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Oggi Parma, domani Roma?

23 maggio 2012

Dalle recenti elezioni amministrative emerge un elemento eclatante: la maggioranza degli italiani ha smesso di credere nei partiti dell’attuale arco parlamentare. Attraverso un’astensione di massa senza precedenti, e con il voto al Movimento 5 Stelle, gli elettori dicono una cosa semplice alla trimurti romana ABC (Alfano Bersani Casini) e a tutto il sistema dei partiti: toglietevi dai piedi, o cambiate radicalmente, perché così come siete rappresentate soltanto più i vostri apparati assistenziali.

Un messaggio così semplice, e così devastante, dal basso non arrivava da tanto tempo. Come reagiranno i partiti stessi? Le prime sensazioni non sono incoraggianti: da Bersani a Bindi, da Cicchitto ad Alfano, l’impressione che si ricava è che questa gente sia ontologicamente incapace di trasformazioni vere, perché sanno bene che ciò significherebbe passare la mano. E l’autoconservazione è la prima regola che hanno nel loro dna: si pensano politici dalla culla, quello hanno sempre fatto e quello vogliono continuare a fare da qui alla fine dei loro giorni.
Che gli italiani intendano consentirglielo, però, è tutto da vedere.

Concentriamoci su Parma (nella foto, il nuovo sindaco Federico Pizzarotti). Se anche solo 6 mesi fa qualcuno ci avesse detto: i 5 Stelle governeranno un capoluogo di provincia, ne avremmo sorriso. Oggi è la realtà, e la politica tradizionale (come il sistema dei media) da un lato finge di cambiare atteggiamento verso “i grillini”, dall’altro li aspetta al varco, confidando nel loro naufragio.

Fra le poche analisi di buon senso di esponenti dei partiti tradizionali, vi segnalo quella dello scaltro Matteo Renzi, che sa se non altro parlare un linguaggio contemporaneo, e non da museo delle cere della politica, come fa invece gran parte della classe dirigente del suo partito. E dice parecchie cose condivisibili.

Cosa succederà nei prossimi mesi? Non conosco il nuovo sindaco di Parma (che pure a prima vista appare persona se non altro di buon senso), e men che meno i consiglieri eletti dai 5 Stelle, quindi è difficile immaginarlo.

Certo là partono dal baratro: 600 milioni di euro di debiti dell’ente Comune (il triplo di Alessandria, ma è anche una città grande praticamente il doppio).
Quindi pensare che i “grillini” facciano peggio è difficile. Anche se potrebbero, anzi dovranno, avallare una serie di operazioni altamente impopolari.

Se però davvero i 5 Stelle procederanno con un metodo tanto banale quanto rivoluzionario (es: gli assessori scelti dal sindaco fra i cittadini che inviano curricula professionali, anziché fra i galoppini della vecchia politica), e daranno piena trasparenza ai bilanci, alle spese e alla gestione del Comune, beh….Parma rischia di essere un volàno straordinario per il movimento di Grillo, e la pietra tombale soprattutto di chi, in questi giorni, continua a far finta di aver vinto.

Continuiamo a rimandare invece, lo so, il discorso sulla rifondazione del naufragato centro destra: è che non ci vedo chiaro, e vorrei capire se c’è davvero della sostanza dietro gli slogan pre e post dèbacle elettorale. Mi prendo qualche altro giorno.

E. G.

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Categorie:Editoriali
  1. 23 maggio 2012 alle 14:27

    Sentire Bersani dire che a Parma hanno “non” vinto non ha prezzo!!
    E sbandierando grafici a destra e a manca il buon segretario ha omesso di dire che il PD sarà pure forza aggregante, ma la maggior parte dei candidati che hanno vinto proviene dall’area Vendoliana, come ad esempio Genova.
    E che dire della debacle del candidato scelto dalle primarie a Palermo?
    Mi domando se chi è andato a votare per le primarie è andato anche alle elezioni, visto che Orlando ha fatto man bassa di voti…

  2. CorriereAl
    23 maggio 2012 alle 14:39

    Chi si contenta gode Ermanno….comunque questi ci fanno, non ci sono. Hanno capito benissimo la situazione reale, e la tattica è negare l’evidenza, e sperare nel miracolo. Ma, senza ripresa economica (che mi pare utopica) il loro destino politico è segnato. Del resto, che ci debba essere una classe di mandarini inamovibili buona per tutte le stagioni e le epoche storiche è una roba che, in Occidente, è concepibile solo in Italia.

    E. G.

  3. 23 maggio 2012 alle 15:16

    beh, no, ettore. fino a ieri questo era concepibile anche in grecia. appunto

  4. CorriereAl
    23 maggio 2012 alle 15:18

    Eh, dici bene…..

    E. G.

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