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Ma Grillo è davvero anomalo?

4 maggio 2012

“Solo in Italia un comico rischia di diventare la terza forza politica del Paese. Ma in fondo è anche per questo che ci piace”.
Me l’hanno detto ieri, e vale la pena di rifletterci un po’: non tanto sul “solo in Italia” (in fondo negli States hanno avuto come leader politici attori di non eccelsa bravura come Reagan e Schwarzenegger), quanto sulla dinamica che c’è dietro il caso del momento, ossia l’ascesa, a quanto pare irresistibile, del Movimento 5 Stelle.

Lasciamo stare la pretesa del Movimento di essere “altro” rispetto a Grillo: nessuno (o comunque non io) mette in dubbio l’impegno e l’indipendenza sul territorio dei singoli gruppi locali, ma è un fatto che, senza Grillo, i 5 Stelle non sarebbero nati, e comunque anche oggi, senza l’onda d’urto e il carisma del mattatore genovese, sarebbero poca cosa.

Andiamo al sodo: Grillo è il primo esempio di singolo leader che fa nascere un movimento (naturalmente non politico, ma libera associazione di cittadini: e guai a chiamarli partito) destinato ad avere un peso rilevante sullo scenario nazionale? Naturalmente no: basta pensare a Bossi con la Lega, Di Pietro e l’Idv, Berlusconi e Forza Italia. Insomma, tutti i principali soggetti politici dagli anni Ottanta in poi sono nati per l’intuizione e la volontà di un singolo portatore di “carisma”, e poi naturalmente ognuno ha fatto il proprio differente percorso.

Ma anche i movimenti extraparlamentari post sessantottini, pur frutto di ideologie diffuse e condivise, camminavano sulle gambe di alcuni leader, che comunque ne catalizzavano e sintetizzavano la mission. Ma è l’intera storia dell’umanità ad essere sempre stata “illuminata” da figure di leader carismatici, condottieri e quant’altro, e stupirsene, o elaborare percorsi alternativi, mi pare francamente un giochino da intellettuali annoiati.

Che poi Grillo sia nato come comico, Bossi come nullafacente-finto medico, Di Pietro come magistato e Berlusconi come…Berlusconi è un altro paio di maniche.

Nel poker d’assi nostrano, a mio modo di vedere, l’anomalia rimane invece proprio il Senatur, più che Grillo. Nel senso che Bossi è stato l’unico a riuscire a costruire un movimento (anche la Lega ha a lungo rifiutato l’etichetta di partito, come oggi fanno i 5 Stelle) che si è consolidato ed è cresciuto nel corso di un ventennio, essendo in partenza un signor nessuno.

Pensateci: Di Pietro e Grillo hanno trasferito sul mercato della politica un’ampia notorietà acquisita altrove. Berlusconi poi è il miliardario che prima costruisce (non da solo: con l’appoggio di forze note, e forse anche meno note) l’arsenale mediatico, e poi, grazie a quello e a ingentissime risorse finanziarie, occupa lo spazio centrale di un sistema politico in disfacimento. Con quali risultati nel corso dei suoi 18 anni di regno ognuno può valutarlo come crede: ne abbiamo parlato anche troppe volte, e non è il tema della riflessione di oggi.
Bossi invece, signori miei, è l’unico sciur Brambilla che arrivava direttamente dal Bar Sport, e quindi secondo me resta un unicum.

Ma rimaniamo su Grillo, e sui 5 Stelle: è presto per dire dove riusciranno ad arrivare, come è ipocrita negare che, oggi, rappresentano l’unica boccata di aria fresca in una politica che sa di camera mortuaria, con annessi miasmi per tanti di noi ormai insopportabili.

Credo che, nei prossimi 12 mesi, sarà interessante verificare da un lato se il sistema politico sarà finalmente in grado di dare una risposta positiva, in termini di facce nuove e proposte serie, rispetto al ciondolare di vecchi zombie in putrefazione che ci è toccato veder sfilare, anche ad Alessandria, in queste settimane. Ex leader ormai ridotti ad incontri “in camera caritatis” con militanti e stampa compiacente, perché gli italiani son sì più pecore che leoni, ma non si mai. Meglio non stuzzicarli troppo, di questi tempi.
Dall’altro lato, i 5 Stelle dovranno fare i conti con i problemi di crescita “impetuosa” che persino i sondaggisti più prudenti sembrano oggi dare per scontata. Il che significa creare una struttura, e puntare su persone competenti e (torno sul concetto) anche carismatiche. Basta guardare cosa è successo, in momenti analoghi, a tutti e tre i partiti che abbiamo citato (Lega, Idv e Forza Italia) per capire che quello è un punto di non ritorno.

E. G.

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Categorie: Politica
  1. anonimo (luigi rossi?)
    4 maggio 2012 alle 02:11 | #1

    intanto, stasera Grillo, senza soldi pubblici, fondazioni bancarie, municipalizzate, scorte e auto blu riempirà fino all’inverosimile Piazza Marconi.
    Lo ha fatto ovunque, anche sotto il diluvio.
    Il confronto con i flop dei politicanti, anche nella stessa piazza, sarà impietoso. 14 uditori per fabbio, piccoli numeri per la cocuzza rossa con tutto il cocuzzaro …
    Merito solo suo? o merito anche dei cittadini che invece di pensare in negativo e diventare sovversivi si sono messi in testa di riportare la politica e lo Stato a quello che dovrebbero sempre essere, il luogo della pulizia e della trasparenza?
    Intanto loro hanno già vinto: i cittadini tenuti per decenni in stato di schiavitù mediatica, vittime di schiere di disinformatori prezzolati che non l’hanno mai contata giusta, espulsi da qualsivoglia processo decisionale, espropriati perfino del diritto di voto e del referendum, si sono ripresi le piazze e la nazione.
    Lo hanno fatto senza televisioni e giornali, anzi, nonostante televisioni e giornali.
    E con questi cittadini, d’ora in poi chiunque, che vinca o che perda, dovrà confrontarsi.
    IL RISPETTO per gli elettori sarà dovuto, d’ora in poi. Altro che mafiosi e facinorosi…

  2. 4 maggio 2012 alle 02:53 | #2

    Il pericolo è che la terapia che un Movimento come quello di Grillo propone possa essere peggiore del male che si vuole combattere. Non credo si debba far politica parlando male di tutto e di tutti, autoreferenziandosi come la parte buona che lotta contro il male. La politica si dovrebbe fare con programmi ragionati e con l’indicazione dei mezzi per reallizzarli. Grillo individua i problemi, cosa piuttosto facile nello sfascio generale che ci circonda, ma molto spesso non da le soluzioni o le soluzioni che propone sono utopistiche.
    Le “fortune” del M5S è l’assenza totale di un’alternativa politica seria a livello nazionale, assenza di capacità, di metodo politico, di dibattito e di partecipazione democratica.
    Non ci serve un’icona mediatica, basterebbe prendere coscienza che esistono altre forme alternative alla “democrazia rappresentativa” quali la “democrazia partecipativa” e la “democrazia deliberativa” senza bisogno di leader o di condottieri. Parliamo piuttosto di metodo liberale, di partecipazione diretta, (conoscere per deliberare), di associazionismo, di autogestione e di diritti civili.
    Concordo poi, Ettore, che le assonanze tra il M5S e la Lega della prima ora sono tante e sinceramente non mi va di correre il rischio di permutare un movimento xenofobo con uno che sembra ispirato al populismo anarchico stile Bakunin. :-)

  3. CorriereAl
    4 maggio 2012 alle 08:45 | #3

    Peggiore del male non lo penso Renato, almeno al momento naturalmente. Piuttosto in sè insufficiente a governare il Paese (anche perché avrebbe contro tutto un sistema di poteri, che come noto non passano dalle urne elettorali): ma Grillo questo lo sa bene, e non credo abbia oggi quell’obiettivo, quanto quello di smuovere l’acqua putrida della politica. Se riesce a portare nei consigli comunali, regionali, e nei parlamenti di Roma e Bruxelles persone giovani, perbene ed estranee alle cricche nazionali e locali che si passano la palla di nonno, in figlio in nipote, ha già fatto centro. Nel senso che darebbe un bel calcio nelle palle a questo sistema feudale che ci malgoverna da decenni. La mia speranza è che, nel contempo, anche altre forze politiche riescano a buttare tutto all’aria, e a rigenerarsi davvero.

