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Terzo Valico: Davide contro Golia?

12 luglio 2012

Oggi è il giorno dell’ufficialità del dissesto alessandrino, ma ne parleremo a posteriori. Ammesso che ci sia qualcosa di nuovo da dire.
Più interessante invece indirizzare ora lo sguardo nel basso Piemonte, e commentare quel che sta succedendo dalle parti del terzo valico. E sono storie incredibili.

Ti portano via (a prezzi modesti, e stabiliti d’ufficio) un pezzo di giardino, o di cortile di casa.
Ma poi, mi chiedo io, di quell’abitazione che te ne fai? Ti affacci e guardi sfrecciare la modernità dalla finestra, sotto il tuo naso? E’ chiaro che gli immobili in zona, con la realizzazione del terzo valico, avranno valore zero, saranno semplicemente invivibili.

Possibile che, oltre al danno ambientale generale tutto da valutare (dal rischio amianto all’incertezza sulla “tenuta” delle falde acquifere), lo Stato possa liquidare così le proprietà dei suoi cittadini, senza uno straccio di consultazione popolare, e neanche (extrema ratio, e non è comunque la soluzione) indennizzi adeguati al disagio e al danno provocato alle famiglie?

Questo modo di procedere delle istituzioni, che ignorano sistematicamente la volontà popolare, ma fanno pagare al popolo stesso costi e disagi dei business di pochi, a me pare francamente scandaloso. Vedremo quali saranno, comunque, gli sviluppi della vicenda. E quali le reazioni (anche sul futuro piano elettorale) della popolazione tutta, e non solo dei comitati No Tav.

Intanto su Impregilo è concerto grosso, come si dice in gergo.
Tra i principali soci della  multinazionale che si occupa della realizzazione di grandi infrastrutture (i tortonesi Gavio e i romani  Salini) è in corso da mesi una guerra senza quartiere per il controllo societario, e giusto ieri il tribunale di Milano ha aggiunto un altro tassello   al complesso mosaico, che è comunque ancora tutt’altro che completo.

Ricordiamo che Impregilo (presidente Fabrizio Palenzona) è il socio di maggioranza di Cociv,
il Consorzio Collegamenti Integrati Veloci nato nel 1991 per la progettazione e la costruzione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Tortona/Novi Ligure Genova.

Davide contro Golia insomma? Oppure partita truccata, e risultato scontato?

E. G.

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Categorie:In primo piano
  1. francodellalba
    12 luglio 2012 alle 08:02

    Bell’articolo! Vedi che quando ti impegni… 😀
    Quando vuoi passa da me che ti dò la tessera dei simpatizzandi della Democrazia Diretta, oggi te la sei meritata 🙂
    Sul NO TAV basso piemonte il ragionamento è difficile a mio avviso, non tanto per l’assurdità dell’opera che vanta infinite similitudini con quella valsusina, ma purtroppo il terreno dello scontro ci è sfavorevole per due ragioni di fondo, la conformazione del territorio e l’indole delle popolazioni. Sull’ambiguita dei politici, servitori dei potenti, che dicono NI’ annusando l’aria non è nemmeno il caso di soffermarsi, è storia di sempre.
    A questo punto la guerra di liberazione valsusina acquista una valenza ulteriore, un simbolo ed un precedente cui fare riferimento per dimostrare che non sempre e non tutto passa sulla pelle dei cittadini e contro il loro interesse.

  2. CorriereAl
    12 luglio 2012 alle 08:08

    Ah ah..va bene Franco, passo presto a scroccarti un caffè allora, oltre alla tessera.

    E. G.

  3. francodellalba
    12 luglio 2012 alle 10:56

    Fai in fretta, potresti trovare altri al mio posto, stò tentando di vendere l’attività, anche se è durissima, e poi, di questi tempi, è meglio un bel gelato…

