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Palazzo Rosso: basta polvere sotto i tappeti?

24 aprile 2012

196 milioni di euro di debiti. Nei cassetti, e sotto i tappeti, del Comune di Alessandria ora non dovrebbe esserci più nulla di occultato, almeno secondo le dichiarazioni del sindaco Fabbio (nella foto).

L’operazione trasparenza indubbiamente è stata “stimolata” dalla Corte dei Conti, cui spetterà (immagino dopo il ballottaggio, a questo punto) comunque la parola definitiva.

Certo, dando per scontato che la fotografia scattata ieri dalla giunta di centro destra sia completa ed esaustiva, senza più angoli bui, viene da chiedersi perché non prima. Perché non cinque anni fa, ad elezioni appena vinte. E poi perchè non una volta l’anno, tutti gli anni. Solo così un sindaco (di qualsiasi orientamento) può oggi essere credibile agli occhi degli amministrati.

Non perché la politica (e neppure il ruolo degli amministratori locali) si debba ridurre a mera contabilità, ma perché è giusto che gli elettori/contribuenti sappiano come vengono spesi i loro soldi, e qual è lo stato della salute del loro Comune.

La situazione alessandrina, è evidente, è drammatica. E’ vero che Fabbio propone anche alcune soluzioni per gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma l’impressione è che ci arrivi in maniera davvero tardiva, e senza aver fatto reale chiarezza su come sono state spese le risorse pubbliche nell’ultimo quinquennio. Perché i debiti non sono tutti uguali: un conto sono gli investimenti che fanno crescere un territorio, creando magari presupposti di sviluppo, e un conto sono i denari “scialati” con leggerezza in progetti improbabili.

Poi, naturalmente, c’è il macigno dei troppi dipendenti dell’universo Palazzo Rosso (comune più partecipate), che l’attuale sindaco riconosceva come esistente già nel 2007, ma che non ci pare abbia, complessivamente, affrontato in maniera risolutiva.

Infine, non convince per niente l’argomentazione (ultimamente sotto traccia, ma sventolata a lungo) secondo cui abbiamo sì tanti debiti, ma anche 500 milioni di patrimonio immobiliare. Chiedete al management di Svial e Valorial quale mercato reale (e quindi quale valore) ha attualmente quel patrimonio, e poi ne parliamo seriamente.

Insomma, siamo mal messi, è evidente. Tra gli addetti ai lavori l’opinione più gettonata è che, a giugno, al nuovo sindaco (quale che sia) e al nuovo consiglio comunale sarà affiancato un commissario ad acta (c’è chi dice tre), per gestire il dissesto e far fronte ai debiti pregressi. Mentre alla politica resteranno, per un quinquennio, le nozze coi fichi secchi. Scelte impopolari e risorse ridotte all’osso. Non che, guardando allo scenario nazionale, si avverta poi molta dissonanza, sia chiaro.

Il problema è capire, concretamente, quanto la popolazione potrà, e vorrà, sopportare una situazione di estremo disagio, rispetto alla quale ha, in fondo, responsabilità modeste, ma non inesistenti. Eh sì, perché i politici in fondo li abbiamo sempre scelti noi: quelli romani e quelli locali. E, nel giro di 12 mesi, saremo richiamati a farlo: tra pochi giorni su scala comunale, e al più tardi la prossima primavera alle politiche nazionali. Ce la possiamo fare? Mah: io in giro di entusiasmo ne avverto ancora poco. E non è che sia gran che consolante constatare che anche la Francia ha i suoi bei problemi da risolvere.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Vjačeslav Michajlovič Skrjabin (Molotov)
    24 aprile 2012 alle 06:19

    Sulla Pravda di oggi, nella pagina delle notizie dall’Italia, ho appena letto un articolo ripreso dalla Stampa , in cui una parte dei debiti sarebbe stata fatta “a loro insaputa”. E non pochi soldi a quanto pare!; ma in questo vostro paese è forse all’opera una oscura “Spectre”, sezione “Insaputa”, che può, in nome di mezzi potentissimi e artfici inimmaginabili, turlupinare fior di personaggi?. A quanto pare questa organizzazione ti può comprare e/o aggiustare la casa, ospitare e/o pagarti le vacanze, pagarti lo studio, le spese mediche e le multe e adesso anche nasconderti i debiti senza che tu te ne accorga….

  2. 24 aprile 2012 alle 08:28

    Ti ricordi, Molotov, che qualche anno fa andava di moda scatenarsi contro la Magistratura? Ora è l’epoca del “a mia insaputa”: la periferia riproduce sempre gli schemi del centro. E se il modello è pessimo, figurati le copie…..

    E. G.

  3. punilux
    24 aprile 2012 alle 09:58

    Ottimo articolo…
    Certi personaggi responsabili del saccheggio delle casse pubbliche devono prepararsi a rendere conto, in un modo o nell’altro, ai cittadini….

  4. mandrogno
    24 aprile 2012 alle 11:34

    ma siete sicuri che quella sotto i tappeti sia polvere?
    dall’odore sembrerebbe altro…

  5. Giorgio
    24 aprile 2012 alle 12:47

    La mediocrità politica di Alessandria ha sveltato il suo volto. Questi signori devono andare a casa per incapacità. Se davvero hanno trovato dei debiti prima d’insediarsi a Palazzo Rosso, potevano estinguerli e non aumentarli. Un buon padre di famiglia se ha 100mila euro di debito estingue il mutuo o ne accende altri per cifre superiori?
    Io sono stufo… di leggere certe notizie. Ottimo articolo per carità ma la sostanza è che siamo governati da degli incapaci (a loro insaputa).

    • punilux
      24 aprile 2012 alle 22:02

      Penso non debbano andare a casa ma in galera. Hanno dissipato e sottratto il patrimonio comunale. Io andrei a beccare tutti gli sperperi pure sotto la Scagni, la Calvo e ancora prima e sequestrare i patrimoni di tutti gli arricchiti con le pezze al culo prima di mettere le mani sul bottino pubblico. E il bello che li conosciamo tutti molto bene.

  6. jack
    24 aprile 2012 alle 13:06

    Caro Ettore, il carattere deve venire fuori nel momento del bisogno. Ci vuole intraprendenza, occhio vigile, esperienza, capacità di guardare e copiare (bene) gli esempi virtuosi.
    Qualche esempio? La Regione Piemonte cofinanzia (fino al 90%) interventi di manutenzione straordinaria sugli asili nido. Metto 10 mila € e faccio un intervento per 100 mila. E gli esempi simili sono tanti…
    L’Unione Europea finanzia tante attività, a partire da quelle relative all’innovazione tecnologica e alla ricerca. Abbiamo facoltà universitarie, il Politecnico, e centri di innovazione: cerchiamo di puntare su quel versante.
    Ad Alessandria non basterà un amministratore di condominio.
    Ci vorrà qualcuno con una marcia in più. O, meglio ci vorrebbe…

  7. 24 aprile 2012 alle 13:18

    E’ così Jack: i tempi sono difficili, ma opportunità se ne sono perse troppe. E speriamo che si possa cambiare davvero marcia, chiunque ci provi. Io cambiali in bianco non ne firmo: però naturalmente ci vuole anche un po’ di ottimismo (oltre a competenze vere), o il territorio cadrà sempre più in basso. Mica vero che abbiamo già toccato il fondo…

    E. G.

  8. cittadino
    24 aprile 2012 alle 14:00

    NO, il fondo è già stato toccato da tempo.
    Ma grazie alle macchine operatrici dei soliti amici-appaltatori, vedrai che i prossimi riusciranno a scavare benissimo…

  9. Giorgio
    24 aprile 2012 alle 17:03

    Caro Cittadino… perdona la battuta, ma più che “macchine operatrici” in città si sono viste solo le “macchine cancella cicche” comprate da AMIU per pulire il “meraviglioso” Corso Roma (nuovo)!!
    Un altro esempio di occulata gestione delle risorse pubbliche. AIUTOOOO!!!! 🙂

  10. mandrogno
    24 aprile 2012 alle 20:05

    Ci voleva tanto?
    Possibile che il partito della rossa non abbia voluto fare nulla contro la variante prg di Valle San Bartolomeo?
    Dovevano arrivarci dei ragazzini senza esperienza, ma senza scheletri nell’armadio?

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/04/diffidiamo-il-comune-di-alessandria.html

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