Home > Politica > Quale legge elettorale per fermare Grillo?

Quale legge elettorale per fermare Grillo?

14 luglio 2012

Torniamo a volgere lo sguardo verso lo scenario politico nazionale, con una premessa: solo in un Paese poco serio come l’Italia (chiamamola democrazia immatura, dai) si può accettare, anzi dare per scontato, che la legge elettorale venga sistematicamente ripensata, ritoccata e adattata in prossimità del voto, in funzione delle esigenze dei partiti più grandi.

Eppure è quel che succederà, per cercare se non di fermare, quantomeno di arginare lo “tsunami” del Movimento 5 Stelle. Provate a dare un’occhiata agli scenari elettorali ipotizzati da Beppe Grillo o da chi per lui nei giorni scorsi, e ditemi cosa ne pensate.

Volendo potremmo aggiungerne un altro: ossia il ritorno addirittura al proporzionale versione prima repubblica, per poter “arginare” a posteriori i 5 Stelle, trasformandoli nel principale partito di opposizione, contrapposto ad un governo delle “larghe intese” assai simile al mucchio selvaggio che oggi sostiene Monti.

In ogni caso, in questa fase è difficile non semplificare, e non percepire i partiti esistenti, tutti quanti, come più interessati alla propria autoconservazione che al futuro del Paese (tragico, e per ragioni strutturali che non possono essere modificate da qualche bel vertice internazionale o accordo con le grandi banche). E dall’altra parte, una società civile che oscilla tra la rassegnazione e la rabbia, e che comunque vede davvero nel Movimento 5 Stelle la “diversità” rispetto al “continuum” di tutti gli altri.

E hai un bel sottolineare il deficit di cultura politica dei “grillini”, il loro non essere dotati di classe dirigente, ecc. Ma perchè, scusate, la classe dirigente dei partiti tradizionali in quali condizioni ha ridotto il Paese?
Davvero qualcuno pensa che 100 o 200 giovani laureati eletti a Camera e Senato nelle liste dei 5 Stelle (in sostituzione di personaggi come Scilipoti, o come il mio omonimo, o al posto della vecchia guardia dalemiana e dei galoppini a libro paga di Berlusconi) rappresenterebbero un deficit di cultura politica? Suvvia, siamo seri. Ma quale cultura politica? Qui si tratta solo di un ceto parassitario di potere che, pur avendo causato danni irreparabili al Paese, ha garantito benessere straordinario al proprio entourage famigliare e familistico, e non ne vuol sapere di passare la mano. Difficile trovarci altro, senza vedersi crescere il naso alla Pinocchio.

E Berlusconi? Secondo un mio amico che ne sa, la sua annunciata ri/discesa in campo è un bluff: solo un tentativo di tener compatte le truppe allo sbando del Pdl, a Roma come sui territori (si veda cosa succede in Regione Piemonte, o a Casale Monferrato). Insomma, l’ipotesi che con il ritorno del padre padrone possano ancora saltar fuori oboli e prebende personali potrebbe spingere i legionari del centro destra a stringere i denti almeno fino in primavera, perché non si sa mai. Immaginate che beffa sarebbe mollare ora, e poi l’anno prossimo scoprire che chi ha tenuto duro ha beneficiato di un altro giro di giostra: e badate bene, questa è la logica del nostro ceto politico (non solo pidiellino, sia chiaro), e non altra.

Ma, all’interno di centro destra e centro sinistra, non esistono forze e persone perbene? Ma certo che esistono, sia nel loro elettorato che tra chi fa politica attiva. Il punto sarà, nei prossimi mesi, capire se e come sono in grado di imporsi, e di fare piazza pulita dei vecchi “pupari”. Ad oggi i segnali sono sconfortanti: il clima è quello della peggior restaurazione, degli estenuanti giochetti di potere e sottopotere che sottendono una convinzione: niente cambierà davvero nel Paese del Gattopardo. Avranno ragione loro anche stavolta?

E. G.

Annunci
Categorie:Politica
  1. uolter
    14 luglio 2012 alle 12:33

    Bellissimo articolo…più chiaro di così!..

  2. Il Principe
    14 luglio 2012 alle 12:59

    reblogged this on l’onestàprimaditutto.com

  3. 14 luglio 2012 alle 18:03

    Ma ancora a parlare di Grillo? Certo, si discetta su chi va di moda ma per favore, non fasciamoci troppo la testa: sicuri che il Parlamento sta confezionando una legge elettorale anti-Grillo? La mia impressione è che si parla di riforma solo per soddisfare appetiti di cittadini (che giustamente vogliono cancellare il porcellum), giornalisti, costituzionalisti, polemisti, opinionisti e tutti gli altri -isti che discutono in abbondanza; ma nel 2013 avremo di nuovo le nostre odiate liste bloccate. Che – udite udite – piacciono tanto al Movimento 5 Stelle, che con le preferenze non ha molta dimestichezza, ma con le decisioni prese in un ufficio, sia esso quello di Grillo o quello di Casaleggio, ci sanno fare almeno al pari degli altri partiti.

    • 14 luglio 2012 alle 18:05

      ah sono d’accordo su tutto il resto (classe dirigente, Berlusconi e persone perbene nei partiti tradizionali).

  4. francodellalba
    14 luglio 2012 alle 19:43

    Dai, questo articolo lo condivido su feisbuc, a parte quache scaramantico distinguo, nei commenti, vedo che si tace e chi tace…:-D
    Bravo Grassano, stai migliorando a vista d’occhio, non come certi tuoi “colleghi” cartacei che non si sono nemmeno accorti che l’unica voce fuori dal coro (tra l’altro noiosissimo) è stata quella del 5 stelle.Voce che poteva essere ben più pesante, ma che è stata filtrata dal buonsenso che invece era mancato ad un certo talebano, irriducibile quanto irascibile, che avrebbe voluto mandare tutti a casa come illegittimi detentori di un potere che, sempre ad avviso di qiell’esagitato, è stato usurpato da elezioni falsate dall’ignoranza della città suo malgrado. Pensa se la Corte dei Conti avesse lavorato un pò più alacremente ed avesse prodotto il documento finale anche solo un mese prima…pensi davvero che molti di quelli oggi seduti in Consiglio avrebbero osato anche solo mettere fuori il naso da casa? Accidenti ai moderati…hanno fregato il pazzo furioso, ma, statene certi, ci riproverà, io lo conosco, è un testone! 😀 😀 😀

  5. balckbeard
    15 luglio 2012 alle 23:54

    Carissimo Grassano,
    ottimo articolo, però io credo che solo il magnifico doppio turno alla francese possa salvarci.
    Nel primo turno ognuno canta come meglio gli pare, votando con la pancia. Al secondo turno si vota con la razionalità, cioè il politico meno distante dalle proprie idee. Et voilà, la governabilità è assicurata.
    Se poi ci piazzassimo anche un bel semipresidenzialismo saremmo veramente a posto. Vive la France!

  6. CorriereAl
    16 luglio 2012 alle 00:04

    La sua è un’ipotesi più che sensata. Ma in fin dei conti ogni legge elettorale ha i suoi pro e contro. Anche il vecchio proporzionale, se non altro, aveva il merito di dare rappresentanza a tutti: tanto gli inciuci (si veda il governo Monti) li fanno sempre e comunque, spacciandoli per emergenza nazionale. Fa un po’ ridere constatare che, ad ogni fine legislatura, ci si rende conto che “non c’è stato il tempo” di fare le famose riforme, e tanto meno di ridurre il numero di parlamentari. E si imbastisce al volo una legge elettorale ritagliata ad hoc sulle esigenze di chi vuol cercare di restare attaccato alla poltrona. Affermare che abbiamo una classe politica indecorosa, che bada esclusivamente al proprio personale tornaconto non è francamente più banale qualunquismo, ma semplice, amara constatazione della realtà. Dopo di che, agli italiani come sempre la facoltà di scegliere di che morte morire. Io resto convinto che astenersi sia un errore, ad esempio.

    E. G.

  7. Luca
    21 luglio 2012 alle 11:58

    da quando questa testata online è divenuta giornale di partito al servizio delle camice brune cinquestellate?!?
    E’ da un po’ che si possono leggere articoli da far invidia alle 11 non domande di Travaglio…

    • il Principe
      21 luglio 2012 alle 12:21

      reblogged this on http://www.arieccolo.com

    • CorriereAl
      21 luglio 2012 alle 13:19

      Egregio Luca,

      questa non è una testata giornalistica, ma un semplice blog (si veda home in basso a destra), in cui gli autori commentano la realtà locale e nazionale dal loro personale punto di vista. Così i lettori/amici. Senza nessuna pretesa di avere ragione, ma anche senza stare ad usare tutte le volte “il bilancino” (come credo sia invece corretto fare in un giornale). Un blog è interessante se prende posizione, altrimenti è una “pippa” (e ce ne sono, oh se ce sono): per le news di informazione super partes (o così dovrebbe essere) esistono invece tanti validi giornali on line, che citiamo spesso e volentieri.

      E. G.

      Ps: ovviamente leggerci non è un obbligo. Anche se siamo sempre più numerosi, e ci piace così.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: