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Il Superstite (84)

21 aprile 2012

di Danilo Arona

Che bella, magica serata quella fra il 19 e il 20 di aprile al QBA di Alessandria. Ovvio, eravamo (in tanti, e tante…) tutti lì per Dado Bargioni (foto in basso) che presentava il suo album, il nuovo pezzo “Star” (quello inserito nella colonna sonora di E’ nata una star, film con la Littizzetto diretto da Lucio Pellegrini) e un gruppo pure nuovo di zecca, forte pure di due coriste – termine del tutto inadeguato dato il contesto – che sono le bravissime Laura Tartuferi e Isabella Dallera.

Però è impossibile ignorare l’energico e originale gruppo di apertura, i Thomas di Acqui Terme, che hanno presentato un ottimo e non facile mix di funky, discodance, progressive pop di magistrale tecnica e non comune padronanza del palco. Un’ora di pura dinamite.

Ovvio che con Dado l’atmosfera cambia. Come ho già scritto parecchie volte, la musica del nostro sembra facile, ma in verità non lo è. Alchimia e abilità compositiva sono in grado di trasformare un prodotto di avant pop, pura avanguardia, in qualcosa che a New York chiamerebbero, non per denigrarlo, easy listening.

Questa “inafferrabilità” di definizione è la forza della musica di Dado. Che, attenzione, non è fredda come si potrebbe dedurre da quel che vado scrivendo, ma è calda, fluida e sognante. Con testi importanti che fanno meditare sulla vita, sull’amore e tante altre componenti del viaggio che tutti assieme stiamo conducendo. Se un paragone lice (e so che sembra “forte”), l’audacia della musica di Dado mi mi richiama alla mente i percorsi sul pentagramma del grandissimo Ennio Morricone, un’altra eccellenza italiana che scrive musica “facile” alle orecchie ma complessa nella struttura.

So che i presagi spesso si risolvono in fumose stupidaggini, ma sono intimamente certo che in un futuro, spero non lontano, le note di Dado saranno in grado di accompagnare, da protagoniste, immagini filmiche e spettacoli teatrali, perché possiedono un’anima multidisciplinare in grado di raccontare “storie” persino in assenza di parole. Faccio quasi scommesse e nel frattempo farò in modo che un certo Lucifer possa diventare il protagonista di qualche mio  futuro delirio letterario. Mentre Dado & Band lo eseguivano l’altra sera con un nuovo, clamoroso arrangiamento, già mi vedevo nella mente la storia… Potenza di un grande cantautore.

Che altro dire? Che ha ragione zio Rudi Bargioni. Se vivessimo in un paese normale, Dado sarebbe già da tempo in vetta. Ma l’importante non è la destinazione. Quel che conta è il viaggio e l’altra notte è stata una tappa meravigliosa.

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Categorie:Editoriali
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