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Le mani sulla collina

6 luglio 2012

Torna sotto i riflettori la questione dell’urbanizzazione della collina di Valle San Bartolomeo? Così pare, anche se ieri il tema in consiglio comunale non è stato dibattuto, a causa dell’assenza dell’assessore competente, Marcello Ferralasco.

Tutto rinviato al prossimo giro dunque, ma a quanto pare senza nessuna intenzione, da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, di “lasciar cadere” la questione.

A che punto si era rimasti? Per i detrattori del progetto si tratterebbe di un vero e proprio scempio, e nelle scorse settimane nacque, tra comitato noi di Valle e i 5 Stelle, un’alleanza non solo sul piano dei contenuti, ma anche a livello legale, con una formale diffida affidata ad uno studio di avvocati genovesi, che punta a evidenziare la non conformità del progetto edilizio, rispetto alle norme relative al rischio sismico.

C’è poi tutta la questione che riguarda la firma, davvero in extremis del contratto
“che da il via alla distruzione dell’area collinare di Valle San Bartolomeo, rendendo difficile, se non impossibile, ogni ulteriore intervento volto a scongiurare tale scempio”.

Poichè la firma stessa fu apposta da un dirgente comunale, Pierfranco Robotti, che gode della fiducia anche della nuova giunta, c’è da aspettarsi che, al prossimo consiglio, il tema torni al centro della scena.

Due gli aspetti interessanti:

1) sulla questione collina di Valle un cambio di orientamento è ancora possibile, e al riguardo cosa ne pensano sindaco e maggioranza?

2) più in generale (qui si parla di Robotti, ma ci sono anche i casi Tumminello, Bocchio, e il più eclatante dell’attuale ragioniere capo, ed ex assessore e ragioniere capo di Fabbio, Antonello Zaccone), ha ragione o torto chi sostiene che la salvezza del comune di Alessandria è in mano agli stessi esperti che hanno compartecipato al suo affondamento? La posizione del sindaco Rossa, appena eletta, fu chiara, anche se magari “sotto traccia” per non urtare nessuna sensibilità: faccio il pranzo di nozze con gli ingredienti che ho in casa, perché altri non potrei comunque comprarne.
Ma i suoi detrattori dicono: “attenzione, perché un conto è utilizzare per forza i dirigenti che ci sono, altro farsi dai medesimi la linea da seguire”.

Tema spinoso, su cui torneremo, a prescindere dalla collina di Valle.

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. anonimo (luigi rossi?)
    6 luglio 2012 alle 01:57

    si comincia con le “assenze strategiche” degli “assessori competenti”…
    Il ballo del mattone, tra scilla e caridi

  2. francodellalba
    6 luglio 2012 alle 08:19

    E’ la storia di sempre, cambiare tutto a che non cambi nulla, quando il 5 Stelle dice che destra e sinistra sono figli della stessa mamma (donna dai facili costumi…ndr) sbaglia? 😀

    • Graziella (gzl)
      6 luglio 2012 alle 08:39

      Hai ragione Franco, sono tutti figli della stessa “madre” con padri diversi. Ma è mia convinzione da sempre che tanti burattini in mano a pochi burattinai che li fanno ballare a loro comando. La disonestà sta nel far credere a “maggioranza” e “minoranza” , perchè sono tutti tenuti per le “palle” dai soliti potenti che sono i padroni di tutte le ideologie .

  3. 6 luglio 2012 alle 13:43

    Trofim Marynenko scrisse, un dì, un trattato di tuttologia o, meglio, sulla tuttologia. Forse conosceva solo gli stakanovisti del comunicato, stile Tass o Izvestia, agenzie di stampa o quotidiani sovietici asserviti. Chissà cosa potrebbe dire del pd di Alessandria che ci stà inondando, anche più volte al giorno, con formule vuote trite e ritrite. Ma chi glieli scrive tutti questi pezzi?, io un idea ce l’ho, secondo me hanno un ghost writer calato nella “società civile” (questa formula è più vuota del vuoto, quasi come la parola “riformista”), un sapiente tuttologo incognito (homo omnium sapiens); che so, secondo me potrebbero fondersi con qualche soggetto politico alessandrino, far nascere al più presto una sezione “i trombati prima di tutto”. Così potrebbero veramente disquisire riguardo l’intero scibile, tranne che, naturalmente, delle cose veramente importanti per la cittadinanza. Si varierà da Pizzarotti al guano di piccione, dalle cacche di cane alla spending review, ma dello scempio di Valle, del buco-centro commerciale in P.za Garibaldi , del faraonico Meier ,No!No! e ancora NIET!, per non parlare del dissesto.

    Andate a leggervi l’appalto aggiudicato alla solita codelfa, per Piazza Garibaldi (project financing), su questa pagina, : http://www.comune.alessandria.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/870.

    Poi, se avete tempo, in un altro documento c’è un passaggio interessante a pagina 4:
    – In conseguenza di ciò si è giunti, in data 18 maggio 2012, alla stipula della “Convenzione per l’affidamento in concessione della realizzazione e gestione del parcheggio interrato, con annesse aree commerciali, di Piazza Garibaldi e la gestione del parcheggio di Piazza della Libertà, nel Comune di alessandria”, rogito notaio Lorenzo Patria di Alessandria Repertorio n 16417 racc.9602 registrato il 29.05.2012 n. 2685 Serie IT. –
    Il documento è questo:
    http://www.comune.alessandria.it/php/albo_pretorio/attachment.php?cat=dd&file=SEQ_DE121428.PDF
    In pratica riguarda la sospensione temporanea degli effetti delle deliberazioni, della giunta precedente, su Piazza Garibaldi, ma il passaggio interessante, parte della cronistoria di questa cosa pazzesca (fantozzianamente parlando), di cui ho parlato prima, si riferisce ad un altro rogito, chissà perché, firmato davanti ad un notaio, due giorni prima del ballottaggio; per inciso, sarebbe interessante sapere da chi è stato firmato, sapere se la firma è la stessa del project financing e, magari, se è stato fatto con una stilografica “dell’ambasciatore”. La cosa grave è l’accenno alla gestione del posteggio di Piazza Libertà (15 anni secondo alcuni quotidiani) affidato alle ditte private. I proventi del parcheggio sono quelli che mantengono a galla l’ATM, e non mi sembra che ci siano belle prospettive per i dipendenti (a livello reddituale e lavorativo), per il trasporto pubblico e la cittadinanza (che è quella che ci rimette, sempre!). Se non interveniva la sospensiva temporanea, cosa che si evince sempre a pagina 4, il termine per l’affidamento del posteggio di Piazza Libertà era il 16 Luglio, quindi, a privatizzazione avvenuta, all’Atm neanche più acconti…..

    Ci piacerebbe un bel comunicato sul futuro delle partecipate, del Cissaca, dei servizi, degli asili, non la spalmata di miele sui capitani coraggiosi dell’amag, e i nomi sono sempre gli stessi; ma com’è, con la sinistra firmano i rogiti e affidano le consulenze e con la destra, indossato il saio missionario, salvano, gratuitamente, l’amag. Da notare che, gira e rigira, anche le imprese sono sempre le stesse, indipendentemente da chi governa…..mmmhhhh……

    Io, poi vi riposto l’articolo che ho trovato, ma ho sempre in mente la polemica tra il pd, zaccone e fabbio, per l’affidamento di una consulenza alla moglie di zaccone, pensate un po’, da parte di uno “sconosciuto” dirigente del comune.
    La signora, secondo Giornal.it, per il comune, svolgeva “studio, ricerca e consulenza amministrativa e giuridica sulla situazione ambientale a Spinetta Marengo”.

    Il comunicato dell’ex sindaco, e lo riprendo pari pari dallo stesso quotidiano on line, nel 2009, in risposta all’attacco del pd, diceva così:
    “Alessandria, 16 febbraio 2009
    Egregio Signor Parise,
    Ho letto le Sue dichiarazioni in materia di consulenza e alcune oggettivamente, al di là delle appartenenze politiche, mi paiono un poco avventate. Le consiglierei, per il futuro, al fine di non ingenerare nella pubblica opinione equivoci paradossali, di rivolgersi a me per avere informazioni più certe che potranno poi aiutarLa ad esprimere valutazioni politiche anche critiche nei miei confronti o dell’Amministrazione da me presieduta. La nota prot. n. 3133, data odierna, che Le allego a firma dell’attuale Direttore della Direzione Ambiente, Arch. Pierfranco Robotti, oltre ad attirare nella sfera di competenza della tecnostruttura la scelta, motiva adeguatamente le necessità che hanno portato ad individuare il percorso di avviso e di conseguente affidamento di incarico. Come potrà ben verificare, le soluzioni alternative da Lei proposte non erano, né sono legittimamente praticabili. Ne consegue che, pur tenendo in seria considerazione le Sue valutazioni, non posso dar seguito pratico ad interpretazioni diverse da quelle svolte egregiamente dagli uffici.
    RingraziandoLa per l’attenzione che porge alla nostra attività, Le invio
    Distinti saluti ”

    Nell’articolo si trovano anche le dichiarazioni di zaccone in risposta alla stessa lettera aperta di Parise (a quanto pare, pensatela come volete, ma il pd, con lui, ha perso una delle poche persone, e scusatemi l’espressione, che “aveva le palle” per affrontare moralmente le questioni politiche…pagando spesso di persona):
    “Tutta questa vicenda merita una risposta ufficiale. Pertanto risponderò alla lettera aperta del segretario Pd” ha dichiarato l’assessore Zaccone “e risponderò dicendo che siamo di fronte ad una mistificazione. Il signor Parise afferma che l’incarico affidato a mia moglie sia da vedere come una questione morale. Egli non contesta nè l’aspetto giuridico, nè quello delle competenze professionali. Ecco perchè, secondo me, tutto questo mi appare come un pretesto per attaccare la giunta Fabbio, dato che ormai, a breve, vi saranno le elezioni amministrative.”