    Ha ragione Anomimo sull’emblema di piazza Marconi: pochi manipoli di addetti ai lavori (invero spesso annoiati pure loro dalla retorica artritica dei loro leader) fino a ieri sera, e stasera credo un fiume di gente vera, che non ne può più.
    Attenti però: piazze piene non vuol dire, in Italia, maggioranza alle urne. Non è mai stato così, e non lo sarà ora. Il blocco della conservazione Pdl Pd Udc è come la Dc della prima repubblica: punta sullo stesso elettorato che non si espone, non manifesta, si informa poco, ma vota. Oggi la situazione interessante (a livello Paese intendo, e pensando al 2013) è data dall’esercito degli astenuti: che non sono americani, quindi non sono “persi” alla poliica. Stanno solo dicendo no al vecchio politicume, e aspettano un’offerta nuova.

    E. G.

  4. jack
    4 maggio 2012 alle 09:28 | #4

    Ma scusa, Ettore, non siamo stati governati da un comico fino a Novembre? e per gran parte degli ultimi 20 anni?
    Dove sta la novità?

  5. CorriereAl
    4 maggio 2012 alle 09:44 | #5

    Esattamente…chi afferma che Grillo è altro rispetto alla politica non considera che anche gli altri tre citati lo erano. Tra cui il gran barzellettiere. E poi, se le competenze sono essenziali (e i 5 Stelle, se non vogliono essere solo la meteora del 2012, dovranno porsi il problema rapidamente), è anche vero che i professionisti della politica hanno letteralmente sbranato il Paese. E ancora si spartiscono i resti, direi.

    E. G.

  6. CorriereAl
    4 maggio 2012 alle 10:23 | #6

    Da Il Piccolo di oggi:

    “Questa sera alle 21 il candidato sindaco Piercarlo Fabbio, insieme agli esponenti di tutte le liste che lo sostengono (Pdl, Più Alessandria, Piercarlo FA, Nuovo Psi, Punto di Incontro, Pensionati con Fabbio e Lista Ambiente), chiuderà la campagna elettorale con una ‘maratona’ in piazza Monumento ai Caduti, in corso Crimea, con tanti interventi e
    gazebo informativi e poi dj set music e farinata”.

    A quattro passi da Grillo: coraggio o incoscienza? Magari solo la speranza di intercettare qualcuno, nel gran via vai di gente….

    Intanto su La Stampa una giornalista si finge un’emigrante, e scrive su facebook per un consiglio ai candidati sindaci di alcune fra le città più grandi: Palermo, Genova, Verona, Parma, Alessandria, Cuneo. Tornare o no a casa? 5 candidati alessandrini le consigliano di starsene lontana.

    Dice la giornalista:

    “Vista attraverso gli occhi dei candidati sindaco la crisi non lascia scampo. Chi ha figli mi racconta che lavorano fuori. Oppure da una città città come Alessandria che, tutto sommato, non ha subito le traversie di Parma né è in crisi permanente come Palermo, un candidato scrive che «la situazione è drammatica e non mi sento di illuderla con falsità ad oggi». Non mi illude per nulla, infatti: «Io penserò alle persone come lei che sono dovute fuggire dalla nostra realtà, senza promettere meravigliosi posti di lavoro, ma mettendo in primo piano il lavoro e la tutela di noi italiani».

    E. G.

  7. Domenico
    4 maggio 2012 alle 11:59 | #7

    Come è bello leggere i commenti dei visitatori di questo blog, da tempo tante persone stanno seguendo le vicende pre elettorali di questa città, dando giudizi appropriati e non, al riguardo.
    Casualmente faccio una capatina e mi diletto a leggerli, condividendo tanti cose e commenti, a volte non essendo d’accordo, anche su come si vive la situazione politica.
    Veniamo al nodo del contendere: i 5 stelle, ho fatto e sto facendo l’esperienza diretta in questo Movimento che tante persone giudicano, guardandoli dal buco della serratura come dei voyeur, sparando giudizi e e condanne.
    La ricchezza e l’esperienza che sto facendo, sta solamente aumentando la mia fiducia nel genere umano, cosa che negli anni era scemata precipitosamente, sconfortato dalle manifestazioni tribali che la classe politica cittadina e nazionale stava dando.
    Accomunare Il Grillo parlante con il M5S è cosa saggia e buona in questo periodo in cui la multimedialità delle notizie è in mano a gente che ha il solo obbiettivo di rimbecillire la popolazione, e sembra che abbia raggiunto un buon livello.
    Non sto qui a ribadire le solite cose, che tanti sanno e non sottolineo per non essere ripetitivo, sull’indipendenza dei gruppi da Grillo e di come si possa fare in tre mesi una lista elettorale essendo a digiuno di pastoie burocratiche, adottando un semplice modo che negli anni si è persa l’abitudine di attuare, la collaborazione tra le persone.
    I cittadini dei 5 Stelle, perché piace definirci in questo modo, sono i vicini di casa che mai ti aspetteresti che lo fossero, la ricchezza di queste persone è la condivisione delle idee sono di casa tra loro, il rispetto dell’altrui pensiero, non pecoroni che seguono un capo, come qualcuno ama raccontare per farci credere degli automi. L’autonomia è di sicuro costellato di errori, di incertezze, ma da una montagna di onestà, buon senso che si è perso in questa italietta di buffoni e contaballe.
    Il seme che si vorrebbe innestare, è quello di coinvolgere più cittadini possibili a rendersi conto che un’altra Italia è possibile, questo tipo di società è fallita, noi saremo l’avanguardia di un popolo che vuole contare di un cittadino che vuole decidere, non più delegare a teste di legno che del nostro mandato ne fanno stracci da piedi, in poche parole si vuole esercitare una democrazia dal basso, dove il cittadino è chiamato a decidere deliberare e approvare, oppure a bocciare, tutto ciò che non fa gli interessi di tutta la cittadinanza.
    Sarò tacciato di qualunquismo?, pazienza una cosa è certa, fare peggio di chi ha governato find’ora è quasi impossibile, basta essere onesti che si può fare meglio.
    Provare per credere
    Domenico

  8. CorriereAl
    4 maggio 2012 alle 12:14 | #8

    Sinceramente, Domenico, di qualunquisti la politica è ricolma, ma davvero se penso ai 5 Stelle non mi viene in mente quell’aggettivo. E, concordando pienamente sulla bocciatura senza appello nei confronti dei partiti (o meglio: delle minoranze parassitarie che se ne sono abusivamente impossessate da decenni, sbranando il Paese. Il partito in sè per me resta concetto buono e giusto), non posso che augurarVi di procedere con coerenza nei vostri intenti. Qui troverete sempre uno spazio libero di dialogo e di confronto. Andrea ed io non siamo fans di Grillo (o dei 5 Stelle) a prescindere, qualunque cosa diciate: ma meno ancora ci sentiamo galoppini del potere costituito. Ci piace capire, discutere, riflettere e far riflettere. Intanto stasera ci si vede in piazza Marconi. O forse no, nel senso che, stavolta, mi sa che non sarà un raduno per pochi intimi come quelli di questi giorni, e non è detto che si riesca ad incrociarci.

    E. G.

  9. mandrogno
    4 maggio 2012 alle 12:50 | #9

    stasera sarò a sentire Grillo.
    E voterò cinque stelle, sperando che abbiano l’antidoto per i futuri giuda e scilipoti che di sicuro, è inevitabile, già si annidano anche tra loro.

