Home > In primo piano > Cittadella senza luna

Cittadella senza luna

18 luglio 2012

Fra le conseguenze del dissesto del Comune di Alessandria ci sarà anche l’abbandono
dei progetti legati alla valorizzazione della Cittadella, e addirittura diventerà difficile garantire la stessa manutenzione ordinaria della struttura?

Impossibile, in queste settimane estive, non provare un po’ di rimpianto per le serate teatrali e musicali organizzate fino allo scorso anno all’interno della ex fortezza militare: sia per la qualità artistica mediamente più che apprezzabile, sia per il contesto paesaggistico e architettonico, diciamo così, davvero suggestivo.

In realtà qualche occasione per visitare il complesso sulla sponda del Tanaro c’è ancora, a quanto leggo.

Diavoli e streghe, roba tosta e, tutto sommato, sempre attuale. Ma davvero la Cittadella, nel contesto di crisi senza precedenti che Alessandria si troverà a vivere per diversi anni, non ha nessuna chance di rilancio e valorizzazione? Chissà cosa ne pensa l’ex consigliere comunale Maurizio Sciaudone, da sempre in prima fila nella difesa della memoria della fortezza, e nel sottolineare la necessità di valorizzarla e mantenerla in condizioni ottimali.
Ma anche molto critico verso iniziative che rischiavano di allontanare la struttura dalla sua originaria vocazione militare.

Cittadella di luna, si chiamava uno dei più riusciti appuntamenti teatrali estivi: ora la luna rischia di non esserci più, e per parecchio tempo?

E. G.

 

Annunci
Categorie:In primo piano
  1. anonimo (luigi rossi?)
    18 luglio 2012 alle 08:37

    la lüna l’è una lampadina.
    e mi son chi, che camini avanti e ndré,
    me fan mal i pé, Nina.

  2. 18 luglio 2012 alle 08:38

    A proposito di arte patrocinata dal comune, leggendo questo articolo, che vi posto, mi viene in mente “Sex and Drugs and Rock ‘n Roll” di Ian Dury, ma nella accezione più alessandrina del titolo “Sesso poco, droga niente e rock ‘n roll con sentimento”. L’ho già detto: “lunch beat?, ma cos’è?”. Per il lunch c’è poco, direi niente, anzi pensare ad un “pranzo in piedi” danzante, durante la pausa pranzo, in questi momenti, in cui, per la maggioranza quest’ultima dura 24 ore, mi sa tanto di presa per i fondelli, quindi avanza il “beat”, ma inteso in maniera più ampia, in uno dei tanti significati, non solo del sostantivo, bensì del verbo……vanno tutti bene.

    http://www.alessandrianews.it/societa/lunch-beat-si-balla-piazzetta-lega-14798.html

  3. 18 luglio 2012 alle 09:57

    l’unico rimpianto che ho sono per i soldi spesi e per i biglietti omaggio regalati a piene mani dalla Mancuso (chiedere al comitato Riatecilteatro a quanti ammontavano, veramente scan-da-lo-so)

  4. CorriereAl
    18 luglio 2012 alle 10:09

    Sicuramente la gestione delle ultime stagioni teatrali (non solo di quella estiva, di cui non conosco i dati) fu un flop, e la situazione della Fondazione Tra parla chiaro. Ma la Cittadella c’è, è lì….e sarebbe bello trovare modo di farla vivere comunque. Soprattutto le sere d’estate rappresentava un punto di riferimento mica male: meglio che passeggiare sul cemento di Corso Roma insomma. Il mio timore, caro Mauro, è che la parabola del dissesto (che durerà credo almeno cinque anni) trasformi Alessandria in un dormitorio da incubo. I dati di oggi sull’occupazione sono inquietanti. Le prospettive non migliori. Però una politica culturale (a costi bassissimi, che valorizzi il volontariato, ecc…) va mantenuta, anzi sviluppata. Se smettiamo pure di sognare e cadiamo nella rassegnazione siamo già morti.