    Il sugo del discorso, a quanto pare, nel vostro paese, ogni volta che si delinea una situazione del genere, ogni volta che si parla di parentele è questo: “vogliamo mica escludere una persona che, per inciso, è sicuramente la migliore scelta possibile, solo perchè è parente del politico di turno?, non sia mai, sarebbe discriminazione!…”

    A me non sembra proprio che qui ci sia qualcuno che si sia defilato, in tempi non sospetti, come da più parti raccontano, da nessuna delle amministrazioni precedenti, anzi i nomi sono sempre gli stessi, saldamente a cavallo del potere; come all’asilo, un attimo prima non “si stanno più amici” e vanno dalla maestra, un attimo dopo giocano di nuovo insieme a nascondino…… Qui non c’è nessuno che, come nel paradosso dell’Asino di Buridano, indeciso tra un sacco d’orzo e un sacco di avena, muore di fame…..

    Mi torna in mente il Lama tibetano di Rudyard Kipling, al quale Kim faceva da “chela”, discepolo; come lui, perso nella ricerca del “fiume della freccia” che gli avrebbe permesso di abbandonare la materialità, “la ruota delle cose”, anche i santi uomini che stanno salvando Alessandria, partendo dall’amag, si stanno trasfigurando nella ricerca della perfezione amministrativa. E non chiedono niente per loro…..chissà se hanno dei “chela” che, novelli Kimball O’Hara, mendicano per i maestri un pugno di riso con una cucchiaiata di curry…..Eh già!, la fame è brutta anche per i “consacrati”.

    Ah!, l’articolo è questo: http://www.giornal.it/Pagine/Articolo/articolo.asp?id=22691

  4. anonimo (non luigi rossi)
    6 luglio 2012 alle 17:38

    Vorrei fare alcune precisazioni.
    Conosco l’Ing. Ferralasco: è una persona precisa, disponibile e competente.
    Non credo assolutamente che la sua sia stata una assenza strategica, semmai visto che la questione è assai complessa avrà voluto prendersi più tempo per rispondere compiutamente alla interpellanza e sono certo che lo farà.
    Vorrei spendere anche alcune parole su Robotti.
    Egli è sempre stato di sinistra, sin da quando aveva un senso definirsi di destra o di sinistra.
    L’ho sempre visto girare con “Il Manifesto” sotto il braccio.
    E’ sempre stata una persona coerente e questa sua coerenza l’ha pagata per almeno 4 anni dell’era Fabbio. Prima di insinuare la stranezza del fatto di aver firmato in extremis, bisognerebbe domandarsi se poteva non farlo e magari così esporsi ad una richiesta di risarcimento danni nei suoi confronti.
    Ricordiamoci che sebbene non sempre applicate esistono Leggi che prevedono determinate tempistiche nelle risposte e nell’effettuazione di atti da parte dei funzionari pubblici.
    Mi stupisce invece caro Ettore che non hai nemmeno speso una parola per un altro dirigente “campione” di coerenza, di cui non faccio il nome solo per dare la possibilità agli utenti di indovinare da soli, il quale in 4 consigliature ha cambiato 4 volte casacca:
    dapprima fedelissimo della Calvo, anche lui mi sembra abbia usufruito dei viaggi all’estero per il famoso ponte Mayer e per altre immaginarie attrazioni che avrebbero dovuto essere realizzate almeno nella loro mente; poi poco prima delle elezioni appoggio al futuro sindaco Scagni; poi sempre poco prima delle elezioni appoggio al fututo sindaco Fabbio, con il quale guarda caso ha litigato proprio alla fine del mandato, le malelingue dicono per problemi sull’appalto del ponte Mayer; quindi appoggio al futuro sindaco Rossa.
    Quello che veramente stupisce è che tutti i vari personaggi politici succedutisi nel tempo continuino a fidarsi di questa persona, senza minimamente tener conto della sua storia e soprattuto della sua coerenza. Si vede che anche loro aspirano a far la fine di Cesare!

    • anonimo (luigi rossi?)
      6 luglio 2012 alle 20:19

      appunto.
      Se come dice il mio omonimo l’assessore NON si è presentato per discutere argomenti di sua competenza “per prendere tempo” si tratta di un chiaro caso di ASSENZA STRATEGICA.
      Magari aggiunta a un po’ di9 maleducazione, visto che la città e il consiglio comunale si attendeva quelle risposte. Non sarà anche incompetente, come i grillini di Parma? quanti anni gli servono per capire se una speculazione edilizia sponsorizzata da caridi debba essere appoggiata o no anche dalla giunta della “fenomenale” sciura rossa?

  5. 6 luglio 2012 alle 18:07

    Intuisco che il dirigente che citi, e che io ho dimenticato di evocare (ma semplicemente perchè ho scritto i primi nomi a memoria, credimi: neanche lo conosco, così come non conosco Robotti) è l’ing. Neri. Comunque non intendevo mettere in discussione le singole professionalità dirigenziali. Solo evidenziare che in Comune sindaci, assessori e consiglieri (ossia i volti che tutti conosciamo) si alternano ogni cinque anni al più. Mentre alcuni di questi dirigenti (anzi, quasi tutti) sono lì da una vita, e probabilmente quindi hanno fatto la loro parte, avuto un loro ruolo non marginale: anche perchè sono strapagati, e se il ruolo fosse pure marginale dovremmo chederci perché. Insomma: se un comune va in dissesto la colpa è tutta solo della politica? E tutta solo dell’ultimo sindaco? La strada del capro espiatorio (oggi Fabbio, cinque anni fa Scagni) non mi convince pienamente: e poi, quando sento fior di (ex) sostenitori dell’ex sindaco attaccarlo quasi con ferocìa nei discorsi da bar o al mercato, che tristezza! Un po’ di coerenza ci vorrebbe sempre: anche da parte di noi elettori.

