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Sfruttamento vero e finta solidarietà

26 giugno 2012

La notizia è di quelle che si commentano da sole: una quarantina di lavoratori marocchini retribuiti un euro all’ora, e costretti a guadagnarsi la sopravvivenza quotidiana al di fuori di qualsiasi rispetto delle normative vigenti. Più schiavi che braccianti, insomma.

Il fatto che stavolta i riflettori siano puntati sulle nostre campagne, e non sul profondo sud, dovrebbe far riflettere doppiamente, ma soprattutto agire.

In questi casi la retorica sterile e un po’ stucchevole è infatti sempre dietro l’angolo, e in questi giorni mi è capitato di leggere attestati di solidarietà “in poltrona” tanto retorici da far venire il latte alle ginocchia. Non li riporto, perché sarebbe accanimento: però, per associazione mentale, vi propongo una foto che una mia amica ha condiviso ieri su facebbok, e che in fondo ben rende l’idea.

La riflessione insomma è: se l’imprenditore agricolo (chiamiamolo così) non avesse esagerato, e si fosse “accontentato” di uno sfruttamente più “velato”, e numericamente meno evidente, per quanto avrebbe potuto continuare ad usare questi poveracci, nell’indifferenza di noi tutti, e soprattutto di chi per mestiere dovrebbe dedicarsi ai controlli? E quanti sono i casi analoghi (magari appunto solo un po’ meno eclatanti) disseminati nelle nostre campagne?

Giusto ieri chiacchieravo con un sindacalista serio, che mi diceva “il clima di antipolitica rischia di diventare anche antisindacale: siamo ad un passo”.

Forse è così, e il qualunquismo è davvero una brutta bestia. Però dal canto loro i sindacati, ma anche i funzionari pubblici addetti alla vigilanza, e noi stessi come osservatori, siamo tutti quanti certi di fare sempre e fino in fondo il nostro dovere sul fronte della tutela di questi lavoratori “invisibili”?
O invece il sommerso illegale a costo quasi zero fa comodo a tanti, e poi pensiamo di lavarci la coscienza con un bell’attestato di “pelosa” solidarietà via web?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. 26 giugno 2012 alle 08:05

    “La società attuale poggia le sue fondamenta sullo sfruttamento della classe lavoratrice da parte di una ridotta minoranza della popolazione: la classe dei proprietari terrieri e quella dei capitalisti. Si tratta di una società di schiavi, dal momento che i lavoratori “liberi”, che spendono tutta la propria vita nel lavoro per i capitalisti, possono solo avere gli essenziali mezzi di sussistenza tali da mantenere schiavi che producono profitto, nella salvaguardia della schiavitù capitalista.
    L’oppressione economica dei lavoratori inevitabilmente genera ogni forma di oppressione politica ed umiliazione sociale, nonché l’involgarimento e l’incupirsi della vita morale e spirituale delle masse. I lavoratori possono ottenere un grado più o meno elevato di libertà politica nella lotta per la propria emancipazione economica, ma nessun grado di libertà permetterà loro di sconfiggere la povertà, la disoccupazione e l’oppressione fino a che il potere del capitale non sarà sovvertito”.[….]
    Coloro che lavorano duramente e vivono nel bisogno sono persuasi dalla religione ad essere pazientemente sottomessi su questa terra, e a trarre conforto dalla speranza nella ricompensa divina. Ma la religione insegna anche a COLORO CHE VIVONO GRAZIE AL LAVORO ALTRUI AD ESSERE CARITATEVOLI, OFFRENDO LORO UNA VILE SCAPPATOIA PER GIUSTIFICARE LA LORO VITA DI SFRUTTATORI e promettendogli un’esistenza felice nei cieli. La religione è l’oppio dei popoli, una sorta di “liquore” spirituale in cui gli schiavi del capitale fanno annegare la loro immagine umana, la loro richiesta di una vita più o meno dignitosa.
    MA UNO SCHIAVO CHE E’ DIVENUTO CONSCIO della propria schiavitù ed ha ALZATO LA TESTA nella lotta per la propria emancipazione, non è più uno schiavo[…]”.

    Cosi’ scriveva Vladimir Il’ič in “Socialismo e religione” e io sottoscrivo.
    La cosa che veramente mi schifa sono i commenti e i proclami dei politici, sopratutto alessandrini, su facebook (penso siano gli stessi che ha letto Ettore), riguardo alla questione dei magrebini sfruttati. Sono decine di anni che stanno nella stanza dei bottoni, a qualsiasi livello, e adesso fanno i rivoluzionari. Ma, per San Basilio, basta!!, ma dove erano in questi anni?, in missione su Marte?; hanno le bacheche piene di foto del Che, di bandiere rosse, e poi invocano l’intervento dell’esercito in Val di Susa o appoggiano, senza se e senza ma, chi lo fa. Ho letto cose incredibili sulle loro pagine…… solidarietà a Lucashenko?, un povero “democratico” dipinto tiranno dalla stampa occidentale?, ma fatemi il piacere!. Io l’ho conosciuto anni fa, e vi garantisco che è tutto vero, in Bielorussia la dittatura continua, cruda e crudele. Io vorrei che la smettessero di fare finta di essere di sinistra o, addirittura, comunisti………non ci credono più neanche loro, E SI VEDE…….

