Home > BLettere > [BlogLettera] “Non serve aumentare le tasse senza tagliare le spese”

[BlogLettera] “Non serve aumentare le tasse senza tagliare le spese”

5 maggio 2012

L’editoriale di Ferruccio De Bortoli sul Correre della Sera di domenica e quello di Luca Ricolfi su La Stampa di lunedì 30 aprile (riportato in “Rassegna stampa “ del Sito di Arcipelago) ci ha fatto vincere le ultime “ timidezze “ nell’esporre  quanto stiamo sostenendo da tempo.

Ci rivolgiamo solo ora (a poche ore dal voto) con  queste riflessioni,  principalmente ai cittadini che si recheranno, bontà loro, ad eleggere il nuovo Consiglio Comunale della nostra  città ( Alessandria)  e non ce ne vorranno i 16 candidati sindaci che in gran parte ci conoscono se, a pochi giorni dal voto riteniamo superfluo rivolgerci a loro nell’inutile tentativo di cambiare alcunché del loro programma; Quanto sosteniamo non appaia quindi come   una interferenza al percorso di quanti (…16 candidati sindaco e  più di 900 persone)  si sono gettati  in questa “avventura”..

Ma andiamo con ordine ..
Da tempo sentiamo parlare di crescita, di ripresa; da tempo la “fase due” declamata a più riprese  dal governo ci assilla dalle pagine dei giornali, senza peraltro, (pare) prendere in considerazione un contesto globale nel quale siamo inseriti.
Qualcuno infatti dovrà spiegarci cosa significa ( quali effetti produrrà ..!)  costruire una Banca Mondiale da parte dei paesi che oggi (non nell’800!)  hanno un  tasso di crescita che si avvicina  alle due cifre ( Ultima riunione dei Paesi del cosiddetto  “BRICS”- Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa di qualche settimana fa !)

Qualcuno ci dovrà spiegare come è possibile una “crescita”, una “ripresa” in un sistema che ha un modello ormai obsoleto e non è in grado di “pensare “ ad un nuovo modello.
E’ chiaro che solo rispondendo a queste questioni noi potremo “vedere la fine del tunnel “ ; non prima.

A queste domande (alle loro risposte ..) si lega ovviamente una delle questioni sulla quale  sicuramente gli “economisti” (anche non bocconiani) converranno; il sistema paese è la discriminante per “vedere “ un futuro;
In modo particolare, tutti sono ormai convinti che i tagli mirati  alla  spesa pubblica non hanno effetto recessivo; hanno soltanto costi politici e personali elevati.

Gli Enti Locali, il cosiddetto comparto pubblico da sempre visto, percepito, quando non utilizzato come “ammortizzatore  sociale”  rappresenta una anomalia oggi insostenibile.
Concordiamo pienamente quando si individuano tre ragioni per le quali nulla è cambiato e nulla, forse, muterà nella Pubblica Amministrazione.

Prima ragione …è politicamente più facile aumentare le tasse che ridurre le spese.

Seconda ragione .. che quando  si vuole effettivamente “tagliare” si affrontano prima  studi analitici e non si effettuano tagli lineari indiscriminati.

Terza ragione …il coraggio che chi governa deve avere per indicare situazione per situazione, territorio per territorio, istituzione per istituzione, servizio per servizio (!) dove è indispensabile effettuare i tagli..

Con queste premesse, con quella buona dose di spirito utopico che qualcuno spesso ci imputa veniamo alla questione che ci tocca da vicino: L’amministrazione della nostra città.

Una Amministrazione che si trova oggettivamente in gravi difficoltà finanziarie deve porsi la questione in termini di “analisi dei costi”, servizio per servizio, centro di costo per centro di costo in modo chiaro e trasparente; Trasparente, prima di tutto, nei confronti degli operatori dell’”Azienda Comune”  e ovviamente nei confronti dei cittadini contribuenti.
Ci rifiutiamo di credere che chi legge non consideri, a fronte di servizi erogati (numero, efficacia, ed efficienza degli stessi) l’esubero di personale oggi presente.

Ci rifiutiamo di credere che chi legge non consideri il numero di dirigenti (la cui qualifica peraltro acquisita per anzianità di servizio non “corrisponde” alla  stessa qualifica  nel “privato” ) assolutamente sovra dimensionato in una “azienda” di circa 800 dipendenti.
Ci rifiutiamo  di credere che quanto su detto non venga legato al “prezzo” (450 Euro?!) che i cittadini pagano per far accedere agli asili nido della nostra città i loro figli.
L’analisi che comunemente si fa in ogni sana impresa economica nel momento in cui  si entra in  un periodo di crisi inizia dalla ragione sociale della stessa impresa e giunge ad affrontare una analisi dettagliata  di tutti i centri di costo presenti in azienda.

Categorie come rendimento, efficacia, efficienza sono ancora estranee al comparto pubblico così come la persistente, anomala ed ormai anacronistica differenziazione normativa rispetto al rapporto di lavoro degli operatori del pubblico impiego e del settore privato. Anomalia che rientra  in quel “mercato del lavoro” che continua a “fare uguali i diversi” nonostante “tecnici di chiara fama” si cimentino in criticabilissime  riforme.

Su queste ragioni è indispensabile una presa di coscienza da parte di tutti i cittadini; è necessario che i cittadini si “impossessino” della POLITICA perché se aspettiamo che i Partiti si rigenerino…campa cavallo!

Associazione Arcipelago – Alessandria

Annunci
Categorie:BLettere
  1. 5 maggio 2012 alle 16:54

    Vremya era il telegiornale principale della CT USSR, l’equivalente del vostro TG 1, un capolavoro di disinformatia modello sovietico. Milioni di cittadini dell’Unione delle Repubbliche cercavano, ogni sera alle 21 di leggere tra le righe delle semplici, a volte noiose e rassicuranti, notizie della tv pubblica, per capire cosa sarebbe successo. All’improvviso, durante la glasnost o subito dopo, non ricordo bene, cambiamento di rotta; prima statale era bello, dopo guai, le colpe di un mucchio di nefandezze e mancanze della macchina statale, all’improvviso, era dei dipendenti. Bei tempi, quelli della statalizzazione, e noi eravamo statalisti convinti. è vero. Fin dall’inizio, noi facevamo come Chavez oggi, i banchieri, nemici del popolo, li neutralizzavamo e le banche le nazionalizzavamo. E da noi succedeva la stessa cosa che succede nella vostra, moderna, privatistica, evolutà, società. Il merito, per motivi opposti ai vostri, non contava molto. Vi posso assicurare, però, che il risultato era lo stesso; allora che si facesse molto o niente era la stessa cosa, perchè si era tutti uguali e, a volte, qualcuno era più uguale degli altri. La nuova nomenklatura sovietica avrebbe dovuto smettere di fingere di credere che i problemi dei comuni russi e dello stato fossero i dipendenti pubblici (ma si sa, erano decenni che seguivano i dettami della teoria dell’ago ipodermico, e non solo). Ma davvero erano in buona fede, quando l’unica cosa che veniva loro in mente, riguardo alla situazione dei comuni disastrati come, ad esempio, Aleksandrovsk, nel territorio di Perm, l’unica ricetta possibile fosse lasciare a casa i lavoratori. Perchè non parlare delle consulenze, che già allora, ai tempi della democratizzazione erano sbocciate, come fiori di ciliegio. Perchè non pensare di valorizzare le risorse interne alle municipalità, di mettere in condizione, chi sapeva lavorare e ne aveva voglia, di farlo. Se mancavano il rendimento e l’efficacia, non era certo colpa dei dipendenti, ci sarà pur stato qualcuno che li dirigeva, prima. Era più facile parlare di quello, piuttosto che, ad esempio, delle penetrazioni della mafia russa o delle commistioni con la mafia ucraina (uno dei tanti problemi che affliggeva la nostra martoriata Madre Patria); la stessa facilità che ha prendere i soldi ai poveri, perchè, come diceva Bonaparte, hanno poco ma sono tanti, La cosa bella, allora, in Russia, era che i più ferventi fautori dei tagli e dei ridimensionamenti, erano apparatchiki, seconde linee, che avevano munto la vacca statale fino all’inverosimile, statalisti con i comunisti e privatizzatori con i capitalisti. E’ successo in tantissime repubbliche; purtroppo l’opinione pubblica, libera nel suo pensiero, non si è mai formata, per via dei tanti Vremya che la hanno bersagliata da sempre. A proposito di questo, ricordo che, una volta, durante il mio soggiorno in Mongolia, nella valle del fiume Orchon, di ritorno dalle cascate Ulaan Tsutgalaan, incontrai un convoglio dei leggendari cavalieri nomadi della steppa. Il convoglio era composto da una mezza dozzina di carri, dalle pesanti ed arcaiche ruote piene, trainati da mastodontici yak. Il capotribù mi volle, a tutti i costi, ospitare nella sua gher di feltro bianco e mi offrì il tradizionale kumis, bevanda molto alcolica, ricavata da latte di giumenta fermentato (alcuni la fanno derivare dal safid atesh, liquore tradizionale già bevuto dagli antenati dei Medi e dei Parsi, fin dal VII secolo A.C). Mentre brindavamo, lo sciamano Teb-tengeri mi diceva, a proposito della ristrettezza di vedute dei Russi, da lui, incontrati: “Un rospo che vive in fondo a un pozzo giudica la vastità del cielo sulla base del bordo del pozzo”. Ma, come al solito, stiamo parlando dell’Unione e dei sovietici…..

