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[BlogLettera] Rita Rossa risponde sul futuro dell’Università

16 maggio 2012

Sono assolutamente convinta che l’Università rappresenti una risorsa insostituibile per Alessandria: l’investimento nella conoscenza e nella formazione sono, infatti, uno dei capisaldi del mio programma; un programma che vuole puntare sul futuro.
Consolidare gli insediamenti universitari dell’”Amedeo Avogadro”, sviluppare una maggiore integrazione tra le proposte didattiche e di ricerca dell’Ateneo e le dinamiche economiche e sociali del territorio: tutto ciò costituirà asse prioritario di lavoro una volta diventata Sindaco.

Naturalmente, occorrerà che il governo cittadino assuma con maggior energia, rispetto a quanto accaduto con la giunta comunale uscente, tutte le iniziative istituzionali necessarie a completare la rete, indispensabile, dei servizi per il diritto allo studio: ciò che ancora manca per fare della nostra città una vera e propria “città universitaria”.
Su questo punto occorre incalzare l’ente regionale allo scopo preposto, l’Edisu, che in questi anni ha rivolto attenzione e investimenti alle sedi di Vercelli e Novara le sue attenzioni, facilitata dall’atteggiamento imbelle di un’amministrazione comunale che non ha saputo far valere le proprie ragioni, e le ragioni della città nei confronti della giunta regionale.
L’impegno puntuale e consistente della Provincia, e dell’assessorato da me guidato, ha contribuito anche nel recente passato a contrastare il tentativo di ridimensionare la presenza universitaria in Alessandria. Spiace constatare come sia mancata altrettanta puntualità da parte del Comune e in questo senso dovremo adoperarci per cambiare passo, in modo da dare continuità al percorso intrapreso appunto dalla Provincia. Mi riferisco all’avvio e al completamento oramai prossimo dell’iter per cedere all’”Avogadro” l’ex caserma dei Carabinieri di via Cavour. L’operazione rischierà di essere monca, se il Comune non risolverà in fretta le questioni urbanistiche collegate all’esigenza di rendere fruibili e accessibili gli spazi.
Su questo versante, registriamo da parte dell’ente comunale ritardi che, una volta Sindaco, sarà mio impegno recuperare.  Così come sarà indispensabile venga superato il gap sul fronte di infrastrutture tecnologiche fondamentali, quali la banda larga e i sistemi wireless.
Gap che deriva anche dalla miopia di taluni soggetti, come Amag, che per motivi a me del tutto incomprensibili ha impedito alla Provincia di utilizzare gli impianti dell’azienda presenti alle porte di Alessandria per collocare le antenne ripetitrici. Una sorta di sciocca “gelosia istituzionale”, che non ha danneggiato la giunta provinciale, bensì i cittadini di Alessandria, le imprese e, soprattutto, quel bacino di utenza universitaria che oggi ha necessità inderogabile di nutrirsi della connessione alle reti del sapere.

Nel mio programma c’è tutto questo.

Realizzare finalmente i servizi “materiali” fondamentali per la vita di una comunità universitaria e per la sua relazione feconda con la comunità cittadina: residenze, mense, biblioteche, catturando le risorse necessarie dall’Edisu.
Rilanciare il sistema dei servizi culturali, mettendo in rete i numerosi fondi bibliotecari e archivistici presenti in città, rendendo fruibili i patrimoni museali e culturali, riaprendo il teatro: perché una città senza servizi culturali all’altezza non può essere una città universitaria.
Attivare sul fronte delle nuove tecnologie, tutti gli strumenti idonei a catturare la popolazione universitaria, fatta di studenti, ricercatori e docenti, in una vera e propria community: mediante l’adozione di una carta studenti per l’accesso agevolato ai servizi, mediante l’offerta di wi-fi libero in taluni luoghi pubblici della città e presso le sedi universitarie.
Attivare un Tavolo permanente dei saperi, che ponga in interazione le competenze presenti nel mondo accademico con quelle operanti nei diversi settori del mondo istituzionale ed economico locale, con lo scopo di sviluppare progetti per l’innovazione.

Programmare una strategia di promozione delle sedi universitarie alessandrine sulle fasce di studenti della scuola superiore più prossime alla maturità, in modo da meglio connettere il sistema formativo della scuola secondaria superiore con le opportunità offerte dall’Università del Piemonte Orientale, tanto rilevanti quanto ancora non sufficientemente conosciute e apprezzate.
Avviare una negoziazione serrata con la Regione e con Trenitalia, finalizzata a rintuzzare il progressivo deperimento dei collegamenti da e per Alessandria e tra Alessandria e gli altri poli dell’Ateneo “Amedeo Avogadro”, nella convinzione che l’integrazione, anche in termini di potenziamento dei collegamenti fisici tra le tre sedi, sia elemento decisivo per potenziare l’Università nel suo insieme.

Rita Rossa

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