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Palazzo Rosso e il rebus della monnezza. Intanto la Corte dei Conti…

12 giugno 2012

E ora che ne sarà della filiera alessandrina dei rifiuti? Nei giorni scorsi la nuova giunta di centro sinistra ha preso decisioni “pesanti”, annullando decisioni degli ultimi mesi di gestione Fabbio rispetto alle quali diversi dubbi e perplessità erano state sollevate da più parti.

A quanto pare l’accordo con Iren sul fronte Amiu comprendeva alcuni patti parasociali per nulla ininfluenti e scontati, e mantenuti, se non segreti,comunque “sottotraccia”. E poi è esplosa con forza la questione legata ai ruoli plurimi del vero ras del comparto, il manager Piercarlo Bocchio, che essendo al contempo “direttore generale di Aral, direttore generale e procuratore di Amiu, presidente della newco (nuova società) Amiu Spa, e presidente del Consorzio di Bacino Alessandrino per la raccolta e il trasporto
dei rifiuti solidi urbani” finisce con l’essere in sostanza controllore e controllato al contempo. Non che questo aspetto non fosse noto da tempo: ma va dato atto alla nuova giunta di aver fatto subito chiarezza, a smentire quanto si sussurrava nei mesi scorsi su possibili convergenze del super manager ex (e sempre) socialista mandrogno e il centro sinistra. Come pure il forte peso del Pd nella governance del gruppo Iren non ha impedito ai nuovi amministratori di Palazzo Rosso di sollevare dubbi sull’accordo, alla ricerca di maggior chiarezza e trasparenza.

Ma ora cosa potrebbe succedere? Il futuro di Amiu e Aral torna completamente in discussione, così come l’ipotesi di un’unica società in grado di gestire tutto l’iter del rifiuto, dalla raccolta allo smaltimento? Ci saranno ripercussioni sul futuro della nuova discarica che sta nascendo in località Calogna (in territorio di Solero, al confine con Quargnento), e che dovrebbe essere operativa da settembre?

E ancora: Amiu e Aral (ma più la prima) sono creditrici di cifre importanti dal Comune di Alessandria, e la vicenda degli stipendi di maggio risolta in extremis dal sindaco Rossa ne è una conseguenza: a fine giugno saremo daccapo?

Per il sindaco, e per il nuovo assessore a Bilancio e Partecipate, Pietro Bianchi detto White, un’altra bella gatta da pelare. Intanto, oggi a mezzogiorno, vedremo cosa succederà alla Corte dei Conti.

Non sono pochi a ritenere che si tratterà di un altro passaggio interlocutorio, perché la parola dissesto comincerebbe a far tremare polsi un po’ ovunque, anche fuori Alessandria. Ne riparleremo.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. filippo boatti
    12 giugno 2012 alle 01:51

    Mi fa piacere che il partito che tifa per il dissesto abbia qualche ripensamento… evidentemente chi ha sollevato dubbi non aveva tutti sti torti.

  2. cittadino
    12 giugno 2012 alle 08:24

    il metodo temporaneo di soluzione del problema degli stipendi di una municipalizzata alessandria è demagogico, sbagliato e anche probabilmente illecito.
    Perchè l’ente provincia NON potrebbe intervenire con lo stesso metodo a supporto di altre situazioni analoghe in altri comuni, e mi si deve spiegare perchè mai i cittadini del resto della provincia devono farsi carico delle incapacità degli amministratori del capoluogo, anche se questi amministratori sono anche amministratori dell’ente provinciale.
    Un conflitto di interessi macroscopico, dal punto di vista sostanziale se non formale.
    Storie di straordinaria arroganza del potere.

  3. 12 giugno 2012 alle 12:12

    Pare che la Corte dei Conti, dopo aver audito la nuova amministrazione di Palazzo Rosso, si sia presa un paio di giorni per pronunciarsi. Ne riparliamo diffusamente più tardi, provando a riflettere sulle diverse ipotesi.

    E. G.

  4. 12 giugno 2012 alle 13:53

    Cittadino prende più granchi con un solo post. La Provincia è intervenuta su materie di propria competenza (trasporto locale). Lo ha fatto nel passato per Arfea, lo fa oggi per Atm e lo potrebbe fare (forse, se non ricordo male, lo ha già fatto) anche per Cit. Anticipa risorse che avrebbe dovuto comunque trasferire e che la Regione non ha ancora erogato. Nessun conflitto di interessi, nessun comportamento illecito. Le due cose vere sono la sciatteria (per non dir di peggio) degli ex amministratori del capoluogo che ha prodotto una situazione tale per cui, l’intervento odierno della Provincia non è che un pannicello caldo non ripetibile. Quanto alla demagogia lasciamola giudicare alle famiglie dei dipendenti dell’Atm.

  5. cittadino
    12 giugno 2012 alle 20:53

    semper fidelis,
    ma arriverà la giusta ricompensa…

  6. CorriereAl
    12 giugno 2012 alle 21:09

    Dai, non portare rogna al mio amico Mauro, caro Cittadino….per quello basto io: e nonostante sinora sia andata diversamente, spero sinceramente che si trovi il modo di valorizzare il suo impegno, e le sue competenze.

    E. G.

    • cittadino
      12 giugno 2012 alle 21:27

      arriverà, arriverà.. come succede puntualmente sin dai tempi del ricco Epulone

  7. 13 giugno 2012 alle 11:02

    Che le piaccia o meno, caro Cittadino, le cose stanno come le ho descritte, indipendentemente dalla mia fedeltà alla causa e indipendentemente da “giuste ricompense”. Se è in grado di smentirle lo faccia, altrimenti non si mischi alla facile dietrologia. Glielo voglio dire in tutta onestà e senza false modestie: ritengo di avere esperienze e competenze che possono essere utili al governo di questa città, e questa è la ragione per cui mi sono presentato alle primarie. Se qualcuno vorrà chiedere il mio contributo diretto, bene, altrimenti vivrò lo stesso e continuerò ugualmente il mio impegno. Venga, Cittadino, partecipi agli incontri che Alessandria Bene Comune organizza, non stia solo a guardare e ad emettere giudizi tranchant.

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