  2. anonimo (luigi rossi?)
    26 giugno 2012 alle 10:41

    come i politici che si sorprendono di essere disprezzati dai cittadini, e non fanno mai l’unica cosa che potrebbe invertire la tendenza: prendersi le responsabilità delle loro porcate e favorire il ricambio con persone serie e non compromesse, adesso anche i sindacalisti temono di essere impopolari…
    Ma chi ha fatto del sindacato, anzichè un baluardo a difesa dei più deboli, un modo per evitare di lavorare (ah, quanti danni ha fatto il famigerato “distacco sindacale”, padre di intere generazioni di fannulloni alle spalle altrui) e il luogo di privilegi e facili carriere politiche deve solo prendere atto delle sue abiezioni.
    TAV, cromo esavalente e altri inquinamenti, appiattimento sulle posizioni dei padroni come in fiat, inefficienza contro le stragi sul lavoro, omesse denunce in troppe situazioni di illegalità sul lavoro, mancati controlli… sono troppe le colpe, e pochi gli eredi veri di Di Vittorio.
    Il sindacato e la coscienza sindacale dovrebbero essere tra le colonne portanti della Democrazia e dell’equità sociale. Ma c’è troppa ipocrisia, da troppo tempo. E la guardia è stanca. Vero compagno Molotov?

  3. 26 giugno 2012 alle 11:19

    Sottoscrivo in toto.

  4. 26 giugno 2012 alle 11:31

    Intanto dalla politica un po’ di buon umore arriva sempre: Diego Cammarata, ex sindaco Pdl di Palermo che ha portato la sua città sull’orlo del dissesto finanziario, è stato appena nominato consulente del Senato alla spesa degli enti locali. Dai, che c’è sempre speranza per tutti, nel Belpaese: e se giovedì battessimo mai i tedeschi, altro che spread…

    E. G.

  5. 26 giugno 2012 alle 19:50

    Apprendiamo ora che i sindacati in agitazione proclamano uno sciopero per il 27 Giugno, questo sì che genera buonumore, hasta siempre comandante!, (chiedo scusa ad Ernesto, non intendevo mancargli di rispetto). Ora temono addirittura che la faccenda dei magrebini sia la “punta di un iceberg”. Ma quando, poco poco, piano piano, anche se non facessero quel lavoro lì, escono da Alessandria e vanno, ad esempio, verso Casalcermelli, non si chiedono mai chi siano quei signori “abbronzati”, che si fanno un “mazzo tanto”, nei campi di pomodori per tutta la stagione?. Basta fare qualche chilometro…..Oppure chi fossero tutti quei personaggi che fino a poco tempo fa, con la pelle di varie gradazioni, dal bianco albanese al nocciola magrebino, fino al nero ebano africano, partivano dai bar del Cristo, per raggiungere i cantieri della zona?, un’altro iceberg di sfruttati.

    I sindacati di Alessandria stanno ai lavoratori sfruttati come il Titanic stava all’iceberg…..

  6. 26 giugno 2012 alle 19:50

  7. 27 giugno 2012 alle 14:01

    Così è, se vi pare. E ognuno ci mette faccia, dignità e credibilità: erano solo acconti!

    “Sono state dette cose pesanti, come il fatto che i lavoratori venivano pagati un euro all’ora – è quanto sostiene Carlo Ricagni, presidente di Cia, confederazione italiana agricoltori a cui la Lazzaro è associata – quando invece si trattava di acconti. C’è un ritardo nei pagamenti di due mesi perchè l’azienda era in difficoltà economiche e a sua volta attendeva il pagamento di alcune forniture. Riteniamo, inoltre, che alcuni dei braccianti che si trovano lì non fossero neppure lavoratori presso l’azienda. Abbiamo chiesto per primi – prosegue – un tavolo di confronto per discutere non solo di questo caso specifico”.

  8. mandrogno
    28 giugno 2012 alle 09:52

    la cosa più VOMITEVOLE è che la CIA è l’organizzazione degli agricoltori che fa capo (e porta voti) al PD.
    L’ennesima conferma che questi ormai sono come quelli che una volta avevano le “braghe bianche”, e riducevano gli uomini in schiavi…

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