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[BlogLettera] Outlet di Serravalle: potenzialità e criticità

7 giugno 2012

Come Assessore al Lavoro e Occupazione ritengo doveroso aprire una riflessione in merito alla questione Outlet di Serravalle Scrivia, gestito dal gruppo Mcartur and Glenn.

Sicuramente il centro riveste un’importanza rilevante per il nostro territorio provinciale poiché occupa nel suo complesso, più di un migliaio di lavoratori.
La presenza dell’outlet ha inoltre aumentato il traffico di turisti per l’attrattività molto forte  esercitata  anche all’estero. A mio parere, questa struttura nel suo complesso potrebbe essere maggiormente valorizzata per diventare davvero un’opportunità che coinvolga tutto il sistema territoriale, da cui oggi appare in parte scollegata. L’impianto e le  strutture  accessorie  esistenti hanno modificato sia l’aspetto urbanistico  del territorio che le  modalità di vita dei cittadini e dei lavoratori. Siamo, quindi, in presenza di  un esito ambivalente: da un lato mi pare sia da cogliere  e maggiormente valorizzare l’opportunità creata da un grande polo attrattivo rendendolo in grado di espandere il flusso turistico all’intero territorio e quindi di valorizzare le risorse storiche, ambientali enogastronomiche e culturali della nostra provincia. Per altro verso si è creata però una situazione di criticità per le persone che direttamente lavorano all’outlet, in termini di orari di lavoro, di forme contrattuali troppo spesso ultraprecarie o mascherate ( vedi il proliferare delle partite iva), che hanno agito in termini non sempre positivi da punto di riferimento per l’intero sistema commerciale provinciale.

Si tratta di elementi che, per quanto critici, possono essere affrontati in maniera propositiva sotto l’ottica della responsabilità sociale dell’impresa, che può divenire  un fattore rilevante di sviluppo e crescita economica. Ci parrebbe, quindi, utile avviare insieme alla proprietà, momenti di approfondimento e di valutazione dei punti esposti, per   condividere costi e benefici di un importante impianto come questo e garantire un processo di miglioramento delle condizioni socio-economiche del nostro territorio, non ultimo la qualità del lavoro e delle condizioni di vita dei nostri concittadini.

Massimo Barbadoro
Assessore provinciale a Lavoro e Occupazione

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Categorie:BLettere
  1. mandrogno
    7 giugno 2012 alle 19:40

    la stalla è vuota da tempo, e ora ci si preoccupa di chiuderla?
    E dove stavano nascosti questi sagaci assessori fino ad oggi?
    Dov’erano il PD e il PdCI quando il comune di novi e quello di serravalle, da loro guidati, accettavano senza batter ciglio tutto ciò che l’operazione outlet ha comportato in termini di danni ambientali e di organizzazione del lavoro, pur di compiacere gli appaltatori e speculatori gavio, persegona e ligresti?
    Certo, qualcosa sarà pure arrivato in cambio di quelle corsie preferenziali, di quelle pesanti varianti di PRG, dello stravolgimento definitivo del tessuto commerciale tradizionale con la desertificazione dei centri storici, col beneplacito non dimentichiamolo delle organizzazioni dei commercianti.
    Qualcosa sarà arrivato anche in cambio di tanti e ingenti investimenti pubblici per una viabilità appositamente dedicata.
    Ma l’impressione è che gran parte di quei ritorni non siano stati di carattere collettivo, a beneficio di tutta la cittadinanza. Sarò troppo maligno?
    Sono passati ben più di dieci anni.
    Ai cittadini ora restano traffico pesante e tempi di percorrenza dilatati sulla tratta alessandria serravalle genova, le code dei saldi, e un po’ di posti di lavoro dequalificati e con contratti non certo a tempo indeterminato…

    Barbadoro è lì da tre anni. Anche lui ha avuto tempo, per preparare questo comunicato, ma è chiaro che avendo tanti incarichi di partito, il tempo per fare con tempestività l’assessore scarseggia..
    Per il lavoro e l’occupazione ora si attendono FATTI e soluzioni, non comunicati che lasciano il tempo che trovano.
    Con i sui inutili comunicati, e la passività di fronte ai padroni\appaltatori, la politica finora ha portato solo devastazioni ambientali, crisi, disoccupazione, sfruttamento e precariato.

  2. CorriereAl
    7 giugno 2012 alle 20:35

    La solita via stretta tra lavoro (anche flessibile, a partita Iva o quant’altro) o disoccupazione. Peraltro mi dicono che non tutta l’occupazione sia così mal messa lì dentro. E, per quanto faccia figo a sinistra parlare di commesse e operai, giova anche ricordare che, rispetto a tante professioni intellettuali, queste sono categorie ancora iper tutelate.

    E. G.

  3. mandrogno
    7 giugno 2012 alle 22:40

    iper tutelata tua nonna, con contratti quadrimestrali rinnovabili al massimo due volte…

  4. CorriereAl
    7 giugno 2012 alle 23:11

    Insisto mandrogno: rispetto a tanti avvocati, o giornalisti, o borsisti universitari, le commesse dell’outlet sono messe ancora mediamente bene secondo me. Così come la mitica classe operaia. Sono settori in cui l’abusivato non è poi così diffuso, come invece succede nei mestieri cosiddetti intellettuali. Poi naturalmente io non ci andrei neanche mi coprissero d’oro, ma è altro discorso. Si suppone che chi si propone, abbia una qualche attitudine o interesse per quel lavoro.

    E. G.

  5. maurizio fava
    8 giugno 2012 alle 15:21

    Barbadoro, lei cosa sta facendo per evitare queste schifose vergogne?
    La deriva filo-padronale del parlamento e del governo sostenuto dal PD porta a queste schifezze: in Emilia gli operai sono OBBLIGATI a andare a morire schiacciati dai capannoni costruiti dalla speculazione, e a NOVI LIGURE un operaio morto sul lavoro non basta neppure a fermare per qualche ora la produzione, i “capi” lo coprono e fanno proseguire il lavoro, non succederebbe nemmeno per un gatto che resta sotto un auto !! VERGOGNA E VERGOGNA !!

    http://www.net1news.org/muore-schiacciato-dal-muletto-coprono-e-tornano-a-lavorare.html

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