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[BlogLettera] Monti, IMU e disastro immobiliare

15 maggio 2012

Il Censis stima che l’IMU produca una perdita di valore degli immobili italiani tra il 20 e il 50%, cioè tra 800 e 2.000 miliardi di Euro, stimando 4.000 il patrimonio ante IMU. E’ come se una serie di bombardamenti avesse distrutto un edificio e un terreno su tre.

Quindi Monti  ha fatto un danno di circa 1.500 miliardi al patrimonio privato e pubblico del paese, per incassarne 47.
Ha fatto un danno di 2/3 del debito pubblico, senza ridurre il debito pubblico, ma aggravandolo e peggiorando il rapporto tra valore dei risparmi e debito pubblico e privato.

Ha colpito in tal modo l’unico punto forte della situazione finanziaria italiana: il buon rapporto tra debito (pubblico e privato) e patrimonio (pubblico e privato). Il danno così cagionato da Monti e da chi lo sostiene non sta solo nella perdita di ricchezza nazionale, perché la svalutazione degli immobili ha ben altri effetti:

1) rende più difficile e meno fruttuosa la via di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio immobiliare dello Stato;
2) taglia il valore delle garanzie immobiliari date da imprese e cittadini alle banche, quindi taglia il credito  e l’attività economica;
3) deprime il mercato immobiliare, già depresso da circa cinque anni;
4) fa chiudere i cantieri delle costruzioni in corso, per la ragione al punto 2) e al punto 3);
5) fa chiudere o fallire molte imprese edili, con ricadute negative (insolvenze, cessazione degli ordinativi) sull’indotto e sull’occupazione, quindi anche sugli ammortizzatori sociali;
6) moltiplica la recessione e la rende irreversibile, perché le recessioni e le riprese dei sistemi economici sono guidate e sostenute dal settore delle costruzioni, come ultimamente vediamo nel caso del Regno Unito.

Monti ha coalizzato intorno a sé le forze del privilegio e delle rendite – partiti, banchieri, monopolisti, grandi burocrati strapagati – per portare avanti un politica senza investimenti e senza rinnovamento e senza crescita, di sola recessione, tassazione, disoccupazione e pagamento di interessi agli stranieri e di sostegno alla speculazione bancaria.

Ma a chi può giova questa sua politica anti-italiana? Solo a un ceto bancario che vuole il paese ridotto in miseria e alla disperazione per far incetta delle sue ricchezze reali a prezzi stracciati e approfittare del bisogno della gente per imporre tagli di diritti e ulteriore sottomissione al capitale di sfruttamento straniero. La riforma Fornero, in diversi sensi, ne è un assaggio concreto. Si aggiunga questo: il consigliere regionale Davide Bono scrive sul bollettino del movimento 5 stelle: “Milano Finanza ha affermato senza essere smentita che è stata proprio la Goldman Sachs ad aver iniziato l’ondata speculativa sull’Italia, vendendo massicciamente i nostri titoli di stato, facendo salire lo spread BTP-bound tedeschi a oltre 600, obbligando a dimissioni Berlusconi. Della banca Monti è advisor (si chiamerebbe conflitto d’interessi). Appena insediato Monti (15/11) la Goldman inizia a riacquistare i BTP forte degli interessi prossimi al 7%: guadagni incalcolabili! E Goldman non è nuova a queste mosse. Anni addietro quando c’era Draghi (ora presidente BCE) truccarono i conti del bilancio della Grecia per permetterle di entrare in UE. La Grecia ha seguito la stessa sorte: governo eletto mandato a casa, nominato l’ex vice presidente BCE, Papademos, dopo aver represso con un impennata di spread il tentativo del premier di indire un referendum popolare”.

Per concludere citiamo i dati della Cgia di Mestre che indicano come tra il 2008 e il 2010 i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6% Più che con la Grande Depressione in Usa dove in 4 anni l’aumento fu di +22,8%.
Ci chiediamo: siamo ancora in un paese democratico o sotto dittatura? Quello disegnato sembra un colpo di stato messo a punto senza sparare un colpo con cui si tiene un paese in ostaggio di una casta privilegiata e collusa al potere bancario. Monti è ospite, e come si dice, l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.

