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Alessandria specchio d’Italia?

2 luglio 2012

Per il taglio della spesa pubblica “non c’è nessuna urgenza”, dicono a Palazzo Chigi. E’ bastata una boccata d’ossigeno da Bruxelles, per rimettere tutto in discussione?

Temo che siamo alle solite. Al vertice europeo si è parlato più di finanza che di economia reale, come sempre. Di 30 miliardi  che con la leva finanziaria diventeranno 300, e altri simili ragionamenti. Come a dire che si continua a scambiare il male con la cura, e a vedere nelle banche l’unico tipo di impresa da tutelare davvero.

Per noi poi, al di là di qualche giorno di tregua che potrà arrivare dalle Borse, il punto resta lo stesso, badate bene. Un Paese che non produce più beni, e in cui il capitale privato c’è eccome, ma non viene utilizzato per “fare impresa”, perché secondo chi lo detiene non vale la pena investire in questo Paese. Meglio aprire attività altrove, o puntare sulle rendite finanziare in banche svizzere.

Conseguenza: siamo indebitati e deboli, con un’economia in recessione e un’evasione fiscale che rimane altissima (e che davvero a volte è agevolata e scelta da noi tutti). Ergo, l’Italia è impossibilitata a sostenere una macchina pubblica mastodontica ed inefficiente, con un numero di enti, consorzi, dipendenti e pensionati da paura.

Alessandria, comune che si autodichiarerà ufficialmente fallito nei prossimi giorni in consiglio comunale, è da questo punto di vista l’emblema di un Paese che sta crollando, e i cui cittadini in buona parte continuano a mettere la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, per far finta di niente. Dalla classe dirigente (impreparata e spesso disonesta), fino a ognuno di noi, preoccupati di non perdere le nostre briciole di privilegio. Ma sta già accadendo, e in questa città più che altrove dovremmo ormai essercene resi conto.

Invece, sotto sotto, continuiamo a pensare che qualche santo provvederà. Non è così?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. Agatone
    2 luglio 2012 alle 10:19

    Sono d’accordo anch’io con questo articolo. Però mi chiedo, chi sarà in grado di tagliare la spesa pubblica in Italia? Chi vincerà le prossime elezioni? Il pd ha già detto che tagli all’amministrazione pubblica non li vuole, il pdl non conta quello che dice perché gli anni al governo hanno dimostrato cosa sono (in)capaci di fare, il mov5stelle? vedremo nel caso, ma dubito possa riuscire a vincere le elezioni politiche e a mettere mano a un problema così complesso. Da considerare che ogni volta che c’è qualcuno che parla di tagliare qualcosa subito ci sono reazioni veementi. Si comincia a fare distinzioni, a dire che però bisognerebbe cominciare da altro. Ma in fondo capisco anche. Tagliare l’amministrazione pubblica di ciò che è superfluo equivale a tagliare anche qualcosa di utile. E in più ne vanno di mezzo persone che hanno uno stipendio con cui vivono.

  2. cittadino
    2 luglio 2012 alle 12:47

    lo sport nazionale non è mica il calcio: è il cerchiobottismo

  3. riki
    2 luglio 2012 alle 13:01

    Vorrei lanciare una provocazione.
    Stante che è oggettivo che come dice grillo PD = PD meno L, visto che a Roma stanno già assieme per continuare a spolpare l’osso (leggasi casse dello stato), anche se il dissesto del comune comporterà lacrime e sangue per tutti noi, non è forse un bene che sia arrivato proprio all’inizio di questa consigliatura?
    Mi spiego meglio: il fatto che i poteri dei nuovi eletti verranno limitati all’ordinaria amministrazione, ci metterà al riparo da nuove e faraoniche spese, per opere o progetti inutili per i cittadini.
    Se fosse possibilesarebbe un bene che i tre commissari che verranno nominati fossero tedeschi o ancor meglio svizzeri.

