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La sfida di Nichi

14 aprile 2012

Il salone della Camera del Lavoro ieri sera era stracolmo, e la sinistra alessandrina ha riservato a Nichi Vendola (nella foto) un’accoglienza calorosa. Ma questo ve lo raccontano bene le cronache dei giornali.

Qui proviamo a scambiarci un po’ di sensazioni. La prima è che faceva un caldo bestiale, da svenimento: sarà perchè tutti quanti, con questo clima da inverno d’aprile, eravamo attrezzati con giacconi e maglioni, incerti fino all’ultimo sulla sede dell’incontro. Ma davvero arrivare alla fine dell’intervento di Vendola senza cedimenti non è stata una passeggiata: del resto anche i corridoi erano affollati, c’era gente ovunque, una serata riuscita.

Nichi Vendola, ormai lo sapete, rimane per me l’unico leader del panorama politico italiano che vale la pena ascoltare senza in mano pomodori da lancio, o strumenti usi alla pernacchia. E’ uno che ha una visione altra, e alta, della società con al centro l’uomo, e non il business, e questo basta a renderlo se non altro più stimolante dei vecchi burocrati del Pd (pure quelli giovani anagraficamente), per non dire del commissario della Bce che attualmente ci amministra (governa è una parola eccessiva per uno come Monti), e della sua corte dei miracoli.

Detto questo, Vendola è partito proprio dai “suoi” avvisi di garanzia di questi giorni, chiarendo che trattasi di polpette avvelenate. Certo, lo dicono tutti quelli che vengono accusati, per cui, come lo stesso leader di Sel ha dichiarato, pieno rispetto per chi deve condurre le indagini, e stabilire come sono andate le cose.

Ma, sul piano politico, mi rimane il sospetto che l’operazione in corso sia quella di far fare al governatore della Puglia la fine che toccò a Cofferati, ricordate? Affogato nella culla come possibile leader del centro sinistra, e prepensionato prima a Bologna e poi in Europa, per lasciare campo libero alla trimurti romana: D’Alema, Veltroni e Rutelli. Tutta gente che c’è da toccarsi i maroni solo a pronunciarne il nome, ma che di fallimento in fallimento sempre a galla sta. Il vero miracolo italiano. Insomma, la curiosità forte, al di là delle amministrative, rimane capire se Vendola intende (e può permettersi di..) proporsi con forza come leader di una sinistra vera e seria, oppure se, per ragioni tutte da esplorare, se ne starà defilato, appunto modello Cofferati.

Se così succedesse, rimarrebbe comunque vacante uno spazio politico, che qualcuno, non so oggi capire chi, cercherebbe naturalmente di colmare. Forse Grillo? Ecco, una banalità che ieri sera Vendola si è fatto scappare (ma è in campagna elettorale) è quella sull’anti politica che rischia di emergere dalla crisi della Lega e dai tentennamenti del centro sinistra. Eh no, attenzione: che la moltiplicazione di liste civiche, movimenti territoriali e quant’altro porti alla frammentazione e dispersione di risorse, e talora anche a soluzioni di chiusura culturale localistica, è verissimo. Ma si tratta comunque di un grido d’allarme e di una ricerca “dal basso” che va rispettata. E’ il bisogno di altra politica, non di anti politica. Altra rispetto alla politica degli inciuci e delle ruberie che tutti conosciamo. In settimana ho ascoltato Rosi Bindi (una che ho sempre creduto meno peggio di altri: se non altro perché non tiene figli da sistemare) difendere a spada tratta, su La7, i rimborsi elettorali ai partiti, nel principio e nella quantità. Sosteneva che sono una garanzia di democrazia. Una figura penosa, miserabile. Ecco, se si moltiplicano le liste civiche è perché la politica ufficiale, persino nei suoi volti meno sputtanati, è quella roba lì, oramai.

Ieri sera prima di Vendola, ho ascoltato l’intervento di Rita Rossa. Oratrice consumata ed efficace, e capace di modulare i toni e i temi a seconda dell’uditorio: alla Camera del Lavoro era la candidata di lotta, “cari compagni e compagne”, e va detto che è partita dal tema dell’ndrangheta in Comune, rispetto al quale qualcuno in questi giorni qui sul blog aveva ventilato reticenze.

A me, non solo su Rita Rossa ma su tutti i 16 candidati, rimane il serio dubbio che abbiano mai però finora, seriamente, preso in mano i conti e le risorse del Comune, e la sua montagna di debiti, per stabilire cosa si tiene, cosa si taglia, quanto costa ogni servizio ecc..
La politica italiana è questa roba qui del resto, forse perché noi non ne vogliamo un’altra: in campagna elettorale promesse a mazzi, poi si fa quel che concretamente si può. Finora in qualche modo ha funzionato, ma ho l’impressione che da questo giro vigerà il principio che ognuno fa i conti con quello che ha davvero in cassa. E poiché le tasche a cui attingere saranno le nostre, sarebbe stato bello sapere prima (da Rossa, da Fabbio, da tutti gli altri) cosa ci aspetta.
Incrociamo le dita? E’ un po’ poco, ma che altro possiamo fare?

E. G.

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Categorie:Politica
  1. 14 aprile 2012 alle 11:51

    Mah, sarà.
    Io ormai sono troppo vecchio per farmi incantare dalle parole dei politici di mestiere.
    li giudico nei fatti.
    Per vendola, i fatti mi dicono che ha fatto affari con marcegaglia dandole un sacco di soldi per un inceneritore di vecchia concezione, costoso e inquinante.
    Sempre i fatti mi dicono che la sua maggioranza era zeppa di personaggi corrotti, concussi e poco “cristallini”
    Ancora i fatti mi dicono che ha distratto fondi pubblici dalla sanità per dare via libera a don verzè e ai suoi affarucci-affaroni sporchi mascherati da “sanità privata”
    Insomma, la politica delle cozze pelose non mi entusiasma, mi sembra irta di contraddizioni e furberie, e fatico a vederci tracce per una speranza di miglioramento.

  2. CorriereAl
    14 aprile 2012 alle 12:02

    Per carità, io la mano sul fuoco non la metto per nessuno, sia chiaro. Volendo però evitare le sabbie mobili del nihilismo (almeno ancora per qualche anno), dico che Vendola ragiona su un modello sociale ed economico diverso da quello attuale, che tutti quanti gli altri hanno sposato da trent’anni a questa parte, e che mi pare ci abbia condotto in fondo ad un dirupo. Poi tra il dire e il fare, e sui comportamenti individuali, hai voglia a sospettare: ognuno di noi di questa gente sa quel che legge. E leggiamo ciò che il sistema mediatico ci propina, essenzialmente.

    E. G.

  3. lisistrata
    14 aprile 2012 alle 15:34

    PERCHE’ AVETE BISOGNO DI UN LEADER?PERCHE’ SIETE BAMBINI O AUTORITARI?

  4. CorriereAl
    14 aprile 2012 alle 16:04

    Ho citato Vendola non per un suo carisma “a prescindere”, alla Fonzie insomma, ma per la sua capacità di analisi della società in cui viviamo.
    Le idee, cara o caro Lisistrata, camminano sulle gambe degli uomini che le sanno 1) formulare 2) veicolare.

    Se questo si chiama leaderismo, allora la politica ha sembre vissuto di leader. E la vedo dura che possa andare diversamente.

