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Locci: “ripartiamo da merito e consenso”

14 giugno 2012

E’ stato il più votato tra i consiglieri del Pdl a Palazzo Rosso, ma il controllo del partito, e i ruoli istituzionali, restano in altre mani. Emanuele Locci (nella foto) però non demorde, e annuncia dialogo e aperture a tutto campo (dall’assessore Barberis ai 5 Stelle), alla ricerca di progetti concreti che aiutino “un rinnovamento basato su merito e consenso”. Buona lettura su AlessandriaNews!

E. G.

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Categorie: Editoriali
  1. Giorgio
    14 giugno 2012 alle 11:58 | #1

    Ha ragione Locci. Si parla tanto di giovani, ma appena ottengono un minimo di consenso e sono in gamba, vengono allontanati e isolati.
    Questo spiega anche la debacle dei partiti tradizionali che non si vogliono rinnovare.

    • 14 giugno 2012 alle 22:04 | #2

      Giorgio :
      Ha ragione Locci. Si parla tanto di giovani, ma appena ottengono un minimo di consenso e sono in gamba, vengono allontanati e isolati.
      Questo spiega anche la debacle dei partiti tradizionali che non si vogliono rinnovare.

      La classe dirigente dei partiti tradizionali non si rende conto che il problema non è il nome da dare al partito, le alleanze da fare e neanche più i contenuti che vengono proposti. Il problema è proprio che non hanno più alcuna credibilità e, finchè non ci sarà un rinnovamento, difficilmente potranno recuperare la fiducia perduta.

  2. Agatone
    14 giugno 2012 alle 16:09 | #3

    Mi pare sia animato da una buona passione politica. Però io vorrei chiedergli una cosa. Come mai fa parte del pdl? E’ un partito che non ha nessuna credibilità, che ancora in questi giorni si fa notare per l’opposizione al decreto anticorruzione, che ha mostrato tutta la propria incapacità, superficialità, demagogia vuota, arroganza, millanteria e chi più ne ha più ne metta. E non parlo solo di Berlusconi ma di tutto l’apparato dirigente. E mi pare che anche a livello locale le cose non siano stete migliori. E poi è proprio un partito in cui la democrazia interna pare totalmente inesistente,

    • 14 giugno 2012 alle 22:32 | #4

      Agatone :
      Mi pare sia animato da una buona passione politica. Però io vorrei chiedergli una cosa. Come mai fa parte del pdl? E’ un partito che non ha nessuna credibilità, che ancora in questi giorni si fa notare per l’opposizione al decreto anticorruzione, che ha mostrato tutta la propria incapacità, superficialità, demagogia vuota, arroganza, millanteria e chi più ne ha più ne metta. E non parlo solo di Berlusconi ma di tutto l’apparato dirigente. E mi pare che anche a livello locale le cose non siano stete migliori. E poi è proprio un partito in cui la democrazia interna pare totalmente inesistente,

      Faccio parte del PdL perchè la mia strada mi ha portato qui. In questi anni ho visto e sopportato molte cose vergognose, certo. E molte volte ho pensato di mollare. Non ho mollato finora per due motivi: primo, in questo partito ci sono molte persone perbene ed oneste a disagio quanto me per certe “questioni” raccapriccianti e certi “dirigenti” impresentabili; secondo, se le persone “a posto” lasciano un partito fanno solo un piacere alle persone “meno a posto” e tradirebbero anche la fiducia di milioni di persone perbene che votano e credono nel PdL in buona fede. Proseguirò dall’interno la mia battaglia. Se le cose cambieranno, bene! Se le cose non cambieranno, bene lo stesso: questo partito si ridurrà in macerie e, dalle rovine, si potrà costruire una nuova casa con persone nuove. Ma questo discorso credo valga per tutti i partiti tradizionali…

      • Agatone
        15 giugno 2012 alle 10:00 | #5

        Grazie della risposta. Auguro un futuro positivo e il più possibile sano e onesto. E’ bello vedere un ragazzo ancora giovane occuparsi di politica attivamente. E spero che possa nascere un vero partito liberaldemocratico, che il pdl evidentemente ora non è e non è mai stato e le scelte politiche ed economiche degli anni di potere lo hanno ampiamente dimostrato. E’ più leberaldemocratico il pd del pdl ora. Sono riusciti, i dirigenti pdl a trasformare una fantastica parola come ‘libertà’, in un termine negativo che sa di aggiramento delle regole, di egoismo, di leggi fatte per pochi, di imbarbarimento culturale, di populismo e anche un po’ di statalismo. Auguri davvero!

  3. 15 giugno 2012 alle 00:40 | #6

    Da noi, nella Santa Madre Russia, addirittura in tutta l’Unione, ne sappiamo qualcosa della fine del “culto della personalità”. Arrivò un momento in cui la nomenklatura, il politburo, l’ogburo non sapevano più che pesci prendere. Prima era tutto uno slogan, si cominciò con “Stalin è il Lenin di oggi”, e poi via in discesa con “batjuska (caro e dolce padre)”, poemi, odi e carmi, ritratti e slogan in ogni casa, in ogni luogo pubblico; fosse nato oggi sicuramente qualche bellissima canzone, che so, ad esempio, potrebbe essere: “meno male che Iosif c’è”. Lui, modesto come tutti i veri leaders, si scherniva, non pretendeva queste cose, ma erano i sovietici riconoscenti che, per dirne una, gli dedicavano una città come Stalingrado, senza alcun obbligo. Ah!, gli unti dal signore, quanto si assomigliano. Per non parlare dell’omologo cinese, “Il grande timoniere”, “Quattro volte grande”, “Grande Maestro”, Grande Capo”, “Grande Comandante Supremo”, per lui, oltre a tutto il repertorio, addirittura sue citazioni, in grassetto rosso, nella maggior parte dei libri editi in Cina. Ma la parte che preferisco, ed è veramente uno spasso, è coreana; il Rodonfo Sinmun, giornale coreano, ha scritto che la nascita del defunto Kim Jong-Il, sul monte Paektu, sarebbe stata propiziata, secondo fonti ufficiali, da un doppio arcobaleno e dalla formazione di una nuova stella. Chissà se, anche lui, aveva un ministro dei beni culturali che componeva e dedicava odi colme di amor cortese e di disinteressato affetto per il suo “caro leader”?. Comunque dopo il crepuscolo degli Dei e il conseguente Ragnarok, la catastrofe politica immane che si abbattè su tutti gli stati, su tutti i popoli, alle nomenklature, grandi o piccole che fossero, in tutti i nostri regimi rimasero sempre due scelte, tese all’autoconservazione. Chi come Chruščёv c’era, e credetemi c’era davvero, ed è riuscito a fingere di essere un grande riformatore, a condannare un regime di cui aveva fatto parte a lungo, ha prolungato la sua permanenza nella stanza dei bottoni (poi fu trombato anche lui, purtroppo non come avrebbe meritato); altri invece, anche oggi, puntano sugli epigoni, sulla continuità. Pensate che il solito giornale coreano ha definito Kim Jong-Un, il successore, “un pilastro spirituale e un faro di speranza”. Può andare bene o può andare male, in tutti i due casi, ma può anche capitare che, prima o poi i popoli si sveglino e, stufi dei soliti slogan, del ventilato cambiamento possibile, operato dall’interno dei partiti, si decidano una buona volta a voltare pagina davvero. Naturalmente si parla del mondo comunista, dove in realtà è cambiato poco e in alcuni casi proprio niente…….io rimango dell’idea che chi è stato partecipe avrebbe dovuto andarsene, ma ormai sono un privato cittadino…….
    Sono alcuni giorni, comunque, che mi frulla in testa una frase di Bulgakov, ripresa dal Faust di Goethe, epigrafe de “Il maestro e Margherita”:
    « Ma allora chi sei tu, insomma? Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente compie il bene ».

  4. cittadino
    15 giugno 2012 alle 08:59 | #7

    La citazione di Bulgakov vale la lettura, e stempera l’orrore dovuto ai neo-vergini, insopportabili e carichi di gravi responsabilità-
    Personaggi che continuano imperterriti nella sua spasmodica ricerca del potere personale, in ossequio allo slogan che guida la loro esistenza: “boia chi molla”.
    La sana pratica propria delle VERE democrazie, le DIMISSIONI con definitiva sparizione dalla politica di chi viene sconfitto pesantemente dal voto degli elettori in questo regime di burattini non viene certo presa in considerazione. Perchè questa gentucola non perde mai.. al massimo possono ammettere di avere “non vinto”

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