Maurizia Pertegato
Presidente associazione imprenditrici di via della Vittoria Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. TM
    15 maggio 2012 alle 18:05

    questo articolo sta girando da un pezzo e rimbalza di sito in sito e anche sui giornal locali. non ho la competenza per capire quanto di vero contenga, ma devo dire che fa concorrenza al tiggì di mentana come potenza ansiogena. qualcuno ne sa di più?

  2. TM
    15 maggio 2012 alle 18:09

    credo che parta di qui:
    http://www.vita.it/news/view/119919
    (ed è notevole che viaggi dal sito di forzanuova a indymedia…)

  3. 15 maggio 2012 alle 18:35

    Il bello (e il brutto) della rete è proprio questa informazione vorticosa caro TM, e come ben sottolinei qualche volta ansiogena. Non siamo in grado naturalmente di garantire sui contenuti delle BlogLettere, e abbiamo creato la sezione per quello: far circolare punti di vista (sempre firmati: poi se qualcuno rilancia e firma contenuti altrui è altra faccenda), e discuterne. Questo è un tema enorme, e inquietante, su cui torno in qualche misura nel post che andrà on line stanotte…

    E. G.

  4. mauriziofava
    16 maggio 2012 alle 09:47

    ad occhio mi sembra tutto plausibile.

    Ma per quanto riguarda le imprese edili credo che un ridimensionamento sia inevitabile. Lo so che costruire sempre di più da’ lavoro alla mano d’opera (per la maggior parte straniera, ormai) ma non possiamo permetterci altro sperpero di terreno agricolo destinato alle speculazioni, inutili visto che poi le case e i capannoni restano vuoti.
    Molti di questi lavori edili servono solo a riciclare soldi sporchi delle varie mafie, e\o a nascondere schifezze di ogni genere sotto quei cantieri. Anche in provincia.
    Credo che sia giunto il momento di dire basta, e di bloccare le licenze per nuovi fabbricati fino a quando quelli esistenti non saranno davvero saturi perchè utilizzati.
    In agricoltura si fa da anni, ad esempio con i vigneti: è VIETATO piantarne di nuovi e per farlo occorre comprare i “diritti di impianto” di vecchi vigneti obsoleti e estirpati.
    Si dovrebbe fare lo stesso in edilizia, senza strillare al disastro: ti saranno concessi nuovi volumi in funzione dei volumi che abbatterai, e negli stessi siti. Via libera invece ad ammodernamenti, ristrutturazioni, bonifiche e migliorie sul patrimonio edile esistente, fatti salvi i vincoli paesaggistici e artistici.
    Per fare questo si dovrebbe anche pensare a una penalizzazione fiscale per gli edifici vuoti e non utilizzati: hai voluto speculare in grande? ora paga tu, alleggerendo il carico del cittadino che possiede solo un immobile ad uso personale, la sua prima e unica casa.

    Utopia? solo dal punto di vista dei palazzinari e della criminalità organizzata. Ma chissenefrega, è ora di dirgli basta.

