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[BlogLettera] “Ecco la verità sullo smarino del Terzo Valico”

25 aprile 2012

In questi giorni, come vicepresidente della Provincia candidata a sindaco di Alessandria, ho ricevuto attacchi in merito a questioni ambientali legate al Terzo Valico. Non si tratta, ovviamente, di materia elettorale, ma oggi rispondo a queste accuse a dimostrazione della serietà con cui ho sempre svolto e svolgo tutt’ora il ruolo di vicepresidente.

La prima precisazione riguarda il deposito dello “smarino”, cioè il materiale di risulta degli scavi. La gestione delle cave per l’approvvigionamento delle materie prime e dei siti di deposito di questo materiale è regolata da apposita Legge Regionale, la n° 30/99. Tale norma prevede la presentazione di uno specifico piano che individuerà e descriverà ogni singolo sito, suddividendoli tra quelli effettivi e quelli di riserva, compreso della volumetria massima conferibile e anche l’indicazione del cantiere da cui proverrà il materiale di smarino. Il materiale che potrà essere conferito direttamente sarà quello che non ha subito pretrattamenti, mentre quello trattato con materiale addensante durante lo scavo dovrà essere prima sottoposto ad una operazione di trattamento per trasformarlo da rifiuto in materia prima secondo, eliminando dall’ammasso gli scarti che verranno invece inviati a discarica. Si tratta comunque di rifiuti non pericolosi.

Ad oggi questo piano non è ancora stato presentato e quindi il parere definitivo deve ancora essere rilasciato dagli Enti territoriali e di controllo prima dell’approvazione da parte della Regione Piemonte. Proprio questa mancata approvazione del piano ha fatto si che nell’approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo non si siano potuti già includere i siti di deposito, ancorché individuati nel progetto, tra i siti soggetti a vincolo di disponibilità e questo è il motivo per cui alcuni siti che erano stati individuati oggi risultano non più disponibili.
Tuttavia gli Enti si erano già espressi e con grande attenzione sui siti individuati in progetto tanto che il CIPE aveva recepito una richiesta di prescrizione della Provincia di Alessandria chiedendo di rivalutare alcuni siti in particolare di valutare la possibilità di utilizzare un sito a Tortona, Regione Montemerla, che consentiva di limitare al massimo la circolazione dei mezzi pesanti al di fuori dei tratti autostradali, ma soprattutto chiedendo di escludere i siti di ex cave che avevano intercettato la falda evitando così di scaricare lo smarino direttamente a contatto con le falde.

Tutt’altro discorso va, invece, fatto sul problema amianto che la Provincia ha affrontato molto attentamente nel suo parere richiedendo studi integrativi a quanto indicato dai progettisti ritenendo che il numero di sondaggi fatti e di analisi sui campioni prelevati da questi sondaggi, assolutamente non idoneo a caratterizzare il rischio amianto nel tratto di scavo. Questo aspetto è sempre stato posto all’attenzione negli incontri avuti dalla Provincia con RFI e con il commissario Lupi.

E sarà nuovamente il punto fondamentale dell’istruttoria sul piano di approvvigionamento e dei depositi una volta che COCIV l’avrà ufficialmente presentato alla Regione Piemonte che aprirà una conferenza dei servizi con gli Enti Locali interessati, in primis la Provincia, per la sua approvazione definitiva.

Concludendo non si può che confermare come l’attenzione della Provincia sia altissima sia sugli aspetti ambientali che su quelli viabilistici per un’opera che sicuramente andrà ad incidere profondamente sul territorio per i prossimi dieci anni.

Rita Rossa

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Categorie:BLettere
  1. 25 aprile 2012 alle 19:41

    il problema è che il terzo valico non s’ha da fare e di conseguenza nessun stallo di smarino .

  2. anonimo (luigi rossi?)
    26 aprile 2012 alle 00:50

    il TAV terzo valico, opera inutile e costosissima da molti punti di vista, costa 7 miliardi, che finiranno nelle tasche di gavio e dei suoi tanti amici.
    Sono gli stessi sette miliardi che sono stati tolti agli italiani con i tagli alle loro pensioni.
    Il giochino è stato fatto dal PD, in quanto partito di governo con pdl e udc.
    Con questa mail la rossa conferma di essere pienamente corresponsabile di questo, sia come esponente di spicco del pd che come vicepresidente della provincia, ente che ha deliberato il via all’opera insieme ad altri.
    Gavio ringrazia.
    I cittadini paganti, scippati della pensione, e ancor più quelli che subiranno lo scempio ambientale e i danni fisici e materiali che ne deriveranno, forse potrebbero maledire.

    • punilux
      27 aprile 2012 alle 18:06

      Aggiungo a quanto detto da anonimo che a tutti i politici conviene pesare bene le parole… Chi è favorevole ad un’opera indegna e truffaldina e si adopera per farla realizzare, si rende automaticamente corresponsabile. E un giorno potrebbe doverne rendere conto.

