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Le anomalie della «crescita zero»

20 maggio 2012

di Bruno Soro
http://www.cittafutura.al.it

“Perché è così lungo l’elenco dei problemi urgenti;
e così corto quello degli scritti nei quali sia chiaramente chiarito il contenuto di essi?
Come si può deliberare senza conoscere?”

L. Einaudi, “Conoscere per deliberare. In “Prediche inutili”, Gli struzzi, Einaudi, Torino 1974

L’Italia che non cresce (più). Stando ai dati più recenti pubblicati su “Il mondo in cifre 2012” (Fusi orari, Roma 2011), l’Italia, nonostante tutto, è pur sempre la settima potenza economica mondiale, preceduta dal Regno Unito (oltre che da Francia, Germania, Cina, Giappone e Stati Uniti) e seguita dal Brasile (dalla Spagna e dall’India, per restare ai primi dieci paesi della graduatoria). Tuttavia, se si osserva la graduatoria dei paesi in base al PIL pro capite, il nostro paese si colloca al ventinovesimo posto (preceduto dal Regno Unito e seguito dalla Spagna). Prima anomalia. L’Unione Europea a 27 paesi, con i suoi 500 milioni di abitanti, è la terza potenza demografica mondiale (preceduta dall’India e dalla Cina e seguita dagli Stati Uniti), ma è la prima potenza economica, seguita a ruota dagli USA, dal Giappone  e dalla Cina (i due paesi la cui potenza economica, però, è circa un terzo rispetto a quella degli USA e della UE). Seconda anomalia.  [Per leggere l’articolo completo clicca qui]

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Categorie:Editoriali
  1. Graziella (gzl)
    20 maggio 2012 alle 09:14

    Mi scusi Prof. Soro se ne aprofitto del Suo spazio, ma visto un settore che Lei conosce benissimo e sull’argomento “polizza anticalamità” a suo tempo ne abbiamo parlato con una minima divergenza, porto alla conoscenza dell’ennesima porcata del Governo MONTI&NAPOLITANO . Non ci sono riusciti i Governi dal 2003 ad oggi ( con il CALCA – alluvionati del casalese ho fatto le mie battaglie supportati a suo tempo dall’On. Dameri, in seguito Realacci ogni volta che è subentrato tale rischio nella VIII commissione camera e dalla Confedilizia Nazionale che ha portato le nostre istanze nelle audizioni alla camera)

    CHE SUCCEDE? Con il testo in vigore dal: 17-5-2012 – DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59
    Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0081) (GU n. 113 del 16-5-2012), con l’art.2 comma 2b di tale Legge, lo Stato non pagherà più i danni per terremoti, alluvioni, tsumani e qualsiasi altra calamità naturale. A ricostruire l’edificio crollato o solo danneggiato sarà il proprietario della casa stessa. Che pagherà a sue spese. Pagherà l’assicurazione nel caso in cui il proprietario, previdente, abbia stipulato una polizza assicurativa. Insomma, in futuro potranno essere al sicuro solo i cittadini che hanno stipulato una polizza assicurativa.

    Ora: dopo aver ingrassato le banche , è il turno delle compagnie assicurative. Lo Stato manleva la sua responsabilità per ogni ritardo e il nulla di fatto in concreto nei territori a rischio alluvione che oggi una alluvione non è più una calamità naturale ma un fatto deliquenziale di ogni amministrazione nazionale, regionale, provinciale, comunale che comprende anche gli Enti preposti . Tutto il resto sono calamità naturali.

    E’ una informazione utile perchè ci troveremo a doverci anche assicurare e nei territori a rischio le parcelle saranno alte, chi non lo farà i cocci saranno suoi.
    Racconteranno di costi assicurati sui 100 euro l’anno: BALLE SONORE!

    Prof. buona domenica.

    • Bruno Soro
      20 maggio 2012 alle 11:53

      Gentile signora Languzzi,

      sì, ho letto anch’io la notizia. Mentre la ringrazio per le sua parole di apprezzamento per il mio contributo alla conoscenza dei problemi dell’economia italiana, le rammento che io ero e resto favorevole all’introduzione di una assicurazione obbligatoria per i proprietari delle abitazioni per far fronte alle emergenze ambientali, sul tipo di quelle esistenti negli USA e in gran parte dei paesi europeri. Un’assicurazione, per intenderci, sul tipo di quella per la guida dei veicoli. E’ una soluzione molto più democratica rispetto a quella che obblioga di passare attraverso la buona volontà (si fa per dire) dei politici e degli amministratori di turno. Vedrò se mi è possibile di ritornare sull’argomento. Cordiali saluti,
      Bruno Soro

      • Graziella (gzl)
        20 maggio 2012 alle 12:51

        Prof. Soro, sì conoscevo il Suo pensiero in merito. Dal 2003 , cioè da quando ho iniziato di occuparmi di questo settore per conto del CALCA, ho arricchito la mia conoscenza su come funzionano questo tipo di assicurazione in USA e nel resto di Europa. Mi sono fatta un piccolo archivio e non sono tutte rose e fiori sia per gli assicurati che sono sotto cura di stress da attesa per i ritardi nei risarcimenti e per le compagnie che sono in deficit, ma posso dirLe di più, ho seguito la recente alluvione nel Veneto e siamo in contatto con un grosso Comitato di cittadini che tanto per cambiare hanno avuto la necessità di raggrupparsi e difendersi, lamentano che le assicurazioni non accettano di assicurarli anche se sul settimanale “Il Mondo” che leggo puntualmente, c’è da tempo una paginata di pubblicità di una assicurazione che con una impresa reclamizza che grazie all’assicurazione l’impresa è subito ripartita. Mah! Sicuramente Lei ha informazioni dirette e esatte, io purtroppo le trovo nel web ovviamente rilevate da siti garantiti.
        Se tratterà l’argomento ne sarò interessata perchè tutto è utile per capire e di conseguenza agire, certo è che non sono d’accordo con “pilato” che è lo Stato:aumento accise carburanti per i territori colpiti, lo 0,50% dei bolli bancari a partire dal 1995, prelievo fisso annuo che ha portato nelle casse dello Stato (ultima stima rilevata poi il silenzio) 492.000.000 di euro mediamente annuo. Di questi denari che versiamo perchè non vengono utilizzati per la messa in sicurezza o per i risarcimenti? E i denari che ricevono i Consorzi di Bonifica per le difese da esondazioni anche sui fabbricati (denunce di Confedilizia Nazionale) dove finiscono visto che ogni qualvolta c’è maltempo la nostra Regione tira fuori somme per risarcirli? I BUR regionali lo testano.
        cordialità! Zaccone Languzzi

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