  5. TM
    16 maggio 2012 alle 11:31

    mauriziofava :ad occhio mi sembra tutto plausibile.
    Ma per quanto riguarda le imprese edili credo che un ridimensionamento sia inevitabile. Lo so che costruire sempre di più da’ lavoro alla mano d’opera (per la maggior parte straniera, ormai) ma non possiamo permetterci altro sperpero di terreno agricolo destinato alle speculazioni, inutili visto che poi le case e i capannoni restano vuoti.Molti di questi lavori edili servono solo a riciclare soldi sporchi delle varie mafie, e\o a nascondere schifezze di ogni genere sotto quei cantieri. Anche in provincia.Credo che sia giunto il momento di dire basta, e di bloccare le licenze per nuovi fabbricati fino a quando quelli esistenti non saranno davvero saturi perchè utilizzati.In agricoltura si fa da anni, ad esempio con i vigneti: è VIETATO piantarne di nuovi e per farlo occorre comprare i “diritti di impianto” di vecchi vigneti obsoleti e estirpati.Si dovrebbe fare lo stesso in edilizia, senza strillare al disastro: ti saranno concessi nuovi volumi in funzione dei volumi che abbatterai, e negli stessi siti. Via libera invece ad ammodernamenti, ristrutturazioni, bonifiche e migliorie sul patrimonio edile esistente, fatti salvi i vincoli paesaggistici e artistici.Per fare questo si dovrebbe anche pensare a una penalizzazione fiscale per gli edifici vuoti e non utilizzati: hai voluto speculare in grande? ora paga tu, alleggerendo il carico del cittadino che possiede solo un immobile ad uso personale, la sua prima e unica casa.
    Utopia? solo dal punto di vista dei palazzinari e della criminalità organizzata. Ma chissenefrega, è ora di dirgli basta.

    standing ovation.

  6. 18 maggio 2012 alle 19:52

    Mi pare che l’elite bancaria che sta organizzando lo scippo del “tesoro delle piccole e medie imprese italiane” come lo definisce Paolo Barnard e lo amplifica Saviano, abbia buon gioco, data la palese ingenuità dei commenti che la mia lettera ha sollevato. Si vede che siete tutti dipendenti pubblici a stipendio fisso e che non avete mai provato a rischiare del vostro, tutti i santi giorni. Ma come pensate che lo stato possa pagarvi gli stipendi se non tassa le imprese, impedendogli di lavorare? Ma pensate che in Grecia gli statali abbiano lo stesso stipendio di prima? Perchè non andate lì in ferie, così aiutate il paese, imparate come dovremo vivere fra qualche mese e vi allenate al nuovo stile di vita che ci attende…Good luck!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11

    • mauriziofava
      19 maggio 2012 alle 00:37

      credo che lei non abbia letto, o abbia capito male.
      davvero pensa che la soluzione dei problemi sia quella di perseverare nella speculazione edilizia?

  7. 18 maggio 2012 alle 20:31

    “La borghesia ha percorso, nella storia, un ruolo essenzialmente rivoluzionario.
    Dovunque conquistò il potere, essa calpestò le relazioni feudali e patriarcali. Tutti i vincoli multicolori che univano l’uomo feudale ai suoi superiori naturali essa li schiacciò senza pietà, per non lasciare sostituire, tra uomo, e uomo, altri vincoli che il freddo interesse, che la dura moneta contante. Essa annegò l’estasi religiosa, l’entusiasmo cavalleresco, il sentimentalismo del piccolo borghese, nelle acque ghiacciate del calcolo egoista. Essa fece della dignità personale un semplice valore di scambio; essa sostituì alle numerose libertà sì caramente conquistate, l’unica ed insensibile libertà del commercio. In una parola, al posto della spogliazione coperta da illusioni religiose e politiche, essa pose una spogliazione aperta, diretta e brutale.
    La borghesia spogliò della loro aureola, con paura, tutte le professioni considerate sino allora venerabili e venerate. Essa fece del medico, del giurista, del prete, del poeta, dello scienziato, altrettanti operai salariati.
    La borghesia strappò il velo della poesia soave, che ricopriva le relazioni di famiglia e le ha ridotte a non essere che dei semplici rapporti di denaro.
    […..]
    La borghesia non esiste che alla condizione di rivoluzionare incessantemente gl’istrumenti di lavoro, per conseguenza il sistema di produzione, per conseguenza tutti i rapporti sociali.” [….]. Basta menzionare le crisi commerciali che, per il ritmo periodico, mettono ognor più in questione l’esistenza della società borghese.
    [….]Una epidemia colpisce l’umanità, che nelle epoche precedenti sarebbe sembrata un paradosso: è l’epidemia della sopra-produzione. La società si trova subitamente rigettata in uno stato di momentanea barbarie: si direbbe che una guerra d’esterminio le porta via tutti i mezzi di vita: l’industria ed il commercio sembrano paralizzati. – E perché? – perché la società ha troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttrici di cui essa dispone non assicurano più le condizioni della proprietà borghese; al contrario, esse divennero troppo potenti per queste condizioni, che mutansi in ostacoli; e tutte le volte che le forze produttrici sociali spezzano gli ostacoli, esse precipitano nel disordine la società intera, e minacciano l’esistenza della proprietà borghese. Il sistema borghese divenne troppo angusto per contenere le ricchezze create nel suo seno.