  2. 5 maggio 2012 alle 22:37

    Più esamino quel periodo, e concordo sul fatto che forse c’erano davvero state delle esagerazioni, dei sovradimensionamenti nelle assunzioni, più mi trovo a pensare: “possibile che, allora, dovessero parlare, o potessero addirittura decidere, proprio quelli che fino al giorno precedente erano parte integrante di quella politica, e che, all’improvviso, si erano riscoperti vergini?”. Pensare che me li sono sempre immaginati mentre indossano una tunica bianca, al concorso di purezza “Scaglia la prima pietra”, e confrontano, invidiosi l’un l’altro, il grado di candeggio della loro anima. Tutto un florilegio di carinerie: “Guardi, ha una macchiolina di partitocrazia, la in basso….”, oppure: “Ha un alone di inciucio all’altezza dell’inguine, stia attento”, e di rimando: “….grazie, ma con cif animaniacal è un attimo, sbianca qualsiasi coscienza”… Pare incredibile che soltanto pochi decenni fa succedessero cose del genere; per fortuna, al giorno d’oggi, la vostra democrazia ha sviluppato anticorpi tali, che certe cose non potrebbero capitare…….

  3. Rael
    5 maggio 2012 alle 23:06

    Carissimo Molotov,
    come non concordare con te! Quando i funzionari pubblici non esisteranno più perchè epurati, giacché è loro la colpa del secolare ritardo culturale ed conomico del Bel Paese, perchè è ovvio, loro son zavorra rilevante del sistema Italia in quanto soltanto i privati possono dare servizi eccellenti a tutti e a prezzi congrui e quindi ora unici in grado di salvare il salvabile – e chiunque lo può ben constatare andando a guardare gli evidenti, notevoli e incredibili miglioramenti di qualità dei pubblici servizi avutisi negli ultimi 15 anni per merito del buon privato che avanza nel pubblico con i suoi esperti, consulenti, le sue tariffe, le sue strategie di formazione e assunzioni del personale, ecc… – beh allora, a quel punto, a chi si potrà dare la colpa?

  4. 5 maggio 2012 alle 23:26

    Anche allora, caro Rael, epurarono, ma guarda caso, non del tutto. Lavarono le loro coscienze, mai state stataliste, ed insieme i curricula dei loro protetti. Ma si faceva tutto “alla russa”; tutti i cani, che avevano succhiato il latte dalla mammella statale, che avevano, indebitamente, rosicchiato l’osso pubblico (con un non lavoro, frutto di mercimonio politico), conservarono integra la loro posizione. Coloro che, invece, lavoravano veramente, furono, per così dire, esodati, nonostante il loro impegno. Ma sono sicuro che facendo le cose “all’italiana” sarebbe tutta un’altra cosa, magari scritturando qualche super tecnico…..

  5. Rael
    5 maggio 2012 alle 23:50

    Già, Super tecnici, Super Partes. Super emanazioni dell’art. 97 della Costituzione, che poi, diciamocela proprio tutta, magari sarà pure esso superato da una superiore presa di coscienza che ci garantirà per tramite dei Super Eroi di cui prima un sereno futuro in classe superiore. Ma vuoi vedere caro Molotov, che finalmente ce la faremo ad andare in paradiso?

  6. fata morgana
    6 maggio 2012 alle 00:15

    Secondo me sarebbe ora che i dipendenti pubblici, e nel caso specifico quelli comunali, iniziaressero ad alzare il capo e a difendersi da accuse qualunquiste e populiste! Ma basta!! Sarebbe il caso di andare più a fondo delle cose e considerare che, forse, la qualità dei servizi erogati non ha niente a che vedere con questo “terribile” esubero di personale. In Comune ci sono persone serie e che lavorano onestamente per dare servizi alla cittadinanza, e sono la maggioranza.. Ma veramente siamo convinti che la situazione in cui versa l’Ente è determinata dal numero dei dipendenti??? Beh cavalcare l’onda dell’esubero è facile… Per alcuni, un pò più difficile, capire il bilancio di un ente pubblico…

  7. 6 maggio 2012 alle 10:30

    Credimi, cara Fata Morgana, che anche allora era più facile sparare nel mucchio, non fare distinzione, di modo da potere fingere di riformare le amministrazioni. Poi, da noi, i dirigenti erano nominati per cooptazione e per appartenenza politica, dovevano essere parte integrante del sistema politico-affaristico. E al gran ballo delle solerti debuttanti riformatrici lo sapevano, bene, anzi benissimo; magari fossero, solamente, stati nominati per anzianità come da voi. A quanto pare, nonostante da noi, in patria, gli yak siano scappati da tempo, il presidente, che non mi è per niente simpatico, anzi il contrario, è dovuto correre ai ripari. Medvedev, infatti, ha firmato il Piano nazionale di lotta alla corruzione per gli anni 2012-2013; e spero vivamente che non sia una delle tante operazioni di facciata.. Adesso saranno controllati non soltanto i redditi, ma anche le spese dei pubblici ufficiali. Inoltre, il governo e’ stato incaricato di creare un apposito portale web che consenta ai cittadini di controllare l’attivita’ degli enti pubblici.Se il controllo stabilisce che un funzionario spende piu’ di quanto guadagna e non e’ in grado di spiegare la provenienza dei soldi, potra’ essere licenziato e i beni, acquisiti con mezzi di ignota provenienza, potranno essere confiscati e devoluti allo stato. Tutto ciò accogliendo una apposita risoluzione Onu, che in passato la Russia aveva rifiutato. E, udite,udite, il piano sarà pubblicato su internet per una discussione pubblica. Da voi per fortuna, a quanto pare è molto più facile individuare le varie cause dei dissesti e dei defaults.

  8. cittadino
    6 maggio 2012 alle 13:52

    in un paesone vicino a Alessandria, i politici a capo del comune stanno rinunciando a 8 (otto) posti da operaio nella pianta organica del Comune.
    Otto operai in meno significano impossibilità di fare lavori utili ai cittadini: tappare buche in strada, tagliare le erbacce, manutenzionare le aiuole e gli spazi pubblici, riparare i tetti delle scuole pubbliche che perdono acqua in testa ai ragazzini.
    In cambio di quegli OTTO operai, il comune potrà assumere a tempo indeterminato altri DUE “dirigenti” a stipendio altissimo e produttività pari a zero.
    Pare che i dirigenti siano molto raccomandati… si vocifera di sindacati, vescovi, partiti… ma i maligni parlano anche di alcuni scheletri che salterebbero fuori dagli armadi se i dirigenti non si accontentassero.
    I disu, ovviamente.

  9. 6 maggio 2012 alle 14:45

    Dai, facci il nome, che provo ad andare a verificare cosa ne dicono i politici in questione, e cosa ne pensano i cittadini.

    E. G.

    • cittadino
      6 maggio 2012 alle 14:50

      chiedi a Irene, vedrai che te lo dice lei, che sa.

  10. 6 maggio 2012 alle 14:55

    Io ho parlato di Vremya, pensando al Tg1, non avevo idea, ma oggi ho ascoltato il Tg3, ed è dall’inizio dell’anno che non ascolto un telegiornale italiano, Santa Madre Russia!, parlavano di “antipolitica”, ma lo sanno quello che dicono?; a quanto pare ii partiti della trimurti hanno tutti i monopoli, la politica e l’antifascismo, in primis. Una giornalista, parlando delle elezioni ha detto una cosa del genere: ” se i partiti non riusciranno a dirigere il vento dell’antipolitica, prima che sia troppo tardi”. Ma di cosa blaterano?.

  11. 6 maggio 2012 alle 15:10

    Ok Cittadino, già girata e-mail…

    E. G.

  12. anonimo (luigi rossi?)
    6 maggio 2012 alle 15:51

    Poveri politicanti: sette tg nazionali, tutti i quotidiani tranne forse uno, tutti i denari delle banche e dei rimborsi elettorali, tutti gli appalti del mondo, l’esercito, le forze dell’ordine, le auto blu, un sacco di tempo libero non dovendo lavorare… e poi rischiano di non essere nemmeno eletti al primo turno… roba da diventare rossa di vergogna.

  13. fata morgana
    6 maggio 2012 alle 20:36

    Molotov e Cittadino, sono pienamente in accordo con voi. Sia per la nomina di dirigenti, che ovunque avviene non per meriti ma per altre motivazioni decisamente meno nobili. E magari avvenisse per anzianità….. In quel caso almeno ci sarebbero persone che se non altro avrebbero almeno l’esperienza…. Quel che più mi infastidisce è proprio il voler sparare nel mucchio…non sapendo che è troppo superficiale ritenere che i tagli alla spesa siano il taglio del personale. Se vogliamo parlare di riduzione di spesa allora parliamo di eliminazione di contributi inutili, di consulenze inutili, di eventi inutili, di esenzioni inutili, di convegni inutili etc etc…. ma queste cose non le decide il “mucchio”… Se , infatti eliminassimo buona parte dei dipendenti, lasciando inalterate le altre azioni, vi garantisco che niente cambierebbe. In Comune ci sono tantissime persone preparate che potrebbero tranquillamente svolgere compiti che spesso vengono affidati all’esterno… I dipendenti sono esecutori, non hanno alcun potere decisionale.. Pertanto se i servizi non sono ottimi, certamente non dipende dal numero degli stessi, quanto dai programmi che vengono portati avanti e sono proposti e dal politico di turno e, a cascata, dai dirigenti. Perciò se vogliamo parlare seriamente di tagli alla spesa degli enti pubblici faciamolo con cognizione di causa evitando di essere vittime consapevoli o meno di proclami populisti di politicanti che lanciano l’amo e aspettano che i vari pesci (di solito probabili elettori seguaci dei tg sopra menzionati)) abbocchino….. Dubito fortemente che una “”guerra tra poveri” porti benefici a qualcuno in termini di miglioramento socio-economico, se non a coloro che, per distrarre dalle loro “buone” azion,i sparano nel mucchio aspettando che anche coloro che stanno nel mucchio inizino a spararsi tra loro….. Bello eh…
    Ps Adesso vorrei sapere chi giudica il licenziamento degli 8 operai giusto!!! Secondo le ultime tesi (qualunquiste appunto) questa potrebbe passare come una razionalizzazione del personale e dei costi!!!!! 2 assunzioni al posto di otto!!! Che bello!!! Otto persone e magari relative famiglie, senza stipendio!!! Però hanno assunto 2 dirigenti……. Vuoi vedere che anche in questo caso la colpa è dei dipendenti???? Perchè, se tanto mi da tanto, sicuramente i tetti delle scuole pubbliche verranno riparati dagli ultimi assunti… E quando i bambini torneranno acasa dicendo : mamma piove dentro l’aula la mamma risponderà: Bene, hanno licenziato otto persone ed il servizio è migliorato…….

  14. Associazione Arcipelago
    7 maggio 2012 alle 09:54

    Gentilissima Fata Morgana
    La ringraziamo per il commento che ha voluto dedicare alle nostre brevi osservazioni che, appunto per brevità, possono indurre a non corrette valutazioni.
    A precisazione quindi :la categoria “dirigente” nel “privato” ( come Lei benissimo sa ..) ha ben altre caratteristiche di quella del “pubblico”. Non fosse altro che per una operatività che ha come fine il “raggiungimento dell’ obiettivo” e non solo il “rispetto della procedure”.
    Come affermato quando “Una Amministrazione che si trova oggettivamente in gravi difficoltà finanziarie deve porsi la questione in termini di “analisi dei costi”, servizio per servizio , centro di costo per centro di costo in modo chiaro e trasparente; Trasparente, prima di tutto, nei confronti degli operatori dell’”Azienda Comune” e ovviamente nei confronti dei cittadini contribuenti”
    Concordando con Lei quindi che si debbano ovviamente affrontare …l” eliminazione di contributi inutili, di consulenze inutili, di eventi inutili, di esenzioni inutili, di convegni inutili etc etc”.
    E quando riteniamo che la trasparenza debba esercitarsi da parte di tutti ( anche nostra vero?) nei confronti degli operatori dell’Azienda Comune teniamo in altissima considerazione le tantissime persone preparate che sicuramente soffrono di questo stato di cose!
    Cara Fata Morgana, ci pareva fosse chiaro, dalla brevissima introduzione, che la responsabilità di uno stato di cose insostenibile è da assegnarsi alla “cosiddetta politica”; così come l’equivalenza “ qualità del servizio “= “esubero di personale” non appartiene alla nostra impostazione ne tanto meno alla nostra “CULTURA POLITICA” certamente non incline al populismo ed al qualunquismo ma solo alla chiarezza e alla non ipocrisia.
    Cordiali saluti
    Associazione Arcipelago

