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Province: si litiga sulle briciole. Ma il futuro?

16 giugno 2012

Ieri sul quotidiano La Stampa si tornava a parlare di Provincia, intesa come ente. Nello specifico, di una trattativa in corso per una (modesta a quanto pare: 89 mila euro complessivi per il 2012) riduzione del monte stipendi dei 680 dipendenti per il 2012. Tagli a quanto pare imposti da Roma, e che però secondo i sindacati andrebbero a penalizzare soprattutto chi guadagna 1.000 euro al mese, o poco più. E per nulla gli stipendi più elevati. E qui, attenzione, si parla di 56 “posizioni organizzative”, cioè non solo di dirigenti in senso stretto (una decina credo, ma chi ha dati precisi li fornisca), ma di funzionari che integrano lo stipendio base con voci relative a specifiche responsabilità e produttività (non ridete, please), e insomma alla fin fine tanto male non se la passano.

Del resto, limitatamente ai dirigenti di Palazzo Ghilini e di Palazzo Rosso, ho già avuto modo di segnalarvi in passato il rammarico di un mio amico, che ha ruolo analogo in un’amministrazione di altra provincia piemontese, e che ogni tanto mi chiede come mai lui sta “soltanto” sugli 80 mila lordi, e questi spesso assai oltre i 100 mila. Io di solito gli rispondo che secondo me è perchè sono più bravi: così, tanto per farlo arrabbiare.

In realtà siamo in attesa di capire quali sia la strategia complessiva di mister Monti sul fronte della spesa pubblica: si parlò di abolizione o accorpamento delle Province, o ancora di loro trasformazione in enti di secondo grado. Poi più nulla.

Ora a quanto pare si vola più alto: leggiamo che si sta lavorando di lima sugli sprechi della sanità (sul fronte acquisti, oltre che sul costo delle prestazioni erogate), ma anche che si prevede la vendita di asset pubblici. Quali, lo vedremo. E chi se li comprerà pure.

Ma le Province, in tutto questo turbinio di progetti che fine faranno? Attendiamo fiduciosi, e intanto facciamo la nostra fila a pagare l’Imu, in attesa di Irpef e aumento dell’Iva.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. mandrogno
    16 giugno 2012 alle 10:02

    gli enti “province” constano di due parti assolutamente separate: da un lato i servizi che svolgono sul territorio (edilizia scolastica, viabilità e qualcos’altro) e dall’altro una preponderante parte PARASSITARIA, che si autoalimenta e serva solo a se stessa.
    Basta vedere l’elenco degli assessorati, e valutarli in base alla effettiva PUBBLICA utilità:
    – Ambiente? viviamo immersi nei veleni, rifiuti tossico nocivi, devastazioni da asfalto e cemento. Assessorato INUTILE, con doppioni sia a livello regionale che comunale.
    – Turismo? per carità… risultati ZERO, con doppioni sia a livello regionale che comunale.
    – Trasporti? siamo al collasso ferroviario, e al collasso per i bus di linea. Se il “lavoro” costosissimo di questo dipartimento serve solo a fare gli interessi di gavio, che se lo paghi lui direttamente. Direi che l’inutilità e l’inettitudine sia evidente. Oltretutto ci sono i soliti doppioni sia a livello regionale che comunale.
    – caccia e pesca? ma dai.. serve pagare dirigenti e impiegati per gestire gli hobby di un pugno di utenti facoltosi? se lo paghino loro, con le loro risorse. Le leggi e le normative poi le fanno a livello regionale, per cui è INUTILE.
    – agricoltura? mai sentito un assessore all’agricoltura fare la voce grossa per la continua erosione dei terreni agricoli cancellati da edilizia e cantieri e varianti di prg… quanto territorio si è perso in questo modo negli ultimi trentanni? a che servono assessori dirigenti e dipendenti? via, si tagli senza problemi, sono solo soldi buttati…
    – polizia provinciale? abbiamo vissuto benissimo senza per decenni, oggi siamo taglieggiati dagli autovelox senza nessun beneficio, e i nostri soldi servono solo a pagare gli stipendi di capi e capetti… VIA, senza rimpianti, abbiamo carabinieri polizia stradale e vigili urbani, basta e avanza.
    Se a queste evidenze si aggiungono tutti i dirigenti e i funzionari assurti a incarichi retribuitissimi e inutili per nepotismi e collusione politica, senza aver mai sostenuto un concorso per titoli ed esami, neppure fasullo, è chiaro che ci stanno TRUFFANDO. Via tutti, e non ce ne pentiremo.
    Sono in grado di fare nomi e cognomi, se serve. Ma dai, tanto li sapete benissimo anche voi…
    Ecco perchè le province vanno CHIUSE, e solo i servizi e i dipendenti seri e utili, e legittimamente assunti e promossi (se ce ne sono, tra i promossi, perchè ho l’impressione che quelli bravi e lavoratori siano sempre penalizzati) possono esserer tranquillamente trasferiti, con relative risorse, agli enti inferiori (comuni) o superiori (regioni).
    E i politici, direte voi? ma vaffa…..!

  2. CorriereAl
    16 giugno 2012 alle 10:14

    Siamo un Paese ipocrita caro Mandrogno: in cui tutti sanno benissimo qual è “il giro del fumo”, ma nessuno si prende mai la briga di smontare davvero sovrastrutture inefficienti e improduttive (e non parlo solo delle Province). Ci riusciranno ora i tedeschi (non dico Monti, che è solo un esecutore) a cambiare la storia d’Italia? Mah….certamente noi siamo una popolazione imbelle, che vede le storture da sempre ma sta alla finestra, a sperare che qualcuno tiri fuori le castagne dal fuoco. Di Francia o di Spagna, come diceva sempre il Bossi…o di Germania, per attualizzare. Anche i dati sul previsto astensionismo elettorale alle prossime politiche (il 40% degli aventi diritto oggi se ne starebbe a casa) sono lo specchio di una sfiducia di maniera, che è furbesco attendismo popolare: vediamo chi sarà il prossimo padrone, e ci adeguiamo….

    E. G.

  3. 16 giugno 2012 alle 18:17

    Il governo nel decreto “salva-Italia” ha spinto per l’accorpamento sotto i 400mila abitanti: sparirebbero 40 enti. Ma sono CERTI partiti a fare MELINA IN PARLAMENTO… giocando sugli interrogativi lasciati aperti dall’esecutivo, per esempio la denominazione “provincia” deve sparire dall’ordinamento?
    Vi linko questo mio articolo sulla questione:

    http://www.pierferdinandocasini.it/2012/06/13/province-la-melina-del-parlamento/

    In ogni caso, le intenzioni del governo sono abbastanza intelligibili: si va verso la razionalizzazione delle province, e se abbiamo un po’ di pazienza ne vedremo finalmente la scomparsa…

  4. Graziella (gzl)
    17 giugno 2012 alle 06:56

    ” In realtà siamo in attesa di capire quali sia la strategia complessiva di mister Monti sul fronte della spesa pubblica: si parlò di abolizione o accorpamento delle Province, o ancora di loro trasformazione in enti di secondo grado. Poi più nulla. ”
    ……………………………………………………………………………………………………………………………….

    Ma perchè nessuno ha il coraggio di dire che Monti è un un incapace?

    Ma perchè nessuno ha il coraggio di dire che chi ci ha messo in questo terribile incubo è un traditore della Patria e del popolo italiano?

    Ma perchè nessuno ha la capacità di ammettere che la costruzione di Europa è stato un flop o fallimento dei suoi padri costruttori ma sopratutto incapaci di imporre alla pari di altri il nostro paese ? Mussolini ha retto la coda a Hitler ed è andato a fondo trascinando il paese, ieri i pedaballe italiani quali Ciampi, Prodi, Padoa Schioppa e ogni loro lacchè partitico e lobbististico , ora Monti/Napolitano e compagni di bisbocce varie reggendo la coda alla Merkel dove ci porteranno?

    Ci rendiamo conto di ciò che sta combinando Monti e chi lo appoggia in parlamento ? Ci rendiamo conto quanto poco valgono i potenti sindacati e le varie Associazioni per la difesa dei consumatori….strillano sulle piazze davanti alle telecamere frasi vuote senza potere e valore percui finiti gli slogan credono di aver svolto il loro compito? Ho l’impressione di no e che il calcio renda ebete una buona parte di italiani….importante è arrivare in tempo per la partita, importante è infiammarsi di fronte ad una azione dei superpagati e corrotti del pallone, corrotti anche loro come i politici , importante è annientarsi nel nulla e a Monti e compagni di abbuffate fa comodo e continuano con il loro gioco di Monopoli.

  5. CorriereAl
    17 giugno 2012 alle 09:21

    Monti incapace? Io temo invece sia portavoce ed esecutore di interessi elitari, che si ripropongono di far pagare una profonda “ristrutturazione” (chiamiamola così) del Paese al popolo, con la complicità delle leadership dei partiti oggi in Parlamento. L’importante è far credere al popolo suddetto che esiste una sola strada obbligata. E il popolo in buona parte, come sempre, è pure disposto ad abboccare. Ma il successo del tutto dipende da quanto sarà profonda la ristrutturazione.

    Quanto alle osservazioni di Stefano sulle Province, e soprattutto alle sue previsioni: l’ottimismo della gioventù?

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      17 giugno 2012 alle 10:05

      Non mi sono espressa bene: incapace nel senso di non svolgere il ruolo di risanatore del paese nel modo corretto, tagliando e riportando giusti equilibri. Non lo sta facendo con il beneplacido di Napolitano, Alfano, Bersani, Casini e tutti quei peones che vivacchiano nelle due camere. Incapace perchè con il suo modello di “ristrutturazione” tira il collo pappandosi le uniche galline che stanno fornendo uova, noi!

    • 18 giugno 2012 alle 16:08

      Che ci vuoi fare Ettore, a volte indulgo all’ottimismo dei vent’anni! 😉 Seriamente mi pare davvero che la strada tracciata sia quella. Che ci sia da riordinare qualcosa è evidente, le province non hanno radici storiche come i comuni, e solo uno come Sgarbi può dire che a sparire dovrebbero essere le regioni (sic!). Non è solo il governo a volere la riduzione delle province, a me pare che siano d’accordo anche i cittadini (vedi referendum in Sardegna),

  6. 17 giugno 2012 alle 22:25

    Tutto questo mi ricorda una storiella che girava dalle nostre parti: ” Stalin una mattina si alza. Tempo atmosferico meraviglioso. Si rivolge al sole: ” Dimmi chi è il più bello, il più intelligente, il più forte!”. Il sole non esita un istante: “Sei tu, compagno Josif, luce dell’universo!”. A mezzogiorno, Stalin replica: “Dimmi sole, chi è il più brillante, il più geniale, il più notevole uomo dell’universo?”, il sole conferma: ” Sei tu, o immenso Stalin!”. Prima di cena, Il compagno Josif non può trattenersi dal domandare di nuovo al sole chi sia il miglior comunista del creato. Il sole gli risponde: “Sei soltanto un accattone Stalin, un mentecatto, un pazzo furiso, compagno Stalin, e ti mando a cagare, tanto ormai sono in occidente!!”.
    Signori, per piacere……non ci raccontate la favola di pierino e il lupo; la melina dei partiti su cosa?, ma stiamo scherzando?, al giorno d’oggi, gli unici che non partecipano alle elezioni provinciali, con coerenza, sono i 5 stelle, gli altri sono abbarbicati mani e piedi alle poltrone, a partire dal consiglio provinciale di Alessandria. Poi scusate, che scherzo è questo?, un onesto cittadino clicca su di un collegamento e si ritrova nella pagina di casini, eppure l’NKDV mi aveva messo in guardia, ” guarda che ti registrano l’ip, poi pensano che sei uno dei loro”, no!No!, vi prego NO!. Comunque, tornando alla storiella iniziale, penso che il sole sia arrivato alle 15, 15 e 30, stiamo passando decisamente a occidente…….. compagniiiiii…..

    • 18 giugno 2012 alle 15:26

      Caro signor Molotov, un articolo ovunque sia pubblicato si valuta per i suoi contenuti. Non credo che il sito di Casini le rubi l’ip. Visto che CorriereAl parla di province, mi è venuto spontaneo inserire il link a un articolo che parla dello stesso tema. La mia posizione è che le province dovrebbero sparire. Le loro competenze passerebbero ad altri enti. Si può fare benissimo e non ci sarebbe da scandalizzarsi. Parlo di MELINA perché i partiti che in PARLAMENTO tra commissione Affari costituz e Aula ostacolano il progetto di razionalizzazione delle province hanno un NOME e si chiamano Pdl, sicuramente Lega Nord e in parte anche il PD. Però cari signori se torniamo indietro di 4 annetti, ci ricordiamo benissimo che sia lo yankee de Roma Veltroni sia il demiurgo del predellino Berlusconi distribuivano in giro promesse elettorali, tra cui l’abolizione delle province, che infatti finì nel loro programma elettorale. Oggi in Parlamento sono UDC e IDV gli unici a portare avanti sistematicamente proposte di riduzione degli enti intermedi (sono per l’abolizione totale con riforma costituz, e contestuale passaggio di competenze)
      D’accordo su quanto dice a proposito di Grillo: chi vuole la chiusura delle province, non si presenti alle elezioni.

  7. 18 giugno 2012 alle 00:20

  8. mandrogno
    18 giugno 2012 alle 09:06

    se un “giovane” spera nella “rivoluzione” portata avanti da monti, mi preoccupo assai.
    Oppure penso a un errore dell’ufficiale di anagrafe.

    • 18 giugno 2012 alle 15:53

      Ho forse detto che credo nella rivoluzione di Monti? Ma perché, Monti deve fare una rivoluzione? Certo, se intende quello che 20 anni di politica DA VOI votata NON HA FATTO (liberalizzazioni, lotta agli sprechi, lotta all’evasione, politiche industriali e così via) allora diventa davvero una rivoluzione!
      Guardi io non credo in nessuno. Non ho il cartonato di Monti in camera. Mi limito a considerare quanto accade, in questo momento di totale confusione. I partiti che, ripeto, voi stessi avete nutrito dal 1993 ad oggi, cosa di cui adesso vi pentite, non si sarebbero mai mossi nella direzione di ridurre e riperimetrare l’ordinamento amministrativo. Monti lo può fare perché non ha poltrone da difendere e in questo senso SI’, spero nell’azione di Monti.
      (Lo sa che con il nuovo sistema elettorale conseguente alla trasformazione delle province in enti di secondo grado si passerebbe da una spesa complessiva per le elezioni di 318 mln di euro a 707mila euro? Un notevole risparmio, non trova? Ma mi sembra già di sentirle, le proteste dei fautori della partecipazione: che scandalo, è inaccettabile che siano solo gli amministratori dei comuni a votare i – pochissimi – rappresentanti del nuovo ente riformato!, e i cittadini?? Vogliamo i risparmi ma una democrazia costosissima, che salva tutto: province inefficienti, comuni minuscoli, comunità montane in pianura, perché la rappresentanza è sacrosanta!)

  9. maurobuzzi
    18 giugno 2012 alle 09:30

    Mi rendo conto di essere una eccezione, ma sono tra i pochi che non vede con favore l’abrogazione delle province.
    Vedo con sospetto i tagli ai cosiddetti enti inutili che non partono da centro ma dalla periferia, che riducono gli spazi di democrazia, che costringono ai sacrifici solo gli altri e mai se stessi (vedi la cancellazione dei consorzi)
    Vedo di pessimo occhio il fatto che si voglia attuare una centralizzazione regionale che nei fatti privilegerà Torino e alimenterà il torinocentrismo.
    Mandrogno fa un’elenco di attribuzioni tacendo sul fatto che quelle che lui considera doppioni, in realtà sono le deleghe che la provincia svolge in nome e per conto della Regione e non mi convince proprio per niente il fatto che tali deleghe tornino in mano alla Regione, indipendentemente da chi la governerà. Le vicende dell’università e della sanità (con l’attenzione particolare della Regione su Novara e l’assoluta indifferenza nei confronti di Alessandria) stanno lì a dimostrare cosa può significare lo spostamento del baricentro delle decisioni in Regione.
    Non mi piace pensare che in una area (oggi provincia) così vasta come quella di Alessandria, con 192 comuni dei quali l’80 se non il 90% al di sotto dei 1500 non esista un ente che sia in grado di coordinarne le politiche di sviluppo, di dare un senso più generale alla loro azione, con tutti i difetti che le Province hanno e che sarebbe opportuno, anzi necessario, correggere. Ma non è che in Regione le posizioni organizzative siano di meno, magari fanno meno notizia in Alessandria, ma pesano ugualmente sul nostro bilancio di cittadini. Non è che se togliamo la polizia provinciale aboliremo gli autovelox e se riconsegniamo il turismo alla Regione ci saranno meno viaggi in Cina.
    Di questo blog apprezzo l’estrema libertà, un po’ meno quella continua semplificazione che fa sì che argomenti complessi come l’assetto del governo delle comunità locali (con gli annessi e connessi di chi si occupa e come di fornire i servizi per i quali comunque paghiamo tutti) sia trattato (specie nei post dei frequentatori) semplicisticamente, per slogan.
    Alla fine di questo processo iconoclasta in cui si getta l’acqua sporca col bambino saremo tutti più poveri: non godremo di eventuali risparmi di spesa, quei risparmi (se ci saranno) andranno in direzione Torino dove non avremo nessuna possibilità di contare e non ce la potremo neanche prendere con chi abbiamo eletto perché i rappresentanti di queste nuove provincie saranno nominati.
    Bell’affare.

    • Graziella (gzl)
      18 giugno 2012 alle 11:30

      Sig. Buzzi, la provincia di Alessandria è una Cenerentola della regione Piemonte.

      perdoni se mi permetto di commentare il suo pensiero su “torinocentrico” , a cui aggiungo “novaracentrico” e “cuneocentrico” . In questi anni, ogni volta che qualcosa veniva annullata nella nostra grande provincia, partivo in quarta e scrivevo una letterina ai giornali lamentando che eravamo la cenerentola della Regione (attenzione, che fosse governata di destra o sinistra indistintamente). Ogni volta andavo a verificare area e popolazione per fare raffronti neanche con Torino, ci mancherebbe, ma con Cuneo prima e Novara poi e notavo che molto probabilmente quei luoghi avevano politici provinciali, nazionali e locali che LOTTAVANO e IMPONEVANO rispetto a tutela delle loro province.

      Ci hanno portato via la Banca di italia (a Novare è rimasta come a Cuneo), mentre Cuneo manteneva due ALS- Cuneo e Alba , da noi una politica becera, litigiosa ha creato un casino …perchè questo è, non si è lottato per mantenere due ASL – Alessandria e una per Casale Monferrato, (pari a Cuneo/Alba) non dimentichiamo la situazione di Casale Monferrato: amianto e due centrali nucleari nei vicinissimi confini, Casale andava trattata con rispetto anche perchè è una città che offre molto alla provincia anche di immagine, e non mi si venga a raccontare che lo smantellamento di un settore sanitario burocratico non è importante e non sto certo io spiegare a lei perchè. Tribunali, ma sempre a Casale vi era la corte d’Appello…spazzolata anche questa, non era ad Alessandria ma era in provincia. Mezzi di trasporto, collegamenti ferroviari, mi fermo perchè mi incazzo, ma per Alessandria c’è solo da pagare tasse e contributi. Una piramide napoleonica e una rievocazione annuale , un pò di turismo gastronomico quà e là, va anche bene, ma l’impegno è di andare nei luoghi di potere picchiare i pugni su qualche tavolo e ritornare a casa con il sacco pieno….è così che si fa,senza guardare se il governo regionale o nazionale è parte avversa, non è gioco di colore o potere ammnistrare la cosa pubblica.

      Dispiace per lei, ma occupandomi di rischio idrogeologico, rifiuti, amianto e molto altro ancora …osservo da anni con i miei Comitati (organizzazioni PULITE e APERTITICHE non Nimby e non estremisti o integralisti) che tutta la politica alessandrina POCO FA, sono “belle addormentate” quindi che ci sia una provincia o meno nulla cambia a nostro vantaggio e le popolazioni spremute fino all’osso vogliono risparmiare laddove non funziona o funziona poco, è finito il tempo di mantenere chiunque perchè trombato o tesserati politicamente, non si offenda la prego , lei la vede dal suo piano e io cittadina impegnata lo vedo dal mio.

      Se avessi il potere ho una lista lunga come un rotolo di igienica di Enti da cancellare in questa regione : Consorzi di Bacino, ATO, revisione in toto dei Consorzi di Bonifica. Eliminare i doppioni nella sanità : un Assessorato, molteplici direzioni, l’Aress, una fondazione sanitaria (?), ASO -consigli di amminstrazione, direzioni generali e ora staff di commissari a controllare che ? Rivedere tutto ciò che è Ente su idrogeologico e fare pulizia di uomini e doppioni ….

      Non ho il potere gentile sig. Buzzi putroppo e lo farei pure gratis.

    • mandrogno
      18 giugno 2012 alle 15:01

      per risolvere i suoi dubbi, basta che deleghe e attribuzioni vadano ai Comuni.
      Il costo inutile delle province resta inutile, come tutti i costi di intermediazione ridondante.

  10. CorriereAl
    18 giugno 2012 alle 09:47

    Caro Mauro, lo so che parlo con un ex sindacalista della funzione pubblica, per cui è dura: ma in Italia la spesa pubblica è davvero troppo alta anche perché per troppo tempo si è fatto coincidere il lavoro con l’andare x ore in un posto pubblico a timbrare un cartellino, o comunque a svolgere attività assolutamente superflue. Scava la buca, riempi la buca. Fino al capolavoro del nostro Sud, sempre avanti, dove spesso al lavoro neppure ci andavano, o ci vanno. Ricordo un ragazzo siciliano, anni Ottanta, che mi raccontava che nella sua struttura c’erano più impiegati che sedie, per cui la rotazione della presenza era necessaria…..Avete un bel parlare di spazi di democrazia: quando un popolo imbelle come quello italiano si ribella vuol proprio dire che la misura è colma. Anche se sulle semplificazioni da blog concordo: questo è il bar sport dei tempi di Internet, dobbiamo tenerlo tutti presente. Epperò…

    E. G.

  11. maurobuzzi
    18 giugno 2012 alle 14:07

    Non ne faccio una conservazione di posti di lavoro. Chiusa la Provincia è ben difficile che si lascino a casa i dipendenti. Ne faccio una questione di democrazia e di competenze.
    Di democrazia (rappresentativa): dalla legge 83 del 93 con l’elezione diretta di sindaci, presidenti delle provincie e delle regioni i luoghi in cui si assumono le decisioni sono sempre più ristretti. i consigli ormai sono orpelli e si deve sperare che sindaci e presidenti siano illuminati, ciò ha provocato due effetti: l’accentramento delle decisioni in mano a pochi e il complessivo deterioramento della qualità della classe politica, basta partecipare ai dibattiti dei consigli per rendersene conto. E una classe politica impreparata, estremamente fidelizzata, non in grado di affrontare le complessità può essere sì viatico per l’assunzione di decisioni in tempi brevi (ammesso che ciò avvenga) ma elimina gli spazi del confronto e allontana i cittadini dalla Politica, che rimane pur sempre, etimologicamente, l’arte di governare la società, governarla, non comandarla. Ma su questo terreno può darsi che io sia un inguaribile idealista.
    Di competenze: il potere in poche mani favorisce quei meccanismi che descrive GZL in cui chi è in grado di sviluppare lobbies ottiene e chi non lo è rimane al palo. Non nego gli sprechi, le incoerenze, e quant’altro. Prima però di consegnare sic et simpliciter il governo di una provincia (intesa come area geografica) a chi se ne occuperà solo di risulta ci andrei molto cauto. Non entro nelle diatribe del rapporto tra Casale e il resto della provincia, rammento solo che non erano pochi coloro che in quel territorio facevano il tifo per una separazione, quella sì che poteva creare ulteriori spazi per trombati (tesserati o no).

    • mandrogno
      18 giugno 2012 alle 15:10

      Signor Buzzi, se è una questione di DEMOCRAZIA, allora le faccio rispettosamente notare che DEMOCRATICAMENTE gli elettori italiani avrebbero deciso le seguenti cose: ABOLIZIONE dei finanziamenti pubblici ai partiti (mi pare che il suo partito continui da anni a fottervene e incassare, ne’ l’ho vista salire sulle barricate per difendere la democrazia).
      Abolizione della privatizzazione dell’Acqua (idem, e in zona spadroneggia nel settore un notabile del PD)
      Giacciono inoltre inevase e insabbiate nei palazzi decine di proposte di legge di iniziativa popolare, tra cui quella ANTICORRUZIONE, mai discusse, nonostante lo preveda la Costituzione. Anzi, si va avanti con voti segreti, trucchi, abusi e postille infilate nei decreti per continuare a garantire l’impunita dei politici corrotti.
      Credo che mai come da quando esiste il PD la parola “democrazia” sia stata vilipesa e abusata.
      Gli interlocutori sono credibili solo quando sono credibili nei FATTI. Le chiacchiere stanno a zero.

    • Graziella (gzl)
      18 giugno 2012 alle 16:39

      SIG. Buzzi si è mai chiesto perchè Casale negli ultimi anni (tra circa il 2005/2006 in avanti) una parte dei cittadini ha chiesto di accorparsi ad altra provincia e addirittura Regione? Ci sono dei motivi PRECISI, una città , comunità non sentirsi rappresentata che fa? DESIDERA ANDARE ALTROVE !!! Se la politica è distratta e affacendata in altro il cittadino cerca di difendersi come può! Stia certo che i politicanti di mestiere casalesi di ogni bandiera NON INTENDONO SEPARARSI , sono piazzati bene in provincia, in regione ma sono i comuni cittadini impegnati che in molti anni hanno visto smembrare il proprio territorio . Poi se non si vuol vedere o capire (non riferito a lei ovviamente perchè non la conosco) non pretendano rispetto.

      Concordo su quanto scrive mandrogno, è inutile fare referendum per poi fregarsene, è inutile che un governo illegale (non eletto) e posticcio annunci tagli per poi non fare nulla, ritengo che non debbano essere smantellate le amministrazioni comunali anche quelle piccole sarebbe un disastro, ma la provincia è un brutto doppione tra il comune e la regione, noi cittadini oggi non possiamo più permetterci di mantenere i doppioni e lei che arriva dal mondo sindacale dovrebbe sapere che il nostro potere d’acquisto fa acqua, disoccupazione, esodati, e con le leggi sulle liberazioni i nostri papponi nazionali hanno permesso esodo dalnostro paese delle aziende ed è una VERGOGNA!!!! le tasse: grazie a napolitano/monti e i tre dell’ave maria: alfano-bersani-casini con un parlamento in panchina di falliti, corrotti ed incapaci che non vergognandosi alzano ancora la testa, …si pretenda di tacere? Questi sfoghi sono atti di civiltà…diversamente rivoluzione e guerra civile. Mi dispiace ho più di 60 anni ma sono pronta a lottare su qualsiasi barricata per il futuro dei giovani compresi i miei figli e nipoti.

  12. maurobuzzi
    18 giugno 2012 alle 17:11

    Caro Mandrogno, non si inalberi. NON sono iscritto al PD. Lo sono stato e non mi sono più iscritto proprio per l’atteggiamento ondivago sull’acqua e sui servizi pubblici. Quanto all’abolizione del finanziamento pubblico, all’epoca del referendum militavo nei radicali e ho raccolto le firme anch’io. Mi faccia il piacere, se intende darmi patenti di credibilità (ovviamente liberissimo), almeno si informi un pochino di più sulla mia storia politica personale.
    Cara GZL, ripeto: non nego che siano sprechi ecc ecc mi limito a dire che il progetto di revisione delle competenze non solo non li risolve, ma anzi, a mio parere (posso sbagliarmi ma fino ad ora non c’è nessuno che mi abbia convinto che la strada segnata da Monti&c.per sostituire le provincie sia quella giusta), allontanerà ancor di più i centri decisionali dai cittadini.

    • mandrogno
      18 giugno 2012 alle 19:03

      mica serve una tessera, per stare dalla parte giusta.
      o da quella sbagliata 🙂

  13. 18 giugno 2012 alle 21:59

    Io ho proprio paura, che, irrimediabilmente, mi venga sottratta l’anima, sapete… ho a che fare con i discepoli di Berija, da un secolo, e quelli non scherzano, quando ti dicono di stare attento….. Se, persino, il povero de michelis denuncia complotti internazionali (ahahah, scusate, ma se ci penso..), e voi lo avete avuto agli esteri (ahahaha, non ce la faccio, mi trema la mano), noi possiamo persino credere che ci rubino l’ip (ahahahaha, basta!!, non ce la faccio a stare serio….).

    Mi sono ricomposto, stavo pensando alle somiglianze con il crollo dell’impero russo e in seguito di quello sovietico. Konsti Černenko fu eletto Segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica e Presidente del Praesidium del Soviet supremo dell’URSS, nel 1984, alla morte di Andropov, quando già aveva un piede nella fossa. Era un bel bastardo, fin da giovane; precocemente brizzolato, dicevano tutti che fosse un bell’uomo, ma secondo me dopo 40 anni di politica attiva, nella stanza dei bottoni da venti con Breznev, prima come seconda fila del partito, avendo cominciato nel komsomol, aveva da tempo perso la credibilità e la possibilità di parlare. Ma la politica CCCP non seguiva i miei desiderata, quindi due anni di arretramento ideologico, boicottaggi di olimpiadi e altre amenità del genere. Pensate che fu portato a votare per le elezioni del 1985, praticamente moribondo, da Viktor Grišin, quando si parla di gerontocrazia…..meno male che da voi governano i giovani. In verità, l’abitudine di portare a votare anche i moribondi, non è solamente Russa, anzi…..a volte ai seggi si è assistito a dei veri miracoli, con tanto di officianti laici e religiosi.
    Comunque in quegli ultimi sussulti di regime, prima Andropov, 15 mesi di governo in ospedale, poi Černenko, 366 giorni di parabola discendente, l’ultimo dei dinosauri sovietici e poi….e poi il potere lo hanno dovuto mollare, oh si!, lo hanno dovuto mollare…Dopo, ecco il primo cinquantenne al governo, il primo nato dopo la Rivoluzione, il primo a non essersi formato durante la prima repubblica, oops, scusate!, volevo dire durante lo stalinismo. Il vostro problema di oggi è questo: è vero, ognuno di noi ha il suo bagaglio di responsabilità nell’avere portato al governo degli indegni, ha la sua storia politica, però arriva un momento in cui si va oltre al “perseverare” e si arriva al “et tertium non datur”. Il problema non è l’esattezza dei dati prodotti o la condivisibilità delle idee, ma la credibilità dei propri punti di riferimento. Non si può portare un sistema al collasso e poi proporsi come panacea di tutti i mali dello stato, risultando poi essere in grado solo di avere un effetto placebo. In un sistema politico sano si va a casa e si rende conto del proprio operato; in Italia c’è ancora qualcuno che ascolta e intervista de michelis e cirino pomicino, ci manca la resurrezione di gava e de lorenzo, poi siete a posto.
    Questi vegliardi (anche politicamente parlando, non solo anagraficamente) mi ricordano un po’ l’erestun o eretica: secondo le tradizioni delle popolazioni baltiche questa entità è una donna che ha venduto l’anima al diavolo e che torna dopo la morte sotto forma di vampira, dall’aspetto di una vecchia povera e miserabile. La leggenda in realtà ha un’origine russa, questi vampiri celebrano sabba in luoghi dimenticati e, a volte, vanno in letargo. Sono in grado di uccidere i vivi solo guardandoli in faccia con il loro occhio malvagio( voi ce l’avete, se non sbaglio, un politico con un occhio simile, diciamo asimmetrico; un Al Pacino italiano, secondo la moglie); comunque sembra che, con il loro magnetico sguardo, possano rubare l’anima alle persone. Bisogna stare, quindi attenti a frequentarli, anche idealmente, perché tornare in possesso della propria anima, libera ed immortale, è molto, molto, molto difficile e io ne so qualcosa…….

  14. 19 giugno 2012 alle 08:50

    parlando di governo e punti di riferimento, qua si oltrepassa la NEP e si arriva direttamente al “comunismo di guerra”…..
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/ricetta-anticrisi-del-sottosegretario-polillo-settimana-di-ferie-in-meno/267533/

    • Graziella (gzl)
      19 giugno 2012 alle 14:51

      Polillo: questo individuo è un pazzo e più pazzi di lui sono quelli che fino ad oggi gli hanno dato armi di potere.

      Ogni giorno mi chiedo: ” perchè i terremoti nostrani, eruzioni vulcaniche che spuntano all’improvviso dal sottosuolo non colpiscono sotto i palazzi di potere romani? Montecitorio, Palazzo Madama, Quirinale, Palazzo Ghigi …..un bel botto e non se ne parla più!

      Sempre a colpire i lavoratori o perlomeno chi il lavoro ce l’ha ancora non facendo nulla per creare posti di lavoro per chi è disoccupato e per le nuove generazioni….

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