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Governo di Palazzo Rosso: la politica in seconda fila

2 giugno 2012

Habemus giunta! Sabato mattina, dopo un ping pong di indiscrezioni, conferme e smentite protrattosi per tutta la settimana, Rita Rossa ha ufficializzato i nomi dei 7 assessori che la affiancheranno nella mission (impossible?) del risanamento di Palazzo Rosso.

Venerdì sera mi era stata preannunciata una “sorpresa”, rispetto ai 6 nomi di fatto già noti, ed ecco Nuccio Puleio, che certamente la “macchina” del Comune di Alessandria la conosce come pochi altri.

Sul web i fan del centro sinistra stanno “impazzando”: a giudicare dalle prime reazioni, le scelte del nuovo sindaco sono state apprezzate. Centro destra non pervenuto: è semplicemente “a pezzi”, ad Alessandria come nel Paese, e vedremo quanto tempo ci vorrà per la ricostruzione.

A me naturalmente, più che esprimere valutazioni sui singoli assessori (che saranno giudicabili solo per quel che faranno, o non faranno: anche se i curricula personali sono tutt’altro che disprezzabili), preme qualche considerazione di metodo.

La prima è che i partiti stanno in seconda linea: si parla di scelta tecnica per Bianchi, Ferralasco e Puleio, ma in fondo anche la dottoressa Oria Trifoglio, per quanto candidata nella lista pro Rossa e assai votata dagli alessandrini, non è certo espressione del mondo politico.

Ma, soprattutto, in mano ai tecnici finirà il “cuore” dell’ente, ossia il Bilancio, l’Urbanistica ribattezzata Qualità Urbana (ma non i Lavori Pubblici: delega che almeno per il momento Rita Rossa ha tenuto nelle proprie mani), la Salute e il Sistema Educativo.

Come a dire che toccherà soprattutto a loro l’onere delle decisioni più impopolari, e delle scelte legate al rigore “quaresimale”. Non mi è ancora peraltro chiaro se il commercialista Pietro Bianchi ( ex uomo di Baleta ricorda La Stampa, evocando uno dei massimi laboratori culturali della città) si occuperà anche della riorganizzazione delle Partecipate, uno degli scogli più pericolosi per la navigazione della nuova giunta.

Chi esce sconfitto dalle nomine? Naturalmente nessuno, se lo chiedete a loro. Ma alcuni “trombati” ci sono sicuramente, e vedremo se saranno “recuperati” o ricompensati in altro modo. Per Enrico Mazzoni, ad esempio, si parla in maniera quasi scontata di presidenza del consiglio comunale. Mentre Mauro Buzzi (senza il quale, ricordiamolo, le modeste Primarie alessandrine non si sarebbero potute fare) potrebbe trovare spazio nella governance delle partecipate, come Marica Barrera (che ha abbandonato l’Idv con i sodali Bellotti e Laguzzi, per poi sostenere direttamente Rita Rossa) e Giancarlo Cattaneo, ex Idv ma prima ancora ex democristiano di lungo corso.

Ultima riflessione, da persona pratica: diversi assessori hanno redditi personali ragguardevoli, e per occuparsi della “res publica” (con retribuzioni modeste) dovranno trascurare attività professionali assai più remunerative. Spirito di sacrificio e puro amore per la città, o la prospettiva di più ampie e virtuose (non sostengo illecite, sia chiaro) sinergie e percorsi? Il tempo sarà galantuomo: seguiremo serenamente il dipanarsi degli eventi.

E. G.

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Categorie: Politica
  1. mandrogno
    2 giugno 2012 alle 20:56 | #1

    La dottoressa faceva già parte del consiglio nazionale del partito democratico, di stanza a Roma, da molti anni, per cui dire che non sia una politica mi sembra davvero una balla colossale. Direi anzi che forse alla luce di tanto ruolo nazionale è uno dei pezzi da 90 del partito in provincia.
    Un primariato forse la aiuterebbe ad uscire dai turni e avere più tempo libero da dedicare all’amministrazione?
    La barrera ha usufruito del forte appoggio in campagna elettorale di bellotti (uscito dalla porta ma rientrato così dalla finestra).
    Buzzi troverà ricompensa per la sua parte ben giocata.
    Il socio del padrone dei grigi godrà dell’appoggio in consiglio di artico, nasce la “corrente calcistica del PD”. Ne vedremo i risultati al Mocca e a palazzo rosso, ormai inscindibili.
    Comunque, la tattica di mimetizzare i partiti è evidente, e se le cose andranno male si dirà che le responsabilità sono dei “tecnici” e non dei partiti, sempre che la gente se la beva.
    Ma alla fine, vedrai che poi le decisioni importanti saranno prese sempre nelle stesse stanze, e non credo che ci andranno le foglie di fico, a parlare con Binasco e Taverna.
    Se vuoi, scommetto su chi si aggiudicherà il primo appalto di una certa consistenza che verrà assegnato da questa giunta.

  2. CorriereAl
    2 giugno 2012 alle 21:10 | #2

    Scommesse troppo facili non ne faccio….però non sapevo dell’impegno politico pregresso della dottoressa Trifoglio, la pensavo una new entry in arrivo dalla famosa società civile. In ogni caso, non resta che augurare buon lavoro e valutare. In attesa di capire che succederà sul fronte Corte dei Conti. Sarà dissesto?

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      3 giugno 2012 alle 06:46 | #3

      Abitualmente sono critica su molto e soprattutto su chi svolge un ruolo pubblico. Non sono una paziente della Dott.ssa Trifoglio, ma grazie al cielo fino ad ora non lo sono di nessun altro, critico soprattutto i medici che scendono in politica perchè a mio avviso il tempo che dovrebbe essere dedicato agli aggiornamenti viene usato per far politica,….il tempo a disposizione di noi esseri umani è sempre quello, per una donna ne occorre di più, oltre il lavoro vi è casa, famiglia e in ultimo se stessa, il riposo? questo non esiste! Quindi da tempo sò che la Dott.ssa Trifoglio fa politica ma….

      Stazionando parecchie ore nel reparto maternità dell’ospedale in occasione della nascita del mio nipotino, ho avuto anche la possibilità di osservare l’ambiente di cui ero ospite. La Dott. Trifoglio era sempre presente, tant’è che gli ho chiesto: “ma lei non smonta mai?”, mi ha sorriso ! Ho notato che la sua presenza era una garanzia del buon andamento delle situazioni, quindi è un ottimo medico presente e capace ma come ci riesce a far tutto, solo lei lo sa…..sarà mica perchè è donna? Il famoso “sesso debole” che poi di debole non vi è nulla.

  3. Il Principe
    2 giugno 2012 alle 23:14 | #4

    fior di curri culum.
    Ma il mio povero sud sta davvero perdendo colpi.
    Ai bei tempi della gelmini si andava in calabria a passare l’esame di stato.
    Ora la Spagna ci ha tolto anche quell’industria.
    E la concorrenza dell’albania è forte.

  4. 3 giugno 2012 alle 10:25 | #5

    “Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani “ipotetici”.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.”

    A chi a quella razza appartiene, e spera, nonostante lo squallore del presente, che si possa ancora spiccare il volo……..oltre le nomenklature e gli apparatchiki…..

  5. CorriereAl
    3 giugno 2012 alle 10:33 | #6

    Novembre 1992, teatro comunale di Alessandria (alla memoria, diciamo): esecuzione strepitosa di Gaber, e applauso “apicale” al verso “qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa”. Piccolo dettaglio: Alessandria era stata (e formalmente era ancora in quel momento) la città più socialista d’Italia. Masochismi e rimozioni…

    E. G.

  6. CorriereAl
    3 giugno 2012 alle 14:44 | #7

    L’alessandrino più potente fa sempre discutere….

    http://www.linkiesta.it/i-valori-cristiani-e-le-lettere-di-peso-di-fabrizio-palenzona

    E. G.

  7. 3 giugno 2012 alle 23:09 | #8

    Mi si affaccia alla mente un corsivo di Mario Melloni, detto “Fortebraccio”, letto in traduzione sulla Pravda, rivolto ai socialdemocratici di Saragat. Lui amava davvero i socialisti (democratici e non) e i democristi, tanto da dedicare loro molti scritti, sottolineando le grandissime doti di governo in cui eccellevano. Ecco un esempio di grato pensiero rivolto ai socialdemocratici, dallo scrittore, a mezzo stampa: “Costoro non edificherebbero il socialismo neppure col Lego. Essi sono sorti, e prosperano, con un solo scopo: assicurare e proteggere le digestioni laboriose ma felici dei ricchi, come appare chiaro dalla faccia dell’on. Saragat, diger-selz”. Meno male che oggi le vostre classi dirigenti non devono più ricorrere ai digestivi, perchè una bella fetta della popolazione si è convinta di fare parte dei “ricchi”; lo si nota, ad esempio, in strani comportamenti della gente, per citarne uno, rimarcato da Ettore qualche tempo fa, le code folli per impadronirsi di un telefonino in offerta, presso un noto centro commerciale. Tutti allenatori e imprenditori: in un altro caso, in una città del sud, mesi addietro, manifestazione popolare di protesta……per cosa?, chiederete voi…..disoccupazione?, lavoro?, malasanità?……..ma nooooo!, si protestava per la retrocessione della squadra del cuore. Potrei scrivere a lungo di queste cose, sopratutto della coazione ad accontentarsi del “meno peggio” (frutto forse di un’ansia abbandonica), su cui sono basate la gran parte delle sfolgoranti “carriere politiche” di molti dei vostri amministratori di punta, che fanno tornare alla mente la pubblicità “Ti piace vincere facile?”. Allora bando alla malinconia, problemi di digestione nessuno (come dicevano i compagni titini, “Nema problema”), se proprio al risveglio, dopo la nottata di bagordi politici, qualcuno dovesse avere qualche “bruciorino”, si potrà sempre ricorrere ad una fornitura di “Preparazione H”.

  8. CorriereAl
    4 giugno 2012 alle 00:12 | #9

    Intanto vi segnalo questa bella prova di sondaggio democratico di Repubblica (Siete favorevoli o contrari a rinviare le elezioni del 2013?). Direi che “ci stanno a prova’”, per abolire (definitivamente, con un bel Monti bis) questa zoppicante democrazia. E gli italiani che faranno?
    http://www.demos.it/a00724.php

    E. G.

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