  10. mauriziofava
    4 maggio 2012 alle 15:07 | #10

    Scusate il parziale cambio di argomento, ma non tanto.
    Ho letto questa notizia, taciuta dai media, e la trovo PAZZESCA..

    INTIMIDAZIONI E MINACCE MAFIOSE ALL’ESPONENTE NO TAV CINQUE STELLE.
    Accade a Carrosio, Piemonte, zona Gavi.
    In attesa di notizie dagli inquirenti, sembra che la mafia abbia fatto un clamoroso OUTING nell’area interessata dal TERZO VALICO TAV.

    La mia solidarietà a Piero Odino, ambientalista e NO TAV TERZO VALICO, oltre che amico e candidato sindaco a Carrosio.

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/05/lista-e-minacce-a-carrosio-al.html

  11. Giorgio
    4 maggio 2012 alle 16:53 | #11

    io dico che Grillo rispecchia il sentimento di tanti cittadini, stufi di essere presi in giro dai soliti politici vecchio stampo.
    Politici che hanno sperperato i nostri soldi in Concorsi Ippici, Tornei Challenger di Tennis (che quest’anno, tra l’altro non si svolgerà più!), rose, rotonde, maxi schermi e chi più ne ha… più ne metta!
    Una gestione più occulata e attenta della finanza pubblica non guasta. E il discorso vale per tutti i candidati sindaci, di destra, di centro e di sinistra. Un po’ d’impegno (concreto!) in questa direzione non guasta.

  12. 4 maggio 2012 alle 20:10 | #12

    Perdonate se intervengo, ma la gestione più oculata e attenta della finanza pubblica senza sperperi, come quelli che Lei giustamente ha citato, costituiscono, fin dal lontano 1997, uno dei capisaldi del Programma Politico Amministrativo di “Per la nostra Città” Lista Civica – Morando. Siamo stati precursori e non abbiamo aspettato Beppe Grillo. Già da 15 anni ci battiamo, in maniera libera ed indipendente, perchè la politica recuperi i massimi livelli in senso etico, auspicando altresì la partecipazione diretta dei Cittadini alle scelte che riguardano il bene comune. Solo attraverso la partecipazione si può estirpare la convinzione di una certa politica che millanta sensibilità verso la comunità ma poi, passato il periodo elettorale, se ne dimentica fino alle successive consultazioni.

  13. CorriereAl
    5 maggio 2012 alle 00:36 | #13

    C’eravate in piazza Marconi a sentire Grillo? Chi in queste settimane ha frequentato i comizi tristanzuoli e retorici dei leader politici nazionali di passaggio ad Alessandria, di fronte a sparute schiere di addetti ai lavori precettati per l’occasione, ha potuto constatare che le persone normali in piazza, quando gliene dai motivo, ci vanno ancora, eccome. Lo abbiamo già detto: piazze piene non significa per forza trionfo alle urne. Ma piazze vuote, indifferenza dell’elettorato e passanti in auto che, durante un comizio, a finestino abbassato urlano “ladri”, sono segnali assolutamente chiari. Ne riparliamo a bocce ferme, nei prossimi giorni. Il futuro del Paese è quanto mai in bilico.

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      5 maggio 2012 alle 07:19 | #14

      C’è differenza andare a vedere un personaggio dello spettacolo curioso ed imprevedibile come Grillo anche se, in questa occasione si presenta come ogni “big/stronz” della politica nazionale ad appoggiare il proprio candidato, e c’è differenza ad andare a vedere chi politicamente è un fallito (o finto tale per far fare il lavoro sporco ad altri). Quanti mi hanno detto che andavano ad assistere allo spettacolo gratis di Grillo che nulla a che fare con l’eventualità di votare perchè a quanto pare di votare molti hanno perso la voglia. Per il “big” che inizia la frase con … “ragazzi”… nazionale pare ci fossero 200 persone…..se tutti gli appoggi di liste della candidata e parenti si sono postati a riceverlo direi che erano tutti di loro. La politica ha perso la faccia, e la gente di credere nei soliti e sempre quelli non intende più farlo.