    E. G.

  6. mario
    6 luglio 2012 alle 20:15

    e quello che è andato in pensione da poco? era forse maestro di coerenza? o forse semplicemente faceva il suo lavoro?

  7. Charlie
    6 luglio 2012 alle 20:23

    E certo, il campione di coerenza è Antonio Pino, vero caro Ettore? Ma su. Va tutto bene, ma i sindaci cambiano i dirigenti, i funzionari e spesso anche gli operai. Arrivano con i loro amici e se ne vanno quasi sempre grazie a loro. Chi lavora in comune deve farlo per 40 anni (Fornero permettendo, magari anche di più) , ma se si vuole a tutti i costi credere a una Spectre comunale lo si faccia pure. È stupido, ma va bene. A me piace sempre di più la Settimana Enigmistica. Che tra l’altro è uscita oggi.

  8. 6 luglio 2012 alle 20:51

    Mah…mi ripeto: non ho conoscenza sufficiente della macchina comunale, nè competenze così dettagliate, da mettermi a fare la classifica dei dirigenti buoni e cattivi. Dico solo che i dirigenti sono figure essenziali, nel bene e nel male, e probabilmente qualche responsabilità se siamo arrivati a questo punto ce l’hanno pure loro. Sbaglio? Forse…

    E. G.

    • Graziella (gzl)
      7 luglio 2012 alle 07:54

      Dott. Grassano Lei non sbaglia. Il buon andamento di una amministrazione dipende dalla politica che dà le indicazioni ma poi tutto è in mano ai direttori, dirigenti, funzionari con il compito e la responsabilità di far funzionare la macchina pubblica. Evidentemente nonostante la Legge 267/2000 che norma ogni comportamento nella P.A. , ognuno fa quel cappero che gli piace e se fa errori decidendo, imponendo una situazione per la città o conunità firmando unitamente al sindaco Ordinanze , Direttive, poi chi paga o viene massacrato è solo il politico e MAI il dirigente. Mi piace riportare alla conoscenza pubblica peccati mortali perchè di solito il popolino dimentica o non considera situazioni che poi possono colpirlo, quindi faccio un esempio per chi vuole conoscere, ricordo che ho “carta canta” che testa ciò che scrivo.

      Agosto/Settembre 2005 (periodo di vacanze) : MINIMIZZAZIONE della città da rischi innondazione. Forse è stata fatta per permettere qualsiasi autorizzazione urbanistica in ogni dove (ho il verbale con i nomi della giunta che ha autorizzato). La firma era del “più alto e potente dirigente d’area ” che questa città ha avuto. Noi Comitati abbiamo segnalato che minimizzare significava permettere costruzioni nuove, interrati laddove non era possibile e mettere a rischio altre situazioni e che la città non era ancora in sicurezza. Niente! dritti per la loro idea di potere: “io/noi abbiamo la delega per fare quel cazzo che ci pare” ….”se non vi aggrada mandateci a casa” . A casa ci è andata la scagni e la sua ciurma ma non il più alto e potente dirigente d’area. Detto quanto quella MINIMIZZAZIONE si è dimostrata fasulla perchè nel 2009 una buona parte dei sobborghi nord sono andati dinuovo a mollo e nel 2011 a mollo ci è andata la zona Panorama e tutto il suo contorno. Nonostante la MINIMIZZAZIONE comunale del 2005, nel 2007 la provincia ha approntato un carteggio di rischio aggiornato in merito al suo territorio e città di appartenenza e su Alessandria il rischio fu determinato R/3 …. chi conosce il significato di tale rischio comprende la gravità e chi non lo conosce me ne dispiace.

      Quindi solo i politici pagano , i dirigenti MAI!!! l’ho sempre detto, ma si vede che il ragionamento di una “casalinga impegnata non solo sui fornelli” anche se a volte ci azzecca vale tanto come due di picche.

  9. Antonio Pino
    6 luglio 2012 alle 23:58

    Abbastanza incomprensibile la mia citazione da parte di Charlie ma oramai sono vaccinato su tutto. Cmq, sebbene molti non l’abbiano ancora capito, il sottoscritto era, è e sarà un tecnico e non un affiliato “politico”.
    Capisco che sia difficile da digerire per parecchi anonimi comunali che il sottoscritto sia tra i pochissimi dirigenti che anzichè contribuire al dissesto abbia di fatto effettuato un risanamento aziendale ma purtroppo, per loro, i numeri non si cancellano.

    Antonio Pino

  10. cattedrale nel deserto
    7 luglio 2012 alle 12:12

    Gent.mo Sig. Ettore Grassano,
    avevo letto, tempo fa, una lettera a firma Velasquez che dovrebbe pubblicare di nuovo.
    Cordialità.