  4. Diogene di Sinope
    2 luglio 2012 alle 16:25

    Non so dove stiate guardando, ma il problema non è il pubblico, il problema sono le banche e i mercati, e , per inciso, sono i malfattori che hanno acceso mutui, future e via discorrendo a nome vostro, di cui fra qualche anno si vedranno gli effetti, per fare opere tanto faraoniche quanto inutili. L’Europa fatta di non eletti ha stanziato, solo il 6 giugno, 4500 miliardi di soldi pubblici per le banche europee, ma quando finirà?…….. L’ultima relazione della Corte dei Conti ha detto parole di verità sulla situazione della macchina pubblica italiana, ma capisco che a leggerla o citarla vengono meno un mucchio di cavalli di battaglia. Qui, ad esempio, se non arrivassero i commissari, vi avrebbero fatto un buco in Piazza Garibaldi e un ponte che, diciamola tutta, era una ciofeca già dalle “vacanze americane” degli amministratori che erano andati là per il progetto; con buona pace per chi ha nostalgia di un certo tipo di politici che nel tempo sono stati mitizzati e sono diventati icone del buon governo……
    Siete andati sul ponte Tiziano in questi anni?, o sul Forlanini?, avete mai fatto una coda?, a qualsiasi ora del giorno?. Vi rispondo io, mai una coda, mai un rallentamento, ergo……il ponte non serve, non ci va molto a capirlo. Però erano disposti a spendere decine di milioni dei vostri euro!, chissà perchè……. Ah!, ma il problema sono i dipendenti comunali, e già!, non i dirigenti che firmano tutto, approvano tutto, inamovibili, sempre gli stessi, di loro non si parla mai. Mai che qualcuno si opponga a qualcosa…mah!. Sarà un caso che le ditte del ponte siano le stesse della voragine che volevano aprire in P.za Garibaldi, il cui accordo è stato firmato all’ultimo momento, due o tre giorni prima del ballottaggio, promettendo ai contractors 15 anni di proventi dei posteggi che, a quanto pare, sono linfa vitale per L’ATM.
    Abolite i servizi, abolite le mense, gli asili, i trasporti, date tutto in mano ai privati, fate come reagan e la thatcher, l’esempio è lì, ce l’avete sotto gli occhi da anni……….ma non prendete mai atto della situazione vera, che, senza essere complottisti, è questa: comandano le banche e le multinazionali, gli altri sono solo comparse….

  5. riki
    2 luglio 2012 alle 17:31

    Vorrei aggiungere all’intervento di Diogene che non bisogna dimenticarci, non solo delle vacanze americane dei politici, ma anche di quelle dei dirigenti, che sono sempre gli stessi da oltre 20 anni e che prendono uno stipendio che neppure un magistrato di Cassazione si sogna.
    Vorrei fare una domanda agli esperti del blog: ma sarebbe legalmente possibile per il sindaco, diminuire tout court gli stipendi dirigenziali a non più di € 4.000 netti al mese, premi di fine anno compresi, cifra che è più del doppio di quello che prendono gli impiegati comunali?

  6. 2 luglio 2012 alle 18:21

    Credo, caro Riki, che tra gli effetti beneficamente perversi del dissesto ci sia anche la riduzione degli stipendi dei dirigenti. Non so se il sindaco di suo possa invece intervenire, a prescindere. E’ un fatto però che, sia in Comune che in Provincia, pare che gli stipendi dei dirigenti siano mediamente più alti almeno del 20%, ad esempio, dei loro corrispettivi di altre province piemontesi. Almeno così mi ha sempre detto un amico che lavora nel settore. Che siano anche più bravi, è tutto da dimostrare.

    Quanto invece alla posizione di Diogene, la condivido pienamente sul fronte banche: ma rimango convinto anche che la nostra spesa pubblica è abnorme, soprattutto se paragonata alla sua (in)efficienza. Una struttura pubblica (dai ministeri all’ultimo degli enti locali) deve rispondere a criteri di utilità per la collettività, a costi sostenibili. Da noi tali strutture sono spesso state concepite (anche ad Alessandria: immaginamoci Roma, Napoli, Palermo…..) come ammortizzatori sociali: diamo i mille euro a tutti, che così spendono e l’economia gira. Ma un Paese in cui diventa più conveniente farsi assistere che rimboccarsi le maniche fa una povera fine….vedasi l’Italia appunto, o Alessandria. Città e territorio dove l’impiego pubblico, da vent’anni a questa parte, è il meglio a cui ispirano tutti coloro che non hanno la capacità o la voglia di emigrare. Vogliamo ammetterlo che questa è una perversione, o continuiamo con il “benaltrismo”?

    E. G.

  7. riki
    2 luglio 2012 alle 18:37

    Non dirlo a me che sono da sempre una partita IVA.
    Però se permetti il punto non è il taglio della spesa pubblica, ma una sua corretta riqualificazione.
    Ma se tu provi a dire che sarebbe giusto pagare i dipendenti pubblici in base alla loro efficienza, che dovrebbe essere valutata in modo oggettivo e non soggettivo da parte dei dirigenti o dei funzionari, apriti cielo: si scatenano i sindacati, che oramai sono diventati i primi difensori dello status quo ed indirettamente dei fannulloni, a scapito di chi veramente lavora nelle pubbliche amministrazioni e che tira avanti la carretta.
    Penso che Diogene sia uno di questi ultimi, visto il tenore del suo intervento.
    Per cui nulla mai cambierà se prima non si introduce la famigerata meritocrazia, ribadisco oggettiva, altrimenti carriera e prebende continueranno a finire nelle tasche degli amici o delle amanti.
    Per quanto riguarda la riduzione degli stipendi dei dirigenti staremo a vedere.
    Ciao.

  8. Diogene di Sinope
    2 luglio 2012 alle 20:06

    oh! finalmente, posso essere d’accordo…….

  9. luigi
    2 luglio 2012 alle 20:35

    Veramente il mondo è strano, fino a poco tempo fa si teorizzava lo spoil system dei dirigenti come la panacea di tutti i mali delle pubbliche amministrazioni. L’amministratore è giusto che si porti il dirigente di fiducia perchè quelli che trova sono ostili e appartengono alla più bieca burocrazia che frena ogni cosa e sono contro la politica del fare. Ora si chiede ai Dirigenti, dico giustamente, di dire di no al politico di turno in nome di quella imparzialità amministrativa sancita dalla costituzione che, tra l’altro, afferma che dirigente o dipendente pubblico deve essere assunto per pubblico concorso. Ora mettiamoci d’accordo, io perrsonalmente sono contro lo spoil system ma qualcuno è meglio che si chiarisca le idee perchè rapporto fiduciario stretto è sinonimo, o meglio, può essere sinonimo di inciucio tra parte politica e parte tecnico burocratica.

    • Galileo
      3 luglio 2012 alle 02:12

      Dice bene, si teorizzava. Così come un tempo si teorizzava l’immobilità della Terra a fronte di un Sole in movimento attorno ad essa. E per chi non aderiva, la fine che gli veniva riservata la conoscete tutti. Ma queste non sono le uniche cose teorizzate, prendete ad esempio le privatizzazioni senza se e senza ma dei servizi pubblici, gli invocati tagli del personale dipendente della P.A., la proclamata soluzione delle rotazioni a raffica delle persone, l’accreditamento dello spoil system di dirigenti e funzionari a panacea universale, l’efficacia della finanza creativa e l’infallibilità dei suoi adepti e consulenti, l’aumento del senso di fastidio per le procedure concorsuali e in generale per il diritto, visto sempre più come ostacolo alla realizzazione immediata di qualsiasi cosa da parte di manager rampanti. Guardate che consapevolmente o meno, l’effetto finale è la completa destrutturazione di un sistema di civiltà che a seguito delle due guerre mondiali è riuscito per la prima volta a far riconoscere e a garantire in modo diffuso alle persone dei veri diritti sociali e a costituire quella che può dirsi essere la condizione di vita più vicina alla libertà per milioni di persone. Attenzione a non confondere l’effetto con la causa. Guardatevi intorno e riflettete su ciò che sta accadendo da un certo tempo. All’Università, negli ospedali, nelle caserme, negli Enti locali, etc. Ponetevi una sola domanda: fra dieci anni, se questa immensa opera di stravolgimento avrà sortito i suoi effetti, CHI avrà la possibilità di accesso alla scolarizzazione, all’assistenza sanitaria, alla previdenza, alla giustizia, al Lavoro? In altre parole ad una vita libera dalla paura. Noi?
      E per Noi intendo dire quella che un tempo era chiamata plebe.

  10. Diogene di Sinope
    2 luglio 2012 alle 21:01

    Meglio essere d’accordo a prescindere……

  11. riki
    2 luglio 2012 alle 22:18

    Mah! Veramente nei paesi dove lo spoil system è applicato in modo esasperato, mi riferisco ai paesi anglosassoni, il livello della corruzione è di gran lunga inferiore al nostro.
    Comunque volendo quardare nel nostro piccolo orticello, quello che va di moda tra i dirigenti è il recycling system!

  12. Diogene di Sinope
    2 luglio 2012 alle 22:22

    sembra più un porta a porta spinto….

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