  14. mandrogno
    5 maggio 2012 alle 01:36 | #15

    circa 3500 persone, e pubblico caldissimo.
    non sembrava nemmeno Alessandria.
    Ho sentito parlare di ‘ndrangheta, di eccesso di volumetrie edilizie che restan vuote e che servono solo a riciclare denari sospetti, o a tumulare nelle fondamenta rifiuti tossici, di taglio degli sprechi e delle consulenze fasulle, di scuola pubblica, di stato sociale da garantire e salvaguardare, di appalti sospetti TAV terzo valico… tutto quello che avremmo voluto sapere dai partiti, e che i partiti non hanno mai osato rivelare.
    Ma voglio segnalare la chicca finale offerta dal candidato Malerba, che dimostra che la semplicità può risolvere enormi problemi migliorando la vita senza pesare sui bilanci.
    Appena eletto, Malerba proporrà una cosa che ci migliorerà davvero l’esistenza, semplicemente. Quante volte avete girato in auto per ore nel quartiere cercano parcheggio nelle notti di pulizia strade? Ebbene, ecco l’uovo di colombo. L’auto dei vigili passerà DAVANTI alla macchina lavastrade, multando SOLO le auto che intralceranno il lavaggio. Il che significa che DOPO il passaggio della lavastrade si potrà liberamente parcheggiare. Pensateci: è una piccola cosa, ma ci risolverà tanti problemi, magari non vedremo più auto sui marciapiedi, risparmieremo tempo e benzina, inquineremo di meno e, se piove, ci bagneremo di meno nel tragitto da auto a casa. Baggianate, direte, l’acqua calda… ma allora perchè nessuno dei vecchi politicanti ci aveva mai pensato?
    Aria nuova, nuove idee… potrebbe davvero funzionare anche per altre cose.

  15. 5 maggio 2012 alle 02:25 | #16

    Ci risiamo, Polina, per pranzo, ha di nuovo fatto i Vareniki; io le interiora di manzo le patisco, mi piacciono, ma le patisco. Poi è apparso il solito Bucharin (non so come fa, si materializza pure quando trascorro alcuni periodi qui da voi, in zona) e, naturalmente, ci abbiamo dato dentro con la vodka; ah! la pepperskaja, come poter vivere senza. Verso sera ho deciso di fare una passeggiata per smaltire le frattaglie, ma con l’età la resistenza non è più quella, così ho dovuto sedere su di una panchina, per riprendere fiato. Da li ad appisolarmi è bastato qualche secondo, mentre guardavo l’imponente statua equestre, al centro dei vostri giardini, intorno alla quale tante formichine volenterose si davano da fare (non capivo perché, ma il tutto era soporifero).
    Ed ecco il solito incubo, non più sul Mekong ma sul Volga, reminiscenze di una romantica gita notturna in barca. Io e Polina eravamo riusciti, in incognito, a trascorrere un bellissimo periodo a Uglich, città fantastica 240 chilometri a nord di Mosca. Una cittadina che si visita in un giorno, ma in cui, ogni pietra, ogni mattone, ogni monumento, ogni casa raccontano parte della storia della Grande Madre Russia. Qui fu assassinato, dagli sgherri di Boris Godunov, Demetrio, ultimo figlio dello zar Ivan il Terribile, a nove anni; qui accaddero fatti terribili legati all’eterna lotta per il potere in Russia( può darsi che accadano anche oggi, quando si teme di perderlo il potere, come accadde a Godunov, si è disposti a tutto). Tornando a Uglich, arrivando dal fiume, con una vista mozzafiato, appare con i suoi muri rossi e bianchi e le sue cupole azzurre la chiesa di San Demetrio al Cimitero, l’unica chiesa risparmiata dal nostro regime. Nel mio incubo, rivivevo quella gitarella notturna in barca; dal fiume, nello spiazzo antistante la chiesa, vedevo un cerchio di carri, dal di sotto dei quali filtrava la luce, in un canto una bancarella che vendeva i piroshki, le nostre untuose frittelle ripiene di patate o di carne, nell’aria profumo di fritto. I pochissimi spettatori assistevano, annoiati, al triste spettacolo di un orso ammaestrato che si muoveva goffamente, tenuto alla catena da una bruttissima ammaestratrice. Questa con voce sgradevole diceva:”guardate la bestia ammaestrata” e poi l’eco “ una guida sicura per la città…itta… ta… a… a”. Io non capivo e lei continuava: “guardate la bestia…cinque anni di buongoverno… verno… rno… o…o”, “la facciamo ballare…..il buco lo hanno fatto gli altri…tri…ri…i…i”. Ma, del resto è risaputo, dall’Estonia all’Ucraina, gli incubi da vareniki non hanno grande attinenza con la realtà. A quel punto mi sono svegliato di soprassalto e, aprendo gli occhi, mi sono accorto che il Volga è a migliaia di chilometri di distanza, ma lo squallore da sagra paesana deserta, degno dei migliori racconti visivi di Monicelli o Fellini, ce l’avevo sotto gli occhi. Odore di fritto nell’aria, cerchio di furgoni da cui filtrava la luce, al centro alcune decine di persone, con spille dei”pensionati” appuntate sul petto (anche ragazzi giovani), riunite per osannare il sindaco uscente e “aldilà delle polemiche pretestuose” certificare il buongoverno del primo cittadino, parlando, badate bene, di rotonde e fontane. Io, dapprincipio, mi ero ingannato e avevo pensato:” poveri cristi, saranno gli esodati della fornero che protestano”, ma poi, avvicinandomi, ho capito e ho realizzato che probabilmente lo saranno esodati , tra domenica e lunedì, democraticamente, dai cittadini di Alessandria. Mi sono allontanato, velocemente, mi sono diretto verso Piazza Garibaldi e nel tragitto ho cominciato a vedere del movimento, gente allegra e spensierata, fermento, atmosfera gaia. Poi ho capito, c’era Grillo in Piazza Marconi. Mi sono avvicinato e, stupito, ho visto una folla notevole ed eterogenea, che riempiva la piazza, e rideva, spesso e volentieri; che bello vedere ridere le persone ad un comizio, in questi tempi bui. Io ho le mie riserve personali, ma una cosa la posso dire, in tutta onestà, aldilà dell’ovvia simpatia per la persona, la totalità dei temi era veramente condivisibile. Mi sembrava di tornare ai tempi dei primi comizi di Il’ič, quando la gente prendeva coscienza, aveva voglia di fare, di agire, di prendere in mano il proprio destino. L’unica cosa che continuo a non comprendere, guardando il vostro panorama politico alessandrino, pur avendo avuto gli stessi problemi con i menscevichi e i social sciovinisti, è questo volere erigere degli steccati, dei recinti, basati su un unicum di purezza autocertificata. Ad Alessandria, dove ci si conosce tutti, ci sono due o tre liste, che non sono sicuramente liste-civetta, fatte da persone animate da vero spirito di rinnovamento, che, tra l’altro, hanno gia dichiarato che non si apparenteranno coi potentati di destra e di sinistra ; questi movimenti, tutti, dovrebbero parlarsi e, insieme, concorrere a cambiare il volto della città. Fang Zhimin (quante volte ha rischiato con il suo attaccamento alla tradizione) mi ripeteva spesso, “Attenzione, ricorda sempre che il vero santo non sa di esserlo”.

  16. CorriereAl
    5 maggio 2012 alle 09:24 | #17

    Anch’io mi sono meravigliato soprattutto di vedere una piazza stracolma di volti sorridenti, di persone normali che si incontravano, e avevano il piacere di riconoscersi in quel che veniva detto dal palco. E’ vero che ieri sera non erano tutti elettori di Grillo: soprattutto alle amministrative subentrano altri meccanismi, dalla conoscenza diretta dei candidati al voto di scambio, comunque lo si voglia chiamare. Ma è altrettanto vero che i partiti tradizionali sono morti, o meglio sono in mano a lobby impresentabili, e questo gli italiani lo hanno capito benissimo. Un mio amico raffinato analista mi ha detto “l’alternativa al governo Monti erano i militari. Il mondo è cambiato e i colpi di Stato li fanno la finanza e le banche”. Vero. Però ora dovranno inventarsi una motivazione per non farci votare neanche l’anno prossimo? Io temo che nei prossimi mesi possa succedere di tutto. E al posto di Grillo a girare in camper per l’Italia non starei mica così tranquillo: gli incidenti, si sa, possono sempre succedere. Mi viene in mente Mattei, ma potremmo esercitarci in un elenco in cui ognuno aggiunge il suo, in questo Paese. Ne riparliamo. Buon week end elettorale a tutti.

    E. G.

  17. 5 maggio 2012 alle 10:18 | #18

    come mai nn c’è nessun articolo ke parli di ieri sera su nessun gionale on line ???.

  18. 5 maggio 2012 alle 10:30 | #20

    Pensavo che che i vareniki avessero esaurito la loro forza dirompente ieri, ma evidentemente, mi sono sbagliato. Dovrei smetterla con il digestivo, ma ho ancora una cassa di slivovica che mi aveva regalato il “maresciallo” Josip, e non resisto. Sono da sempre stato appassionato dalle vostre tradizioni e dalla vostra cultura, e dopo aver visto il “grillo”, mi risuonava nella mente, nel dormiveglia, la frase che, primi, dissero alcuni nostri inviati nella vostra patria: “compagni, avete il cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Ma stanotte veramente allucinante, prima ho sognato un imbonitore kazhako da fiera di paese, che, stranamente, aveva l’accento emiliano, sigaro in bocca, e diceva, arringando i quattro gatti presenti nella piazza: “ma siam pazzi, siamo mica qui a pettinare i peli della donna barbuta…” e poi “io vado in giro con l’auto blu, la scorta e un mucchio di privilegi, ma il mio cuore cammina a piedi con voi….oi…oi…i…i”. E poi rieccola, l’ammaestratrice, ma trasformata, avvenente, procace oserei dire, alla catena l’orso più magro che avessi mai visto, alto spelacchiato, con un naso adunco, espressione ebete. “Guardate l’orsetto stecco…..viene dalla valle del terzo valico…..scava gallerie, ma lo fa in nome del superiore interesse del proletariato…quando lo contestano, il suo cuore proletario si incupisce…”. Sempre più criptici i miei incubi. Ad un certo punto, l’orso, con voce stentorea, si mette a declamare una poesia in romanesco, chissà dove l’avro mai sentita?.

    Un Gatto, che faceva er socialista
    solo a lo scopo d’arivà in un posto,
    se stava lavoranno un pollo arosto
    ne la cucina d’un capitalista.

    Quanno da un finestrino su per aria
    s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,
    pensa – je disse – che ce so’ pur’io
    ch’appartengo a la classe proletaria!

    Io che conosco bene l’idee tue
    so’ certo che quer pollo che te magni,
    se vengo giù, sarà diviso in due:
    mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

    - No, no: – rispose er Gatto senza core
    io nun divido gnente co’ nessuno:
    fo er socialista quanno sto a diggiuno,
    ma quanno magno so’ conservatore!

    Ah, l’insostenibile leggerezza e irrazionalità dei sogni; l’io rivoluzionario, non cosciente non dorme mai. Comunque mi sono svegliato, seduto sul mio stomaco c’era il gattone rosso di Polina che mi stava fissando come solo i gatti sanno fare, quasi strafottente, detentore di una saggezza millenaria, come i cinesi. Nel dormiveglia, precedente al risveglio, pareva mi chiedesse: “Cosa ottieni se chiedi ad un politico di professione di dirti la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?” a me, che ne ho conosciuti tanti, d’istinto è venuto da dire:”tre risposte differenti!”………

  19. mandrogno
    6 maggio 2012 alle 12:48 | #21

    se volete sentirlo:

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