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[BlogLettera] Archiviare le bugie di Fabbio e mettersi al servizio della città

30 maggio 2012

Il tentativo di Piercarlo Fabbio di assimilare la situazione di dissesto economico, da lui e dalla sua Giunta prodotta a danno del Comune, alle osservazioni rivolte dalla Corte dei Conti alla Provincia, e da questa immediatamente raccolte, ribadisce la nota sulla quale le destre alessandrine hanno suonato i loro cinque anni alla guida della città: la falsificazione della realtà.

Da Palazzo Ghilini, i chiarimenti sono già stati tutti forniti, in Commissione e in Aula, dal Presidente, dall’Assessore al Bilancio e dal Capogruppo del PD. Le cronache li hanno riportati e non c’è bisogno di spendere troppe parole per ribadirli.

Ciò che lascia di sasso, in questo momento così difficile Alessandria, è la protervia con la quale chi ha prodotto tanto guasto si ostina a voler dispensare lezioni. Di tale protervia è auspicabile, per il bene di tutti, si rendano conto anche quei cittadini che, pur rimanendo politicamente orientati verso il centrodestra, desiderano dare una mano alla ripresa della nostra comunità.

In questo momento c’è bisogno di rimboccarsi le mani e tutte le energie sono utili. Le elezioni non le hanno vinte il PD e il centrosinistra, certamente non loro da soli e non loro prima di tutto. Le ha vinte Rita Rossa, insieme a migliaia di elettori vogliono cambiare in meglio la loro città. Per quanto ci riguarda, le porte sono aperte a chiunque voglia dare una mano.

Daniele Borioli
Segretario Provinciale PD

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Categorie:BLettere
  1. 30 maggio 2012 alle 19:23

    Caro Borioli,
    darei volentieri una mano alla città e a chi la governa. Mi dica solo come, e facendo che cosa.

    Cordialità.
    A. A.

    PS: Nella sua condivisibile affermazione “In questo momento c’è bisogno di rimboccarsi le mani” le è rimasto nella tastiera un “che” finale (di solito si rimboccano le mani-che). Mi perdoni, ma non riesco a trattenere il mio animo da correttore di bozze. Potrei forse essere utile alla città rileggendo le bozze dei comunicati stampa del Pd?

  2. CorriereAl
    30 maggio 2012 alle 20:57

    Ah ah…spudoratamente geniale. Io al posto del nuovo sindaco ti chiamerei subito come consulente Andrea (quasi gratis, ovviamente, dati i tempi magri): sei una risorsa poliedrica, altro che correttore di bozze. Ma io sono di parte, si sa. E non sarò mai sindaco, quindi mettiti il cuore in pace: continueremo a raccontarcela qui sul blog. In fondo anche questo è un modo per stimolare la comunità, no?

    E. G.

  3. cittadino
    30 maggio 2012 alle 23:49

    Archiviare le bugie passate e dar spazio alle nuove bugie che avanzano.. corsi e ricorsi vichiani.
    Come sempre nulla di nuovo, nemmeno nelle dichiarazioni post elettorali.
    Invece di archiviare è meglio ricordarsi bene tutto, senza memoria il passato ritorna.
    Sul rimboccarsi le mani(che) poi la citazione è commovente e mi ricorda mio nonno: la buonanima diceva la stessa frase, ma la completava con “e dar mano a un legnotto”

  4. 31 maggio 2012 alle 00:32

    Ho riletto recentemente su un libro di Moni Ovadia di radio Erevan. Radio erevan era nostra, visceralmente, era sempre schierata dalla parte del regime sovietico. Per ironizzare su di lei erano nate decine di storielle; questa è molto bella:
    Qui Radio Erevan, la radio della Repubblica socialista sovietica dell’Armenia.
    I nostri ascoltatori ci domandano: “Qual è la differenza fra le favole russe e
    quelle inglesi?” Rispondiamo: “come sapete, cari compagni, le favole inglesi iniziano con
    “C’era una volta”. Le nostre favole iniziano invece con :”Presto ci sarà”.
    E le vostre?…..

  5. 31 maggio 2012 alle 00:41

    oops!……, su di un libro,……

  6. 31 maggio 2012 alle 08:55

    Qui Radio Erevan, la radio della Repubblica socialista sovietica dell’Armenia. I nostri ascoltatori ci domandano: “Quali saranno i risultati delle prossime elezioni?”. Rispondiamo: “Cari compagni, nessuno può dirlo. Ieri qualcuno ha rubato dall’ufficio del Comitato centrale dell’Unione Sovietica i risultati delle prossime elezioni.”

    A. A.

  7. 31 maggio 2012 alle 16:54

    Qui Radio Erevan, la radio della Repubblica socialista sovietica dell’Armenia.
    I nostri ascoltatori ci domandano: “Compagni, come è morto il compagno Andropov, l’artefice della caduta dell’imperialismo” Rispondiamo: “Non sappiamo, cari compagni, come è morto, ma sappiamo che, durante l’autopsia, ha sofferto molto”.

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