Home > Politica > Piercarlo e Alessandria: fine di un amore

Piercarlo e Alessandria: fine di un amore

21 maggio 2012

Naturalmente in democrazia chi prende più voti vince, e chi non va a votare sceglie di non esserci, quindi non conta. Le teste più “fini” del centro sinistra alessandrino però, già in queste ore, mettono le mani avanti, e riconoscono che, quando alle urne va solo il 41% degli aventi diritto, qualcosa non funziona più.

Il punto non è delegittimare Rita Rossa, che è a pieno titolo il nuovo sindaco di Alessandria, e dovrà ora scalare una montagna fra le più ripide, tra emergenze oggettive e scelte che, per forza di cose, nei prossimi mesi potrebbero anche essere impopolari.

Però se il Pd e i suoi alleati locali si mettessero a gioire, solo perché Pdl e Lega sono messi peggio, mostrerebbero di non aver capito molto di quanto sta succedendo non solo ad Alessandria, ma in Italia.

Siamo davvero di fronte alla fine della seconda Repubblica, ed è una fine ingloriosa, per delegittimazione popolare. I partiti dell’arco parlamentare (e pure gli altri a sinistra del Pd, che subiscono il paradosso di non essere in Parlamento, ma di essere lo stesso vissuti dalla gran parte dell’elettorato come regime) sono arrivati sin qui negando l’evidenza, e facendo finta che l’alternanza centro destra-centro sinistra potesse continuare a “tenere”: non so davvero se saranno in grado, nei prossimi mesi, di “cambiare pelle” in maniera credibile, ma lo scopriremo.

Poi c’è Alessandria: che certo deve essere inquadrata nel contesto nazionale, ma che in questi anni ha anche vissuto di dinamiche proprie, e di un percorso davvero “dissipatore” da parte del sindaco Fabbio e della sua giunta. Forse soltanto il suo collega, sindaco di Parma, è riuscito a fare di peggio.

Per cui, se Rita Rossa diventa sindaco su per giù con gli stessi voti con cui Mara Scagni fu “cacciata” da Palazzo Rosso nel 2007 (per cui non proprio di trionfo si tratta), è altrettanto vero che uno sconfitto a tutto tondo in città lo abbiamo, e si chiama Piercarlo Fabbio.

Vi ricordate la netta vittoria del centro destra nel 2007? E la lunghissima luna di miele di Fabbio con gli alessandrini, tra dilettanteschi inni della città e Bruno Vespa a far da gran cerimoniere del Piano Strategico?

In parallelo però (ed erano in pochi, ed inascoltati, a segnalarlo) cominciava una gestione della finanza di Palazzo Rosso che definire creativa è certamente poco, tra teorizzazioni di “politiche anticicliche di tipo keynesiano” e privatizzazioni assai poco redditizie. “Se la vittoria ha sempre molti padri, stavolta la sconfitta non è orfana, ma ha un nonno”, mi dice spesso un amico, spirito arguto, facendo riferimento alle responsabilità (parlo di quelle politiche: delle altre si occuperà eventualmente chi di competenza) dell’ex assessore al Bilancio, prof. Vandone.

Ma certo un sindaco risponde in prima persona della scelta dei propri collaboratori, e del resto va dato atto a Piercarlo Fabbio di non aver mai scaricato colpe e responsabilità su nessuno (o almeno su nessun componente del proprio staff politico: il discorso del rapporto con i dirigenti di Palazzo Rosso è probabilmente diverso, e in parte ancora da esplorare).

Comunque: passare da un consenso ampiamente maggioritario nel 2007, a meno di 8 mila preferenze al primo turno (e circa 10 mila voti al ballottaggio) nel 2012 è una bocciatura senza appello da parte dell’elettorato. Del resto il centro destra non deve ricostruirsi solo qui da noi, ma in tutto il Paese:  torneremo ad occuparcene presto.

Così come seguiremo con attenzione le prime mosse della neo sindaco, a cominciare dalla scelta dei collaboratori più fidati. Passaggio delicatissimo: chiedere per informazioni a Mara Scagni e Piercarlo Fabbio.

E. G.  

Annunci
Categorie:Politica
  1. mandrogno
    21 maggio 2012 alle 21:28

    la rossa sindaca con il 23% dei voti.
    per recuperare gli altri 3\4 della città cosa farà? lo si capirà dalle nomine e dalle assunzioni. Ogni nepotismo e ogni clientela scaverà una fossa più profonda tra il potere e gli elettori.
    A lei e ai partiti.
    E repetto che fine farà?

  2. CorriereAl
    21 maggio 2012 alle 21:35

    Vero. La nuova sindaco dovrà tener conto che 3/4 della città non l’ha votata: uno scenario inedito. Ma del resto è la situazione complessiva di Palazzo Rosso ad essere oggi molto particolare. Repetto si diceva in giro qualche settimana fa che fosse blindato, con un contratto per altri due anni. Per cui allontanabile, ma come gli allenatori dell’Inter per intenderci. Ma è un i disu. Vedremo.

    E. G.

  3. 21 maggio 2012 alle 21:41

    per allontanare repetto basta alzare il tappeto ,è pieno di spazzatura là sotto, non è che ci voglia tanto ,solo la volontà di farlo

  4. 21 maggio 2012 alle 22:13

    Le popolazioni che occupavano i territori tra il Mar Nero e il Mar Caspio ebbero un rapporto che, si potrebbe, eufemisticamente, definire travagliato, con i russi; addirittura la convivenza tra le stesse etnie era problematica, le inimicizie tribali imperavano. Nel 1817 lo zar aveva ottenuto, in virtu delle sue capacità guerresche, il controllo della regione, soffiandolo al sultano ottomano. Meno male che zarati e sultanati hanno cessato di esistere da tempo; e, credetemi, in quelle terre ricordavano bene quanto avessero sofferto per mano di zar, zarine e sultani, al punto che, ad ogni cambio al governo, sapevano di non potersi aspettare niente di buono, o perlomeno niente di più di quello che avevano avuto dalla nomenklatura precedente. Al massimo sarebbero affondate, di un altro po’, le condizioni di vita delle popolazioni. Comunque, a governare i territori, lo zar mandò un eroico generale delle guerre napoleoniche, Ermolev. Il generale, mentre era in visita a Grozny, comunicò alla popolazione il passaggio di potere tra il sultano e lo zar, presentandolo come un regalo da parte del regnante ottomano. Mentre parlava, un vecchio presente tra la folla alzò una mano in direzione di un uccello che stava volando sopra di loro e gridò: “Te lo regalo, prova a prenderlo”. Il generale capì immediatamente che sarebbe stato difficilissimo governare quella gente e, in seguito, ne informo lo zar che, però, fece orecchie da mercante. Iniziò, così, la repressione dei rivoltosi, che sarebbe costata all’esercito russo nei successivi cinquant’anni più di settantamila vittime. Come al solito, chi interpretava il potere come un regalo, chi pensava di regnare per diritto divino, chi riteneva di governare con l’appoggio di una piccola parte della popolazione, andava incontro a delle sorprese, e non sempre quel volatile riusciva a prenderlo……

  5. punilux
    22 maggio 2012 alle 01:31

    Non so se si rende conto il neo sindaco che non ci sono più spazi per cazzeggi & affini. Feste.. vernissage.. quant’altro serva per buttare denaro pubblico va abolito. Altrimenti la maggioranza assoluta che non ha votato ad Alessandria e che detiene il primato politico con un messaggio direi chiarissimo… Farà partire la rivolta. Dapprima pacifica… Poi, nel caso si pensi di poter adottare pure qui il pugno di ferro alla Monti ovvero noi tartassiamo e godiamo voi lavorate se potete… Allora saranno cavolacci amari per tutti. SIamo molto vicini al limite e il risultato elettorale è chiaro. Rossa, levati gli occhialetti sbarazzini e comincia a fare sul serio rimettendo in sesto i conti tagliando gli sprechi.

    • Graziella (gzl)
      22 maggio 2012 alle 08:14

      I sindaci trionfanti all’inizio….umana, leggittima la soddisfazione e l’euforia personale, strada facendo iniziano a perdere colpi e gradimento. Succede per la scelta che i sindaci “sono costretti” a fare per costruire una squadra. Ogni appoggio ricevuto richiede il premio….penserete mica nell’onestà politico-civica di chi si presenta al voto, quindi per mantenere una maggioranza a volte anche risicata, i sindaci subiscono ricatti. il risultato? dopo cinque anni cadono malamente e non per colpa del Sindaco, ma per chi si è messo al fianco che non ha saputo svolgere al meglio il suo ruolo pubblico. E’ il Sindaco che paga e non i ciapaquai il più delle volte non idonei, senza titolo, nullafacenti…..ci sono individui che nei Consigli Comunali non se ne conosce l’esistenza….assessori di cui nulla si sa a cosa sono serviti. A questi aggiungo consiglieri personali che poco consigliano, che raccontano al Sindaco che è elegantemente vestito , ma di fatto il sindaco è nudo e manco se ne accorge.

      La Calvo di sbagli di questo genere non ne ha fatto. Se si accorgeva che chi le era al fianco non funzionava, faceva si che o si mettesse in riga, o fuori dalle palle: ma era la Calvo….un “animale politico” unico.

      Caduta la Scagni, addosso! Ammetto che anch’io non sono stata tenera ma lo scontento proveniva dalla sua squadra poco democratica e dalle scelte che ha permesso ed autorizzato. Caduto Fabbio addosso! A mio avviso alcune cose buone le ha fatte….ma le ha fatte personalmente perchè se aspettava chi le doveva fare campa cavallo. Quindi non ritengo giusto che siano considerati il peggio che questa città abbia avuto….nella storia non dimentichiamo che Alessandria è stata anche commissariata. Sono convinta nella bontà di intenzioni di voler fare bene da Scagni e poi da Fabbio, ma è mio parere che a fargli perdere la cosidetta “faccia politica” sono le imposizioni delle segreterie nelle richieste di assessorati, dirigenze ecc. , il dover “ringraziare ed accontentare” chi ha dato un minimo di appoggio e ritrovarsi delle “trote” a far andare male la macchina comunale.Può non piacere ciò che scrivo ma ognuno delle “trote” faccia un esame di coscienza.

      La Rossa, se non seleziona bene la sua squadra, se non tiene gli occhi, orecchie ben aperte sui personaggi che dovranno operare al suo fianco, se non analizza bene ogni deficit di chi ha portato la Scagni al risultato del tempo, fra cinque anni avrà gli stessi schiaffi presi dai suoi precedenti…..incolpevole come loro: il Sindaco paga sempre gli errori altrui.

  6. 22 maggio 2012 alle 09:35

    Nel 1874, centinaia di giovani istruiti, di classe agiata, in un impeto populista, si sparsero per le campagne russe, vestendo laceri panni e, svolgendo lavori umili, tentarono di instillare il seme della rivolta nelle classi contadine. I narodniki, nell’impeto populista, sull’onda dell”andata al popolo ” di Bakunin, che come loro si era ingannato (pur su posizioni diverse dal partito “Volontà del Popolo), incontrarono un muro di gomma. Zhelyabov, uno dei dirigenti della Narodnaja Volja (la Volontà del popolo), descrisse gli sforzi dei giovani nel convincere i contadini “come un pesce che sbatte la testa contro il ghiaccio.”
    Nonostante le terribili condizioni di vita, essendo sfruttati e oppressi oltre ogni misura, i contadini russi, credendo che “il corpo appartiene allo zar, l’anima a Dio e la schiena al signore”, furono impenetrabili alle idee rivoluzionarie dei narodniki. A questo proposito si poteva avvertire la tristezza e la delusione, leggendo le parole scritte da uno di quei giovani: “Eravamo noi stessi troppo ciecamente convinti dell’imminenza della rivoluzione, per vedere come i contadini non avevano tutto quello spirito rivoluzionario che avremmo voluto. Essi si aspettavano che l’imperatore avrebbe dato un ordine e la terra sarebbe stata divisa[…] molti di loro immaginavano che egli avrebbe fatto questo passo già da molto tempo, se non gli fosse stato impedito dai grandi latifondisti e dai funzionari, cioè i due nemici per eccellenza sia dell’imperatore che dei contadini.” Ah!, il sovrano, pover uomo, era perennemente ingannato da nobili, funzionari, possidenti, come un bimbo in fasce in balia degli eventi…..
    Pensandoci bene anche “a sua insaputa” viene da molto lontano…..

    • Graziella (gzl)
      22 maggio 2012 alle 13:51

      ….nella storia passata nostrana, nobili, grandi proprietari terrieri, il miglior vino era dei fattori , i meglio polli, conigli, tacchini, anatre, selvaggina ecc. erano dei fattori e via di questo discorso su frutta, ortaggi….poi c’era la contabilità che facevano i fattori. Il nobile o il riccone, quando passava al controllo delle sue tenute gli veniva offerto ciò che pareva; il meglio ma di seconda scelta….e loro non se ne accorgevano …

      morale spiccia e da quattro soldi:come allora essere sovrano o all’oggi sindaco, come innocenti bimbi, quanti inganni….

  7. 22 maggio 2012 alle 20:26

    Se il neo Sindaco inizia come ho visto oggi, direi che rischia di fare poca strada…
    Una scelta di dubbio gusto che conferma come il centro-sinistra non abbia proprio feeling con le magliette 😛

  8. Charlie
    22 maggio 2012 alle 20:30

    Caro Ettore, torno “in chiaro” per dire che semplicemtnte Piercarlo fabbio si è giocato la partita per un misto di mania di persecuzione, di arroganza, di sovraesposizione mediatica e di assoluta noluntas (dimmi che mi perdoni il latino, potrei far peggio) di comprendere ed ascoltare la città. Facebook, i pad, magari twitter non l’hanno affatto aiutato. Ma non dite, per favore, che non sapeva. Sapeva benissimo. Ha scelto di affidarsi a queste (tante) persone fino allo sfinimento. Non è stato ingannato. Ha perso. Male. Ora noi poveri comunali da. Settimana enigmistica, dopodieci anni di campagna elettorale initerrotta aspettiamo un sindaco che si renda conto che assume la direzione di un’azienda, peraltro disastrata e demotivata, di 707 persone. Non è la sagra del salamino, è una cosa seria. Speriamo, veramente che qualcuno se ne accorga. Per ora, benvenuta Rita.

  9. Charlie
    22 maggio 2012 alle 20:32

    Ho fatto errori di digitazione, ma credo che il senso si capisca. Scusatemi tutti

  10. CorriereAl
    22 maggio 2012 alle 20:36

    Sottoscrivo tutto Charlie, hai sintetizzato benissimo. A parte la settimana enigmistica, roba da vecchia guardia (un collega mi raccontò davvero di acquisto a rotazione della copia cartacea, e relativa distribuzione di fotocopie: un’immagine splendida), ormai sostituita da ipad e chissà quante altre corbellerie….dai, non fate i modesti: anche gli impiegati comunali evolvono. Sul futuro non sono per nulla fiducioso (per tanti motivi, che via via ci racconteremo), ma naturalmente in bocca al lupo a voi, e buon lavoro al nuovo sindaco. Attendiamo i nomi della squadra.

    E. G.

  11. velasquez
    22 maggio 2012 alle 21:34

    Tutto tristemente vero, caro collega Charlie!

  12. 22 maggio 2012 alle 21:53

    Comunque, a tutti i compagni proletari, statalisti convinti, aspettando tempi migliori, magari “l’alba radiosa della rivoluzione proletaria”, dedico queste immagini e un pensiero di Gramsci: “Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione”.(anche quelli odierni, aggiungerei io).

  13. 22 maggio 2012 alle 21:57

    oops!,si vede solo cliccando il collegamento a you tube, извините!

  14. il Principe
    23 maggio 2012 alle 09:12

    Dalle elezioni amministrative ci arrivano due notizie molto buone, ed una cattiva.
    La prima buona notizia è che Alessandria si è liberata di un amministratore inetto e scialacquatore di soldi pubblici.
    La seconda buona notizia è che la provincia di Alessandria si è liberata di un amministratore inetto, scialacquatore di soldi pubblici.
    La notizia cattiva? (n)

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: