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Il Superstite (91)

9 giugno 2012

di Danilo Arona

Spiace pure scriverle certe cose, ma c’è un’Alessandria inquietante e micro-criminale che pare non rispecchiarsi affatto nelle cronache locali dei giornali cartacei. Parlo di situazioni e persone che conosco da vicinissimo e per questo si sarebbe autorizzati a ipotizzare moltiplicazioni percentuali di certi fatti.

Mia madre, ad esempio, che pur essendo vispa e combattiva ha comunque compiuto 88 anni nell’ultimo mese, ragionando alla grossa, ha subito almeno quattro tentativi di truffa non appena messo fuori il piede dal palazzo in cui abita, un interrogatorio di terzo grado da parte di un malintenzionato che per fortuna non ha avuto modo di proseguire e lo scippo della spazzatura con tanto di organico in supplemento. La zia di mia moglie, che abita al rione Cristo, si è beccata due scippi nello spazio di una quindicina di giorni. Per ultimo, anche perché il caso presenta delle notevoli tipicità, un  condominio dalle parti di Piazza Matteotti è stato alla lettera terrorizzato da un inquilino moroso, che buttava scientemente ogni genere di spazzatura dal balcone di casa sua, che molestava i vicini e soprattutto le vicine e che, prima di andarsene per sfratto, ha distrutto ogni millimetro quadrato dell’appartamento in affitto; denunce e telefonate alla polizia non sono servite a molto perché in un paese normale gente del genere prenderebbe la via della galera per starci a lungo con buona pace degli scioperi della fame dell’encomiabile Pannella.

Ora, ben lungi da me la dietrologia, ma perché Alessandria dovrebbe sembrare più tranquilla e serena di quel che non è? Perché certe notizie non hanno neanche più l’onore della cronaca? Mi si risponderà che le vittime, fino a quando non presentano denuncia, non possono definirsi come tali. E forse già qui possiamo trovare una prima risposta. In effetti la gente è talmente sfiduciata che non fa nemmeno più la denuncia. Perché le persone sanno bene che questi stronzi (mi si perdoni, sono notoriamente più moderato…), dopo un paio d’ore, tornano nel mondo a piede libero per continuare a delinquere.

Non sono un forcaiolo e tutta la mia vita lo dimostra. Ma qui stiamo perdendo i contatti con il mondo reale. Una vicenda come quella del pazzo nel condominio aveva tutti i numeri per trasformarsi in un nuovo caso alla Erba (per capirci, Olindo e Rosa); avvocati e forze dell’ordine ne erano al corrente quasi in tempo reale, eppure – come per troppi casi di femminicidio operati da quadrumani stalker che annunciano molto in anticipo quel che andranno a combinare – bisogna aspettare che ci commetta il reato per intervenire. Lì è andata bene perché il tipo ha sloggiato appena in tempo, per quanto a carissimo prezzo per il proprietario dei muri.
C’è un’Alessandria sotterranea e malavitosa dietro la facciata. Bisogna che ce ne facciamo una ragione.

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Categorie:Editoriali
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