    E. G.

    ps: le saremo grati se d’ora in poi eviterà il tutto maiuscolo, che sul web è sinonimo di maleducazione. La leggeremo lo stesso, promesso…

  5. lisistrata
    14 aprile 2012 alle 19:35

    avevo il tasto schiacciato poi la maleducazione nella sostanza è lasciare che si insultino rispettabili antifascisti e antiautoritari lasciando in minusclo la parola “repubblichini”

  6. Magliarossa
    15 aprile 2012 alle 08:26

    Caro Ettore
    mi piace questa espressione : “capace di modulare i toni e i temi a seconda dell’uditorio”…
    Qualche tempo fa un amico mi disse che colui ( o colei ) che sarebbe diventato/a sindaco di questa città avrebbe dovuto andare sotto i portici di Piazza della Libertà e dire
    chiaramente due cose.
    I costi da prendere in considerazione prioritariamente in questo Comune sono
    a) il numero di dirigenti
    b) il numero del personale
    Questo esperto-amico mI spiegava che Il numero di Dirigenti che possono sussitere ( definendosi tali !) in un Comune che pare abbia 800 dipendenti (!)…non può essere più di 5 (cinque)
    La sovrabbondanza di personale ( in rapporto ai servizi erogati) dovuta, come ormai tutti sanno, ad un ruolo che nella prima Repubblica era assodato di “ammortizzatore sociale”; oggi insostenibile per una situazione non solo finanziaria ma ..”egualitaria”… ( garantiti e non garantiti )
    Questa semplice considerazione comunicata a tutti gli operatori del Comune unitamente ad un dato :il costo per bimbo di un posto all’asilo nido! può essere l’inizio di una riflessione tra tutti coloro che REALMENTE hanno a cuore il “bene comune”, l’interesse collettivo …o comunque lo si chiami.
    Se l’applicazione,quindi, di una contabilità “liberale” ( normale !) nel Comune di Alessandria può essere “Il Problema” (con i conseguenti parametri di efficienza, rendimento, analisi costi ecc. ecc) sarebbe interessante conoscere dai 16 (!) canddiati il loro pensiero.
    Per concludere….: non è modulando “i temi e i toni a seconda dell’uditorio” che si contrasta l’antipolitica..così come l’adottare efficaci tecniche di “affabulazione” ……
    Con simpatia
    Magliarossa

  7. CorriereAl
    15 aprile 2012 alle 10:08

    Pienamente d’accordo Magliarossa. Ne riflettevo ieri sera con un amico: se è vero che il Comune di Alessandria sta affondando, e se davvero il compito del prossimo sindaco sarà così fortemente impopolare, perché i toni si stanno alzando così tanto, e qualcuno sembra in questi giorni agitarsi davvero un po’ sopra le righe?

    I conti, francamente, non mi tornano, e a tutti questi politici super navigati che si propongono come salvatori disinteressati del bene comune non ci credo. Quindi forse siamo noi che, osservando da fuori e in maniera ingenua, non cogliamo la profondità di qualche meccanismo.

    Comunque hai ragione: Comune e partecipate hanno troppi dipendenti. Ricordo che lo segnalai, come mia osservazione personale a margine di un’intervista, al sindaco Fabbio appena eletto, anno di grazia 2007. E mi diede ragione, se la memoria non mi tradisce. Oggi però, da parte dei candidati favoriti almeno, questo tema viene eluso: anzi, si sottolinea la necessità di stabilizzare tutti i precari, ma a me (che magari sono distratto, e ho la colpa di non seguire passo passo tutto il tour elettorale: ma suvvia, la sera ogni tanto è anche bello pensare ad altro, diciamocelo) non è mica chiaro con che risorse.

    Ecco, ho l’impressione che la campagna elettorale alessandrina, caro Magliarossa, sia stantìa da questo punto di vista. Toni drammatici, promesse “de core”, richiami a procedere a schiera unita, che non il tempo dei distinguo e di cercare il pelo nell’uovo (non arriva mai quel tempo, se aspetti che qualcuno ti autorizzi).

    Ma i numeri, non ci sono. I dati, come dicevi tu, sulla sostenibilità di un simile apparato, e su quanto i suoi costi ricadono, e sempre più ricadranno, sulle nostre spalle di contribuenti, mancano. Aggiungo però, un po’ sconfortato, che forse una campagna elettorale matura non la vogliono neppure tanti elettori, ancora legati alla logica del do ut des, e poco consapevoli del cambiamento epocale in corso nel Paese e nella finanza pubblica. Poi c’è un ultimo dato, pittoresco: non pochi miei conoscenti, dichiarandosi comunque scettici (e come dar loro torto) mi chiedono comunque “ma vincerà x, è chiaro no?”, Come se il loro obiettivo fosse, in fin dei conti, azzeccare la previsione, e votare per chi arriverà primo. Perché ho sempre più l’impressione che la democrazia senza consapevolezza sia un bluff, e molta gente la confonda con quei giochi preserali in tv, in cui bisogna indovinare chi vince?

    E. G.

  8. TM
    15 aprile 2012 alle 10:23

    per quel che riguarda l’interazione – perversa – comune/partecipate, segnalo, casomai vi fosse sfuggito 🙂
    che in questi giorni le cassette postali si stanno riempiendo di una lussuosa pubblicazione patinata titolata SS (non scherzo) ovvero ‘speciale amag alessandria’ (!) sulla cui copertina brilla il faccione sorridente di pierc. fa in fascia tricolore. allegato, ovviamente, un altrettanto lussuoso volantino sui miracoli del sindaco suddetto. che dicono in grande rimonta?!

    … a quando il prossimo sondaggio, a proposito?

  9. CorriereAl
    15 aprile 2012 alle 11:14

    SS? Meraviglioso Tm, mi mancava, devo assolutamente averla. Grande rimonta? Mah, a me pare improbabile, anche se in questi giorni ne sento di tutti i colori. Senza dare giudizi di merito, l’Alessandrino semivuoto alla presentazione di Fabbio e stracolmo al Rossa day mi pare uno specchio significativo degli umori cittadini.
    I sondaggi li prenderei con le pinze, tutti quanti: però naturalmente non vediamo l’ora di leggere e commentare il prossimo. Anche qui però: su scala locale, quali che siano le tendenze che emergono da qualsiasi rilevazione, scatta implacabile la ricerca dei retroscena. Chi si vuole aiutare? Chi stanno attaccando? Diciamocelo: siamo un paesone un po’ immaturo.

    E. G.

  10. mandrogno
    15 aprile 2012 alle 11:30

    ho ricevuto la vergognosa e costosissima brochure elettorale di fabbio e repetto.
    Ci ravviso un bel po’ di schifezze: spreco di denaro pubblico, abuso d’ufficio, interesse privato, appropriazione indebita, e in linea di massima una insopportabile arroganza a spese nostre. Sembra il famoso album biografico del berlusca spedito a tutti con le zie suore e le foto di famiglia (una delle tante famiglie)
    Sono l’unico “animo sensibile”, oppure la procura vorrà finalmente ricordarsi che esiste per tutelare la legalità, e batterà un colpo? possibile che nessuno dei 15 candidati (14, va, che c’è n’è un altro che sta usando alla grande una pubblica amministrazione a suo uso e consumo) non abbia nulla da ridire? e un esposto non si fa mai?
    Chi ha pagato è chiaro, fateci sapere quanto ci è costato.

  11. Magliarossa
    15 aprile 2012 alle 11:52

    Carissimo Ettore
    convengo sulla “tristissima” affermazione… “forse una campagna elettorale matura non la vogliono neppure tanti elettori,….poco consapevoli del cambiamento epocale in corso nel Paese….”
    L’incultura politica che pervade tutto il Paese è nota da tempo . La responsabilità politica di tutto questo tuttavia va ricercata in una Prima Repubblica di cui i candidati ( i più “titolati” dai sondaggi almeno..!) sono gli epigoni peggiori; stante l’approccio che hanno avuto nel recente loro passato e nell’attuale momento politico…
    A noi il compito di porci di fronte ad una lavagna pulita e riscrivere le regole del nostro stare insieme e non seguire pedissequamemte le regole di un gioco disastroso e fallimentare che “questi” tendono ad imporci.
    Grazie per l’attenzione e sempre a disposizione
    Magliarossa

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