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L’interporto di Rivalta parlerà belga

11 giugno 2012

Da quanto tempo si parla di logistica nella nostra provincia? Sono almeno vent’anni che ci sentiamo raccontare che la nostra posizione territoriale è “strategica”, svincolo essenziale per l’arrivo delle merci dai porti liguri, e il loro smistamento non solo verso la pianura padana, ma verso il cuore dell’Europa, e via dicendo.

Carrozzoni inutili, a totale o maggioritaria partecipazione pubblica, ne abbiamo visti nascere diversi, e qualcuno ancora sopravvive. Progetti veri molti meno, se è vero che, ad oggi, l’unica realtà concreta e di spessore in questo ambito rimane l‘Interporto di Rivalta Scrivia. Che ora, e questa è una notizia “bomba” dalle implicazioni forse ancora non del tutto approfondite, sta per passare di mano.
Il socio di maggioranza non sarà più il gruppo Fagioli, ma la multinazionale Katoen Natie, “con sede in Belgio e piattaforme intermodali in diverse parti del mondo, per esempio in Uruguay”.

Tutte da chiarire, appunto, le implicazioni: non solo per le 700 persone che lavorano a Rivalta, ma per l’utilizzo e le prospettive di attività della struttura. E il gruppo Gavio, che dell’Interporto è socio di minoranza, e che fino a qualche mese fa pareva intenzionato a rilevare in toto la struttura? Che rapporti ha, o avrà, con il gruppo Katoen Natie? E in che modo questo passaggio di proprietà potrà incidere, positivamente o negativamente, sul nostro territorio?

Sappiamo bene che da anni nell’alessandrino si parla (spesso a vanvera) di nuove aree logistiche, dallo scalo merci di Casalbagliano a San Michele, fino ad un altro progetto a Castellazzo Bormida. Hanno ancora senso, e sono necessari, disegni di questo tipo, o possono magari interconnettersi con la presenza sul nostro territorio di uno dei maggiori player internazionali del settore? E non avrebbe forse senso, alla luce di tutto ciò, investire nel potenziamento della viabilità stradale e ferroviaria esistente (entrambe assai migliorabili), anziché puntare sul pozzo senza fondo del terzo valico?

A voi proposte e considerazioni.

E. G.

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Categorie:Economia
  1. 11 giugno 2012 alle 15:28

    Non c’entra niente con il tuo post, ma mi scuserai, Ettore, se, nell’anniversario della sua scomparsa, approfitto per ricordare uno degli Italiani più grandi……

  2. CorriereAl
    11 giugno 2012 alle 15:50

    Approfitta, approfitta pure….

    E. G.

  3. Giorgio
    11 giugno 2012 alle 18:58

    Mi spiace ripetermi, ma il tuo approfondimento sul tema della logistica è un ulteriore specchio delle opportunità che il nostro territorio (e ALESSANDRIA prima di tutto) ha person in questi anni.
    Inutile aggiungere che rincresce ancora di più vedere che addirittura i belgi si sono mossi e hanno compreso l’utilità d’investire nella logistica. Noi cosa dobbiamo fare?
    Siamo qui a criticare il Terzo Valico, facciamo parole su tutto e in 20 anni non ho visto muoversi nulla di concreto. Mah! Che bisogna aggiungere? Siamo quello che ci meritiamo! Evviva i belgi!

  4. CorriereAl
    11 giugno 2012 alle 19:43

    Intanto è ufficiale: Fabrizio Palenzona è il nuovo presidente di Impregilo:
    http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=1000461&lang=it

  5. 11 giugno 2012 alle 23:42

    Perchè, per accontentare i fan del terzo valico, non contattate la nostra equipe di esperti, che nella penisola di Kola hanno fatto un foro di 12.262 m di profondità?; pensate quante bufale potreste trasportare, 12 km giù e poi 12 km sù. Una impellente richiesta di km di rotaie in galleria la potreste sempre fabbricare ( qualche milione di passeggeri gonfiabili non li si nega ad alcuno), per fermare il trasporto su gomma……ahi,ahi,ahi!, su gomma non si trasporta più nulla, non c’è lavoro; se monti e la trimurti ABC continuano, non ci sarà lavoro per un bel pò di tempo. Tornando a Kola, mmmmhhh! che libidine, sarebbe il paradiso del governante sterratore medio, di sinistra: perforazioni a perdita d’occhio, industrie militari (specialmente navali), sfruttamento intensivo dei giacimenti di apatite (altri buchi a perdita d’occhio) e, udite udite, stoccaggio di circa 250 reattori nucleari, ancora attivi ed inquinanti. Pensate che politici dilettanti avete, con noi non ce la farete mai, neanche schierando l’inceneritore di Castelceriolo, la discarica tra Alessandria e Casalcermelli e le fabbricazioni nucleari; magari, però, giocando il jolly dello smarino del terzo valico…..chissà….

  6. mandrogno
    12 giugno 2012 alle 08:18

    Alcune domande per il fan di gavio-palenzona-impregilo-santapaola:
    1. ma se il business della logistica è così tanto appetibile, perchè gavio ora se ne sfila facendo entrare i belgi (noti imprenditori a livello mondiale che porteranno un milione di posti di lavoro)?
    2. I medesimi belgi, se si fossero fatti avanti prima, avrebbero ottenuto tutti gli “aiutini” dalla politica come concessioni, appalti, varianti di PRG, sostegno mediatico, dispendio di denari pubblici a supporto di iniziative privatissime eccetera?
    3. Lo sai che “concrete” in inglese significa CEMENTO ?
    4. Davvero negli ultimi 20 anni non hai visto muoversi nulla di concrete? Noi di concrete e di asfalt ne abbiamo visto invece muovere davvero troppo, spesso a vantaggio del tuo idolo gavio-codelfa-impregilo-palenzona, eppure la crisi ci attanaglia il lavoro è sparito e l’ambiente distrutto.

  7. Giorgio
    12 giugno 2012 alle 17:24

    mandrogno… intanto ti ricordo che “PER FORTUNA” è stato respinto il ricorso di Italia Nostra contro l’argine sul Tanaro. Notizia che forse è passata in secondo piano, ma che significa moltissimo per la sicurezza degli Orti. Sono 800 metri di argine da finire. E’ cemento, certo, ma è sicuramente utile all’uomo. Altrimenti dormiremmo ancora in capanne fatte di paglia… famose ad Alessandria (della paglia)!
    Riguardo Gavio, non lo conosco. Forse ti sembrerà strano ma non lo conosco neppure di vista, dato che esistono poche foto su di lui (Beniamino Gavio forse l’ho visto sul Corriere una volta nella pagina dell’Economia). Ribadisco un concetto che ti sembrerà strano ma è essenziale: l’Italia ha bisogno di sviluppo. Di uscire da questa mentalità provinciale e che guarda solo all’erba del proprio vicino. C’è bisogno di infrastrutture. Io a Genova vorrei arrivarci in 40 minuti se fosse possibile, son stufo di soffrire le curve sull’A7 costruita 80 anni fa e che passa in mezzo a case e raffinerie di Garrone! Son stufo di aver paura che prima o poi un camion mi venga addosso! Adeguiamo la nostra vita al progresso. Il Terzo Valico non sarà l’opera che risolverà tutti i problemi dell’Italia, ma di certo non è inutile! Se la tua vita si svolge tra Alessandria e Spinetta (che ha le 4 corsie da pochissimo tempo, grazie a Dio son state fatte!) non sentirai mai il bisogno del Terzo Valico. Ma se per caso ti spingi con lo sguardo un po’ oltre la tua regione vedrai che (Lombardia a parte) tutto il resto d’Italia è bloccato! Dimmi cos’è stato fatto in Italia negli ultimi 20 anni? La BRE-BE-MI è appena partita. La TAV per ROMA è aperta lungo tutto il tratto da 1 anno! Cos’altro è stato fatto? Cos’ha STRAVOLTO la tua vita? La TAV che collega Torino-Milano forse? Era anche normale che le due più grandi città d’Italia fossero collegate o no? E’ un paradosso sperare che anche Genova venga tolta dal suo isolamento e dal suo sbadiglio eterno per essere collegata con l’Europa? Ma dove cosa dobbiamo sperare per questo Paese? Che con queste politiche del “non decidere” e del “no a tutto a prescindere!” ci ha portati ad essere gli zimbelli d’Europa al pari di Grecia e Spagna? Mah! Io non ho parole. Svegliamoci una volta per tutte, apriamo gli occhi…

  8. cittadino
    12 giugno 2012 alle 20:48

    Deve essere davvero una sofferenza per te non conoscere personalmente qualcuno del gruppo gavio-impregilo-codelfa-itinera-satap-salt-Mi-To.
    Se hai qualche arancia da parte, forse potresti andare a suonare al campanello di ponzellini. Oppure, puoi sempre rifarti con palenzona, più a portata di mano.
    Sei talmente ignaro di tutto, e del del progetto che tanto ammiri, che non sai neppure che si tratta di trasporto merci in container? E che non passerà neppure da alessandria?. E che quindi NON ti porterà MAI a genova in 40 minuti?
    fai un passo in stazione e chiedi di andare a genova in treno, e vedrai che io treni son sempre meno su quella tratta, costano sempre più cari, e i tempi di percorrenza sono aumentati a dismisura da 30 anni a questa parte?
    Mentre sei lì, chiedi anche a che ora passa il pendolino per Roma, quello che una volta ti consentiva di andare e tornare in giornata da alessandria alla capitale, per eventuali pratiche nei ministeri o altro…
    Ma non cadere giù dal pero quando saprai che NON PASSA PIU’ da quando c’è il tuo adorato TAV da torino a milano, perchè tutte le risorse sono state finalizzate a quella speculazione (s’, c’è di mezzo gavio anche lì, oltre alle sue banche e al tuo alfiere del progresso montezemolo).
    Poi fatti dire ora cosa devi fare per andare a roma in treno, e scoprirai che le stesse pratiche che prima avresti impegnato un solo giorno a sbrigare ora te ne chiederanno DUE, di giorni, con una notte in albergo (o in sala d’attesa a Termini, come preferisci) e con un viaggio improbabile da e per milano, per salire sul tuo meraviglioso e costosissimo frecciarossa per Roma
    Quando avrai tutte queste belle risposte, guardati nello specchio, e brinda al meraviglioso progresso che ha tagliato fuori non solo genova, ma anche Alessandria dal mondo civile. E congratulati con quelli come te, che abboccano sempre alle balle della propaganda prezzolata.
    P.S. Il terzo Valico TAV MERCI da genova a rivalta scrivia, dove hanno sede gavio e l’azienda di trasporti della famiglia santapaola, velocizzerà di ben 20 minuti il percorso dei containers in arrivo via mare dalla Cina al porto di Genova per Rivalta.
    Ben 20 minuti su un viaggio di molte settimane !! per fare un piacere ai cinesi e ricevere le loro merci più in fretta? Costo dell’opera (per ora, in attesa degli inevitabili aumenti che gravano in corso d’opera su tutte le “grandi opere” pagate da pantalone) sarà di 7 (sette) miliardi di euro, con oltre 10 anni di cantiere e tanti, ma tanti, costi accessori.
    Con quei soldi avremmo magari potuto avere dei treni passeggeri che ti portino a Genova in un’ora, o a Roma in una giornata.
    Sei davvero in te, quando dici che l’opera è “utile” ??

  9. 12 giugno 2012 alle 21:32

    Ah!, l’insostenibile leggerezza dello sterratore socialista, pdista, democristo; nella vita gli basta solo scavare buchi. Comincia già in tenera età, gli altri in spiaggia fanno i castelli di sabbia, lui no!, gallerie e valichi, a gruppi di tre; se qualche altro bambino “No Scav” si avvicina ai suoi buchi, lui lo picchia con la paletta. Lui, cresciuto, si aggira per il territorio, come Enrico, la talpa di Lupo Alberto, con i suoi occhietti a croce, completamente cecato per quello che riguarda l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Lui non vuole fare le curve, se una montagna gli si para davanti, lui la buca da parte a parte, e che cavolo! il progresso non si può fermare, lui conosce solo le linee rette. A casa ha tolto i vetri dalle porte, così invece di aprirle, ci passa attraverso. E che dire del cemento?, aaahhh, quando sente odore di cemento si eccita, profondamente……..freme, fortissimamente freme; la sua lettura preferita è l’ Assedio di Adrianopoli ……. zang-tumb-zang-tuuum-tuuumb…..Quando vede un fiume, un ruscello, addirittura una pozzanghera, lui la vuole cementare….vuole, fortissimamente, vuole!. Non riesce a sottrarsi, è futurista dentro, anche le acque devono marciare a quattro corsie (almeno), nella testa un incessante martellare…..tam-tumb-tumb tumb-tumb-tumb-tumb-tumb-tumb!. A lui non interessa se il porto di Genova lavora o non lavora, se i tir sono fermi oppure vanno….. abbattiamo queste montagne! perdio!.Se questo peggiora le condizioni di vita della sua città, che è già una delle più inquinate d’Italia, pazienza; ma cosa volete!, il progresso vale bene qualche mesotelioma. Lui va a vedere passare, fin da piccolo, i treni fosforescenti, quelli di scorie nucleari, che, senza che nessuno sappia, passano periodicamente in Piemonte, grazie a bersani, per essere processate in Francia. Una parte di queste scorie torneranno e verranno stoccate, senza sicurezza, a Bosco Marengo, dove lui organizza i pic-nic progressisti e riformisti alla domenica. Nella testa un incessante martellare…….pan-di- qua-paack-di-là-ing-buuum-cing-ciak ……

  10. Giorgio
    12 giugno 2012 alle 22:58

    Cittadino! Quanto mi sei mancatooo!! Come stai?
    Perché non chiedi a Moretti tutte queste cose? Vedrai che ti risponde: “Alessandria è una città che ha perso il suo ruolo da protagonista nel settore ferroviario. Era un importante scalo italiano che non si è rinnovato e ha buttato alle ortiche le sue qualità strategiche. Non ha capito il proprio ruolo e gli investimenti (anche privati!) sono stati fatto altrove”.
    Non c’entra un cazz… Gavio con le ferrovie! Forse non ti è chiaro ma se il treno non passa più da Alessandria per andare a Betlemme lo devi chiedere a chi era seduto in Parlamento e doveva difendere il proprio territorio! Chiedilo a Stradella che è da diverse legislature in Parlamento quali interpellanze ha portato avanti per tutelare il trasporto dei pendolari. Oppure chiedilo a chi t’aggrada di più!
    Secondo me è la FIAT che deve vendere le macchine e gli autobus e allora boicotta le ferrovie. Ci hai pensato? Guarda che come lobby non è male! Meglio di Gavio e company! Fidati.
    Ma sicuramente sbaglio perché tu sei a conoscenza di dossier top secret che mi smentiranno.
    Riguardo al TERZO VALICO… ti dico che in Italia ci sono ben 15 trafori stradali e 16 ferroviari. La maggior parte è stata realizzata tra gli anni ’50 e ’60. Io ringrazio i miei nonni per essere stati lungimiranti perché se fossimo stati governati dall’immobilismo saremmo peggio del Burundi!!
    Ma tu lo sai quanto ci COSTA (!!) la Salerno-Reggio Calabria?? Perché non dici NO a questo spreco di denaro pubblico? Altroché TERZO VALICO!!! Perché i NO-TAV non fanno una bella manifestazione a favore dell’ambiente e contro gli sprechi di denaro a Salerno o a Reggio Calabria? In quelle terre NON vale il “discorso ambientale”? Sono italiani di serie B?? Non vale il discorso economico?? Eppure vanno avanti dal 1964… Apri i tuoi dossier caro Cittadino e guarda quanti MILIARDI DI EURO sono stati spesi e dimmi se anche in questo caso c’entra Gavio.

    • cittadino
      13 giugno 2012 alle 08:44

      ma allora IGNORI davvero.
      Per esempio ignori chi è che arraffa i soldi del ponte sullo stretto, ovviamente connesso alla salerno-reggiocalabria, anche se il ponte non viene fatto.
      E ignori anche che sul Terzo Valico TAV Fiata e gavio erano soci già dal primo cociv, quando il “mirabile e urgentissimo progetto di supertreno-tav-tac” fu presentato. Tanto urgentissimo e tanto indispensabile che poi non se ne è fatto nulla per 20 anni… e allora il termine no-tav manco esisteva…
      Dierei che essere ignoranti non è più un attenuante, su questi argomenti.
      Assomiglia sempre più alla malafede. Del resto è estate, fa caldo, e con le zanzare escon fuori anche le mosche. Cocchiere.

  11. Giorgio
    12 giugno 2012 alle 23:18

    A Molotov chiedo una cosa: quali sono le infrastrutture INUTILI realizzate ad AL negli ultimi 20 anni? Fai anche 30 anni?
    Dov’è tutto questo cemento?? Dov’è??
    A me risultano: il ponte agli Orti fatto dopo l’alluvione, il ponte Tiziano… e poi la conclusione della tangenziale (o forse preferivamo che i camion attraversassero la città?). I due ponti mi sembrano utili e personalmente non ho mai detto che avrei abbattuto il Cittadella per il Meyer. Quindi dove sono queste infrastrutture inutili che hanno turbato profondamente la fauna e la flora alessandrina protette dall’UNESCO?
    Vorrei capire, spiegamelo come farebbe Sergei Prokofiev con un bambino.

  12. 13 giugno 2012 alle 08:36

    Basta guardare nel sito di Impregilo, te lo dicono loro cosa c’entra Gavio con la Salerno-Reggio. I contratti, del giugno 2004 e del marzo 2005, hanno come oggetto l’affidamento a Contraente Generale dei lavori di ammodernamento e adeguamento di un tratto dell’autostrada Salerno–Reggio Calabria, lungo 50 km. Tali lavori consistono principalmente nel dotare il tratto autostradale, ubicato nell’ambito territoriale della Provincia di Reggio Calabria, di due corsie da 3,75 m. di una corsia di emergenza da 3 metri.
    I Comuni interessati dal tratto autostradale sono: Gioia Tauro, Palmi, Seminara, Bagnara Calabra, Scilla, Villa San Giovanni, Campo Calabro e Reggio Calabria.

    http://www.impregilo.it/public/impregilo/it/infrastrutture_principali_progetti_in_corso_di_realizzazione.php?p=7

  13. anonimo (luigi rossi?)
    13 giugno 2012 alle 09:01

    il comitato d’affari che vede il Gruppo Gavio come primattore è un coacervo di “poteri forti”, in cui FIAT non è certo assente.
    Il sistema dei grandi appalti a spesa pubblica vede girare sempre i soliti nomi: gavio, fiat, benetton, ligresti, caltagirone, cooperative emiliane.
    Sono gli stessi nomi che si ritrovano al controllo del sistema bancario e assicurativo: unicredit, intesa san paolo, mps, bpm, saifondiaria, generali, ecc.
    Gli stessi nomi, o quelli di dipendenti e persone “di fiducia”, si ritrovano in tutti i CDA che servono agli scopi: FAI, AISCAT, Aeroporti, ecc.
    Lo stesso accade nei centri delle decisioni politiche: comuni, province, regioni, parlamento italiano ed europeo, governo: la rete è capillare e trasversale, e consente un controllo ferreo su stanziamenti e normative, autorizzazioni, controlli e omissioni.
    Un meccanismo quasi perfetto (ogni tanto ci scappano un penati o un ponzellini, mannaggia) a cui non manca nemmeno una santa benedizione dall’alto del cupolone.
    Agli irriducibili troll del potere consigliamo di leggersi la biografia di quello che, con tutta evidenza, è il loro eroe indiscusso, nonchè astuto beneficiario e probabile “utilizzatore finale” di questa sistema.
    E’ grosso e pesante, ma ha un’agilità incredibile a saltare di poltrona in poltrona e arrampicarsi sempre più su.

  14. Giorgio
    13 giugno 2012 alle 11:34

    Io la penso diversamente e non insulto le persone.
    Penso che i comitati nati come funghi e pronti a dire “NO a tutto” in realtà sono frutto dello stesso sistema “malato” se non addirittura più ipocriti. A chi interessa comprare un terreno in montagna “non edificabile” e “non coltivabile”? A nessuno. Qualcuno, invece, ha interesse ad “alzare” il prezzo della vendita dell’esproprio attraverso questi comitati e la pressione sulla stampa nazionale.
    Non venite a fare i MORALISTI perché quelle battaglie NO-TAV non hanno lo scopo IDEOLOGIOCO di difendere la Valle ma ECONOMICO! Sbaglio forse?
    I proprietari dei terreni giocano al rialzo… e appena troveranno il giusto accordo avranno dimenticato la TAV! I Comuni coinvolti nella TAV in Val di Susa già lo hanno fatto.. addirittura ci sono dei comuni NO-TAV che manco saranno sfiorati dalla linea ferroviaria ma che vogliono dei soldi anche loro per stare zitti! Questa è la vera MAFIA italiana!
    Se i costi delle opere aumentano è anche per questi fattori o no?
    All’estero le cose funzionano diversamente e molto meglio. Leggetevi un po’ cos’hanno combinato in SVIZZERA, non in Burundi!

    http://laconoscenzarendeliberi.ilcannocchiale.it/2010/04/23/in_svizzera_fanno_il_tunnel_pi.html

  15. Giorgio
    13 giugno 2012 alle 11:58

    Riguardo IMPREGILO compratevi il Corriere della Sera di oggi! C’è una pagina intera comprata da SALINI (non da GAVIO). Forse dovreste leggerla. C’è chi “ignora” queste cose perché compra solo il Piccolo, ma va bene lo stesso.

  16. mandrogno
    13 giugno 2012 alle 15:54

    Beh, parlando di indipendenza della carta stampata, tra il gruppo RCS che edita il corriere della sera (controllato da gruppo FIAT e mediobanca) mi dà decisamente meno garanzie della Casa Editrice de Il Piccolo, che tutto sommato deve rispondere solo ai suoi inserzionisti di provincia.
    Per quanto riguarda lo scempio dei treni, oggi ho trovato anche questo articolo di Paolo Hutter:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/ferrovie-il-paese-della-tav-che-taglia-le-linee-storiche/261937/

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