  4. 12 luglio 2012 alle 12:04

    Nel Lesotho correva l’anno 1986, quando una filantropica multinazionale italiana, con una consorella francese, capofila di una joint-venture, decise di dedicarsi anima e corpo ad un progetto idrico, che interessò il Lesotho ed un altro stato altamente democratico (in quegli anni), il Sudafrica dell’apartheid. Per il puro gusto di “dar da bere agli assetati”, questo manipolo di “santi uomini” cominciò nel 1988 i lavori; pensate migliaia e migliaia di residenti nella zona del futuro invaso, in cambio di una manciata di perline e qualche specchietto, “volontariamente” si trasferirono altrove……….Nessuno li aveva consultati, né al momento della stipula del contratto, né mai in seguito; quisquilie, per il bene del businnes questo ed altro, sapevano che avrebbero perso ogni forma di sostentamento, ma convinti, dagli evangelisti in mimetica, si sacrificarono…..si espropriarono 3.000 ettari di terra da pascolo e 1.000 di terra fertile, in maniera arbitraria. In totale il progetto prevedeva l’inondazione e l’espropriazione di circa 11.000 ettari di terreni; peccato…. da voi mi sa che con le perline non attacca, ma magari gli evangelisti ci riescono. Quegli stessi militanti evangelisti che nel 1996, durante uno sciopero riguardante le infrastrutture del progetto, accompagnarono cinque scioperanti alla “casa del padre”, benedicendoli con un aspersorio calibro 7,62. L’anno dopo un sindacalista delle maestranze “assurse al cielo” dopo un omelia celebrata da un “fratello mitra” anonimo, e così i lavori continuarono regolarmente, senza interruzioni, Si costruirono 200 km di strade e si dispersero le comunità Basotho, privandole anche delle abitazioni, mandandole a spasso per la nazione. Ah! dimenticavo che, dell’intero progetto, agli italiani furono affidate due dighe: Katse e Muela e un tunnel di collegamento tra le stesse. Alcune malelingue invidiose dissero che le 95 scosse di terremoto e la frattura nella crosta terrestre di 1,5 chilometri che separò in due parti il villaggio di Mapeleng, dopo il riempimento dell’invaso di Katse, non erano un segno della benevolenza divina, bensì la certezza che avevano fatto una s******* “. Erano scienziati, e sicuramente non si espressero così, ma il nocciolo della questione era quello, ogni volta che si scava si sa solo dove si comincia……A causa del solito uso massivo di esplosivo per il tunnel, le abitazioni dei bashoto che rimasero furono gravemente lesionate, ma risarcimenti….niet!, neanche per la maggior parte degli espropri. Però le intenzioni onorevoli di questo “onlus contractor” italiano si palesarono, intorno al 2004; si apprese che, pur di aiutare le popolazioni della regione, costruendo gli invasi, erano stati disposti a pagare, di tasca loro….se non è abnegazione questa….. Nel Settembre 2006: l’impresa ammisee le sue responsabilità, nel processo per corruzione in merito all’aggiudicazione di appalti per il Lesotho Highlands Water Project. Per aver ostacolato il corso della giustizia, nascondendo numerosi documenti che avrebbero dimostrato i pagamenti illeciti eseguiti negli anni novanta dall’intermediario della ditta, il tribunale del Lesotho condannò l’impresa italiana al pagamento della somma di 15 milioni di rand, ovvero circa 1,5 milioni di euro.
    Questo è l’ennesimo fiore all’occhiello, ah! non avete ancora indovinato di chi si tratta?, ma delle nostre vecchie conoscenze di Impregilo. Sembra proprio che laddove c’è un regime, dove una popolazione soffre, loro arrivino e portino una ventata di gioia, benessere e progresso…..speriamo succeda anche nel basso piemonte.

  5. maurizio fava
    12 luglio 2012 alle 17:12

    Vi racconto una delle tante storie di ORDINARIA FOLLIA DEL TAV TERZO VALICO:

    Questo il caso di Pasquale Arly Francella, proprietario di una deliziosa casetta in pietra a Serravalle Scrivia, sulla strada per Gavi (dopo la Crenna, per chi conosce i luoghi).

    Rientrato da una lunga assenza per lavoro, ieri ha trovato in posta l’avviso della raccomandata di ESPROPRIO. Va a ritirarla e scopre che ha 6 giorni di tempo per LASCIARE CASA SUA, “libera da ogni ingombro” perchè Cociv-Impregilo se ne vuole appropriare.
    La cosa spaventosa è l’indennizzo che il signor Fabrizio “Impregilo-Gavio” Palenzona è disposto a dare a Pasquale in cambio di casa sua,
    Queste sono le parole di Pasquale:
    “Indennità occupazione di tutta la proprietà 370mq inclusa abitazione prima casa di residenza, fino al termine lavori: Euro 40 Annui.
    Indennità esproprio del muretto/pavimento mq 40: Euro 60.
    Tempo dal ritiro della notifica in posta, per sgomberare il tutto da persone o cose 6 giorni”.

