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Il “polmone verde” di Alessandria

14 giugno 2012

Operai Michelin e Montedison (ora Solvay Solexis, nella foto) morti di cancro senza potersi godere la pensione ne ho conosciuti diversi. Sarà per questo che da sempre sono convinto che quelle due fabbriche spinettesi lì proprio “un polmone verde” per Alessandria e dintorni non l’hanno mai rappresentato.

La chiamava proprio così quell’area, “il polmone verde di Alessandria”, negli anni Ottanta un mio amico, figlio di un operaio che lavorava in uno dei due stabilimenti, a dimostrazione che l’ironia è una gran cosa, e spesso arriva prima.

Anche se naturalmente non sono un tecnico, e non ho gli strumenti per “leggere” l’incidenza di certe patologie applicata ad una popolazione “mirata”, come i dipendenti di una fabbrica o i residenti di una certa area.  Ricordo però che, in passato, chi ci ha provato è stato quasi messo alla berlina, e spesso confutato con fior di dati ufficiali, raccolti ed elaborati da strutture pubbliche istituzionalmente deputate al monitoraggio del territorio. Eh già..

Ora del tema hanno preso ad occuparsi con una certa tenacia anche i tribunali, e su entrambi i fronti ci sono in corso procedimenti giudiziari che certamente avranno tempi lunghi, e soprattutto in ogni caso non riporteranno in vita chi in passato, pensando di aver trovato un modo dignitoso di campare, ci ha invece rimesso la pelle. Però magari l’attenzione mediatica di questi mesi aiuterà ad inquadrare la questione in termini non solo storici, ma anche prospettici, di presente/futuro.

Sì, lo so: oggi i tempi sono cambiati, i controlli sono efficaci, tutto è ben regolamentato. Che temo sia più o meno la stessa storiella che raccontavano, negli anni Sessanta e Settanta, agli operai Eternit, e a quelli spinettesi. Vicende diverse, naturalmente. Ma la storia è sempre maestra di vita? Mah…io intanto ieri mi sono letto sul Piccolo il calvario di alcuni vecchi operai Michelin malati di cancro, nel racconto dei famigliari. Fatelo anche voi, e poi ditemi cosa ne pensate.

E. G.

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Categorie: In primo piano
  1. maurizio fava
    14 giugno 2012 alle 09:49 | #1

    verrà un giorno, in cui anche i ciechi dovranno vedere.
    verrà un giorno in cui tutti diranno “io lo avevo detto, e non ne sono responsabile”
    verrà un giorno in cui la tragedia si chiamerà tragedia, e si scopriranno commoventi lapidi alla presenza di tutti i carnefici.
    verrà un giorno in cui di Cassandra, derisa e perseguitata per tutta la vita per aver avvertito della verità, si dirà “aveva ragione (però era una rompipalle)”
    verrà un giorno… ma sarà sempre, stupidamente e colpevolmente, TARDI.

    Come molte altre volte, ringrazio pubblicamente Lino Balza, inascoltata e perseguitata Cassandra della Frascheta. Deriso perfino dalle vittime che ha cercato invano di salvare, a spese sue.

    Ma sappiano, i responsabili della strage e tutti coloro che l’hanno coperta, minimizzata, nascosta e negata, magari nascondendosi dietro il falso mito dei “posti di lavoro”, che esiste la documentazione delle loro responsabilità e collusioni. Non sperino certo nell’oblìo delle loro malefatte. Saranno sbugiardati ogni volta che proveranno a negarle, o a fingersi vergini.

    Meglio un disoccupato vivo, che un operaio o un bambino morto.

  2. 14 giugno 2012 alle 15:41 | #2

    Concordo in tutto, la vostra/nostra terra ferita grida vendetta. Anche da parte mia e, sopratutto, dei miei figli, un grazie grandissimo a Lino Balza.
    Ma del “polmone verde”, a quanto pare nessuno ha interesse a parlarne, al di fuori del blog. Del resto, con un ministro dell’ambiente come il vostro……
    A tutte le vittime, inascoltate, e, come giustamente ricorda Maurizio, a tutte le Cassandre derise:

    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
    questa morte che ci accompagna
    dal mattino alla sera, insonne,
    sorda, come un vecchio rimorso
    o un vizio assurdo. I tuoi occhi
    saranno una vana parola,
    un grido taciuto, un silenzio.
    Cosí li vedi ogni mattina
    quando su te sola ti pieghi
    nello specchio. O cara speranza,
    quel giorno sapremo anche noi
    che sei la vita e sei il nulla.
    Per tutti la morte ha uno sguardo.
    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
    Sarà come smettere un vizio,
    come vedere nello specchio
    riemergere un viso morto,
    come ascoltare un labbro chiuso.
    Scenderemo nel gorgo muti.

    Cesare Pavese

  3. CorriereAl
    14 giugno 2012 alle 16:30 | #3

    Eh sì Molotov, ogni tanto ci torno sopra perchè mi pare giusto: ma è un argomento che politici e sindacalisti (ad esempio) evitano come la peste. E che non sembra interessare neppure l’alessandrino medio, francamente. Sarà fatalismo…sarà incoscienza. Boh…

    E. G.

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