    • CorriereAl
      7 luglio 2012 alle 19:34

      Gli interventi pubblicati a firma Velasquez furono almeno due, a febbraio e marzo….e sono comunque recuperabili in archivio con il motore di ricerca interno: nulla viene cancellato. Chissà, peraltro, che presto non arrivino nuovi contributi con la stessa firma…

      E. G.

  11. Charlie
    8 luglio 2012 alle 14:11

    Bene, facciamoci comprendere allora. Il signor Antonio Pino non ha fatto altro che tentare (inutilmente) di garantirsi un posto da dirigente a tempo indeterminato, negli scorsi 5 anni. Se poi questo ha portato un risparmio perchè il suo lavorìo ha provocato una complessiva diminuzione dei dirigenti, questo è positivo, ma non voluto. Il signor Pino deve ringraziare il suo padrino politico se si trova allo stesso punto in cui si trovava 5 anni fa. Nessun dipendente comunale gli ha mai fatto guerra. Se l’è fatta da solo rinunciando al suo ruolo per correre dietro alle sirene politiche. Scusami Ettore, scusami, penso che queste piccolezze non abbiano dignità di stare qui, ma sei tu che mi hai detto di continuare sul blog

  12. CorriereAl
    8 luglio 2012 alle 15:53

    Io veramente mi riferivo ad un confronto sul ruolo e sulle eventuali responsabilità dei dirigenti Charlie, e non a percorsi individuali. Comunque, visto che Antonio Pino è già intervenuto direttamente, se crede lo farà ancora. Però, ripeto: più che di lui (o di uno o l’altro degli altri dirigenti, tutt’ora in servizio effettivo) sarebbe forse interessante discutere di dati: quelli resi pubblici qualche giorno fa dallo stesso Pino ad esempio. E’ vero o falso che dal 2008 a fine 2012 (stima, dice la tabella) i dipendenti nel loro complesso (non solo i dirigenti quindi) sono diminuiti di 165 unità? Ci sono dentro pure i precari degli asili, la cui sorte è in ballo in questi giorni,e la cui professionalità, necessaria, andrà comunque recuperata tramite azienda speciale, o in altro modo? Non lo so. Ma gli altri, in ogni caso? Cosa facevano che oggi il Comune non è più in grado di fare per i cittadini? Rimango contrario alla macelleria sociale, ma anche all’impiego parastatale come ammortizzatore sociale. E quello è stata, a lungo, ad Alessandria, l’assunzione negli enti locali, e pubblici in genere. Per non dire naturalmente di Roma, o del sud del Paese. Ma noi qui stiamo, e stiamo parlando appunto del nostro orticello. Un orticello ormai secco, bruciato: dobbiamo prenderne atto, e ripartire da lì.

    E. G.

  13. Charlie
    8 luglio 2012 alle 20:40

    Non ci sono i precari degli asili. Ci sono i pensionati e i troppi precari di nomina politica. Non avevano un ruolo necessario e quindi per ora non è cambiato niente. Alcuni comunali fanno i segretari. Se si comprendesse che il Comune è un’azienda di 707 persone (escludendo le partecipate) e che quindi nessuno può immaginare a cuor leggero di governarla, e che non è tutto così semplice come sembra, magari si ragionerebbe con più serenità. Ma ci si balocca sui luoghi comuni: politici ladri, dirigenti corrotti, dipendenti fancazzisti. Va benissimo, figurati, ma così non se ne esce

    • mandrogno
      9 luglio 2012 alle 08:16

      è vero… commettono un grave errore quelli che pensano che i politici siano ladri.
      non si deve ragionare per luoghi comuni. Ci sono anche i luoghi province, i luoghi regioni e i luoghi parlamenti