    Karl Marx- Friedrich Engels 1847

    E oserei dire, da vecchio marxista, che la borghesia continua impunemente….ma noi statalisti, si sa, siamo ingenui come lo erano Karl e Friederich….

  8. 19 maggio 2012 alle 15:21

    A Maurizio Fava: ho compreso e condivido pienamente. E’ l’accento che è sbagliato.Intanto l’articolo cita la crescita edilizia inglese per allertare sul rischio che può produrre la contrazione di un settore strategico all’intera economia di un paese. In Italia questo ruolo stava svolgendo il settore rinnovabili che non a caso è stato stoppato.Benchè divenuti primi al mondo per potenza installata l’anno scorso superando la Germania, il governo Monti ha riconfermato lo stop licenziato per primo da Napolitano sotto Berlusconi, gettando nell’incertezza normativa e quindi arrestando una crescita che aveva prodotto 300.000 nuovi posti di lavoro e coperto il 26% dell’offerta di elettricità(dichiarazione del ministro Corrado Clini sul mensile Espansione di maggio). Non solo, dal protocollo UE 20-20-20 diramano gli incentivi fiscali per i serramenti a risparmio energetico, la certificazione energetica (obbligatoria) per l’edilizia,fra le varie misure, cui consegue una spinta per piccole e medie imprese che traina l’economia complessiva. Ma se le banche ricevono dalla BCE soldi nostri all’1% che invece di prestare alle imprese al 7% investono con redditi da 30 a 70 volte superiori sulla vendita di quote di gas e petrolio, lasciando le nostre prive di credito, “parrebbe” non siano interessate al lavoro nazionale per cui i nostri soldi han ricevuto,perciò la gente si è ammazzata.
    L’accento da me posto è stato quindi sui rischi di aggiottaggio, diremmo, ad opera di grandi gruppi finanziari che paiono volersi impossessare del paese, delle sue infrastrutture, del suo patrimonio in beni e lavoro.Senza sparare un colpo. Una sorta di guerra “in bianco” fra l’economia reale e quella virtuale, speculativa,stragista (visto i morti che ha fatto e farà)
    Sul sito “ASud” se cerca l’articolo”L’energia secondo Monti” vedrà illustrato un disegno cui i dati esposti si riferiscono, per cui l’Italia dovrebbe divenire le piattaforma europea per lo smercio delle quote di gas, petrolio e merci varie, in cui la progettazione di Tav e Terzo Valico rientrano pienamente. Ciò cui si tende cioè è abbattere l’autonomia produttiva del paese e papparsi il suo tesoro, riducendoci di fatto,in schiavitù.Siamo sotto attacco.

  9. 19 maggio 2012 alle 15:56

    A Molotov: su “il fatto quotidiano” di giovedì scorso un lettore scriveva che abbiamo una classe politica di 1.300.000 persone che costa 60 miliardi di euro l’anno. Lei ne fa parte?Mi piace l’impeto romantico e tardo illuminista della sua citazione. Marx comunque sapeva far di conto, dato che come altri economisti di quello teorizzava. Il nostro stato parassitario, dove l’andrangheta è la prima azienda del paese per fatturato, paga il capo della polizia che quella dovrebbe debellare 4 volte il capo dell’FBI benchè la popolazione USA sia 5 volte superiore la nostra. Io mi insospettirei…Su “La Stampa” di oggi l’attuale premier francese Hollande ha deciso di tagliare di un terzo tutti gli stipendi a partire dal suo.La Calabria ha più guardie forestali del Canada. Pensa che potremo emulare l’esempio francese? Io propenderei per l’esempio della Romania, dove, mi dicono, dal presidente all’ultimo dipendente gli stipendi son stati concordemente dimezzati. Ha sentito il buon Napolitano, non certo privo di mezzi, farsi esempio per il paese? E il costo dei baby pensionati sulla tassazione al 58% alle imprese, che influisce anche sul costo a quasi due euro della benzina, la quale fa’ aumentare i prezzi di pane frutta e verdura anche per la Caritas, dove ogni giorno si distribuiscono pasti agli indigenti a centinaia,saprebbe giustificarmeli moralmente?

  10. 20 maggio 2012 alle 08:30

    Io, nella Grande Madre Russia ho fatto parte, per anni, della nomenklatura politica, e succedeva quello che succede da voi nella pubblica amministrazione, un ozio senza riposo dove il facile era reso difficile attraverso l’inutile. Là era opera degli apparatchiki, emanazione diretta e zelante del potere politico e qui da voi è esattamente la stessa cosa; è vero, avete funzionari pubblici che guadagnano anche 2 o 3 volte quello che guadagna Obama, per che motivo non si sa. La politica nomina e assume migliaia di persone, nei paesi come il nostro o il vostro, parcheggia negli uffici pubblici amici e parenti. Poi quando il sistema crolla, di solito ci vanno di mezzo la gran parte di persone che, invece, dipendenti pubblici o no, fanno il loro dovere, o almeno vorrebbero farlo (in genere nella p.a. chi sa o ha voglia di lavorare non è molto ben visto). Non vorrei che nella foga di trovare un colpevole per la situazione attuale, succedesse come da noi negli anni 30, quando io e Josif abbiamo indirizzato l’ira del popolo contro i kulaki ucraini, ne abbiamo sterminato qualche milione, ma la collettivizzazione non ha funzionato lo stesso. Mi creda se le dico che ho conosciuto un mucchio di funzionari e dipendenti onesti, che non vedono l’ora che qualcuno si metta a valutare il merito, le capacità e il lavoro fatto, realmente, non soltanto le presenze (a cosa serve uno presente ogni santo giorno, che non fa una pippa?). Ma ho i miei dubbi, perchè è già successo da noi in patria, dopo le epurazioni che vi piacciono tanto: nei ministeri e negli uffici vedo ciondolare in giro sempre le stesse inutili facce. E’ facilissimo fare delle generalizzazioni, ma personalmente vorrei che, qualche volta, si fosse un po’ più mirati; non sento mai nessuno parlare dei dirigenti o dei consulenti, il problema sono sempre e solo i dipendenti. All’interno dei comuni e nelle partecipate ci sono un mucchio di professionalità, ma, chissà come mai, ci si rivolge, spesso, ai consulenti esterni, con contratti molto onerosi. E questi non sono dipendenti pubblici, oh no!, sono professionisti che mungono la vacca statale, molto più degli irriducibili statalisti. Nemmeno nella tanto osannata spending review, di questo governicchio balneare che avete, si quantifica il costo delle consulenze private alla pubblica amministrazione. Sia chiaro comunque che, ora come allora, nessuno vuole difendere i fannulloni, come nessuno, penso, voglia difendere l’evasione o l’elusione fiscale, che ci sono, eccome se se ci sono!. Anche la Cassazione ha dato una stretta sull’infedeltà dichiarativa, a quanto pare, quando assume chiare connotazioni criminose. Anch’io potrei, indistintamente, sparare nel mucchio, come ai bei tempi delle “purghe”, ma non lo faccio; sono perfettamente conscio che ci sono un mucchio di imprenditori onesti, che subiscono come e più di altri l’iniquità di uno stato che ha perso la bussola.
    Detto questo, però, ora vorrei passare alla più autorevole magistratura contabile del vostro paese, perchè se non parliamo di dati certi, rischiamo di confonderci, con tutto il rispetto che ho per i lettori del Fatto Quotidiano (quando sono in Italia lo leggo molto volentieri). Ultimamente, ho letto sulla Pravda un articolo di fondo, che parlava della Relazione 2012 della vostra Corte dei Conti. Nella relazione, la Corte dice: “I reiterati tagli lineari agli organici obbligano le amministrazioni a una continua attività di revisione degli assetti organizzativi che impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili, negativi riflessi sulla quantità e qualità dei servizi erogati”, poi aggiunge :”Suscita perplessità” (l’intesa fra governo, enti locali e sindacati sulla riforma del lavoro statale) “nella parte in cui rimette in discussione il percorso già avviato” sulla “valutazione della performance” delle PA e del merito dei dipendenti”. “Il rischio, paventato dalla corte è quello di una possibile permanenza delle criticità che hanno caratterizzato sinora la contrattazione collettiva nazionale e integrativa, non in grado di rendere effettiva la correlazione fra componenti accessorie della retribuzione e incrementi di produttività del settore pubblico”. La corte, inoltre, certifica che è calato il divario tra retribuzioni pubbliche e private, passando dall’8% al 2,6%, in virtù del blocco della contrattazione collettiva fino al 2014 e che la spesa per i dipendenti pubblici nel vostro paese è “in linea con i principali paesi dell’Unione Europea” ma il confronto tra il numero dei dipendenti pubblici e il totale degli occupati, in forte discesa nell’ultimo decennio (dal 16,4% al 14,4%), evidenzia un peso della burocrazia sul mercato del lavoro pari a circa la metà della Francia e di gran lunga inferiore anche al Regno Unito. Allora, io, vecchio pensionato bolscevico, ma anche giovane spirito rivoluzionario, mi chiedo se avete messo a fuoco del tutto l’obiettivo. A chi li volete tagliare gli stipendi?, al geometra o all’architetto che, con 20/25 anni di anzianità, si sforza di fare il suo lavoro, per 1300 euro al mese, all’usciere da 900 euro al mese, all’impiegata da 1150 euro?, o finalmente rivolgerete i vostri strali verso i veri nemici dello stato e, per inciso, del buonsenso, quelli che ci hanno portato a questo stato di cose. Volete ingrassare solo le code davanti alle sedi della Caritas, o porre veramente rimedio allo sfacelo?. Le ripeto che mi sto sforzando di non generalizzare, ma se parliamo di costi della politica, mi trova d’accordo, se invece giochiamo al “liberi tutti, si salvi chi può”, se ricominciamo con il “festival della purezza”, dove nessuno ha responsabilità, dove sopratutto nessuno ha fatto da stampella al passato regime berlusconiano, appoggiando ed esaltando le favole di tremonti, brunetta & Co., con i loro condoni vari e scudi spaziali (che, come ben sa hanno penalizzato, come al solito, gli onesti) allora non ci stò più.
    Concludendo, per noi marxisti, la morale è una sovrastruttura derivata dai rapporti economici di potere; visto che nel vostro paese il potere non è mai stato del proletariato, la conseguenza diretta è che l’unica morale imperante è, sempre, stata quella borghese (o cattolico borghese, se preferisce).Quindi le giustificazioni morali per questo stato di cose le dovrebbe chiedere a chi lo ha generato, non a chi come me cerca, come penso anche lei faccia, di sopravvivere all’ingiustizia e all’iniquità imperante in questo momento storico.

  11. 20 maggio 2012 alle 10:53

    Mi sa spiegare, ad esempio, come si rileva dal sito “cattivi pensieri” della CGIL perchè ai dipendenti del comune pagano straordinari ed indennità di soli 3 mesi, mentre ai dirigenti quelli di tutto l’anno?.

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