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[BlogLettera] “Merito a Fabbio per aver mantenuto fede a diversi impegni”

12 maggio 2012

Come sempre, sin dalla nascita  della nostra Associazione, ci ha contraddistinto trasparenza ed equidistanza dai vari gruppi politici, sempre attenti a non farci strumentalizzare, ed è per questo che nell’ottobre 2006 in prossimità delle elezioni ammnistrative 2007 con un Comunicato Stampa dell’epoca, abbiamo presentato e consegnato a tutti gli Organi di Informazione e a tutte  le forze politiche del tempo che sarebbero scese in campo, non tralasciando le eventuali Liste Civiche nate in seguito, un decalogo di dieci punti irrinunciabili che avrebbero dovuto far parte integrante dei loro programmi.

Il nostro appoggio sarebbe andato a chiunque avesse portato avanti i  nostri dieci punti irrinunciabili.

Dopo cinque anni con questo comunicato  accompagnato da un pieghevole che verrà distribuito in 10 mila copie, l’Associazione “Amici del Borgo Rovereto che in questi ultimi anni si è impegnata su diversi fronti in difesa dei cittadini e della città di Alessandria e del suo territorio, come aveva  promesso, riconosce il merito al Sindaco  Piercarlo Fabbio per aver realizzato 7 dei dieci punti.

Il Consiglio Direttivo
dell’Associazione “Amici del Borgo Rovereto”

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Categorie:BLettere
  1. 13 maggio 2012 alle 08:34

    Ricordo che negli ultimi tempi del suo regime, Nicolae Ceausescu mi scrisse una accorata lettera, a tratti commovente, se si fosse potuto dimenticare, per un momento, la statura morale del personaggio. Lui si lamentava del fatto che, all’improvviso, tutti lo condannassero per le sue azioni e non si capacitava, essendo veramente convinto di avere agito nell’interesse del suo popolo, di tanta irriconoscenza. Mi diceva, nella missiva: ” trovassi una persona, solo una persona, che riconoscesse il mio merito per avere tenuto fede a molte delle mie promesse!”, ma si sa, è difficile imbattersi in qualcuno che, disinteressatamente, mentre tutto va alla malora, sia disposto, ancora, ad appoggiare un galantuomo. Mentre rileggevo la lettera mi tornò alla mente un’istantanea del ’78, Craxi e Nicolae a colloquio, insieme ad alcuni “compagni”; che peccato, che spreco!, avessero potuto continuare la loro opera, chissà quale “balzo in avanti” avrebbero fatto fare ai rispettivi paesi. Comunque, i dittatori rumeni erano conosciuti nel vostro paese, il presidente Giovanni Leone ha nominato, il 21 maggio 1973, Cavaliere di Gran Croce, Elena Ceausescu. Al marito Nicolae è stato concesso anche il Gran cordone; sono le massime onorificenze italiane. Pensate che il primo fra gli Ordini nazionali è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”. “Fini sociali, filantropici ed umanitari”, ma fatemi il piacere!. Un vezzo tutto italiano, fiumi di inchiostro, di denunce, interpellanze, scritte con la mano sinistra, mentre la destra conferisce premi e riconosce meriti. Stessa cosa con il “Maresciallo Tito” e le foibe, ti distrai un attimo e trac!, “Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana” (a lui e ad alcuni militari, distintisi nella repressione anti-italiana). Almeno gli Inglesi conferirono a Ceausescu il “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno” (fu espulso il 24 dicembre 1989), ma lo fecero in cambio dell’acquisto di tecnologia informatica obsoleta e (udite, udite!) un giro sulla carrozza della sovrana. Almeno là avevano la carrozza e, addirittura i cavalli…….

  2. 13 maggio 2012 alle 08:40

    Dimenticavo, per rimanere nell’orbita sovietica, l’11 marzo 2010 è stato decorato con il Gran cordone Bashar Al Assad, giovane presidente siriano, sincero democratico, molto apprezzato, ultimamente, qui da voi….

  3. 13 maggio 2012 alle 09:49

    azz…questa proprio non me la aspettavo….:-(

    • 13 maggio 2012 alle 09:51

      Non ce l’ho con Molotov, ce l’ho con l’Associazione. Brutta storia….

  4. Graziella (gzl)
    13 maggio 2012 alle 10:02

    Sig. Moltov, Interessante il Suo modo di tracciare una Sua personale morale, su fatti odierni, come un moderno “Fedro”; perchè non pubblica ?

    Nella Storia dell’umanità, grandi, medi, piccoli uomini passati o ancora presenti invisi da alcuni, osannati da altri hanno fatto il peggio, il cattivo, il nulla o qualcosa di buono….e quello che hanno lasciato sia cattivo che buono (anche se minimo) rimane inciso perennemente. A fare un esempio su tutti: “il migliore” che ne ha fatto di cotte e crude contro l’Italia, la democrazia, la libertà …. persino in ambito familiare, peggio di così,…… ha vie, piazze e altro intestate a futura memoria ….sarà perchè un minimo….poco poco ne?….di buono l’avrà fatto?

    Quindi, se PER MOLTI l’attuale Sindaco è un “bandito, un delinquente”, distruttore della città etc etc, noi Associazione RICONOSCIAMO il merito che nel 2006, quando presentammo i nostri 10 punti , lui ne prese atto al contrario della “uscente dal quinquiennio” che non dichiaratamente ma è come se ci avesse detto che ” con quei 10 punti di pulirci la parte centrale più intima del lato B” .

    In democrazia e libertà individuale o di gruppo, si pongono istanze a chi detiene il potere, istanze che possono essere gradite o no a una parte dei cittadini. Noi con la nostra Associazione i punti richiesti erano fondamentali ed irrinunciabili, in cinque anni abbiamo ottenuto più di quanto preventivato perchè NON CI CREDAVAMO di ottenere risultati che ci stavano a cuore ….ricordo che siamo in democrazia sulle scelte, e il “nemico n.1” della città per molti ovviamente avrebbe potuto nei cinque anni mandarci a “spazzare il mare” , non lo ha fatto QUINDI CORRETTAMENTE OGGI NOI PUBBLICAMENTE RINGRAZIAMO PER CIO’ CHE E’ STATO RISOLTO. Chi ascolta, rispetta il cittadino organizzato CHE NON CHIEDE NULLA PER SE STESSI,
    e cerca di risolvere le istanze qualunque partito, coalizione appartenga NOI RINGRAZIAMO. Chiunque sarà il nuovo sindaco noi saremo lì a chiedere ciò che serve, se ci ascolta bene altrimenti sono “cappperi suoi”. Sig. Molotov, buona domenica.

    p.s – Al COMUNICATO STAMPA era unito un pieghevole con i sette punti ottenuti dalla nostra Associazione. brevemente li elenco:

    1) Fattivo impegno e dare dignità per Borgo Rovereto, il cuore antico della città.

    2) Abbattimento dell’abuso edilizio ATC in piazza Santa Maria di Castello di fronte alla culla della città, la Chiesa sorta prima della nascita della città.

    3) il riconoscimento di CENTRO STORICO per Alessandria che sulla carta non lo ha MAI avuto. Senza questo status con vincoli di Legge (di comodo) tutto e di più è sempre stato concesso in abusi edilizi, lo scopo è di tramandare nel futuro quel poco che è rimasto.

    4) Messa in sicurezza la città e sobborghi dai rischi idrogeologici/franosi. Dopo l’amministrazione Calvo tutto si è fermato, escluso l’argine sinistro mai finito per ultimi 800 metri.

    5) La fortezza Cittadella.Non lasciarla cadere in estremo degrado, non permettere stravolgimenti delle arre circostanti e progetti scellerati.

    6) Rifiuti urbani. Eliminazione laddove era insostenibile del metoto detto “porta a porta” integrale. Il costoso, invasivo, antigienico cambiamento repentino della gestione rifiuti dallo stradale all’internato non era un progetto elencato nel programma di campagna elettorale di chi lo ha imposto: prima di un investimento del genere andava condiviso con la cittadinanza anche con le dovute preparazioni ed informazioni. Prima e non dopo.

    7) Impegno del sindaco attraverso i parlamentari di richiedere l’innalzamento del fondo perduto a vantaggio delle imprese alluvionate 1994 cessate.

  5. il Principe
    13 maggio 2012 alle 10:54

    davvero un bel necrologio.

  6. 13 maggio 2012 alle 18:57

    Diamo atto al boia che, se è pur vero che ci ha tagliato la testa, si è comportato bene ed ha esaudito i nostri desideri, molti dei quali aggratis e nemmeno per merito suo. Mah! Se l’Associazione si spende in questo modo per sponsorizzare il peggior sindaco che questa città abbia mai avuto, avrà le sue buone ragioni, se sono queste sono un pò pochine, se ce ne sono altre ce lo diranno i posteri.Io continuo a rimanere stupito, una mossa che, conoscendo i protagonisti, trovo alquanto strana…mah! C’è da dire che sento spesso, (ovviemente è una forzatura) gente che dice “almeno, quando c’era Lui, i treni arrivavano in orario”…:-D

    • Graziella (gzl)
      14 maggio 2012 alle 07:47

      caro “maestro” , è un vezzo umano pensar male su tutto e tutti, anch’io possiedo questo vezzo anche se, nonostante il proverbio, sepur raramente a volte ci si sbaglia.

      Ma tu stesso dici che ci conosci e “che il tempo dirà” che c’è sotto, dietro, davanti, per storto etc. …….quindi conosci anche me…. non dimenticare che io sono un tuo “cromosoma”, un prodotto scaturito da te e che non si è MAI deteriorato. Nel 2000 quando questo “cromosoma” ha preso corpo che dicevano i malpensanti? Lo fa per avere un posticino, lo fa per il potere e visibilità, lo fa per denaro. A ognuno di loro rispondevo: “il tempo mi darà ragione e voi vi ricaccerete in gola il vostro malpensare, non siamo tutti uguali ” …..tu sai di che parlo ovviamente. In 12 anni credo di aver dimostrato la mia onestà e coerenza….io non mi sono mai “venduta” e questo vale per i miei colleghi.

      Comprendo il pensar male dei qualunque, ma tu non sei un qualunque se a suo tempo ti ho preso come esempio, e non sei neppure la classica “vacca di valenza, che quello che fa lo pensa” ….stammi bene.

      • 14 maggio 2012 alle 08:03

        Graziella, ti asperttavo, proprio perchè ti conosco.
        Dove hai letto che “penso male”? Perchè ti viene questa sensazione? Io ho scritto, e lo ribadisco, che mi suona strano, in piena campagna elettorale, questo assist tanto immotivato (ovviamente per me, ci mancherebbe) quanto inopportuno. E quando dico “se c’è altro i posteri ecc… ” è proprio perchè le motivazioni attuali mi paiono più un atto d’ufficio che di sostanza. Non puoi e non devi pretendere di dare un aiutino al tuo Sindaco e sperare che nessuno abbia a che ridire, fa parte del dialogo e non puoi, soprattutto in questo caso, aspettarti un silenzio che potrebbe essere interpretato come assenso. Il “””maestro””” se davvero lo ritieni tale, ti dice semplicemente che, secondo lui, avete sbagliato il tempo, il luogo e la sostanza, tutto qui. Il massimo che avreste potuto e dovuto fare era quello di un pubblico ringraziamento dopo la sua auspicabile ed anzi certa sconfitta ed un augurio di buon lavoro a chi, ne sono sicurissimo, non farà di meglio.
        Invece avete scelto la via della sponsorizzazione elettorale. Lo ripeto, scelte politiche assolutamente legittime, è solo che me ne spiace e per me la cosa finisce qui.
        Non verrà certo per me sminutia la stima che nutro al tuo grande ed importante impegno, ci mancherebbe, vale sempre la saggezza del proverbio…errare è umano :-))))

  7. TM
    13 maggio 2012 alle 18:58

    chissà come mai non lo avete ringraziato il 4 maggio, però.
    senza scomodare togliatti e i massimi sistemi, un diverso tempismo non avrebbe fatto catalogare questo panegirico fra le migliori uscite della settimana, insieme alla moschea al posto del moccagatta, i pettegolezzi sulla vita privata della signora rossa, le smanie della signora fabbio e il sontuoso ‘estratto del bilancio sociale’ (?!) in carta patinata che andrà ad intasare i già intasatissimi nuovi cassonetti della carta – che, in nota, sono ormai indistinti coacervi di robaccia.

