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[BlogLettera] Una nuova politica comunale per lo sport e le società dilettantistiche

15 aprile 2012

La politica di questi ultimi anni dell’attuale amministrazione comunale, rivolta allo sport, ha privilegiato gli eventi ma non ha minimamente agevolato società e associazioni impegnate a favorire la pratica sportiva per i giovani e meno giovani.

Il candidare sportivi nelle proprie liste è un’operazione certamente elettorale (acquisire voti ovunque è una delle regole per cercare di vincere) ma questo tipo di operazione potrebbe indirizzare falsamente il pensiero degli elettori ad identificare già oggi quale potrebbe essere la scelta  e dove saranno rivolte le attenzioni del futuro candidato Sindaco.
Dispiace constatare che questo modo di agire porterà inevitabilmente a optare per il futuro, in tema di sport, a scelte non molto diverse rispetto a quelle dell’attuale amministrazione.

Per parlar chiaro l’Alessandria calcio è un patrimonio importante della città, ed io ne sono sempre stato tifoso, ma un Sindaco deve avere  una visione non  limitata ad una disciplina sportiva particolare, ma deve essere più lungimirante e più attento al sociale.

Come candidato Sindaco e rappresentante della Lista Civica Crescere Insieme vorrei esporre le linee guida elaborate per una nuova politica dello sport a favore delle società e delle associazioni.

L’attività sportiva, in particolare quello di squadra, è da sempre una delle prime occasioni di confronto e aggregazione nella vita delle ragazze e dei ragazzi.
In molti casi negli ultimi anni le istituzioni sono state sostituite dalle associazioni o dalle società sportive dilettantistiche  le quali hanno svolto un  grande ruolo sociale di promozione dei valori positivi dello sport, dell’integrazione tra persone e hanno operato un’azione concreta di difesa nei confronti dei ragazzi dai pericoli della strada.
Questa lavoro si è visto in particolare nei quartieri periferici della città, dove le società e le associazioni sportive hanno creato ambienti positivi  e propositivi, in grado di tenere i ragazzi lontani da situazioni difficili.
La crisi, oggi, mette in difficoltà anche queste realtà. Ricevo da molte associazioni segnali di grosse difficoltà non essendoci grandi possibilità nell’ottenere sponsorizzazioni e aiuti economici dato che chi sponsorizza privatamente non riesce ad avere un ritorno positivo.

Sino ad oggi il rapporto tra associazionismo sportivo e politica è stato un rapporto subalterno in cui gli interventi realizzati sulle strutture sono stati favori o regali del consigliere o assessore di turno. Questo rapporto ha via via  creato disparità di trattamento tra le società.
Oggi questa situazione va cambiata. Bisogna intervenire sulle strutture sportive individuando priorità d’intervento sulle medesime perché siano adeguate dal punto di vista dell’efficienza e della sicurezza. Bisogna intervenire sulla accessibilità  con  percorsi protetti e sicuri per arrivare alle strutture sportive.
Per le strutture promiscue bisogna agevolare una stretta collaborazione tra le società e le scuole al fine di permettere la promozione del lavoro di entrambe e, perché no, anche per formare e consolidare la preparazione dei loro tecnici.
Le strutture sportive devono essere rilanciate, con la realizzazione al loro interno di spazi per il tempo “libero” (sala ritrovo, sede delle associazioni che li gestiscono, ecc…) e diventino quindi veri e propri luoghi di aggregazione per accogliere tutti i cittadini, punti di riferimento per i quartieri così carenti di posti in cui le persone possono incontrarsi.

Il Comune però non può fare tutto, i  fondi sono pochi e i tempi di intervento lunghi.
È necessario fare delle convenzioni pluriennali con le società e le associazioni che altrimenti non hanno  convenienza ad apportare migliorie significative alle strutture. Stabilire quindi la durata temporale legandola all’effettiva realizzazione da parte delle società dei lavori di miglioramento della struttura. Lavori che andrebbero a beneficio sia dell’associazione che avrebbe un luogo migliore e più accogliente in cui svolgere l’attività sia del Comune che ridurrebbe le spese di manutenzione e vedrebbe le sue strutture valorizzate.

Voglio garantire equità e parità di trattamento a tutte le società e le associazioni, affinché non solo  le grandi con un bacino di utenza molto ampio o perchè affiliate alle federazioni, ma, soprattutto  quelle che basando il loro lavoro sul rapporto con il territorio e i quartieri in cui operano, possano avere la possibilità di ampliare e consolidare la loro opera sociale.

Gianni Rattazzo
Candidato sindaco per la Lista Civica Crescere Insieme

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