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Occupati e disoccupati

11 giugno 2012

di Bruno Soro
http://www.cittafutura.al.it

“I paesi che non sono all’avanguardia del progresso ne risentono in misura relativa. Noi, invece, siamo colpiti da una nuova malattia di cui alcuni lettori possono non conoscere ancora il nome, ma di cui sentiranno molto parlare nei prossimi anni: vale a dire la disoccupazione tecnologica. Il che significa che la disoccupazione dovuta alla scoperta di strumenti economizzatori di manodopera procede con ritmo più rapido di quello con cui riusciamo a trovare nuovi impieghi per la stessa manodopera.”

J.M. Keynes, “Prospettive economiche per i nostri nipoti” (1930), in Esortazioni e profezie, Garzanti, Milano 1968.

Con uno scarno comunicato stampa emesso il primo giugno, l’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT) informa che “Ad aprile 2012 gli occupati (in Italia) sono 22.953 mila, in diminuzione dello 0,1% (-28 mila unità) rispetto a marzo. Il calo è determinato dalla contrazione dell’occupazione maschile. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente l’occupazione segna un aumento dello 0,1% (23 mila unità)”. Traduco: poiché il confronto rispetto al mese precedente (aprile 2012 su marzo 2012) esprime l’andamento ciclico, mentre quello effettuato sullo stesso mese dell’anno prima (aprile 2012 su aprile 2011) indica l’andamento tendenziale, l’occupazione totale, la cui evoluzione è caratterizzata da una sensibile ciclicità, si è mantenuta pressoché sugli stessi livelli dello scorso anno, ma registra per il secondo mese consecutivo una diminuzione. In quello stesso comunicato si legge poi che “Il numero dei disoccupati, pari a 2.615 mila, cresce dell’1,5% (38 mila unità) rispetto a marzo. Su base annua il numero dei disoccupati aumenta del 31,1% (621 mila unità)”. Il che vuol dire che il tasso di disoccupazione, il cui valore è dato dal numero dei disoccupati in rapporto al totale delle persone occupate e di quelle in cerca di occupazione (le cosiddette «forze di lavoro»), oltre a presentare un andamento ciclico molto meno marcato rispetto a quello dell’occupazione, mostra una netta tendenza all’aumento, passando dall’8,0% dell’aprile dello scorso anno al 10,2% dell’ultima rilevazione.
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Categorie:Editoriali
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