono con forza quanto segue:

1. L’illuminazione nei parcheggi di Via Don Giovine (uno antistante ai condomini Genzianella I e II e uno antistante i condomini Marengo), dove continuano a verificarsi atti criminosi quali furti e pedinamenti. In particolare la situazione del parcheggio antistante ai condomini Genzianella I e II è stata già segnalata dalla nostra lista civica alle autorità preposte e  in merito a quest’ultimo punto si è proceduto ad accompagnare la lettera di richiesta d’istallazione dei lampioni con una raccolta di firme; dopo la segnalazione è stata predisposta dal Comune una perizia tecnica, che ha certificato la mancanza di illuminazione nel parcheggio e la necessità di istallare almeno tre lampioni. La stessa perizia è stata inviata all’Enel Sole che ha stilato un preventivo di 8.000 euro per i suddetti tre lampioni di cui uno doppio e il progetto è da mesi giacente presso l’assessorato ai lavori e alle opere pubbliche. Recentemente il Comune ha esposto il progetto, già in atto, di sostituire l’illuminazione pubblica esistente con un’illuminazione a led, ma ci chiediamo: non è prioritario installare i lampioni là dove sono mancanti prima di sostituirli dove già sono presenti???

2. L’istituzione di una vera e propria “Zona 30 Km/h”, non solo ricorrendo alla segnaletica verticale e orizzontale, come è stato fatto, senza risultati, ma predisponendo interventi strutturali permanenti che costringano gli automobilisti a moderare la velocità così da salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. Inoltre, si chiede il presidio del territorio da parte della polizia municipale con l’utilizzo di sistemi elettronici per il rilevamento della velocità. L’ultimo incidente in ordine di tempo è avvenuto solo qualche giorno fa tra Via Don Giovine e Via Piacentini e tanti, troppi, sono quelli che si continuano a susseguire e che vedono coinvolte autovetture, ma anche pedoni investiti.

I residenti del quartiere Borsalino sono stanchi, delusi e amareggiati, di non essere presi in considerazione, ribadiamo che la sicurezza non è un optional, quindi dovrebbe essere posta fra gli obiettivi prioritari di un Amministrazione attenta alle esigenze dei cittadini, in questo caso purtroppo non è così, perciò la lista civica “I Cittadini Prima di Tutto” continuerà a battersi fino a che questi problemi non vengano risolti!

I Cittadini Prima di Tutto
Marta Ricciatti Pier Carlo Lava Fabio Lanni  

Categorie:BLettere
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