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[BlogLettera] Il sindaco Rossa sia garante per gli stipendi ATM

26 maggio 2012

USB ha appreso da una lettera inviata per conoscenza dalla RSU di ATM e da alcuni giornali online delle decisioni del neo sindaco di Alessandria di retribuire i dipendenti (mensilità di maggio), con un acconto, a seguito della “Situazione drammatica, di profonda criticità” del dissesto finanziario non certamente creato dai lavoratori.

Ad onor del vero questo “vizietto” era già in uso con l’amministrazione uscente che trascorsi alcuni giorni saldava il rimanente debito, che si prosegua su questa strada non è umanamente logico, soprattutto se i segnali del cambiamento/risanamento non vanno ad interessare i dirigenti che continuano a percepire lauti salari e contratti.

USB auspica analoga e immediata soluzione, visto quella trovata per AMIU anche per smentire “voci di corridoio” di una premialità elettorale, invitando il neo sindaco per una “massima trasparenza” a convocare le RSU come urgentemente richiesto.

Nel frattempo USB chiede alla nuova amministrazione che, a fronte di questi ritardi, si faccia garante nei confronti di interventi di “mafiequitalia” nel caso di eventuali more di pagamenti dei dipendenti, vedi mutui e/o prestiti, bollette varie, oppure si adoperi nei confronti dei negozianti, macellai, panettieri, supermercati, ecc dove i lavoratori e le proprie famiglie si rivolgono per fare la spesa.

USB nel considerare il trasporto pubblico locale un bene comune della città e dei cittadini, vedi referendum, e il sacrosanto diritto ad uno stipendio dignitoso per sopravvivere, sosterrà tutte le iniziative che la RSU e i lavoratori, lunedi sera in assemblea, intenderanno intraprendere in caso di mancanza di garanzie per il saldo stipendiale di questo mese oltre ad opporsi nel caso in cui, nel prossimo futuro, venisse la voglia o il prurito di prendere a pretesto il dissesto o il patto di stabilità, per disfarsi dei gioielli di famiglia, per aumentare i costi del trasporto a carico dei cittadini o tagliare gli stipendi ai dipendenti.

Giovanni Maccarino
per la Federazione Provinciale USB

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Categorie:BLettere
  1. 27 maggio 2012 alle 21:02

    Ricordo bene l’epoca di Chruščёv, un altro politico (non un rivoluzionario, apparteneva ad una bruttissima razza), che faceva qualsiasi azione, prometteva qualsiasi cosa, tanto poi tutto ricadeva sui poveri lavoratori. Nel periodo più buio, anche economicamente, di Stalin, in Russia i trasporti pubblici funzionavano ancora, ma non essendo affidabili, perche la benzina non c’era, la gente si era attrezzata con una specie di autostop a pagamento. Chi aveva una macchina e, naturalmente, un po’ di carburante, portava, dietro compenso, chi non ce l’aveva. Fino agli anni ’90 si poteva usufruire di questo, diciamo, servizio privato, solo facendo un cenno dal ciglio della strada. Però, nella nostra Madre Patria, abbiamo attraversato un mucchio di brutti momenti, dopo la rivoluzione: il comunismo di guerra, la fame, le carestie e fino a Josif, errori ne erano stati fatti tanti, ma sicuramente non per utile economico personale o di casta. Da noi gli autobus non andavano, addirittura la magnifica metropolitana aveva dei problemi, ma, come oggi, mai fu colpa dei lavoratori delle aziende, che continuavano e continuano a fare il loro dovere, con abnegazione e senso di responsabilità al servizio dei cittadini e che, come sempre, erano i primi a pagare per le colpe altrui.
    «Nell’Unione Sovietica la gente comune compie i miracoli quotidianamente», questa era una delle frasi della propaganda del governo Chruščёv, quel gov’nuk, tutto proclami e “niente arrosto”. Pensate che gli stipendi erano già bassi, molto bassi (voi non potete capire perchè i vostri sono altissimi, ahahaha! scusate l’umorismo forneriano, in realtà direi che siete piazzati come lo eravamo noi, non solo per gli stipendi e fate davvero i miracoli). In Russia ci andava un anno di sudati risparmi per comprare, ad esempio, un cappotto.
    Comunque nel 1956, 8 di Agosto, ecco il Decreto del Soviet Supremo “Sull’innalzamento del livello del minimo non tassabile degli stipendi dei lavoratori” e di seguito, il 30 di Dicembre, “Sull’aumento degli stipendi dei lavoratori di basso guadagno dal 1 gennaio 1957” . Nel 1957, il 23 di Marzo, arrivò il Decreto che proclamava “La riduzione delle tasse sugli stipendi inferiori ai 450 rubli mensili” e pensate che un qualsiasi cappotto costava fino a 2000 rubli. Ma ecco la genialata chruščёviana, degna di un “professore” della Bocconi: il 19 aprile del 1957 venne emanato un nuovo decreto, nel quale si comunicava l’emissione delle obbligazioni di Stato, “che sarebbero state distribuite tra i lavoratori”; in realtà i lavoratori furono obbligati a comprarle, in base a liste di distribuzione compilate sul posto di lavoro. Pensate che bello, il giorno della paga, al posto di una parte di un salario da ridere, un bel mazzo di obbligazioni, da usare al posto dei ritagli della Pravda, giornaliero succedaneo della carta igienica. Attenti che, se è il caso, potrebbero arrivarci anche da voi, a qualsiasi livello; al 27 del mese, ecco qualche bella azione dell’Atm o dell’Amiu, magari impreziosita dal ritratto filigranato di qualche amministratore pubblico famoso, distintosi in politiche particolarmente “incisive” nei confronti di questa o quella azienda; voi le potreste “leggere” come si “leggeva” la Pravda da noi. Tornando all’ Unione, dimenticavo che dal 1961 tutti i prezzi vennero raddoppiati in seguito alla riforma monetaria; qui, del resto, lo stesso pacco ve l’hanno fatto passando all’euro qualche anno fa. In conclusione volevo solo rammentare una cosa, nonostante tutto nell’Urss le grandi opere furono ultimate, e a volte erano veramente inutili; non riesco proprio a capire, e non riuscivo neanche allora, perchè è proprio come se uno ridotto alla fame, un “lazaro pezzente” (per citare il vostro sommo poeta), spendesse tutto quello che ha per comprarsi un completo griffato, piuttosto che comprare il cibo per sfamare i suoi figli; la parabola del “buon padre di famiglia”, la mettessero veramente in pratica una volta tanto, invece di propinarcela ad ogni richiesta di sacrifici. Bisogna mettere a posto i servizi essenziali per i cittadini, invece di preoccuparsi di trafori, travasi, buchi, perforazioni, tunnel, trenini, ponti, viadotti,cavalcavia, dighe, autopiste……….. (e chi più ne ha più ne metta), prima di fare i soliti proclami allucinanti, come hanno sempre fatto i politici, sovietici naturalmente…. Da voi l’interesse dei cittadini e in buone mani, buonissime, é SOVRANO!.
    Vale sempre quello che dicevo a Iosif Vissarionovič: “Giù le mani dagli stipendi dei lavoratori”, perchè magari quelli si incazzano” e gli ribadivo: “guarda che I lavoratori non li puoi schiacciare come se fossero formiche”, anche perchè, come vi ho già raccontato, Saloth Sar citava spesso un proverbio cambogiano tradizionale: “Quando l’acqua sale, i pesci mangiano le formiche. Quando l’acqua scende, le formiche mangiano i pesci”………

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