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[BlogLettera] Alessandria, IMU una falsa promessa

16 maggio 2012

Sino a non molto tempo fa la maggioranza uscente vantava un utile di bilancio, salvo poi scoprire, che, purtroppo per i cittadini, la situazione è ben diversa, infatti, nel consuntivo 2011, non ancora discusso per mancanza del numero legale è chiaramente indicato un deficit di 19 milioni di euro, relativo agli ultimi tre anni, oltre a un debito fuori bilancio di 27 milioni di euro e a questo proposito l’opposizione afferma che in realtà, il debito potrebbe essere anche maggiore.

Ora a pochi giorni dal turno di ballottaggio, la promessa del Sindaco uscente che dichiara ai media:
“applicherò la tassa IMU al minimo sulla prima casa; per quanto riguarda la seconda casa, abbatteremo comunque l’aliquota massima”.
Ma solo due mesi fa, lo stesso nella delibera del 20 marzo 2012, scriveva:
“si prevedono nuove entrate per la nuova IMU pari a 48 milioni nel 2012, attraverso l’applicazione della quota massima”.

Dichiarazioni quantomeno contraddittorie, la prima a marzo con il tentativo di salvarsi dalla Corte dei Conti, oggi la seconda per cercare di recuperare consensi, anche a costo di fare ai cittadini una promessa impossibile da mantenere, per la difficile situazione finanziaria in cui versano le casse comunali.

Non è questo il modo di fare politica, i cittadini sono stanchi di trucchi contabili per falsare il bilancio, finalizzati a presentare una situazione inesistente e di continue promesse non mantenute, poi non c’è da stupirsi se aumenta l’astensione, il voto di protesta e conseguentemente il distacco fra la politica e i cittadini, con tutto quello che ne consegue.

I cittadini prima di tutto
Pier Carlo Lava

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Categorie:BLettere
  1. 16 maggio 2012 alle 16:05

    Gli architetti e gli urbanisti che lavorarono al piano di ricostruzione di Mosca, tennero in gran conto le opinioni di Ivan Il’ič Leonidov. Costui era un architetto, molto attivo nell’individuazione di problemi viari a Mosca e, in ultimo, aveva deciso di appoggiare Josif, nel suo per così dire, ballottaggio, con Trotskj, finito un po’ di tempo dopo in Messico. In seguito, i suoi colleghi, avrebbero scoperto che era instancabile nell’individuare e segnalare, anche, i problemi economici e fiscali che angustiavano i cittadini di Mosca.Tutti assieme rievocarono sulle pagine della rivista “Bolscevik prima di tutto” non solo l’interessamento di Stalin per la ricostruzione di Mosca, viste le sue innegabili capacità tecniche, ma anche la sua fattiva partecipazione alla elaborazione e al controllo attento del piano e della sua attuazione. “Nella riunione del Cremlino il compagno Stalin ci diede con eccezionale chiarezza e forza persuasiva le linee fondamentali per l’impostazione della questione della ricostruzione della capitale [….] Eravamo stupiti che in così poco tempo Josif Vissarionovic avesse potuto studiare a fondo un materiale così voluminoso. Nei suoi interventi citava a memoria singoli tratti di questi documenti, formulava concretamente i principi basilari della ricostruzione della città. […..]. Peccato che di statisti del genere, oggi, non ce ne siano più, aveva doti quasi superomistiche. Del resto, mi disse un giorno Leonidov, quando si riconosce un leader, e sopratutto un vincitore, anche in ritardo, perchè non rivolgergli il proprio tributo, la propria ammirazione e il proprio incondizionato appoggio?….

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