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Primi segnali dal Palazzo

25 maggio 2012

E’ davvero troppo presto per criticare Rita Rossa, o per esaltarne l’operato. Roba da detrattori a priori, o da fans incalliti, e non ci va di far parte di nessuna delle due categorie. Dopo tre o quattro giorni, il nuovo sindaco di Alessandria ha avuto giusto il tempo di guardarsi attorno, capire la situazione generale e prendere le prime decisioni urgenti, programmando le altre per la prossima settimana.

Il primo appuntamento vero sarà la convocazione del consiglio comunale. Lì sindaco e giunta si presenteranno davvero, e allora capiremo anche quali sono le intenzioni rispetto a tanti delicati snodi critici: a partire dall’eventuale dichiarazione di dissesto, per poi passare ad una serie impressionante di emergenze, che è non stiamo ad elencare qui, ma su cui torneremo puntualmente.

Qualche considerazione spot sulle giornate post elettorali però facciamola, dai:

1) Saggia (e mediaticamente ben gestita) la decisione di sospendere l’utilizzo di 330 telefoni cellulari intestati all’ente, 47 parcheggi gratuiti in piazza della Libertà e  6.000 pass per il parcheggio auto in zona blu. 6.000? Io pensavo fosse partito quanto meno uno zero di troppo, ma continuano a confermarmi il numero: mah….
Naturalmente sarebbe bello se, sul sito dell’ente, fosse in futuro pubbicato quante utenze e pass sono stati riattivati.

2) col cavolo che l’assessore è un mestiere poco ambito. Per i prossimi amministratori di Palazzo Rosso si profilano tante grane, e poca moneta. Eppure, anche se nessuno lo ammette, gli aspiranti sono numerosi. Senso civico o disoccupazione dilagante?

3) la luna di miele tra sindaco e città questa volta non ci sarà. Non per colpa di Rita Rossa, ma perché tira proprio, ad Alessandria come nel Paese, un’aria di disillusione e disincanto. Come testimonia l’astensione record. Non è detto che sia solo un male: sarà uno stimolo in più per i nuovi amministratori, con la prateria tutta da ri/conquistare.

4) questo blog negli ultimi anni non è stato tenero con Piercarlo Fabbio. Lo abbiamo criticato senza sconti sul piano delle scelte, pur rimanendo convinti (Andrea ed io) che l’ex sindaco è persona privatamente gradevole. Fabbio peraltro si è dimostrato gran signore, e ha sempre incassato con fair play le nostre valutazioni, e anche i commenti spesso molto duri di alcuni lettori. Diamogliene atto.

A Rita Rossa auguriamo buon lavoro, apprestandoci naturalmente a valutarne l’operato con immutato spirito critico, da alessandrini che amano la loro città, e che sono per scelta, vocazione e divertissment un po’ bastian contrari, e  da sempre battitori liberi.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. Graziella (gzl)
    25 maggio 2012 alle 07:44

    CORRIERAL dice:
    – 2) col cavolo che l’assessore è un mestiere poco ambito. Per i prossimi amministratori di Palazzo Rosso si profilano tante grane, e poca moneta. Eppure, anche se nessuno lo ammette, gli aspiranti sono numerosi. Senso civico o disoccupazione dilagante? –

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    …eh eh ….dice bene sulla “disoccupazione dilagante” più che “senso civico” . SENSO CIVICO: ma quale senso civico, lo possono raccontare fino alle lacrime ma chi ci crede?

    Comunque, se io avessi già fatto l’assessore e a fine mandato il mio sindaco, la mia giunta e me, gli elettori mi avessero mandato a spazzar il mare a colpi di remi nel fondo schiena , OGGI DECOROSAMENTE NON CHIEDEREI NULLA E RIFIUTEREI PER COERENZA TALE INCARICO. Allora sì che partirebbe un barlume di consapevolezza nei cittadini che faccio politica per “senso civico” ma…..figuriamoci, trombati, falliti a suo tempo ce li troveremo nelle costole a far gli stessi errori e scelte sbagliate che vanno contro l’espressione di democrazia, rispetto verso il “sovrano” .

    Rimane indelebile in me una frase di uno di questi a un amico che lo aveva votato: ” io ho vinto e adesso faccio quello che voglio, se non va bene a tempo opportuno mandatemi a casa” ….è andato a casa ma ora pare che ritorni….pare che drammaticamente ritorna!!!!!

  2. Temistocle
    25 maggio 2012 alle 10:02

    beh forse nel numero delle nuove riforme elettorali non starebbe male anche una previsione di preferenza negativa e cioè col mio -1 togli un +1 dato da una preferenza. Se non altro ci sarà molto più interesse per la politica. Una considerazione ma 6mila preferenze per 9 mila voti al ballottaggio del sindaco uscente e ora uscito sono una preferenza e mezza per ogni permesso di parcheggio illimitato e libero……. alla faccia dei favori

  3. punilux
    25 maggio 2012 alle 11:11

    Fabbio ha incassato bene le critiche… ed è stato uno dei principali difetti. Fosse stato più sensibile e riflessivo magari si sarebbe accorto delle vaccate immani che faceva. Soprattutto l’inconsistenza.. Ma non accorgersi è tipico di chi non è capace…
    La Rossa diciamolo non promette niente di buono visto che riprende i collaboratori di Fabbio, ma è presto per giudicare…

    • mandrogno
      25 maggio 2012 alle 12:16

      concordo

    • zorba
      25 maggio 2012 alle 12:27

      Se per “riprendere i collaboratori di Fabbio” si intende Zaccone vorrei ricordarvi che a causa del mancato rispetto del patto di stabilità (da parte della giunta Fabbio) le assunzione sono bloccate. Pertanto la Rossa è costretta per forza a scegliere tra quelli che già ci sono. quindi o si teneva Ansaldi….oppure….
      E Zaccone, a parer mio, è uno di quelli che almeno a suo tempo diede segnali di critica a Fabbio e soci.

      • fabrizio
        25 maggio 2012 alle 13:41

        concorodo caro Zorba. Se fabbio avesse ascoltato di più gente come Zaccone anzichè esiliarli e demonizzarli a favore degli amici che opportunisticamente chiedevano per poi far fare solo pessime figure all’amministrazione forse il risultato sarebbe diverso.

  4. CorriereAl
    25 maggio 2012 alle 13:43

    Giusta osservazione. Qualcuno però (all’interno dello stesso centro sinistra) mi ha espresso ieri ugualmente perplessità, facendo il nome di un’altra dirigente, a suo dire meno “esposta” con il centro destra. O che comunque non ne fu assessore, e ragioniere capo. Ma sono discorsi cavillosi: chi arriva ha pieno diritto di fare le proprie scelte. Salvo naturamente risponderne.

    E. G.

  5. zorba
    25 maggio 2012 alle 16:42

    Credo che qualche perplessità, forse, tutti ne potremo avere sulle scelte che verranno fatte.
    Ognuno ha le sue idee, fortunatamente. La condivisione bulgara non è auspicabile.
    Anch’io ho sentito un paio di nomi (nuovi peraltro) che non mi entusiasmano.
    Però mia intenzione è stata sottolineare la storia del patto di stabilità che vincola e limita chi le scelte le deve fare. Quindi prima di giudicare ritengo sia necessario essere ben informati.

  6. 25 maggio 2012 alle 23:20

    Ieri sera ho letto un brano di Moni Ovadia, ma quanto è bravo…..A casa mia c’era, a cena, Amedeo Bordiga, irriducibile comunistaccio come me, che non si era più ripreso dagli smacchi politici di inizio secolo; se non gli si fa bere un po’ di pepperskaja è di un palloso, che non ve ne fate un’idea. Comunque giù di wodka e abbiamo incominciato a parlare del brano di Ovadia a cui ho accennato prima. Da questo ci è tornato alla mente un romanzo del compianto Isaak Ėmmanuilovič Babel’, “L’armata a cavallo”, un resoconto degli anni trascorsi, dall’autore, come membro della Prima armata di cavalleria russa. Nel libro, ad un certo punto, Cedali, uno dei personaggi, maltrattato e vilipeso, sia dai bolscevichi che dagli uomini dell’armata bianca, chiede ad un cosacco: “Dov’è la dolce rivoluzione?” e, dopo alcune righe, fornisce da solo la risposta: “Abbiamo bisogno di un’internazionale di brava gente”.
    Ad un certo punto ho pensato alla vostra situazione e ho chiesto ad Amedeo: “Ma è così difficile?, eppure è esattamente quello che vi serve adesso”, lui ha chinato il capo e non mi ha risposto, recandosi, desolato, a dormire nella stanza degli ospiti.
    Appena addormentato, il pezzo di yak stufato che ho mangiato per cena, mi si è appollaiato sullo stomaco, sembrava fosse la bestia intera; ho sognato Amedeo solista di un gruppo, i “Los Bordigas loco-comunistas”, che cantava un rap scatenato. Purtroppo ricordo a malapena alcune sillabe, direi, piuttosto “pregnanti”:
    “Basta con le favole pdl-iberiste, catto-federaliste e padane” e “basta con le novelle neodem-ocristiane, finto-simil-marx e rifondarole con sel-fpoetica@supercazzola” (pensate raffigurarsi una @ in sogno, ero proprio messo male); un concerto incredibile, un vero sballo, Bordiga in pelle e borchie con atmosfera da sagra della porchetta. Poi stamani, facendo colazione, ho raccontato l’incubo ad Amedeo che, ridendo, mi ha detto:” cosa ci vuoi fare, da noi in democrazia si fa quello che chiede la maggioranza, mica è facile, la brava gente non cresce sugli alberi…..se non altro continuano a votarli….pochi ma li votano, quando anche questi apriranno gli occhi…….”. Io ho pensato che avesse ragione, meno male che, in Italia, non succede quello che capitò nella nostra Madre Russia: i politici fecero i disastri finanziari, nelle istituzioni, e i lavoratori si videro ridotto o azzerato lo stipendio, nonostante le rutilanti previe promesse. Non ho mai capito come potesse capitare questo, in uno stato, veramente, di diritto “chi rompe paga e i cocci sono i suoi”…e di certo viene invitato ad abbandonare la politica.
    Del resto, ognuno vota secondo coscienza e segretamente.
    Addirittura, una volta, in Patria, durante le elezioni per il rinnovo della Duma, un elettore, non appena ricevuta la scheda elettorale, fece per aprirla, invece di infilarla nell’urna. Il funzionario preposto lo apostrofò aspramente: “Cosa fà?”, lui rispose, cercando di leggere il cognome del candidato unico: “Voglio sapere per chi ho votato”, “Ma è impazzito!…..non lo sa che il voto è segreto?”.

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