  14. 8 luglio 2012 alle 22:18

    Io sono un convinto statalista, nel senso che penso che i servizi essenziali non debbano essere appaltati ai privati, anche perchè la favola che il privato funziona è quello che è, una favola. Il problema che intorno alla p.a. c’è una zona grigia dai contorni indefiniti, e non lo dico io, ma fior di magistrati e magistrature. Vi posso fare un esempio con una piccola operetta morale. Può un illecito trasformarsi in un vantaggio per la collettività…….chissà?.
    Il mio amico Testa ‘d Fer, partigiano e profondo conoscitore del vostro appennino, l’altra sera, tra un bicchiere di pepperskja e l’altro, mi ha raccontato la storia di un mirabolante furto, un vero “italian job”, altro che quello del film. Successe, all’incirca, una ventina di anni fa, nel paesino di X (mi sento tanto Dickens, mentre lo scrivo); X è un paese in via di disfacimento, i giovani, al giorno d’oggi, lo hanno abbandonato, è a cavallo tra due province, situato ad una cinquantina di chilometri da Alessandria. Ai tempi in cui si svolsero gli accadimenti c’era ancora un po’ di vita: negozio, bar, ristorante e villeggianti estivi. Ah! già, dimenticavo di dirvi che è quasi in montagna e allora, come oggi, era collegato con la pianura, da una strada provinciale ed era soggetto ad eventi franosi che andavano, pesantemente, ad incidere sulla vita degli abitanti. All’ennesimo blocco della strada, dovuto ad uno smottamento, ecco che, come al solito, si mise in moto la macchina burocratica. Cominciarono i sopralluoghi, si contattarono le ditte e si appaltarono i lavori; per giorni, ogni giorno, una carovana di tecnici si presentava in loco con mirabolanti strumenti, livelle, teodoliti, caschi, occhiali e giù misurazioni, dall’alto, dal basso, di lato, obliquamente. I residenti assistettero, ogni volta meno fiduciosi, sperando che per i “tecnici” fosse la volta buona”, ma ogni volta lo stesso schieramento e le stesse inconcludenti prospezioni; è chiaro che il malcontento aumentò e circolò la notizia che si dovessero spendere tante decine di milioni.
    Nottetempo, però, alcuni facinorosi che, per inciso, non furono mai identificati, armatisi di attrezzature di fortuna, si presume agricole, rubarono la frana…….sì avete capito bene, RUBARONO LA FRANA!……al mattino, arrivata la solita carovana di “tecnici”, questi furono assaliti da un moto di stupore prima, di sgomento poi. La frana non c’era più, la strada era agibile e pulita; qualcuno, pochi, si chiesero come mai fosse stato così facile, erano spariti anche dei massi di notevoli dimensioni. Comunque cominciarono le indagini ad X, ma i responsabili non furono mai individuati; titoli cubitali sui giornali: “hanno rubato una frana ad X”, cause milionarie delle ditte appaltatrici, scalpore mediatico.
    Io mi chiedo, quindi:” se un manipolo di “allegri compagni della foresta” ha fatto il “lavoro” in una notte, come mai l’amministrazione non ci è riuscita in settimane?”, “l’illecito è il furto della frana, o l’alta spesa preventivata?”, “secondo voi come dovremmo rispondere alla mia domanda di partenza, reato o filantropia?”.
    Io, comunque, l’eroico manipolo di eroi, i fantastici “allegri tovarich”, me li immagino come il “macchinista ferroviere” di Guccini “lanciato a bomba contro l’ingiustizia”……………..

    • CorriereAl
      8 luglio 2012 alle 22:50

      Staordinario, come sempre. E bravissimo a cogliere “il punto”, al di là dei luoghi comuni.

      E. G.

  15. Antonio Pino
    9 luglio 2012 alle 10:17

    Che Charlie sia uno dei Dirigenti sopranominati oppure un comunale lecchino di uno o più di essi appare evidente così come appare evidente faccia parte di quel gruppo di anonimi vigliacchi che usano offendere il sottoscritto da parecchio tempo (ovviamente, ripeto, sempre anonimamente poichè sono dei probabili falliti sia nella vita che nel lavoro e nel momento in cui esplicitassero la loro identità questo sarebbe palese).

    Lei Charlie dica pubblicamente su questo blog cosa ha fatto, come dipendente del Comune di Alessandria, per evitare il DISSESTO, dell’ente per cui lavora e viene pagato anzichè sparlare con dei bla bla bla nei confronti del sottoscritto il quale (fino a prova contraria) attraverso la diminuzione della spese del personale ha sicuramente (piaccia o non piaccia) contribuito ad abbassare le spese correnti di questo Ente e quindi NON ha contribuito minimamente al dissesto finanziario della città di Alessandria.

    Dopo la domanda Le suggerisco anche una risposta.,

    Oltre al fatto che non può rivelarsi pubblicamente Lei non può raccontare cosa ha fatto per evitare il disastro…perchè esattamente come la maggior parte degli attori (politici e tecnici) presenti negli ultimi 10 anni nel Comune di Alessandria Lei ha CONTRIBUITO, con fatti. atti e parole a portatre la città di Alessandria al tracolllo finanziario.

    Lei è esattamente il prototipo del “FANCAZZISMO” pubblico per il quale poi i vari governi ed adesso Monti cannibalizzano proprio la P.A.

    Quindi prima di parlare del sottoscritto e dei risultati raggiunti si sciacqui la bocca ma soprattutto chieda scusa ai cittadini alessandrini per quello che ha fatto nelComune di Alessandria e/o per quello che NON ha mai fatto.

    Antonio Pino

  16. 9 luglio 2012 alle 11:48

    Antonio Pino vuole chiamarsi fuori da quella corresponsabilità che coinvolgerebbe, a suo dire – almeno così mi sembra di interpretare – l’intera macchina comunale.
    Quello che omette di dire, il dott. Pino, è che – nominato sul campo dirigente del personale dalla Giunta Fabbio (per meriti che faccio fatica a capire), anche la differenza stipendiale tra la sua retribuzione da funzionario e quella da dirigente è parte (lui dirà piccola) di quel disastro. Così come omette di dire che i comportamenti “virtuosi” che ha messo in campo per contenere le spese del personale altro non sono stati che la applicazione delle norme sul contenimento della spesa nella P.A. dei governi che si sono succeduti.

    • 9 luglio 2012 alle 22:52

      Bravo Mauro, stavolta devo ricambiare i complimenti che mi hai fatto tempo addietro (e anch’io non sto scherzando), anche se sai che ciò non mi esime dall’incrociare le lame (metaforicamente) con te all’occorrenza, ma quando ci vuole ci vuole. Io comunque commemorerei il momento e i meriti, che sò, posando una targa a palazzo rosso, ricordando i successi della passata amministrazione. Potresti farti promotore, ad esempio, di un qualcosa che celebri i tagli al personale, che so un orologio……conosci mica qualcuno, ad esempio, che venda degli Swatch a buon mercato, io, purtroppo ho solo dei Poliot e dei Paketa ….al limite dei Vostok.

  17. anonimo (luigi rossi)
    10 luglio 2012 alle 08:13

    nel nostro piccolo, sarebbe un grande passo avanti verso la legalità, la meritocrazia e il contenimento degli sprechi di denaro pubblico LICENZIARE IN TRONCO tutti i pubblici dipendenti NON VINCITORI di regolare concorso, rimettendo eventualmente a concorso per titoli ed esami, con commissioni giudicatrici tecniche e non politiche, solo i posti indispensabili.
    Si farebbe un minimo di pulizia di tutti i raccomandati, le amanti, o gli amanti, i figli, i nipoti, i servi inetti…
    Probabilmente nessuno si accorgerebbe della differenza, perchè raccomandazioni e nepotismi sono sempre direttamente proporzionali all’incapacità e alla disonestà dei soggetti interessati.
    Non solo nei comuni, ma anche alla provincia e in qualche ricco ente, la regola è quella da tanti decenni.
    E poi si dovrebbe andare ad analizzare, di costoro, la produttività e l’utilità pregressa, chiedendo conto dei tanti sprechi senza risultati di cui si sono macchiati.
    Restituite il maltolto!

  18. Antonio Pino
    10 luglio 2012 alle 10:52

    Grazie Ettore per l’esistenza stessa di questo blog lo considero un “polmone democratico” forse l’unico di questa città.
    Riuscire ad individuare senza ombra di dubbio alcuni dei componenti di quella Armata Brancaleone collegata al Comune di Alessandria che mi ha rotto i ………. con una indecente campagna mediatica mi è di grande soddisfazione.

    Si arrovellavano, e continuano tuttora, a tentare di discreditare il sottoscritto…..naturalmente per evitare il dissesto non hanno mai fatto una benemerita “fava”….ma sono quisquiglie.

    Passiamo al Sig.Buzzi

    Strano una volta Mauro Buzzi mi dava del Tu ora è passato al Lei.
    Sarà mica l’evoluzione/involuzione da sindacalista a politico?
    Altrettanto strano che intervenga in difesa del dipendente/fancazzista di turno e tenti, come lui, di spostare il mirino del disastro comunale alessandrino dagli attori politici e tecnici che l’hanno perpetrato.
    Comunque caro Mauro Buzzi, io non ho mai affermato che l’intera macchina comunale è stata causa e/o compartecipe del dissesto comunale…. sicuramente non lo sono stati, come me, tutti quelli che (amministratori, tecnici e dipendenti) hanno fatto con serietà e dedizione il proprio lavoro, come tanti dipendenti che lavorano ogni giorno con coscienza. Nel mio caso, ripeto non sono mai stato schiavo o servo di alcun politico, anche se sono stato nominato dalla Giunta Fabbio ho seguito e perseguito ciò che ritenevo giusto ed equo, scontrandomi per questo, e anche spesso, con Assessori e Consiglieri del Centro-destra.

    Quindi questa lettera scarlatta che state tentando di affibbiarmi se la tenga per Lei e per tutti quelli come Lei che non riescono a distinguere nemmeno le casacche che indossano i giocatori in un campo di calcio (o che indossavano oppure che non indossavano…se la faccia spiegare dal suo neo-amico o compare Molotov che, a metafore, pensa di saperla lunga).

    Anch’io potrei esprimere delle perplessità sul suo conto ma poiché sono meno saccente di Lei avrei evitato volentieri…
    Quali reali capacità d’analisi politica può avere un (ex) candidato Sindaco che anzichè valutare ed analizzare il default finanziario di un ente (e avrebbe potuto farlo anche riguardo alle spese del personale intervenendo sulla mia relazione tecnica che è stata pubblicata anche su questo blog, ma se ne è guardato bene dal farlo), preferisce prendersela con chi non conta più nulla, è facile attaccare “i più deboli” piuttosto che attaccare chi per anni ha fatto e continua a fare il dirigente in questo ente.
    Il fatto poi che lei indichi i miei comportamenti virtuosi unicamente frutto dell’applicazione di norme dei vari governi, le posso dire che se leggesse meglio la mia relazione (ma Lei, Charlie e Molotov l’avete letta e soprattutto l’avete capita?????), sono il primo io ad affermarlo, ma lei mi insegna che non sempre i dirigenti e gli amministratori applicano le norme, anzi spesso le disapplicano o addirittura le infrangono.
    Inoltre sul suo asserire che con la mia differenza stipendiale tra funzionario e dirigente ho contribuito al dissesto, mi permetta di sorriderne pensando che proprio lei, oggi politico, ma che per tanti anni ha fatto il sindacalista dovrebbe ben sapere e anzi crederci fermamente, nel fatto che ad ogni responsabilità lavorativa debba necessariamente corrispondere la giusta retribuzione, tanto è vero che per i dipendenti che svolgono mansioni superiori è prevista dalla legge una specifica indennità, ora lei vorrebbe farmi credere che facendo il dirigente del personale e avendo la responsabilità di firma anche per esempio sugli stipendi di tutti i dipendenti, per un valore di circa venti milioni di euro annui, io avrei dovuto percepire lo stipendio di funzionario, perché altrimenti, a suo fantasioso dire, avrei contribuito al dissesto????

    Forse dovrebbe sapere anche Lei che le “spese del personale” sono dei flussi annuali in entrata ed in uscita e quello che conta non sono le singole voci ma il saldo a consuntivo.

    Mi dispiace per lei, e per l’Armata Brancaleone, che i flussi afferenti proprio gli anni in cui il sottoscritto era responsabile hanno portato circa 4 milioni di euro in meno rispetto al passato, che tra l’altro risulta essere una risposta esaustiva anche ai suoi dubbi sui “meriti” del sottoscritto.

  19. Antonio Pino
    10 luglio 2012 alle 11:25

    Passiamo al “compagno” Molotov.

    Sinceramente, penso come la maggior parte dei lettori di questo blog, seguivo con simpatia i suoi interventi, spesso “intelligenti” e cmq, quasi sempre, “super partes”, portati avanti con ironia anche se, e questo l’ho sempre pensato, eccessivamente prolissi tenendo conto che un blog come questo, per sua propria struttura, è fruibile come “lettura” e scambio d’opinioni veloce.

    Il Suo intervento stile “compare di merende” a supporto di Mauro Buzzi (il quale a suo volta ha supportato l’anonimo Charlie, etc. etc.) mi fa propendere per un paio di ipotesi:
    1) tra nick name anonimi e firme con nome e cognome, almeno così succede nei forum virtuali, le distanze sono ambigue, a volte non esistono, oppure se esistono, appartengono alla stessa parrocchia……ha presente (avrà studiato qualcosina di sociologia) quando in un gruppo, che a volte può trasformarsi in una “gang”, ci si supporta vicendevolmente cioè in pratica ci si da ragione l’un l’altro (squallidino, vero??)
    2) sperando che non sia vera l’ipotesi n.1) e quindi che Lei sia un (puro?) “battitore libero”….se Lei è sincero quando si complimenta con il Sig. Buzzi per il suo intervento….beh allora, anche Lei, non ha neppure letto (o capito) la mia relazione tecnica sulle spese del personale…cioè, in pratica, perché vi da così fastidio che il sottoscritto abbia ottenuto una “performance” di questo genere????

    Comunque sia, in rapporto ai suoi precedenti interventi sul blog… quest’ultimo risulta essere alquanto pusillanime ma, nello stesso tempo, contribuisce a far chiarezza sulle “finte personalità” che si possono costruire sul web.

    In sostanza, per essere chiari, sembrava un “genio” ed invece era un ……..

  20. Lo Svizzero
    10 luglio 2012 alle 11:51

    Il tempo è dalla Nostra parte, anche su orologi usa e getta ……

  21. 10 luglio 2012 alle 12:51

    Ebbene sì, lo ammetto, sono stato beccato, in realtà sono Mauro Buzzi…… ma non è vero neanche questo, sono Stanislao Moulinsky in uno dei miei più riusciti travestimenti, anzi due, anzi tre, sono legione, sono statale, comunale e privato, uno e trino, tutti parti di un ego mostruoso; che fatica trovare collocazione in un solo involucro umano!. Ma, e questa è la mia confessione definitiva, prima di appendere il mouse al chiodo e ritirarmi ad allevare bachi da seta con Fang, l’ultima bambola, la più piccola di questa matrioska che sta dentro Molotov, la sua vera essenza, è quella di Bartolomeo Pestalozzi da Pinerolo, l’allievo prediletto di Stanislao Moulinsky……

  22. 10 luglio 2012 alle 13:56

    Solo per dire che sintatticamente mi rivolgevo ai lettori del blog, non sono passato dal tu al lei. Flussi o non flussi è un fatto che ai dirigenti a tempo indeterminato, Fabbio ha aggiunto 5 (o 6?) dirigenti di propria fiducia per ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che già denunciavo da settembre dell’anno scorso. Quanto alle mentite spoglie, magari avessi la cultura e la genialità del compagno Molotov.
    PS “quisquilie” e non “quisquiglie”, sai sono saccente

  23. Antonio Pino
    13 luglio 2012 alle 00:22

    Solo per precisare:
    “quisquiglie” l’hanno usato Foscolo, Carducci ed è pure citato come corretto sul Dizionario Treccani, penso proprio di poterlo usare anch’io.

  24. Antonio Pino
    13 luglio 2012 alle 00:43

    X Lo Svizzero:
    tranquillo che la paghetta in qualità di mercenario come i tuoi antenati picchieri te la danno anche se stavi zitto.

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