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Mala tempora currunt?

16 maggio 2012

Un amico mi dice: “guarda, prepariamoci a mesi bui, di repressione del dissenso, anche sul nostro territorio. Le condizioni ci sono tutte”.

Spero naturalmente che sia un punto di vista eccessivamente pessimista, però è uno che di solito ci azzecca, quindi occhio. La pentola sociale è in ebollizione, che sarebbero cominciate le gambizzazioni era da prevedere, e non sarei così sicuro che non possa scoppiare anche qualche bombetta di mano ignota, come nella miglior tradizione del nostro bel Paese.

Le affermazioni (alessandrine, tra l’altro) del ministro dell’Interno Cancellieri l’altro giorno hanno lasciato il segno, tanto che sul fronte No Tav mettono giustamente le mani avanti, per tracciare il solco tra il dissenso determinato e pacifico, e l’uso della violenza.

Qualcun altro mi fa notare che, con il pieno appoggio in sostanza di tutti coloro che siedono in Parlamento, qualche giorno fa Giovanni De Gennaro (nella foto), vera star, diciamo così, del G8 di Genova nel 2001, è stato promosso da mister Monti sottosegretario di Stato con delega ai Servizi, se ho capito bene.  E se ho capito ancora meglio, signori miei, questo è un altro segnale da non trascurare.

Di teorie sulla dissoluzione degli Stati nazionali, e sulle oligarchie bancarie e finanziarie internazionali al potere, è pieno il web. Dell’Italia Paese senza più classe dirigente, e in svendita ai grandi capitali internazionali anche. In questo contesto, Tav e Terzo Valico avrebbero un ruolo ben preciso. E quella dei vari comitati di cittadini e delle comunità locali sarebbe, in effetti, una battaglia di assoluta retroguardia. Già persa insomma.

Non so perché, ma sono convinto da tempo che i film di Romero sugli zombie rimangono la più lucida lettura socio politica di questi anni. Attenzione però, perché gli zombie (alias le moltitudini di oppressi esclusi dal banchetto del potere) alla fine le buscano sempre, è vero, ma non si arrendono mai. Il cinema, che metafora straordinaria…

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. cittadino
    16 maggio 2012 alle 09:26

    La ricetta è sempre quella, nata all’epoca della guerra fredda, perfezionata negli anni 70 con le stragi di stato (non a caso ancora, e per sempre, impunite) e poi codificata magistralmente dal Maestro per eccellenza, licio gelli.
    1. Creare tensione, anche col ricorso a violenza indiscriminata verso la popolazione. Non disdegnando, come a Firenze, l’uso della criminalità organizzata.
    2. trovare uno o più capri espiatori. Ieri gli anarchici, oggi gli anarchici, o i “notav” (chissenefrega se son donne e ragazzi, semplici cittadini che hanno il torto di opporsi alle truffe di stato) o (come ha detto col suo vocione trangender la cancellieri) “la popolazione della Val di Susa”. E poi alla bisogna ci sono sempre i black block (altra specie di cui nessun esemplare è mai stato catturato sul fatto, e sì che c’erano sempre migliaia di agenti schierati ad assistere alle loro performance: non uno!)
    3. usare questi pretesti per promulgare leggi speciali, e promuovere gli uomini “giusti”, e infiltrare sempre di più le Istituzioni, al fine di ottenerne il totale controllo.Tutto in nome della “sicurezza”
    4, reprimere duramente i malumori creati ad arte: arresti intimidatori, carcere duro, cariche di manganelli e lacrimogeni che procurano il cancro (vietati dalle convenzioni internazionali perfino in zona di guerra), concertine di filo spinato israeliano (vietate anch’esse): i cittadini devono essere terrorizzati, così non protesteranno più per la perdita dei diritti civili e per i torti subiti.
    5. fatto questo, l’obiettivo vero è raggiunto: CONTINUARE A RUBARE A PIU’ NON POSSO I SOLDI PUBBLICI, quelli rubati ai cittadini medesimi.

    La storia si ripete sempre, con qualche elemento di differenza.
    In questo caso, la differenza la fanno i dirigenti del PD, che hanno schierato il loro partito, e i voti dei loro ingenui elettori, dalla parte della P2.
    Non a caso cicchitto e dalema dicono in tv le stesse stronzate, e il piduista cicchitto non sembra mai il più torvo tra i due…

  2. 16 maggio 2012 alle 09:42

    Certo che a me verrebbe da dire “sed peiora parantur…”, e l’impressione è proprio quella. Una delle caratteristiche del regime che instaurammo, più o meno di tutti i regimi dalla nostra parte della “cortina” di ferro, era la repressione feroce del dissenso, molto feroce. Chi si azzardava ad alzare la testa veniva subito ricondotto nell’alveo della ragione, ammorbidito nelle sue , per così dire, assurde pretese e rieducato con 16 o 17 anni di Gulag. Gulag è l’abbreviazione di Glavnoe upravlenie lagerej (Direzione centrale dei lager); sì, avete capito bene, i “lager”. Comunque non li aveva inventati neanche hitler, li aveva inventati lo zar Pietro il grande, per i dissidenti che non riuscivano a capire la grandezza e la maestà dello zarato. All’alba della rivoluzione bolscevica tutti i prigionieri furono liberati, ma, poi, Il’ič pensò che non si butta via una cosa che funziona, così li rimise in pista, a pieno ritmo, per i suoi oppositori. In altre parti del mondo occidentale, dove la democrazia, invero, appare a “sovranità limitata”, qualche piccolo accenno c’è, magari si maschera il campo da centro di accoglienza, oggi sono gli immigrati, domani chi lo sa?. Comunque, le svolte autoritarie, come successe da noi, approfittano dell’indifferenza o della tacita complicità delle masse, Solženicyn, ha, sempre, severamente rimproverato il popolo sovietico per la sua tolleranza ed apatia nei confronti dei campi di concentramento; e vi transitarono all’incirca 18.500.000 persone, negli anni dell’URSS. Il potere, generalmente, effettuava delle prove: dapprima vedeva come l’opinione pubblica reagiva ad un po’ di tortura, l’indomani alla dispersione violenta di una manifestazione pacifica, poi passava alla detenzione dura, con accuse risibili. Il tutto, naturalmente era filtrato da una informazione monotematica, mascherata da pluralismo di opinioni, che indottrinava la popolazione, già di suo avulsa al senso critico; penso che, volendo, avrebbe persino potuto convincere tutti che gli Yak volavano. Meno male che da voi l’elettorato è maturo e lo ha dimostrato, sopratutto ad Alessandria, nelle ultime consultazioni. Da voi le grandi opere vengono fatte consultando i cittadini, nessuno potrebbe mai imporre alcunchè contro la volontà delle popolazioni, tantomeno reprimere legittime manifestazioni di dissenso pacifiche. L’opinione pubblica non si farebbe mai turlupinare, non potrebbe mai credere che, gli unici che hanno a cuore le sorti dei territori in cui vivono, o la salvaguardia delle condizioni di vita, la salute di un’intera regione, siano un manipolo di facinorosi disfattisti, nemici del progresso. Per fortuna vostra; pensate che nell’Unione, il problema delle grandi opere l’avevamo risolto, si faceva e basta!. O meglio lo facevano i deportati dei Gulag, mentre riflettevano sui loro errori, primo fra tutti la pretesa di vivere liberi, ricevendo a malapena un terzo degli alimenti, necessari per lavorare. Ma, cosa volete, se l’erano cercata; per fortuna, qui da voi, contano le opinioni di tutti, in democrazia si è veramente tutti uguali e non c’è nessuno più uguale degli altri…

  3. TM
    16 maggio 2012 alle 11:30

    l’ottimo molotov, a proposito delle ‘popolazioni della val di susa’ così opportunamente evocate dal ministro dell’ordine pubblico, potrebbe da par suo descriverci qualche metodo per farle calmare, tutte insieme.
    se decidessi di usare un nick tipo tito livio, potrei parlare delle deportazioni (rilocalizzazioni) dei marsi o dei galli boi (se non ricordo male) … così, per simmetria – e senza pretesa di far impossibile concorrenza 😉
    devo dire che quest’arietta anni ’70 sta risvegliando in una persona di moderati e miti sentimenti qual io sono istinti e spirti (animali) che credevo di aver sepolto sotto strati di comune decenza, e scettico buonsenso.

  4. 16 maggio 2012 alle 12:15

    A proposito di Anni ’70, vi segnalo la mostra di libri, documenti e volantini dedicata al ’77 che parte venerdì ad Alessandria. Ci andrò, e magari ne riparliamo:

    http://allevents.in/Italy/MOSTRA-IL-MOVIMENTO-DEL-77-finalmente-il-cielo-%C3%A8-caduto-sulla-terra!/102067036598063

  5. 16 maggio 2012 alle 13:01

    A volte non serviva neanche il ricorso alle armi; bastava isolare e far sentire abbandonate le popolazioni, infiltrare degli agitatori, affidare il potere agli apparatchiki organici e cooptare dei politici “collaborazionisti” che govenassero le zone che ci interessavano. Poi facevamo proclami, diffusi ad arte dai sicofanti dei giornali, gli accusatori prezzolati del regime, e dai parlamentari dell’unione, e il gioco era fatto. Nel 1932/33 abbiamo fatto morire di fame milioni di Ucraini. Il “moryty holodom”, da cui deriva il più conosciuto “holomodor”, o olocausto ucraino, è stata una delle più grandi nefandezze che io e Iosif abbiamo perpetrato; l’Onu, recentemente, lo ha riconosciuto come genocidio. I Kulaki, piccoli possidenti terrieri, erano spariti fin dal 1918, ma erano stati resuscitati dalla propaganda stalinista ; si sa, bisogna avere sempre un fantomatico nemico, su cui indirizzare il pubblico sdegno (e in questo concordo con Cittadino). Così divennero kulaki anche i poveri cristi che possedevano un capo di bestiame, poco importa se fosse macilento e quasi, potremmo dire, inutile a fini lavorativi o alimentari. I contadini ucraini resistevano alla collettivizzazione delle terre e alla statalizzazione nei sovchoz, quindi andavano, loro malgrado, ricondotti alla ragione, di modo che partecipassero alla “grande marcia dell’umanità verso il progresso e il socialismo”. Quindi, per ottenere ciò, facemmo in modo di isolare il sud dell’Ucraina, uno dei granai dell’URSS, pilotammo ad arte la carestia che, in parte, avrebbe interessato la regione, requisimmo gran parte delle derrate alimentari, rendendo impossibili le condizioni di vita della popolazione. Con le direttive del il 22 gennaio 1933, firmate da me e Stalin dichiarammo nemici dello stato, al servizio dei controrivoluzionari, coloro che si fossero messi in viaggio per procacciarsi il pane. A milioni morirono di fame, gli altri li deportammo, le torme di bambini che cercavano di abbandonare la regione furono internati in orfanotrofi che compirono il resto dell’opera. Per evitare pubblicità inopportuna all’accaduto, impedimmo, fisicamente, il transito in zona di corrispondenti stranieri. Come vedi TM, io non so giudicare a che punto dell’opera siate, ma mi sembra che i “kulaki” siano stati individuati, i politici che collaborano ci siano, la marcia dell’umanità verso il progresso l’abbiano cominciata, sicofanti ce ne siano in quantità, la pubblica indignazione dei lacchè anche, manca la carestia………ma se lasciamo fare….chissà.

  6. blackbeard
    16 maggio 2012 alle 23:51

    carissimi, sono il solito reazionario che vota PD. Mi viene da dire “esageruma nen!”. Se c’è un paese che non reprime proprio niente è l’Italia, il bengodi per protestatari di tutte le risme.
    Siamo gli unici ad aver trasformato il povero Giuliani in un Pietro Boidi o Fiodor Poletaev, un santo laico della resistenza, invece di considerarlo per quello che era, cioè un povero cristo trascinato in un gioco più grande di lui.
    Eppoi che noia la Tav! E’ solo in Italia che si pianta su tutto questa protesta sterile per una ferrovia : dovremmo benedirle le ferrovie, che tolgono le maledette macchine e i camion dalle strade. E non venitemi a dire che non capisco niente, che però gli studi ambientali dicono altro, che l’analisi economica è fallimentare. A parte che a quelli dei centri sociali non importa nulla dell’analisi economica, però i francesi, la grande Francia, sono dei deficienti dato che permettono la tav? Oppure c’è pieno di gente, molti di sinistra, a cui piace fare la vittima, cioè giocare a fare il partigiano davanti ai tedeschi, il che guevara con gli agnolotti caldi a casa, con la differenza che lo stato italiano per fortuna non è la Wermacht nè l’NKVD, è materno e al massimo di becchi qualche manganellata, un pò di idranti e il grande gioco della revolucion è fatto.
    Poi per la carità, facciamo le analisi di impatto ambientale, adottiamo tutte le precauzioni del caso, diamo delle belle compensazioni, evitiamo di ricreare dei mostri come a Busalla o Ronco Scrivi, ma per favore, è una ferrovia non la costruzione di un’eternit!
    grazie e buona notte a tutti.

  7. 17 maggio 2012 alle 08:44

    D’accordo sul povero Giuliani, e sugli agnolotti caldi caro Blackbeard. Ma anche convinto che i 7 miliardi di soldi nostri per il Terzo Valico finiranno in gran parte ad ingrassare i soliti noti, ma soprattutto che una simile montagna di denaro si potrebbe spendere molto meglio, e con costrutto. Hai presente che disastro è oggi la linea ferroviaria Genova Milano, tratta tra le più utilizzate d’Italia da decine di migliaia di pendolari? E va bene essere lungimiranti, ma ti pare che lo scenario economico internazionale possa far presagire una così crescente, esplosiva necessità di spostamento merci? Mah…Comunque faranno tutto ciò che hanno deciso, questo è evidente: gli interessi economici in ballo sono enormi, e su questi temi di interesse collettivo ci si guarda bene dall’interpellare i cittadini, naturalmente. Tanto poi farebbero lo stesso l’interesse di pochi contro il volere di tutti gli altri, come nel caso dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

    E. G.

  8. 17 maggio 2012 alle 09:48

    Anche noi, dapprincipio, le manganellate le prendevamo, ai tempi dello zarato e della clandestinità; succedeva anche che ci sparassero e che ci facessero fare delle vacanze a spese della monarchia. Da voi i manifestanti e i “protestatari” sono sempre stati repressi con “gentilezza”, come ben sanno, ad esempio, Lauro FARIOLI, Ovidio FRANCHI, Emilio REVERBERI, Marino SERRI e Afro TONDELLI, accompagnati alla “casa del padre” in quel di Reggio Emilia. E che dire ad esempio di Francesco LORUSSO?, o di Saverio SALTARELLI, studente ucciso in via Larga, Milano, da un candelotto lacrimogeno lanciato dalla polizia ad altezza d’uomo nel corso della manifestazione per l’anniversario di piazza Fontana nel ’70, o di Roberto FRANCESCHI, studente, ucciso da un colpo d’arma da fuoco nel corso degli scontri presso l’Università Bocconi nel ’73?. Certo che da voi si poteva veramente manifestare liberamente, il “paradiso” dei contestatori. E che dire di Saverio SALTARELLI, bomba lacrimogena dei carabinieri a Roma, nel ’70, o di Giannino ZIBECCHI, investito da un camion dei carabinieri in Corso XXII marzo a Milano il 17 aprile 1975, durante una manifestazione di protesta?. E qui potreste dirmi: “ma erano brutti, cattivi e sporchi comunisti!”, pensate però che poteva anche capitare di andare ad una manifestazione dei sindacati, a Brescia nel 74, e assistere ad un gratuito e simpatico spettacolo pirotecnico, fornito anonimamente (ancora oggi non si sa chi ringraziare); o meglio non lo sanno i parenti degli 8 morti e dei 102 feriti. Qualche malpensante ha addirittura ventilato il coinvolgimento dei servizi segreti e di apparati dello stato, non sia mai!. Comunque il risultato è che le parti civili si sono dovute pagare le spese processuali e per :Giulietta BANZI BAZOLI, anni 34, insegnante,Livia BOTTARDI MILANI, anni 32, insegnante,Euplo NATALI, anni 69, pensionato, Luigi PINTO, anni 25, insegnante, Bartolomeo TALENTI, anni 56, operaio, Alberto TREBESCHI, anni 37, insegnante, Clementina CALZARI TREBESCHI, anni 31, insegnante,Vittorio ZAMBARDA, anni 60, operaio, nessuna giustizia. Potrei continuare a lungo nel dimostrarvi come, da voi, in Italia, si possa liberamente esprimere il dissenso, anche ai giorni nostri, parlandovi, ad esempio, della scuola Diaz, posto di “ristoro” volante per manifestanti, allestito in quel di Bolzaneto, a Genova, durante il G8, ma preferisco tornare alla totalitaria Madre Russia. In patria, noi bolscevichi, torturati, repressi ed epurati, in un lampo abbiamo saltato il fosso, non appena arrivati al potere, magicamente, noi che eravamo il più grande movimento di protesta e rivoluzione abbiamo subito adottato i metodi dell’avversario; siamo diventati noi gli oppressori delle popolazioni e di tutti i dissidenti dell’Unione, con il beneplacito e l’appoggio di tutti i nostri militanti. Meno male che da voi, al più grande partito di opposizione, questo non sarebbe mai potuto succedere…..

  9. 17 maggio 2012 alle 10:07

    E temo, caro Molotov, che avanti di questo passo qualche bella bombetta di mano ignota (quindi anarchica, o come si dice adesso anarco insurrezionalista, ovvio) potrebbe di nuovo esplodere. Del resto, se i vecchi metodi han sempre funzionato, perché cambiarli?

    E. G.

  10. mauriziofava
    17 maggio 2012 alle 10:07

    commoventi, i pidiisti.
    Per loro, velocizzare di 20 (venti) minuti il percorso delle merci cinesi che arrivano via mare a Genova e devono raggiungere rivalta scriva-logisticagavio è questione di vita o di morte. Venti minuti, su un viaggio di molte settimane, sono essenziali, e valgono gli iniziali 7 miliardi di euro pubblici.
    Casualmente, è proprio la cifra sottratta agli italiani con i tagli alle pensioni voluto fortemente dal senatore PD Morando, e poi votato da tutto il PD unito e compatto con la fornero, in parlamento.
    Che importa se i flussi di quelle merci sono già ora e saranno in futuro ben inferiori a quelli artatamente dichiarati per farsi finanziare (da noi) il progetto.
    20 minuti e sette miliardi, iniziali perchè son pronto a scommettere che il costo reale salirà di molto, valgono per il PD anche 10 anni di cantieri, e un inutile e mastodontico e devastante manufatto che si mangerà i soliti terreni agricoli, e resterà a imperitura memoria stravolgendo il territorio e la vita di tutti coloro che vi saranno sacrificati.
    Come ai vecchi tempi dell’Ungheria, anche stavolta i pidiisti hanno cieca fiducia nelle direttive del partito.
    Lo stesso partito che evita accuratamente il confronto NEL MERITO, e che a Novi si autonomina PADRONE (e non gestore pro tempore) della proprietà pubblica, e nega poche ore di uso di spazi pubblici ai cittadini residenti che vorrebbero confrontarsi sull’argomento, accusandoli di essere “come forza nuova”.
    Lo stesso partito che a Torino con il signor “abbiamo una banca” e il signor “abbiamo una fondazione bancaria” si compiace delle cariche di polizia, dell’uso dei manganelli e dei lacrimogeni cancerogeni (vietati dalle convenzioni internazionali) sui cittadini che si oppongono agli espropri dei loro terreni. Lo stesso partito che assimila, in stile dalema, quei cittadini ai terroristi delle BR.
    Lo stesso partito che chiede (e ottiene, ovviamente) l’assimilazione delle Valli Polcevera, Lemme e Scrivia alla Val Susa e alle aree delle discariche in Campania. Zone di “interesse strategico”, per cui tutta la zona cantieristica sarà controllata militarmente, con la stessa libertà di manganello e lacrimogeni usata lassù. Hanno nominato Di Gennaro vice ministro, forse gli serviva l’esperienza di chi gestì la scuola Diaz a Genova.
    Il PD è lo stesso partito che se ne infischia dei cittadini anche quando votano in quasi unanimità per tenere l’Acqua in mani pubbliche, o per abolire i finanziamenti pubblici ai partiti.

    I cittadini restano attoniti, a chiedersi come mai, per il PD e i pidiisti, l’interesse di Impregilo sia sempre “strategico” mentre l’interesse dei cittadini è sempre superfluo e sacrificabile, che si tratti di pensioni, case, salute o altre bazzecole del genere…

    Tra mille difficoltà, i cittadini cercano di difendersi con l’informazione.
    Domani sera a Novi Ligure (sala For.Al di via Carducci, pagata autotassandosi) i cittadini discuteranno dell’argomento TAV TERZO VALICO (che i disinformati continuano a credere richieda l’articolo al femminile, da bersani che ci scrive libri a barbanera).

    Lo stesso si farà ad Alessandria, in via Piave 65, la sera del 21 maggio.

    La sera del 22 maggio infine si discute del TAV Terzo Valico a Tortona, dove il sindaco PDL (e dipendente del gruppo Gavio), ha concesso ai cittadini la Sala Romita del Comune. in corso Alessandria 62.

  11. mandrogno
    17 maggio 2012 alle 10:21

    Molotov, lascia stare.
    Non c’è peggior sordo di chi non vuole, o non è capace, di capire le proprie abissali contraddizioni.
    L’importante è che le capiscano, prima o poi, gli elettori. Questi figuri devono andare a casa, e pagare i danni che hanno fatto e stanno facendo.

  12. 17 maggio 2012 alle 10:43

    Del resto, Maurizio, vengono da lontano, nel 56 sostenevano che i nostri carri armati russi, in Ungheria, sparando sulla folla dii inermi rivoltosi, avevano rafforzato la pace nel mondo. Nessun pentimento, neanche una parola, durante le visite di stato, in fondo cosa sono 25000 morti.

  13. TM
    18 maggio 2012 alle 18:17

    così in nota, è un caso il fiorire di capannoni (vuoti vuotissimi) lungo il probabile percorso del terzo valico? (chiese chi una volta andava a genova in 45 minuti col treno e adesso cara grazia se ne impiega 70)

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