  3. 26 aprile 2012 alle 02:36

    “Si tratta comunque di rifiuti non pericolosi.”
    Palle !!!
    La presenza di amianto è citata nella delibera 59/2005 di approvazione del Terzo Valico da parte del Consiglio Provinciale, mentre della pericolosità degli additivi stabilizzanti/addensanti se ne parla nella delibera 22-1811/2005 della Giunta Regionale del Piemonte.
    E poi il Terzo Valico è inutile e i denari che servono alla sua realizzazione potrebbero meglio essere utilizzati per non tagliare ulteriormente i servizi sociali che già stanno al lumicino grazie all’oculato operato dell’Amministrazione uscente.

  4. 26 aprile 2012 alle 08:31

    Ma con tutte le cose che ancora non sono state decise (depositi, stalli, varianti, ecc) ha senso iniziare dei cantieri? Se veramente dietro non ci sono giri di palanche, perchè tutte le amministrazioni non si decidono a dare uno stop al progetto finchè non si ha un quadro chiaro e definitivo?

  5. mandrogno
    26 aprile 2012 alle 08:35

    che post illuminante.
    E pensare che pochi giorni fa leggevamo su questo blog qualche pollastro giurare che si poteva essere pro-rossa e contro il TAV, contemporaneamente.
    Roba che i “ma anche” di uòlter j.f. veltroni sembrano segno di coerenza.
    A meno di appartenere al partito dei SELleroni.

  6. 26 aprile 2012 alle 11:58

    Non è vero che il terzo valico non è utile! Non sarà utile per NOI, ma per le imprese appaltatrici, politici,ecc serve eccome! E’ un ottimo pretesto per trasferire denaro dalle tasche dei contribuenti a quelle di chi ci gestisce.

  7. 26 aprile 2012 alle 19:43

    Quando giunsi a Ulan Bator, la citta mi fece veramente una strana impressione, arrivando con la Transmongolica da Ulan Lande, a più di sei migliaia di chilometri dalla madre Russia. Attraversare in treno un territorio sterminato, punteggiato qua e la da gruppetti di bianche gher di feltro, le tradizionali tende dei cavalieri nomadi, vederli apparire velocissimi sui loro piccoli cavalli, quasi cavalcassero sulle ali del vento, in praterie immense come oceani verdi e poi salire a più di mille metri sulla antica via del tè e vedere apparire “L’Eroe Rosso”, questo il significato del nome della Capitale, con la sua architettura a tratti sovietizzante e altrettanti quartieri ancora costruiti tradizionalmente in legno. Ah!, quali ricordi… Era veramente un brutto periodo, ero stato “ufficialmente” mandato da Nikita, nel 1957, in Mongolia come ambasciatore (dopo la nostra congiura), lo riportavano addirittura i giornali di Ottawa, per cementare i rapporti tra i nostri due popoli e aiutare il nuovo corso, che all’improvviso, dopo la morte di Stalin, aveva preso il paese. Ma in tutti i regimi politici, ogni cosa muta e nulla si distrugge, il trasformismo non è cosa di oggi e non esiste solo nelle plutocrazie. Comunque feci amicizia con Yumjaagiin Tsedenbal, il primo ministro, ma soprattutto divennero amiche mia moglie Polina e la sua Anastasia. Il nostro rapporto si consolidò quando feci venire, in volo su un Tupolev, il mio medico da Mosca, per curare il loro giovane figlio malato, molto malato. Io cominciai quasi subito, a tenere discorsi al “Lenin Club” di Ulan Bator, magnificando, secondo il mio mandato, il new deal di Krushev, ma in cuor mio ero preoccupato per la pace, per l’acuirsi del raffreddamento dei rapporti con l’America che portò all’escalation nucleare del ‘60. Contestualmente, data l’amicizia con il segretario e le mie indubbie capacità strategiche, in segreto, pianificai il completamento del tratto di Transmongolica ancora mancante, verso la Cina, e lo sfruttamento intensivo di alcune miniere, delle tante a cielo aperto, che avrebbero sfruttato la nuova ferrovia che, in pochi anni, sarebbe stata completata; quando si parla di grandi opere….. Meno male che al giorno d’oggi certe cose non succedono più; in poco tempo abbattemmo il tasso di disoccupazione, lavoravano per noi tutte le braccia disponibili, anche i ragazzini di 14 anni, insieme a reparti dell’Armata rossa. Spostammo interi villaggi, impedimmo ai valorosi cavalieri nomadi, eredi delle orde di Činggis Qaγan, coloro che con i khanati avevano dominato il territorio russo e avevano originato i primi clan di kazaki, anche solo di avvicinarsi ai loro territori ancestrali; con un gioco di parole lo chiamavamo “esproprio improprio”e vi garantisco che le parole “nell’interesse superiore del popolo” suonavano vuote anche allora. Attraversammo, con la strada ferrata, colli e valli, senza curarci della gente e senza consultare le popolazioni interessate, come invece fate sempre al giorno d’oggi; secondo me non conviene essere così teneri. In tempi recenti, gli studiosi hanno addirittura appurato che abbiamo stravolto le abitudini della gazzella mongola, pensate alle genti che da secoli si muovevano in quegli splendidi luoghi. E che dire delle miniere?; vicino a Ulan Bator e nel suo territorio, a Nalaija, abbiamo scavato una miniera di carbone a cielo aperto, abbiamo modificato la morfologia del terreno, abbiamo riempito, con polveri dannosissime per l’ambiente, tutta la zona e abbiamo inquinato falde e pozzi per chilometri con i residui. L’odore si avverte ancora oggi con i finestrini del treno chiusi, un po’ come succedeva a Cairo, negli anni 70, transitando in treno nei pressi delle fabbriche della zona e i torrenti mongoli ricordavano il colore marrone della Bormida. Ah!, se avessimo previsto dei siti di stoccaggio anche allora, ma si sa, con il progresso, le cose cambiano. Del resto andò peggio nella zona di Baruun-Urt, dove ampliammo la miniera di zinco di Tômôrtijn ovoo; lì facemmo veramente dei danni. Quanda si scava un’immenso, grande buco,non si sa mai quello che si mette in moto, molte cose si scoprono anni e anni dopo e la realtà è molto peggiore di quello che si conosce al momento in cui si compiono azioni già potenzialmente dannose. La Finlandia, al giorno d’oggi, pensa di raggiungere l’autosufficienza per quanto riguarda il combustibile nucleare, estraendo l’uranio, tanto uranio dagli scarti dell’estrazione dello zinco e del nichel, pensate un po’…….