    Da notare che con quei 40 € annui Pasquale dovrebbe pagarsi un’altra residenza, in luogo di quella che gli viene portata via.
    Da notare anche che Pasquale paga, per la ristrutturazionwe dell’immobile in cui risiede, un pesante mutuo alla banche, di centinaia di euro al MESE.

    Incredibile anche la risposta che Pasquale ha avuto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Serravalle, a cui paga l’IMU e a cui si era rivolto per avere informazioni: “noi non sappiamo nulla, lei comunque LI FACCIA ENTRARE (!!!)”
    Incredibile ancora di più la dichiarazione del sindaco di Serravalle pubblicata oggi su La Stampa: “Non vado a vedere cosa succede a Libarna (frazione di Serravalle interessata da questi espropri) perchè NON SONO STATO INVITATO” (sic !!!)

    Capite quanto siano IPOCRITI e FALSI tutti i politici, da Filippi a Lovelli ai vari sindaci che hanno votato questo scempio e ora cercano di prenderne le distanze parlando di “tavoli istituzionali”, “osservatori” o “referendum comunali”??

    E’ chiaro a tutti che Pasquale e le altre VITTIME degli espropri (la settimana prossima tocca a oltre 200 cittadini di Arquata, e poi a Gavi Carrosio e Voltaggio, aspettando Novi e Pozzolo) saranno buttati fuori dalle loro proprietà tra una settimana per pochi euro, e tutto il resto sono BALLE COLOSSALI ???

    Lunedì 16 (pomeriggio) e poi martedi 17 luglio (tutto il giorno) saremo a casa di Pasquale con tanti amici per difendere il suo diritto dall’aggressione dei famelici PREDATORI del TAV.
    Nessuna violenza, si stratta solo di frapporci fisicamente tra i galoppini di palenzona e l’immobile in oggetto, in modo da impedire di fatto l’esecuzione dell’esproprio.

    Verrete anche voi? appuntamento lunedì ore 16 al bivio della provinciale che da Libarna porta a Gavi (AL), da Serravalle Scrivia.

    PS – le notizie certe e aggiornate sulla truffa del Terzo Valico, che qualcuno cerca di spacciare per “progresso”, le trovate al sito http://www.notavterzovalico.info

  6. 12 luglio 2012 alle 18:34

    A tutti i compagni NoTav e NoTerzoValico……

    A tutti……

    Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.
    (parafrasi di poesia di Martin Niemöller, attribuita a B.Brecht).

    Sveglia gente, oggi è la casa di Arly, ma domani?

  7. barbara
    13 luglio 2012 alle 02:53

    beh ora siamo in democrazia no? E con ben 113 basi Nato direi che è ben protetta no? Siamo nel favoloso occidente. Intanto la lista di quelli che hanno preso è lunga, hanno “preo i tassisti ma tutti gioivano perché questi “rubavano” (un pò come si attribuisce agli zingari), hanno “preso” i farmacisti e si era contenti, poi gli ambulanti che non volevano la Bokenstein fosse applicata anche alla propria categoria, ora noi gioiamo insieme alla grande distribuzione, hanno preso i forconi e la gente era felice, poi oggi tocca agli statali e si gioisce ancora….andrebbe aggiornata la poesia che di materiale purtroppo ce ne è….per tutte le categorie tanto siamo impegnati nel tutto contro tutti in nome di assurde ideologie preistoriche e desuete

  8. CorriereAl
    15 luglio 2012 alle 09:11
  9. maurizio fava
    15 luglio 2012 alle 10:09

    riprendo qui un commento a questa lettera già postato altrove, perchè ne sono fermamente convinto:

    Antonello Brunetti è davvero un eroe civico.
    In uno Stato di diritto sarebbe tenuto in grande considerazione dalle istituzioni per la sua integrità, la sua preparazione, la sua vita fatta di impegno per la collettività e mai per interesse personale.
    Il contrario dei politici disposti a tutto per il cadreghino e per arraffare soldi pubblici, sempre pronti ai cambi di bandiera, e a tradire la fiducia degli elettori.
    Ma sono i secondi che fanno carriera, e si autoelargiscono prebende e onorificenze.

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