    E. G.

  5. Agatone
    18 luglio 2012 alle 10:56

    Intanto leggo oggi su La Stampa che l’Università di Alessandria è valutata tra le migliori d’Italia. Peccato che i finanziamenti provinciali e comunali per i prossimi anni pare non ci siano. E così cosa succederà? Tanto per continuare con la constatazione che le amministrazioni locali in questi anni hanno preso molto e dato poco

    • anonimo (luigi rossi?)
      18 luglio 2012 alle 14:22

      stesso valutatore che dava il voto al sindaco fabbio?

  6. 18 luglio 2012 alle 11:54

    Condivido i tuoi timori, Ettore, ma continuo a pensare che venga prima la città della cittadella. Le iniziative e le politiche culturali che possono e devono essere messe in campo non possono non tener conto che il costo di manutenzione del sito è altissimo (basti chiedere ad AMIU quanto è costato – peraltro non pagato – manutenere il solo verde). Certo non bisogna abbandonarla al proprio destino, ma neanche farne il simulacro della ripresa della città. Credo sarebbe utile anche riaprire una seria e realistica riflessione sul ponte Meier, alla luce della situazione di bilancio, del fatto che una parte non irrilevante dei soldi che dovevano rimanere accantonati per la sua costruzione sono stati illegittimamente spesi dalla Giunta precedente e non mi sembra che ci siano le condizioni per ripianarli e del fatto che i soldi per il PI.S.U. (connessi al ponte) potranno arrivare solo se i lavori previsti (compreso il ponte) verranno terminati entro il 31.12.2014.
    E’ noto che io sono sempre stato contrario al Meier, ma comprendo coloro che lo sostengono giustificandone l’utilità in funzione del rilancio della cittadella e anche le ragioni di chi sostiene che potrebbe essere un messaggio positivo di “ricostruzione”. Condivido un po’ meno chi sostiene la tesi della continuità amministrativa. In tutti e tre i casi la domanda è: “sic stantibus rebus” a cosa dobbiamo o possiamo rinunciare in funzione del ponte?

    • Graziella (gzl)
      18 luglio 2012 alle 14:14

      quell’attraversamento di collegamento tra le due sponde dalla nascita di Alessandria c’è sempre stato. Vuoi come collegamento alla fortezza, ma nell’era moderna un utilissimo passaggio che accorcia la distanza che invece esiste se viene utilizzato il Tiziano per chi va a piedi o in bicicletta. se vogliamo ricordarlo, oltre la sponda cittadina vi è un altro pezzo di città a cui è dovuto questo attraversamento . dispiace solo che per quattro mattoni o pietre ritrovate si debba fermare i lavori. sono per conservare tracce di storia laddove non recano intralcio a nessuno . qui si sta esagerando con le cosidette “belle arti” e mi chiedo dov’erano quando hanno sbancato quella porzione risicata di spazio di fronte a Santa Maria di Castello, dove erano le “belle arti” e la diocesi del tempo che hanno permesso la profanazione di ritrovamento tombe dei primi canonici degli albori della nostra città. DOVE ERANO!!!!! Questo ponte sa da fare, che si chiami Maier o Turiddu. non tiriamo i lavori per questa città alle solite calende greche per non fare nulla. chi ha vinto faccia e chi ha perso controlli che chi ha vinto produca

  7. Graziella (gzl)
    18 luglio 2012 alle 14:16

    per chi non conosce la storia dei ponti nati e defunti prima dell’ex ponte sul Tanaro detto erronemente Cittadella, si legga un pò di storia……