    • 27 aprile 2012 alle 15:06

      Fantastico… Tu SEI Molotov!

      A. A.

  8. cittadino
    27 aprile 2012 alle 11:09

    deve essere per te di grande conforto, compagno Vjaceslav Michajlovic, vedere che le vostre devastazioni hanno trovato finalmente luoghi dove essere replicate con spietatezza, e donne e uomini impavidi che incuranti delle popolazioni stanziali stanno divorando il paese per garantire all’intellighentzia e al partito di poter continuare a indicare alle masse ignoranti la fulgida luce dell’avvenire. Oggi perfino i treni hanno cambiato nome in vostro onore, e si chiamano tav.
    L’unica differenza con la vostra splendida e gloriosa epopea trionfale, le dacie lussuose di cui l’ntellighentzia ha necessità inderogabile per poter così bene operare oggi non sono più concesse dal partito.
    I nostri eroici lider maximi le ricevono a loro insaputa.

  9. 27 aprile 2012 alle 14:17

    Su Kuntsevo e sulla dacia di Josif si potrebbe fare un discorso a parte, non è vero che esisteva un tunnel fino al Cremlino, ma vi succedevano cose abbastanza particolari. Concordo con il fatto che, almeno allora, niente avveniva a nostra insaputa; quando qualcosa accadde senza che me ne accorgessi, mi ritrovai in Mongolia per tre anni e non fu molto piacevole. Ma in quello stupendo e selvaggio paese mi trovai ad affrontare una situazione strana; nonostante le cose terribili che facemmo allora e in seguito, i mongoli non ci odiarono mai abbastanza, perchè era più forte il sentimento anticinese e la paura atavica di rivivere due secoli di dominazione. Ecco, mi sembra che, non solo in Mongolia, sia successo e succeda ciò. La paura dei Cinesi, agitata come uno spauracchio, con tanto di “stringiamoci a coorte”, spesso ha favorito e favorisce la presa di potere da parte dei Soviet.

  10. punilux
    27 aprile 2012 alle 18:22

    I parcheggi sotterranei, i ponti, i terzi valichi.. E dietro c’è sempre lo zampino di una famiglia che ci usa come territorio per le sue scorribande cementizie.
    Quando arriveranno anche in provincia di Alessandria a indagare su quali sono i legami tra imprenditoria affaristica, politica… e mettiamoci pure dentro anche la mafia, vedi la vicenda Caridi. E’ possibile pensare che il nostro superingenuo sindaco non sapesse di avere a che fare con un calabrese mafioso nella sua Giunta e guarda caso con un incarico riguardante l’edilizia? Oltretutto i calabresi dovrebbe conoscerli bene e saper distinguere tra quelli buoni e quelli cattivi. In ogni caso ho il presentimento che dopo le elezioni qualcosa in proposito verrà fuori. Ma consiglio agli inquirenti di spingersi più in la’ possiibile. Nella nostra zona sappiamo tutti che il terzo valico è la madre di tutti gli affari loschi. E lasciarlo realizzare sarebbe con la crisi attuale un crimine ancora più grave del solito. Un’opera inutile pagata dalla gente che è allo stremo. Vergogna eterna e spero galera a tutta la banda del terzo valico, compresi i fiancheggiatori. Fermiamoli finchè possiamo.

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