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[BlogLettera] Alessandria: serve uno sguardo più lungo

21 maggio 2012

A conclusione di una bella intervista di Curzio Maltese (la Repubblica 20 maggio 2012) dedicata ai 20 anni dall’inaugurazione del Porto Antico di Genova per l’Expo del ’92, l’architetto Renzo Piano risponde su come trasformare le città divenute negli ultimi anni sempre meno vivibili:
“… Sono molte le cose da fare, ma l’errore è pensare solo a grandi opere, utili magari alla politica spettacolo, ma non alla vita di tutti i giorni. Bisognerebbe invece cominciare dal piccolo, dalle piste ciclabili, dai giardini, dai mille minimi interventi per ricucire il tessuto urbano, a partire dalla periferia sino al cuore delle città. E naturalmente bandire le automobili dai centri cittadini. Riacquistare insomma uno sguardo più lungo. La politica di questi vent’anni ha inseguito il consenso giorno per giorno, ma alla fine lo sta perdendo tutto insieme. Mi auguro che chi arriverà abbia imparato la lezione”.

Parole e indicazioni che dovrebbero essere prese molto sul serio anche dai nuovi amministratori del comune di Alessandria, che si troveranno a governare una città con molti problemi e avendo a disposizione poche risorse. Bandendo i grandi e costosi progetti, come il ponte Meier e il consumo di nuovo territorio, partendo dal piccolo, dai molti interventi minori, dalla manutenzione del tessuto urbano, tornando a far vivere i fiumi con percorsi pedonali e ciclabili, collegando con strutture leggere la periferia con il centro – a iniziare dal Cristo, il quartiere più popoloso –  facendo respirare le piazze che devono essere liberate dalle auto e puntando sulla partecipazione e l’impegno volontario dei cittadini. Scegliendo un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente, sostenibile e in grado di valorizzare i beni comuni, ad iniziare dall’acqua, avendo – come sostiene Piano – il coraggio e l’ambizione dello sguardo più lungo, quello che ha a cuore maggiormente il futuro, il domani della città, ciò che si lascia in eredità alle giovani generazioni. Al posto della ricerca del piccolo, asfittico e interessato consenso quotidiano.

Renzo Penna – Alessandria

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Categorie:BLettere
  1. Graziella (gzl)
    23 maggio 2012 alle 14:26

    guardi Penna, mi spiace lasciare senza un commento il Suo pensiero, quindi anche se preferibilmente non richiesto le pongo io una domanda:

    ” lo sguardo lungo da parte di chi professa ideologie partitiche in più integraliste per sguardi abitualmente ristretti ?” riferito alle ideologie social-ambiental-arcobalen-europee ovviamente.

  2. TM
    23 maggio 2012 alle 16:14

    e se invece di commentare CHI scrive – che poi sarebbe in origine Renzo Piano – leggessimo COSA è scritto? a me non paiono scemenze. oltretutto lei è davvero un esempio di partecipazione e di impegno civile ammirevole – e non scherzo – e i danni del cemento a vanvera li può spiegare a tutti noi meglio di chiunque.

  3. Graziella (gzl)
    24 maggio 2012 alle 08:07

    TM :
    e se invece di commentare CHI scrive – che poi sarebbe in origine Renzo Piano – leggessimo COSA è scritto? a me non paiono scemenze. oltretutto lei è davvero un esempio di partecipazione e di impegno civile ammirevole – e non scherzo – e i danni del cemento a vanvera li può spiegare a tutti noi meglio di chiunque.

    PREMESSA: conosco l’on. Penna dal 1996 a seguire.Non elenco il perchè ma sempre pronta ad elencare.

    Gentil TM, sono ancora capace di leggere e comprendere ciò che sta scritto. Anche se viene riportato solo un commento di Piano, chiedo a Lei o all’on.Penna se conoscono le opere nel mondo di Piano e se ritengono che siano opere che rispettano l’impatto ambientale paesaggistico del luogo in cui sono state inserite. Sia chiaro che a me piacciono tali opere che di solito vengono osteggiate da certa pseudo partitica ambientale. Si vede che il grande architetto Piano dopo aver fatto tutto ciò che la sua arte gli ha prodotto, ora si è convertito al non più utilizzo di cemento, vetro, acciaio e roba simile: invecchiando anche un grande diventa nostalgico e rivorrebbe l’ambiente e il paesaggio che fu per goderselo nei ricordi.

    Detto quanto, se me lo permette, commentare è un mio diritto fino a che Corrieral, mi dirà: “cara GZL, la preghiamo di astenersi di commentare a casa nostra” .

    Aggiungo: come la penso io su opere da fare o su ogni diritto di messa in sicurezza della nostra città da ogni rischio di esondazione, come la penso io sui metodi di come dovrebbe essere gestito il rifiuto urbano, di come la penso io su molti altri settori in ambito ambientale etc. è pur sempre un mio diritto, come è pure un mio diritto criticare le forme estremiste pseudo-ambientali perchè sempre che Lei cortesemente mi permette, ho una certa preparazione sui personaggi che ad ogni livello dal nazionale a scendere operano.

    Concludo: so che criticherà anche il lungo commento di risposta, ma anche qui esprimere una risposta come mi viene meglio è un mio diritto. Oggi c’è il sole, le auguro buonissima giornata.

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