  15. Rael
    7 maggio 2012 alle 22:46

    Gentile Associazione Arcipelago,

    —- “Ci rifiutiamo di credere che chi legge non consideri, a fronte di servizi erogati (numero, efficacia, ed efficienza degli stessi) l’esubero di personale oggi presente.

    Ci rifiutiamo di credere che chi legge non consideri il numero di dirigenti (la cui qualifica peraltro acquisita per anzianità di servizio non “corrisponde” alla stessa qualifica nel “privato” ) assolutamente sovra dimensionato in una “azienda” di circa 800 dipendenti.

    Ci rifiutiamo di credere che quanto su detto non venga legato al “prezzo” (450 Euro?!) che i cittadini pagano per far accedere agli asili nido della nostra città i loro figli.”— ,

    penso che frasi come queste siano piuttosto inequivocabili e assolute. Non paiono certo lasciare molto spazio a dubbi di sorta, soprattutto a chi è purtroppo incline ad assimilare le informazioni che riceve trattandole come dati di fatto solo per il semplice fatto di averle ricevute, tanto sono chiare, lineari, precise, e ribadisco assolute, nella loro immediata comunicatività circa il vero problema finalmente individuato: il sovradimensionamento del personale (dirigenti o altri dipendenti che siano). Debbo quindi rilevare che l’effetto finale può portare a convinzioni sbagliate. In sostanza, mi pare venga prodotta un’inferenza cognitiva di tipo induttivo, che induce appunto chi legge a concludere che i cittadini utenti degli asili della nostra città pagano un prezzo determinato perlopiù da un fallimento di mercato – causato a sua volta da un ricarico di spese causate dagli stipendi del generale personale dell’Ente, dirigenziale e non – piuttosto che agli effettivi e reali costi del servizio asili, o, ad altre cause comunque estranee rispetto ai costi per il personale comunale. La relazione causale delineata è quindi piuttosto chiara: come dire che 1 +1 = 2. Costi alti = troppi stipendi = razionalizzare. E a quel punto la buona azione amministrativa del licenziare è dietro l’angolo. Attenzione, non sono io che creo la relazione. Viene creata dagli aggregati cognitivi oggi puntualmente sollecitati a gran forza su di una platea sociale talmente allargata da determinare addirittura una vera e propria piattaforma culturale a cui far riferimento per gestire la cosa pubblica!
    Mi si permetta quindi di suggerire, che prima di contribuire ad alimentare – anche se involontariamente e in buona fede – ciò che può essere facilmente strumentalizzato e tramutato in una vera e propria “caccia ai dipendenti comunali e pubblici in generale”, forse sarebbe bene una più attenta ponderazione delle reali dinamiche che sottostanno a certi fenomeni, perchè se disgraziatamente la caccia un giorno non lontano si aprirà, mi vien da dire sulla base della conoscenza storica in mio possesso che saranno cacciati proprio quelli che nel loro lavoro pubblico han sempre fatto il loro dovere. Dirigenti, funzionari, sportellisti, esecutivi, o uscieri che siano. E l’effetto finale sarà solo quello di avere dei disoccupati in più e non certo l’abbassamento dei costi!
    P.S.
    Non diamo per scontato che “privato è sempre efficace” solo perchè qualcuno ce lo ripete incessantemente da qualche decennio. La pratica è spesso ben diversa dalla teoria. Nella Pubblica Amministrazione vi sono cose che non funzionano, è palese, ma non per questo si deve abdicare all’essenza elevata che lo Stato incarna e che i suoi dipendenti rendono concreta: la giustizia sociale e il perseguimento di interessi non privati, bensì pubblici. I costi attualmente sempre meno sostenibili per tasse, tariffe, imposte, ecc…, non credo proprio siano causati dagli stipendi del personale dipendente pubblico impiegato negli enti locali, di qualsiasi inquadramento professionale si tratti. Da quanto ne so io, tanto per fare un esempio a noi vicino, in Comune ad Alessandria i dipendenti sono in realtà diminuiti negli ultimi anni, e i dirigenti credo addirittura dimezzati o giù di lì.
    Cordiali saluti a tutti.

    • Associazione Arcipelago
      8 maggio 2012 alle 14:22

      Gentilissimo Rael
      la ringraziamo delle Sue note che sinceramente apprezziamo condividiamo.
      Possiamo, tuttavia, ritenere sufficientemente chiare le affermazioni qui sotto riportate ?

      “Seconda ragione .. che quando si vuole effettivamente “tagliare” si affrontano prima studi analitici e non si effettuano tagli lineari indiscriminati.”

      “Una Amministrazione che si trova oggettivamente in gravi difficoltà finanziarie deve porsi la questione in termini di “analisi dei costi”, servizio per servizio, centro di costo per centro di costo in modo chiaro e trasparente; ecc”

      “L’analisi che comunemente si fa in ogni sana impresa economica nel momento in cui si entra in un periodo di crisi inizia dalla ragione sociale della stessa impresa e giunge ad affrontare una analisi dettagliata di tutti i centri di costo presenti in azienda.”

      Ancora grazie
      Associazione Arcipelago

  16. 7 maggio 2012 alle 23:46

    Uno dei ricordi più imbarazzanti che ho di Nikita Sergeevič Chruščёv riguarda un suo discorso, tenuto per spiegare i crimini di Stalin, durante quella farsa che fu la destalinizzazione. La cosa era veramente grossa e importante (per i finti rinnovatori dell’URSS), l’Unione era vasta, perciò bisognava spiegare al popolo, fare capire, cancellare gli effetti del culto della personalità di baffone. E credetemi se vi dico che era profondamente radicato nel popolo,anche Nikita aveva contribuito a crearlo, e del resto è forte ancora oggi. Quindi, Chruščёv stava enumerando tutte le malefatte di Stalin e la rabbia dei presenti andava aumentando di minuto in minuto. Ad un certo punto, anonimamente, dalla folla degli astanti si alzò una voce:”Mentre accadeva tutto questo, tu dov’eri compagno Chruščёv?”, “Cosa stavi facendo?”.
    Lui percorse tutta la folla con una feroce occhiata e chiese in maniera imperiosa: “Chi è stato?”

    Silenzio

    Nikita si ricompose velocemente, e ciò fece capire a tutti che la rabbia di un minuto prima era stata simulata e, con voce più triste e stanca che arrabbiata, rispose: “Ecco, facevo la stessa cosa, stavo zitto”……..

  17. Fata Morgana
    9 maggio 2012 alle 00:26

    Spett.le Associazione Arcipelago,
    io credo di aver capito perfettemente quanto volevate dire.. E riassunto in due parole è: esubero di personale dirigente e non. Vedasi le frasi sopra citate da Rael…
    Comunque, e sempre in riferimento a quanto da voi sostenuto, potrebbe anche essere che l’analisi dei centri di costo servizio per servizio sia già molto chiaro ai dipendenti e, potrebbe anche essere, che tale analisi sia già stata fatta in maniera dettagliata dagli stessi.
    E per dovere di cronaca mi preme dare alcuni dati:
    i dipendenti comunali sono poco più di 700 (compreso il settore scolastico) in diminuzione per pensionamenti di personale di varie qualifiche che non verrà sostituito;
    la classe dirigente era di 20 unità negli anni 2005 in costante diminuzione. Attualmente sono 13 e tra pensionamenti e contratti a termine da giugno saranno 8…
    E’ la gestione dei denari pubblici il vero problema…. e la stessa non dipende dagli “esecutori” che, in quanto tali, eseguono e non decidono. Il pesce puzza sempre dalla testa… ed eliminado la coda, parte peraltro meno nobile, la testa continuerà a puzzare…
    Vi saluto cordialmente e grazie per questo dialogo,che pur con diversi punti di vista, si svolge nella massima civiltà e con toni che denotano reciproca stima.

  18. Re Artù
    10 maggio 2012 alle 22:03

    Non entro nel merito di analisi dei centri di costo, perchè non competente.. quello che mi preme è che dopo queste elezioni il Comune non venga più usato da “ammortizzatore sociale”… perchè? semplice.. sono stufo di pagare 400 Euro per mandare mio figlio all’asilo!!!

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: