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Palazzo Rosso: la lunga marcia delle “partecipate”

3 luglio 2012

Se ci saranno i presupposti per la mala gestio, come la definisce l’assessore al Bilancio Pietro Bianchi, lo vedremo. Di sicuro in questi giorni parte la lunga marcia di riorganizzazione delle partecipate di Palazzo Rosso. Che sono davvero troppe, e quasi sempre con risultati di gestione tutt’altro che ottimali. Sia chiaro: non è che, se le società del comune di Alessandria sono passate da 5 o 6 ad un numero imprecisato (qualcuno parlò di 36, addirittura) la responsabilità sia tutta dell’ultima amministrazione di centro destra. La logica del capro espiatorio (ora Fabbio, cinque anni fa Scagni) io la trovo inadeguata, limitata. C’è stato certamente un orientamento prevalente, a cui in tanti hanno creduto e aderito nel corso del tempo, con motivazioni più o meno nobili.
Il che non toglie che chi ha gestito negli ultimi cinque anni Alessandria, anche su questo fronte, abbia responsabilità serie, e forse gravi. Gli esempi fateli voi, sono certo che ve ne verrà alla mente più d’uno.

A me pare grave, in particolare, che mancasse a Palazzo Rosso (così almeno mi è stato sempre detto) una cabina di regia unitaria, una sorta di ufficio centrale delle partecipate con il “polso” costante della situazione: tanto da arrivare ad un certo punto a non avere probabilmente neanche più chiaro il quadro d’insieme, e l’entità complessiva dei debiti e dei crediti.

Aggiungo solo che sono curioso di verificare, nei prossimi giorni, se alcune delle voci che sento circolare anche su Amag (la magnificata “cassaforte” di Palazzo Rosso, il fiore all’occhiello ecc ecc…) sono almeno in parte veritiere. Speriamo di no, perché a forza di polvere sotto il tappeto qui rischiamo davvero di finire male. Naturalmente il dubitativo è d’obbligo: in questi casi il gioco del passaparola è deleterio, e ad ogni passaggio i numeri lievitano: in questo caso si parla di crediti non incassati (e chissà in che misura incassabili), per xx milioni di euro. Attendiamo news dall’assemblea dei soci per sapere davvero quanti sono, e qual è lo stato di salute reale dell’azienda.

E. G.

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Categorie:Politica
  1. cittadino
    3 luglio 2012 alle 08:47

    Anche a Novi Ligure la proliferazione delle scatole cinesi che fanno capo a un sedicente “manager” dirigente del PD ha consentito, ovviamente gonfiando i costi di gestione di tante spese inutili, di creare una rete fitta e pasciuta di presidentelli, consiglieri di amministrazione, clienti di ogni livello, nepotismi di ogni tipo, assunzioni ecc.
    Questa “politica creativa” ha scoperto come creare consenso a spese dei cittadini, vittime tre volte: per i costi maggiorati che devono sostenere sulle tariffe, per l’impossibilità di accedere a certi posti di lavoro senza piegarsi alle raccomandazioni e per il sistema clientelare che impedisce che i servizi vengano erogati nel modo migliore al miglior prezzo.
    Si dovrà fare ovunque pulizia anche sotto i tappeti, al più presto.

  2. 3 luglio 2012 alle 11:48

    Il nome matrëška deriva dal latino mater. Le matrioški apparvero alla fine del XIX secolo e le loro origini si perdono nel mito, con tradizioni contrastanti sovietico-giapponesi. Comunque, in quel periodo, attorno alla figura del collezionista d’arte Savva I. Mamontov cominciò la produzione, artigianale ed artistica, di queste bambole di legno, contenute una dentro l’altra, di dimensioni decrescenti; le bambole originali raffiguravano tutte una contadina russa, dai grandi e luminosi occhioni, vestita con il tradizionale sarafan, lungo fino ai piedi, un grembiule bianco e un fazzoletto a fiori sul capo. Mi sono venute in mente le matrioški, perchè le vostre partecipate, tranne quelle classiche, che erogano servizi fondamentali, me le ricordano molto. Non siamo di certo ai capolavori della politica nazionale, protesa verso Tanzania, Liechtenstein e un mucchio di altri posti esotici, ma non si scherza neanche qui. La somiglianza preoccupante, però, è un altra: il significato recondito, potremmo dire filosofico, della matrëška è stabilire un modo per dominare lo spazio, essa infatti sovverte l’assunto che uno stesso luogo non possa essere occupato da più di un oggetto. Vista la proliferazione e la situazione delle vostre partecipate, direi che voi ci siate arrivati per un’altra via. Togli la prima bambola ed ecco che ti spunta il politico trombato, l’amico, il parente e via a decrescere in una scala di inutilità, costosa per i cittadini. E sicuramente non c’è nemmeno la consolazione di due occhioni languidi e luminosi….. almeno le matrioški sono belle da ammirare…….

  3. 3 luglio 2012 alle 13:53

    Chissà perchè questa ultima notizia mi fa pensare a Lidija Vladimirovna Litvjak , il “Giglio bianco di Stalingrado”. E’ stata unanimemente riconosciuta come una degli assi dell’aviazione sovietica e una dei più grandi piloti da caccia della storia, accreditata di almeno 11 vittorie individuali in duelli aerei. In Nord America e in Europa era conosciuta come la “Rosa Bianca di Stalingrado”. Dunque…. era una rosa e proveniva da un paese dell’est…….mmmmh, ma che ve lo dico a fare, voi ne avete 100.000……

  4. 3 luglio 2012 alle 15:56

    Lo Zar è caduto , in Amag comincia il “comunismo di guerra”……..

    C’è una donna che semina il grano
    volta la carta si vede il villano
    il villano che zappa la terra
    volta la carta viene la guerra
    per la guerra non c’è più soldati
    a piedi scalzi son tutti scappati

    ————————————–

    C’è un bambino che sale un cancello
    ruba ciliege e piume d’uccello
    tirate sassate non ha dolori
    volta la carta c’è il fante di cuori.

    —————————————

    Piene di foto di sogni interrotti
    Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
    chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
    chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.

    Volta tutte le carte che vuoi, i jack e le regine sono sempre quelle……..

  5. mandrogno
    3 luglio 2012 alle 17:24

    finalmente facce nuove, ma… zaccone, chi era costui?
    E berri? è parente della berri ferocissima leghista padana che girava armata di pistola?

    • anonimo (luigi rossi?)
      4 luglio 2012 alle 09:52

      la storia della berri, che ha fatto una bella carriera col partito padano di tinorossi e col suo pistolone, la ricordavo anche io.
      In effetti, i tagli nella pubblica amministrazione sarebbero possibili. A volte doverosi. Quasi sempre indolori.

  6. 3 luglio 2012 alle 21:53

    Ogni tanto vale la pena di leggere, per conoscere i percorsi travagliati che hanno segnato le persone e le epoche. Stalin, ad esempio mi fece arrestare la moglie, io dovetti continuare per anni a fare buon viso a cattivo gioco; Iosif non le poteva proprio vedere le nostre mogli. Ma non è di questo che volevo parlare, anche se di cattiverie gratuite contro le mogli, anche voi non ve ne fate mancare. Almeno a leggere questo articolo che ho trovato in rete, meno male che con il tempo è finito tutto a vareniki…….come direste voi?, ah sì, a tarallucci e vino.
    Non avrei mai potuto pensare che, dopo polemiche del genere, nonostante gli attori siano sempre gli stessi, ma proprio gli stessi, ci si potesse “stringere a coorte” per il bene della città.

    http://www.giornal.it/Pagine/Articolo/articolo.asp?id=22691

    • Graziella (gzl)
      4 luglio 2012 alle 00:54

      ……sto un pò di quà….no semmai vado di là….a pensarci bene però potrei stare su un pero in attesa di cadere naturalmente nel punto più appropriato….

      bene della città? a prescindere che per il bene della città sarebbero oppotune facce nuove, qui a quanto pare di facce nuove non se ne vedono e oggi il nuovo consiglio amag è composto dalle solite facce come se in questa città non esistessero “fresche” figure capaci diverse da quelle che da anni sempre là magari in ruoli diversi da amministrazione ad amministrazione, potrebbero in qualche modo (consapevolmente o inconsapevolmente) aver contribuito allo stato in cui versiamo. Non dimentichiamo che oltre gli eletti vi sono funzionari, dirigenti che collaborano al buon andamento e buon governo della cosa pubblica…..se poi buono non è significa che insieme qualcosa poco o tanto hanno sbagliato e nella ammnistrazione pubblica NON SI POSSONO PERMETTERE DI SBAGLIARE!!!!!

  7. 3 luglio 2012 alle 21:57

    La mia vecchia balia mi ripeteva sempre questo proverbio: “Il mugìk lo inganna lo zingaro, lo zingaro lo inganna il giudeo, ma il giudeo lo inganna l’armeno, l’armeno lo inganna il greco, mentre il greco lo inganna solo il diavolo, sempre che glielo conceda Dio”.
    Dio non voglia, ma gli armeni nooo…….

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