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Ta ta ta ta ta ta….

27 aprile 2012

Dio ci scampi, ma quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di pensare ai mirabolanti business cinesi di Energia & Territorio. Ricordate vero?

Naturalmente incrociamo le dita, sperando che l’adagio andreottiano sul pensar male non sia sempre fondato. Il guaio è che i risultati di questi progetti li misuri soltanto a distanza di anni, quindi a babbo morto, come si dice.

Comunque cantiamoci su: buon week end e buona primavera a tutti!

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 27 aprile 2012 alle 23:21

    Ho incontrato diverse volte Nguyen ai Quoc, prima, molto prima che tornasse in Vietnam. Ho Chi Min era uno dei pochi leader della terza internazionale che avesse visto il mondo, aveva navigato, era stato addirittura negli Stati Uniti, poi aveva piegato due delle nazioni più potenti del mondo. Eppure, quando mi riceveva, sembrava un’umile contadino, aveva i popolari sandali ricavati dai copertoni, vestiva il cunao, la veste classica dei vietnamiti, parlava sommessamente, ma quando entrava in una stanza sembrava che questa si illuminasse; il suo nome, infatti, significa “colui che porta la luce” e non si poteva nascondere niente alla sua acutissima mente. Pensate che i rivoluzionari vietnamiti avevano fuso marxismo e confucianesimo, quindi potremmo dire che erano materialisti storico-spirituali. Nel Partito Comunista vietnamita si entrava solo se si era persone di specchiata virtù ed onestà, non bastava neanche avere combattuto, se non si possedevano le doti richieste. Ad un eminente personaggio italiano, che riteneva di essere comunista di tale fatta (e io penso lo fosse davvero), che pensava di essere tenuto in grande considerazione, crollò il mondo quando seppe di essere considerato un “borghese con cui si poteva parlare”. Chissa cosa pensano oggi dei loro interlocutori occidentali, che comunisti non lo sono mai stati e non lo sono, i semplici vietnamiti, chissà; semplici come il compagno Ho?. Comunque ad un popolo che ha sopportato 3 milioni di tonnellate di bombe e 75 milioni di litri di sostanze chimiche (esfolianti, erbicidi, diossina, napalm..), cosa volete che possa capitare ancora di peggio…Valutare l’occidente, di punto in bianco, in seguito ai loro incontri, potrebbe essere veramente arduo. Chissà se i prodotti che saranno venduti là saranno gli stessi inviati in Cina, nel grande mercato che è stato aperto in anni di duro lavoro ed estenuanti viaggi dai leader politici. Speriamo che questa nuova possibilità apra voi nuovi, ricchi. mercati e che attiri migliaia e migliaia di vietnamiti nella vostra ridente provincia. Chissà che qualcuno non scriva un nuovo “Milione” sulle rotte della seta e delle spezie…

  2. 28 aprile 2012 alle 01:00

    Secondo me le vie del Signore sono finite caro Molotov…chi lo diceva? Troisi, se l’ora tarda non mi annebbia la memoria.

    E. G.

  3. 28 aprile 2012 alle 07:48

    Perdonatemi ma stanotte ho avuto un incubo terribile. Ieri Polina ha fatto i vareniki, lo so sono ucraini, ma a me fatti con le interiora di manzo piacciono da matti, solo che non li digerisco. Alle 15, ieri, mi si è materializzato in casa Bucharin e abbiamo attaccato con la vodka. Alle 17.00 circa, mia moglie mi dice, dalla cucina, “guarda Vjačeslav , deve essere la nuova serie degli sgommati”, la trasmissione che, da qualche tempo, impazza anche sui canali russi. Io e Nikolaj siamo andati a vederla e, un po per la vodka, un pò per l’eta, ci siamo accorti dopo un ora che, Polina, aveva, involontariamente sintonizzato, sul satellite, la vostra Rai 3 e la trasmissione era una tribuna elettorale dal comune di Alessandria. Noi per un’ora, e perdonateci per l’equivoco, a ridere e a complimentarci con il novello Jim Henson, per quanto i suoi personaggi gommosi fossero simili a persone vere e quanto gli slogan fossero realistici; a nostra discolpa posso dire che, oltretutto, anche la vista si è ulteriormente abbassata. Abbiamo visto più di una ventina di interventi, addirittura abbiamo capito in seguito che uno o due erano severi commentatori di questo blog, e gli slogan e le promesse, bellissimi….ma perchè non sono meno astiosi sul blog?, non potrebbero scrivere con la stessa dolcezza con cui parlano, animati da sentimenti di fraternità universale, quando sono tutti assieme?. Poi, ieri sera ho letto questo interessante post, ho ripensato al Vietnam e ho commentato la semplicità dei vietnamiti. Sommando le interiora di manzo, stanotte, in sogno, mi sono ritrovato sul delta del Mekong, nelle risaie, in mezzo ai contadini viet minh. In lontananza sentivo l’eco di un’altoparlante, provenire dalla parte del fiume, parti sconnesse di frasi: “….amo in chi crede in noi”, “viva….bbio, viva la libertà”. Io in risposta urlavo “viva Turati e la Libertà”, ma nessuno mi sentiva; i vietnamiti cominciavano a preoccuparsi, i più vecchi avevano ancora nelle orecchie il suono degli altoparlanti americani. Avvicinandoci al fiume cominciavamo a sentire meglio: ” ……..sessore abbandona il palazzo e va a rotolarsi nel suo mais”, “ci occuperemo dei pensionati”; l’eco rispondeva :”pensionati e consumatori”, “….daco è persona colta e farà il bene della città”, “….ompleteremo il favoloso programma di governo”. Nel frattempo eravamo arrivati sulla riva del fiume, e sempre nel mio incubo, assistevamo ad uno spettacolo dantesco. Passava, in quel momento, un’imbarcazione, incrocio tra una carretta del mare di Lampedusa e un battello a vapore del Missisippi, con una grande pala rotante. A bordo, stracolmo, alcuni appesi alle fiancate, 900 e passa persone che si passavano un microfono; mi sembrava, a quel punto, di distinguere alcune facce, di quelle che, solo il pomeriggio, avevo associato ad un nome. Mentre guardavamo, esterefatti, risuonavano nell’aria alcune frasi, tra quelle che io preferisco: “…noi, da anni siamo i più puri”, “siamo i più onesti”, “abbiamo la fedina penale pulita” e (ultima, ma non per importanza) “..tateci!, perchè siamo giovani”. I vietnamiti, abbandonata l’idea degli invasori, cominciavano, allora, a pensare che fossero i famigerati “boat people” che tornavano in patria con i profughi fuggiti dopo la presa di Saigon; si mettevano a ballare dalla gioia pensando ai fratelli, agli amici che avrebbero ritrovato, scordandosi che ciò era già successo. Quando, finalmente, riuscivo a fare loro capire che, sempre nel mio incubo, quelli erano parte dei potenziali investitori italiani del futuro, un vecchio, quasi centenario mi diceva: ” Io ho fatto una rivoluzione, passi essere costretto ad ascoltare Lady Gaga provenire dal bar sotto casa mia, ma questo no!, rivoglio i marines americani….”. Allora mi sono svegliato, sudato, e ho pensato:”meno male che si tratta di un sogno”……..

  4. 28 aprile 2012 alle 09:01

    Vedi che fortuna ho caro Molotov: un po’ per scelta e un po’ per distrazione, la tv non la accendo praticamente più. E dormo come un angioletto, anche dopo aver mangiato pesante.

    E. G.

  5. cittadino
    28 aprile 2012 alle 09:57

    e su tutti, minacciosa e onnipresente, la figura invadente dello zio Ben, erede dello zio March.
    Non sarebbe ora di liberare davvero il popolo ignorante delle ex risaie tra tani e mekong, trasformate in pantano?
    Yankees, go home!

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