    http://www.museodelfiume.it/museo_web/tanaro_2002/i/i_ponti_di_ieri_i.htm

  8. 18 luglio 2012 alle 15:37

    Ieri sera Polina mi ha costretto a vedere ” Il ponte sul fiume Kwai”, mentre mangiavamo i soliti vareniki; che orrore vedere, per l’ennesima volta, i Giapponesi invasori che obbligano i prigionieri del Commonwealth a costruire un ponte, in Birmania, sul fiume Kwai appunto, aiutati da un tenente colonnello collaborazionista (convertitosi alla causa in seguito a numerosi mesi di torture). In realtà, ripensandoci, avevo letto che l’ispirazione venne dalla costruzione di due ponti, uno provvisorio di legno e uno permanente in ferro, che univano tramite strada ferrata Birmania e Thailandia. Durante la costruzione della ferrovia morirono 13.000 prigionieri di guerra alleati, e tra gli 80000 e i 100000 civili.
    Comunque tra il vinaccio cinese di Fang, la vodka e i vareniki che non digerisco mai ……. ho avuto il solito incubo.
    Ho sognato un palazzo di legno rosso, tipo quelli della “Città proibita” di Pechino, in luogo delle solite baracche, in cui si erano insediate le truppe d’occupazione; giapponesi dappertutto, a destra e a sinistra, erano cambiati solo i vertici dello stato maggiore, l’ultimo comandante addirittura era biondo, dai lunghi e fluenti capelli; mah!….chi ha mai visto un giapponese biondo?, potenza della Pepperkaja. Comunque i nuovi padroni, dell’immenso campo di lavoro, obbligavano i prigionieri, quelli che non avevano e non avrebbero mai salutato, con favore, la loro presa del potere a sopportare lavori dispendiosi ed inutili, anche fisicamente: ponti, valichi, costruzioni inutili e voragini varie (tra l’altro pagati profumatamente dalla popolazione, anche con il peggioramento delle condizioni di vita). Nel mio sogno, qualcuno dei prigionieri, intruppati, con vanghe e zappe in spalla, tentava di dire ai sorveglianti (civili convertiti allo sterro e al genio pontieri senza bisogno di torture…. allettati evidentemente in altro modo): “ma avevate detto che bastava una passerella sul fiume……noi ricordiamo….” E loro imperterriti, in un parossismo orgasmico di collaborazionismo o li ignoravano oppure tentavano di instupidirli con tonnellate di “se”, di “ma”, di sigle e acronimi fantasiosi, per giustificare le opere inutili e i repentini cambi di opinione…….”Dobbiamo raggiungere le cittadelle, pardon cittadine, thai al di là del fiume, costi quello che costi” diceva un ufficiale giapponese, “ma i nostri figli hanno fame, non ci sono più i nostri soldi, li avete già sperperati tutti….” dicevano i poveri assoggettati dall’impero del male nipponico, “Basta!, il glorioso Impero del Sole non si ferma di fronte a queste quisquilie” chiudeva l’ufficiale, aggiungendo :”a tutti i regimi serve qualche opera faraonica inutile, il vostro Mussolini, ad esempio, volle il treno più veloce dell’epoca, un ETR 200 che stabilì il record del mondo nel 1939″ e gli sconsolati ed attoniti prigionieri pensarono “speriamo che il ponte vi porti bene, come il treno lo ha portato a lui….”. Guardate che a volte la mente umana è strana, da dove le tirerà fuori queste cose’, mi sono svegliato e ho pensato: “Eppure nel film non ricordo passerelle”…. in compenso ricordo che, sia il ponte cinematografico che quello vero, sono saltati per aria.
    Mi sono consolato, come sempre, pensando alla vostra sana democrazia, in cui non si sperpererebbero mai soldi della collettività in opere inutili, in momenti in cui la popolazione è sull’orlo del baratro……che fortuna la vostra!.