    • 13 maggio 2012 alle 19:12

      Già, in effetti quest’ultima trovata del libercolo di lusso che ci siamo visti recapitare è l’ennesima proposta “indecente” che la dice lunga sui trucchetti squallidotti con cui si va a caccia di voti. Del resto fa il paio con il bel faccione della Rossa davanti al seggio elettorale di via Pistoia, non so se sia legale ma, per come la vedo, sicuramente scorretto anche quello.Direi una gara a chi la fa più sporca…ragioni in più per guardarsi bene dal votarli.

  8. 13 maggio 2012 alle 23:10

    Io conobbi Palmiro a Mosca, nel 1927, insieme a Ignazio Silone; mi fece subito una buona impressione. L’errore che fecero molti storici e commentatori è stato quello di cercare di interpretare gli accadimenti, a volte tragici, di quell’epoca, con il metro revisionista odierno. Come cercare di analizzare la figura di alcuni statisti nostrani, di salda osservanza keynesiana, senza accorgersi della “grandezza” insita nelle loro azioni. Una cosa la posso raccontare, oggi, il povero compagno “Ercoli”, fece sì diversi errori, ma quando era “ospite” di Josif, dovette preoccuparsi del benessere e della salvezza di decine di migliaia di italiani, transfughi e pensionanti degli alberghi di Stalin; se si sbagliava a parlare o a scrivere, ZAC! ne sparivano un po’. Comunque, questa è una mia notazione personale, nella realtà, anche se preferivo Gramsci, il mio giudizio su Togliatti, attraverso luci ed ombre, è abbastanza buono. Nell’oceano tempestoso della politica del secolo passato, riuscì ad evitare e scongiurare pericoli reali per la democrazia (se così possiamo chiamarla) occidentale. Innanzitutto gli va riconosciuto il merito di avere preso un PCI elitario, con uno scarso numero di iscritti e averlo trasformato nel grande partito di massa, democratico, che, allora per davvero, faceva gli interessi delle classi proletarie e controbilanciava l’offensiva autoritaria dei vari governi Tambroni democristiani. Ma andiamo con ordine, fu il primo a capire che, il fascismo, non era un movimento elitario ristretto, ma sarebbe diventato un fenomeno di massa, pericolosissimo per la democrazia. E’, invero, fuor di dubbio, che Togliatti appoggiò Stalin, ma in quei tempi, l’approccio a tutti gli “ismi” era di tipo quasi fideistico ed assoluto; la scelta era, quindi, tra abbandonare il movimento, oppure tenere duro in nome di un superiore interesse delle masse proletarie. Il timore di ogni sincero militante, con responsabilità direttive, era quello di cadere nella trappola del “divide et impera”; una classe lavoratrice divisa avrebbe sempre fatto il gioco del padronato e dei suoi referenti politici. Comunque, coerentemente, con la svolta di Salerno, dopo il ’43 accantonò ogni settarismo e alleandosi con i partiti borghesi antifascisti, dette un fondamentale impulso alla guerra di Liberazione dal nazifascismo. Dopo il 25 Aprile, Palmiro entrò nel governo Badoglio, scongiurando il pericolo di una fase due della guerra partigiana, accettando il fatto che l’Italia era posizionata nel gruppo occidentale capitalista. Sarebbe stato impossibile prendere il potere senza terribili ripercussioni e di fatto “Ercoli” fu, quasi, accusato di avere affossato la rivoluzione e il comunismo. Egli costruì un partito “nuovo”, una novità che portò un manipolo di rivoluzionari ed esuli ad essere il nucleo fondativo di un grande movimento di massa, primo tra eguali, in Europa; già si intravedeva la “via europea al socialismo”. Come ministro della giustizia, dette un fondamentale apporto al percorso di pacificazione nazionale, pur avendo a che fare con una magistratura spostata, politicamente, a destra, proponendo una amnistia per i crimini di guerra meno gravi (si perseguirono solo reati particolarmente efferati); la pubblica amministrazione fu epurata, soltanto, cacciando un gruppetto di alti dirigenti, fascisti,e null’altro. Addirittura, quando Pallante attentò alla sua vita, sparandogli, si sfiorò la guerra civile; non appena si riprese e fu in grado di parlare, Palmiro pronunciò parole rassicuranti e distensive, che sedarono del tutto il ribollire delle masse indignate.Dopo il ’48, allontanato il PCI dal governo, con un voltafaccia di De Gasperi, Palmiro intraprese la strada di una dura opposizione legalitaria; da li agli anni a venire, egli modulò accortamente, tramite i quadri politici e sindacali, le legittime istanze di giustizia sociale delle masse che non raggiunsero mai derive violente. La forza del proletariato, come lui capì bene, dato il suo acume politico e la sua cultura, non era sufficiente per la rivoluzione e qualsiasi tentativo sarebbe potuto sfociare in una deriva totalitaria, come quella dei “colonnelli” in Grecia. Il PCI non fu mai più forza di governo, ma già intorno agli anni ’60 cominciò a gestire, con le giunte di centro-sinistra, diverse amministrazioni del Nord Italia, in alcuni casi facendo la differenza. Il malaffare di giorni molto più recenti era molto, molto lontano. Tutto questo, nonostante i fatti vergognosi di Reggio Emilia, Palermo, Licata e altri comuni italiani, dove studenti, sindacalisti e militanti vennero uccisi, mentre manifestavano pacificamente per i diritti di tutti. Pensare che oggi, tutti i “delfini”, gli “enfants prodiges” del PCI, avendo scoperto di non essere mai stati comunisti, stanno contro gli operai, favoriscono gli attacchi allo Statuto dei Lavoratori, calpestano i diritti delle popolazioni con Tav e Terzi Valici fa ribollire il sangue. “Ercoli” avallò, inoltre, la ratifica dei patti lateranensi, capendo che sarebbe stato deleterio e controproducente inimicarsi, piu che le gerarchie ecclesiastiche, la massa dei contadini cattolici, con il pericolo di inevitabili tensioni. Tutto questo il Pci portò nell’assemblea costituente, con tutto questo “il migliore” contribuì al tentativo di trasformare una monarchia arretrata in una moderna democrazia occidentale, trovando una casa alle legittime rivendicazioni sociali e ai diritti delle classi lavoratrici italiane. Riuscì inoltre a disinnescare i pericoli della destalinizzazione, in Italia, scongiurando lo sfacelo del più grande partito di opposizione. La sua linea politica ando verso morte naturale nel ’68, l’obiezione era sempre la stessa, aver frenato lo slancio rivoluzionario in Italia. Pensare che tra i giovani che lo osteggiavano, avrebbero potuto esserci dei ferrara, dei liguori, insomma esempi di coerenza eccezionali, rivoluzionari fino ai giorni nostri, genera pensieri, potremmo dire, non molto cristiani….Sulla vita privata cosa possiamo dire?, amò, molto, come altri prima e dopo di lui, nel partito e fuori. Un discreto e bellissimo rapporto extraconiugale con una giovane compagna, Nilde Jotti, che divenne donna politica di levatura eccezionale. Mi spiace per i severi detrattori, ma niente Bunga-Bunga nell’austera mansarda di Botteghe Oscure, discreto, loro, nido di amore. Non capisco veramente perchè fu accusato di averne fatte di cotte e di crude contro l’Italia, contro la libertà e contro la famiglia, Mah!…
    Io sono sicuro che, in mezzo alle quisquilie di cui si è occupato, durante la sua monotona vita, se gli avessero chiesto di dichiarare qualche centro storico, lo avrebbe fatto volentieri……

    • Graziella (gzl)
      14 maggio 2012 alle 07:25

      Gentile Molotov, per fortuna esiste diversità di pensiero percui ognuno di noi ha una sua visione della storia e dei personaggi che ne hanno inciso la costruzione di tale storia. “il migliore” per Lei era il meglio, per me no. Se avessi il potere anche solo per pochi giorni certi cosidetti “padri” della Patria li farei cancellare da ogni targa che ne fissa memoria….tranquilllo….il potere non l’avrò mai e per mia scelta, sono anni che rifiuto ogni offerta di farne parte. Mi accontento di chiedere piccole cose per la mia città e per i senza voce” che non riescono a farsi sentire, tutto ciò, mi creda se può, senza secondi fini. Buon inizio settimana.

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