  9. 18 luglio 2012 alle 15:53

    Cara GZL, abbiamo già discusso su queste blog sul ponte Meier. Esprimo una opinione da libero cittadino e non da amministratore giacché non lo sono. E mi sembra che quanto sostengo io non sia in contraddizione con le cose che sostiene lei. Non sono contrario ad un ponte sul Tanaro. Sono contrario a quel ponte: ad un ponte con transito automobilistico e con una spesa così elevata. I sostenitori di quell’opera (il Meier) dicono, giustamente, che è inserita nel Piano di sviluppo Urbano (PI.S.U.) che ha racimolato la bellezza di 20 milioni di euro (se non sbaglio soldi della comunità europea) in più rispetto ai finanziamenti per il solo ponte per altre opere da realizzare in quell’area. Solo che i soldi in più sono legati alla fine di tutti i lavori, compresi quelli del ponte. Chi sa di costruzioni può dirci se effettivamente ci sono le condizioni per tagliare il nastro entro il 31.12.2014, data oltre la quale si perdono quei finanziamenti. E ciò a prescindere dalla sovraintendenza che, concordo con Lei, non solo è stata strabica nel passato ma che spesso si traduce in una palla al piede per qualunque opera.
    P.S:
    il link che ha postato è interessante solo che con quello sfondo acquatico e con il carattere blu sull’azzurro è di difficile lettura; inoltre suggerirei a chi può intervenire sul sito di mettere il costo presunto in euro.

  10. anonimo (luigi rossi?)
    18 luglio 2012 alle 16:23

    contorsioni commoventi.
    Le stesse che si vedono ogni volta, quando, vinta alla bellemeglio un’elezione, si deve tradire in toto il programma che si è presentato agli elettori acefali.

  11. 18 luglio 2012 alle 16:49

    Caro Anonimo, di quali contorsioni parla? mi spiace non poter soddisfare la sua stucchevole vis polemica rigorosamente nascosta dietro un paravento, ma il mio programma alle primarie (che ho perso) prevedeva quello che ho testé scritto. Ne più ne meno.

    • anonimo (luigi rossi?)
      18 luglio 2012 alle 18:55

      caro Buzzi, infatti avendo lei perso, è evidente che i riferimenti ai vincitori di elezioni non riguardano la sua persona. Lapalissiano.

  12. 18 luglio 2012 alle 16:56

    Qui mi sembra che dalla luna arrivino in molti e abbiano lasciato là qualche parte…… i fondi europei sono soldi vostri, provengono dalle vostre tasche, tranne una piccola percentuale da paesi terzi (dazi doganali ecc. ecc.). Possibile che alcuni ne parlino come se fossero regalie che un benefico e munifico sovrano elargisce con grande generosità?, perchè non si pretende che siano impiegati per risollevare le sorti degli stati, invece di foraggiare opere inutili e allucinanti o salvare delle banche, incapaci di stare sul mercato che, loro stesse, hanno creato?. Ogni cittadino europeo smena ai sovrani nominati, e non eletti, dell’Europa, 244 euro all’anno e, oltretutto, i governi locali non sono neanche in grado di sfruttare i fondi stanziati appieno……spero solo per inettitudine…..

    Ci vorrebbe Astolfo, ma anche, poco poco, piano piano…..un ippogrifo!

  13. TM
    18 luglio 2012 alle 17:40

    Graziella (gzl) :per chi non conosce la storia dei ponti nati e defunti prima dell’ex ponte sul Tanaro detto erronemente Cittadella, si legga un pò di storia……
    http://www.museodelfiume.it/museo_web/tanaro_2002/i/i_ponti_di_ieri_i.htm

    annoto che pure il museo del fiume ha chiuso, chissà come mai. grama lisòndria.

  14. Pari Sienne
    19 luglio 2012 alle 08:53

    Leggendo l’ albo pretorio del comune risulta che il museo è chiuso per manutenzione:
    http://www.comune.alessandria.it/php/albo_pretorio/attachment.php?cat=dd&file=SEQ_DE121599.PDF

  15. cittadino
    19 luglio 2012 alle 11:12

    Interessanti le scelte in tema di IMU e EQUITA’ fatte dal comune di Sarego (VI)
    Peccato che si tratti di un comune normale, NON FALLITO.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/385746_imu_la_giunta_grillina_preme_sulle_banche/

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: